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RhythmOne tra le migliori piattaforme lato vendita secondo Pixalate. Mattia Stuani ci spiega perché

Pixalate ha aggiornato la propria classifica mensile Global Seller Trust dei migliori venditori pubblicitari, con i dati di agosto 2017.

Ancora una volta, la top 3 della classifica statunitense vede al comando RhythmOne, seguita da Sovrn, mentre al terzo posto arriva in rimonta ONE by AOL. Per quanto riguarda il ranking relativo ai mercati extra-US, che Pixalate categorizza come “International”, il podio rimane invariato rispetto al mese scorso, con Google AdExchange al primo posto, seguita da RhythmOne e da OpenX.

La classifica misura la qualità dell’inventory delle piattaforme di vendita, sulla base di vari criteri quali viewability, reach, validità delle tipologie di traffico e assenza di malware.

Ma quali sono gli ingredienti per essere riconosciuti come un venditore affidabile? Lo abbiamo chiesto a Mattia Stuani, Managing Director Italy di RadiumOne, società recentemente acquisita da RhythmOne e tramite cui, a breve, l’offerta di RhythmOne arriverà anche nel nostro Paese. RhythmOne infatti per il quinto mese consecutivo si conferma sul podio della classifica, sia a livello statunitense che nel resto del mondo.

Secondo il manager, oggi è indispensabile puntare su trasparenza e brand safety, garantendo così l’alta qualità delle inventory offerte. Qualcosa che RhythmOne fa con una soluzione dedicata, RhythmGuard.

«RhythmOne non solo è partner integrato di tutti i principali Ad-Verification ma ha anche investito in una tecnologia proprietaria di nome RhythmGuard che opera un ulteriore controllo post-bid sul posizionamento in cui l’ad sta per essere servito – ci ha spiegato Stuani -. In pratica, blocca un ulteriore 30% – 35% di impression che non verranno pagate dall’advertiser in quanto non rispettano i criteri desiderati a livello di brand safety (IVT e SIVT), in-view e viewability. Grazie a questa nuova tecnologia l’AdExchange di RhythmOne rende possibile l’acquisto di Guaranteed Market Place offrendo quindi la possibilità di acquistare audience su larga scala con la massima qualità garantendo il risultato».

Un’offerta che arriverà presto anche nel nostro Paese. Continuano infatti i lavori sull’integrazione della piattaforma di monetizzazione cross-device e multiformato di RhythmOne con le funzionalità di accesso agli insight sui consumatori, strumenti di segmentazione di audience e tecnologie di targeting di RadiumOne: integrazione che porterà alla creazione di una nuova piattaforma full-stack, disponibile anche nel nostro Paese. «Non vedo l’ora di lanciare il nuovo brand in Italia frutto della fusione della demand side e data intelligence di RadiumOne unità alla tecnologia supply di Rhythmone – ci ha detto a questo proposito Stuani -. Offriremo al mercato una vera alternativa ai big player del mercato».

Pixalate ottiene la certificazione MRC per la rilevazione del traffico non valido sofisticato

Pixalate ha ricevuto dal Media Rating Council (MRC) una certificazione per la rilevazione del traffico non valido sofisticato e la filtrazione delle impressioni web su desktop e mobile. Inoltre, il fornitore di servizi anti-frode ha annunciato di aver ottenuto un attestato MRC continuato per quanto riguarda la misurazione della viewability su desktop.

La certificazione sancisce la conformità di Pixalate con le disposizioni sul General Invalid Traffic contenute nelle Invalid Traffic Detection and Filtration Guidelines dell’MRC.

L’ente di verifica americano definisce traffico non valido sofisticato quelle situazioni fraudolente che sono più ardue da rilevare e che richiedono analytics avanzati e l’intervento umano per la loro identificazione. Rientrano nella categoria bot, software che si spacciano per utenti reali, dispositivi dirottati, tag pubblicitari, ecc..

“Quest’ultimo riconoscimento, insieme con l’accreditamento per la misurazione della viewability su desktop collocano Pixalate in un gruppo di soggetti distinti e qualificati”, ha commentato George W. Ivie, executive director e Ceo di MRC.

Frodi, un fenomeno diffuso lungo tutto il funnel di marketing?

I click fraudolenti su mobile video sono aumentati di circa 3 volte nei primi 4 mesi del 2017. Lo rivela l’analisi “Q1 2017 Ad Fraud Benchmarks Report” di Pixalate, secondo cui i click fraudolenti da pubblicità in Programmatic su connected tv e over-the-top tv sono aumentati del 161%, e del 70% in caso di click fasulli sugli stessi media in ambiente in-app.

In una suddivisione per dispositivi, lo studio ha evidenziato che i click fraudolenti su tablet sono aumentati del 111% tra aprile e gennaio, mentre quelli su smartphone hanno visto un incremento del 102%, e quelli da desktop del 21%. A livello video (tablet e smartphone), le frodi sono triplicate, con un +181% su solo tablet (un mezzo in cui comunque in termini assoluti il fenomeno frodi è meno presente che su altri dispositivi: 13% delle impression), mentre le frodi su display via tablet hanno visto un +50% nei quattro mesi.

Secondo lo studio, il 36% delle inventory disponibili all’acquisto in programmatic su smartphone, il 31% di quelle desktop, il 13% di quelle tablet e il 51% di quelle su connected tv e ott nel quadrimestre era fraudolento.

Nonostante gli sforzi delle società specializzate nell’individuazione e la prevenzione delle frodi, dunque, quello delle frodi rimane un problema. Secondo Pixalate, la questione è legata al fatto che i tentativi di porre un freno al fenomeno sono per lo più focalizzati a livello di impression, quando invece le frodi investono anche altri “punti” del funnel di marketing. «Le attività fraudolente nel trading programmatico vanno ben oltre il traffico non valido e le impression fraudolente. Abbiamo trovato che gli inserzionisti capiscono che esistono altri tipi di frodi nel programmatic, inclusi i click fraudolenti, ma hanno difficoltà a determinare con precisione l’esatto impatto che questi hanno sulle loro campagne in programmatic», ha commentato Jalal Nasir, CEO of Pixalate, in un’intervista a Mediapost.

«Le frodi pubblicitarie sono più diffuse e radicate nel funnel di quanto noi immaginiamo, e abbiamo bisogno di interventi specifici su tre diversi livelli, dalle impression ai click alle conversioni», ha aggiunto il manager.

Inventory fraudolente, in Italia il 20% degli spazi pubblicitari video è “fake”

Quanto delle inventory desktop, video e mobile è fraudolento? Se lo è chiesto Pixalate. La società, in una sua recente ricerca relativa al primo trimestre 2017 ha analizzato gli spazi pubblicitari gestiti in Programmatic di circa 200 Paesi, Italia inclusa, cercando di individuare quanti di essi fossero “fake”.

Il risultato, naturalmente, dipende da Paese a Paese, e, in parte, anche da canale a canale.

Sul fronte Desktop, i Paesi in cui è più forte l’incidenza delle frodi pubblicitarie è il Giappone, con addirittura l’81% delle impression commercializzate in modalità automatizzata individuato come fraudolento. Seguono, ad ampia distanza, Brasile (36%) e Stati Uniti (35%).

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Sul Mobile troviamo al primo posto la Germania (44%) seguita da Stati Uniti (38%) e Messico (18%). Sul Video, infine, la prima posizione è dell’India (34%), seguita da Stati Uniti (27%) e Canada (23%).

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E l’Italia? Il nostro Paese sembra avere basse percentuali di inventory fraudolente su Desktop e Mobile, ma sul fronte Video la situazione sembra essere meno rosea. Secondo i dati di Pixalate, in Italia il 20% degli spazi pubblicitari video è “fake”, contro il 6% di quelli desktop e circa il 4% su smartphone e tablet.

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La società approfondisce ulteriormente l’aspetto delle frodi mobile, evidenziando come in generale le inventory fake siano più frequenti in ambiente in-app che su mobile web. Ciò avviene sia a livello Display che su Video.

La ricerca ha passato in rassegna anche i formati più soggetti a frodi sul mobile, sia in ambito Display che in ambito Video. Nel primo caso si tratta del formato IAB standard Smartphone App 320×50, con un’incidenza del 36,6%.

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In ambito Video, invece, è la soluzione Smartphone App 320×480, identificato come fraudolento nel 55,8% dei casi.

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Pixalate, Google AdExchange perde posizioni nella classifica dell’inventory mobile

Pixalate ha pubblicato l’edizione aggiornata degli indici che valutano la qualità e l’affidabilità delle principali piattaforme programmatiche mobile e desktop.

Le classifiche stilate dalla compagnia di data intelligence e prevenzione frodi sono tre, Global Seller Trust Index, Mobile Seller Trust Index e Video Seller Trust Index, ognuna delle quali comprendente una graduatoria regionale, relativa agli Stati Uniti, e internazionale.

Il dato più interessante emerge dal Mobile Seller Trust Index, che assegna un punteggio agli inventari in-app mobile in base alla misurazione di reach, traffico non valido, posizione e trasparenza: Google AdExchange ha subito una significativa flessione, scendendo dall’ottavo al venticinquesimo posto. Sul podio si collocano, nell’ordine, le piattaforme di ONE by Aol, AppNexus, entrambi stabili, e LKQD, promossa di due posizioni. Nella stessa classifica, nel periodo che va da gennaio a marzo, si sono registrate altre significative oscillazioni: Pubmatic è salita dal ventiduesimo al quattordicesimo posto, mentre Native Ads ha guadagnato la quarta posizione, dall’undicesimo occupato all’inizio dell’anno.

Per quanto riguarda il Global Seller Trust Index, a livello internazionale mantiene il primo posto RhythmOne, mentre Google AdExchange si posiziona al secondo posto, dieci posizioni più in alto rispetto all’edizione precedente della classifica. OpenX e PubMatic ottengono rispettivamente il terzo e quarto posto, entrambe scalate di un gradino.

Infine, nel Video Seller Trust Index di Pixalate, nella sezione internazionale, Brightcom è in cima al podio, Google AdExchange si è aggiudicata la seconda posizione, in seguito ad una scalata di due posti, SpotX è invece rimasta in terza posizione. Da segnalare, infine, il quarto posto di Rubicon Project, in discesa di due livelli, e Teads al settimo posto, la cui posizione è rimasta invariata.

Qualità dell’inventory, OpenX al primo posto del Global Seller Trust Index di Pixalate

L’exchange di OpenX ha ottenuto, per il mese di settembre, il primo posto nel Global Seller Trust Index di Pixalate in tutte e tre le categorie contemplate dall’indice, ossia U.S. Web, International Web e Mobile App.

L’azienda specializzata in soluzioni per editori digitali raggiunge la vetta delle classifiche U.S.A. per il terzo mese di fila ed ottiene un primato per essersi posizionata prima in tutte e tre le categorie. Tale risultato sta ad indicare che OpenX è riconosciuta come fonte principale di inventario di alta qualità su tutti i formati e le regioni.

Il Pixalate Global Seller Trust Index è uno standard internazionale per la qualità del traffico programmatico, basato su analisi di oltre 100 miliardi di impressioni mensili.

Le classificazioni globali di qualità prendono in considerazione una moltitudine di metriche, incluse l’efficacia complessiva della valutazione delle frodi, la viewability, i malware, l’ingaggio e il punteggio dell’inventario.

Qualità dell’inventory: Sovrn, RhythmOne e OpenX sul podio internazionale

Nella classifica internazionale del Global Seller Trust Index di Pixalate per aprile del 2016 (per la classifica relativa al mese di marzo, leggi l’articolo dedicato) si sono aggiudicate le prime tre posizioni l’azienda Sovrn, che ne ha guadagnate rispetto al mese precedente ben dieci, RhythmOne, che è scesa di un gradino, e OpenX, rimasta invariata al terzo posto.

Ma OpenX vince la medaglia d’oro nella classifica relativa al mercato americano. La nomina è avvenuta in quanto all’azienda è stata attribuita la qualità più elevata ed è stata ritenuta la realtà più fidata per l’inventory digitale negli Stati Uniti; inoltre, si è meritata per la prima volta il gradino più alto del podio nella categoria inventory app.

Pixalate Global Seller Trust Index è una classifica mensile di inventory pubblicitaria programmatica, basata sulla tecnologia proprietaria dell’azienda, che analizza più di cento miliardi di impressioni nell’arco di un mese. Le classificazioni globali di qualità sono basate su un’analisi del punteggio di network, punteggio di reach, punteggio di masking, tipologie di traffico non valido, traffico non valido generico, punteggio sul traffico non valido sofisticato, punteggi sulla viewability degli annunci e malware, in conformità con gli standard riconosciuti dall’industria. L’indice prende in considerazione una varietà di metriche, inclusi l’efficacia complessiva nella stima delle frodi, viewability, malware, coinvolgimento, masking del dominio e punteggi sull’inventory.

Nel 2015, OpenX ha mantenuto il primo posto nel Seller Trust Index per la web inventory per sei mesi consecutivi. La qualità del traffico è stata una pietra angolare per lo scambio pubblicitario di OpenX sin dal 2012, quando l’azienda guidava l’industria in una ininterrotta campagna per eliminare le frodi nel programmatico.

“La garanzia sulla qualità operata da una terza parte è critica per la crescita e il successo della pubblicità programmatica, e per noi è fantastico essere riconosciuti come azienda che mette la qualità prima di tutto il resto. È una conseguenza della nostra vigilanza continua per assicurarci che il nostro mercato sia libero da frodi e degno di fiducia da parte di compratori e  venditori sui diversi schermi”, ha detto a MediaPost John Murphy, Vice Presidente del Marketplace Quality in OpenX.

Per quanto riguarda l’Index di aprile, Jalal Nasir, CEO di Pixalate, ha detto che negli ultimi mesi sono emerse alcune tendenza chiave: “Per prima cosa, i responsabili delle frodi stanno diventando più furbi. C’è stato un incremento del 28% nelle tipologie di frodi più sofisticate nel T1 2016. In particolare, c’è stato un significativo aumento nell’appropriazione indebita di dispositivi direttamente via Trojan che utilizzano siti Doorway per generare le attività fraudolente. Questa per noi rappresenta una sfida perché quel tipo di attività è difficile da rilevare”.

D’altra parte, Nasir ha affermato che c’è stato un focus maggiore e alcuni progressi da parte delle piattaforme nell’affrontare tale problematica. “Questo impegno, insieme con gli sforzi intrapresi nella comunità dal lato acquisto, è essenziale per sventare gli sforzi di quelli che cercano di distruggere la fiducia nella pubblicità programmatica”.

SSP: Rubicon Project, Google AdExchange e PulsePoint al top per qualità dell'inventory

Rubicon Project, Google AdExchange e PulsePoint. Sono questi i top seller del programmatic advertising nei Paesi extra-US, secondo il Global Seller Trust Index di Pixalate.

Il ranking di Pixalate è una classifica mensile, basata sulla tecnologia proprietaria della società che analizza ogni mese oltre 100 miliardi di impression. Il punteggio finale assegnato a ogni player rispecchia una media di diverse categorie, come la reach, le frodi, l’URL masking (ossia quando un publisher lista il proprio sito in un ad exchange come un altro, di solito con una reputazione migliore), la viewability e il network, in ottemperanza agli standard riconosciuti dalla industry.

La classifica dà il nome dei 20 migliori seller tra oltre 400 venditori in ambito RTB, di cui vengono riconosciute la qualità dell’inventory e le performance pubblicitarie. Di seguito la classifica completa, relativa al mese di gennaio 2016.

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Sul podio troviamo Rubicon Project, seguita da Google AdExchange e PulsePoint. La SSP di cui è sales director per il Sud Europa Sara Buluggiu (e di cui ieri, 3 marzo, è stata stata data la notizia dell’uscita del general manager international Jay Stevens), raggiunge il gradino più alto sbalzando Google, un anno fa al primo posto. Medaglia di bronzo a PulsePoint, lo scorso gennaio non presente in classifica.

A questo link è possibile vedere anche la classifica relativa al mercato USA e alle inventory mobile in-app.

 

 

 

Google, OpenX e Rubicon Project sul podio del Seller Trust Index di Pixalate

Google Ad Exchange, OpenX e Rubicon Project: sono questi i nomi sul podio della classifica di gennaio del Seller Trust Index di Pixalate, il ranking stilato dalla ad tech data company in base alla qualità delle impression erogate in Real Time Bidding da oltre 400 piattaforme di vendita in Programmatic, combinando diverse variabili.

Ecco dunque il ranking, stilato a gennaio 2015, dei Top Rated Programmatic Ad Sellers.

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La diffidenza verso la qualità dell’inventory acquistata in programmatic, alimentata da studi critici sul traffico non umano (BOT) o sulla Viewability, è un aspetto critico per lo sviluppo del mercato della compravendita automatizzata di pubblicità online.

In questo contesto, Pixalate ha lanciato lo scorso dicembre il Seller Trust Index, strumento che dovrebbe fornire ai buyer una valutazione della qualità dell’offerta in RTB dei vari ad exchange.

Rispetto al ranking pubblicato il mese scorso, si notano alcune variazioni, come l’uscita dalla top 20 di Canale Media, Audience Square, Lijit Networks e Bizo, rimpiazzati da LinkedIn Network Display, Sovrn, Collective Exchange e Hi-Media.

Sempre in tema di trasparenza nell’ad-tech, comScore ha annunciato la scorsa settimana i Trust Profiles, un set di metriche pre-bid a cui i buyer possono accedere direttamente nelle piattaforme di Programmatic trading come supporto all’acquisto di inventory in modo automatizzato.