Main partner:

Jobs

Sublime Skinz: a Milano l’Italian Publisher’s Night. Sul palco Moto.it e Netaddiction

Nata a Parigi sul finire del 2012, Sublime Skinz è oggi una realtà presente a livello mondiale (ha uffici in Europa, USA e Asia) e da 140 dipendenti. Presidia nello specifico 14 Paesi tra cui l’Italia dove è presente da poco più di un anno con una sede che vede attivi Stefania Giovinazzo nel ruolo di Account Director Italy, Marie Remy, Publisher Development Director EMEA, e Lorenzo Bini, Publisher Sales Manager Italy (protagonista del video che proponiamo di seguito).

Quello che caratterizza Sublime Skinz sono i formati che propone, formati che rispondono a tre aggettivi solo apparentemente antitetici come Impattanti, Visibili ma anche Non Invasivi.

È stato questo il fil rouge che ha accompagnato l’incontro che nella giornata del 14 giugno Sublime Skinz ha voluto organizzare con i publisher italiani. La Italian Publisher’s Night di Sublime Skinz ha visto l’azienda presentare la propria offerta, esposta in primis dal Managing Director EMEA, Andrew Buckman: «La nostra mission è quella di permettere ai marchi di fare branding anche online, canale generalmente associato più a un concetto di performance, proponendo ai publisher strumenti per monetizzare, ma concedendo al tempo stesso ai brand la giusta visibilità e agli utenti un’esperienza di navigazione che possa coinvolgerli e allo stesso tempo emozionarli».

Con questo obiettivo in mente, l’azienda francese ha deciso di spingere di più sul nostro mercato, che si configura a oggi come quarta country all’interno del network. Anche a fronte di questo, a breve annuncerà l’arrivo di un nuovo Sales Manager nel team Italia che andrà a incrementare il lavoro di Stefania Giovinazzo, e si prepara a lanciare un nuovo formato mobile video, come rivelato da Marie Remy in sede di conferenza.

Moto.it e Netaddiction a confronto con Sublime Skinz

L’offerta di Sublime Skinz continua ad arricchirsi dunque e sempre più in ottica cross-device: «Quello a cui puntiamo e sul quale spingiamo le aziende e i publisher a riflettere è di non pensare più a fare campagne diverse prendendo a riferimento il device, ma di pensare a campagne che abbiano come obiettivo quello di raggiungere un dato utente, indipendentemente dal device che si utilizza per farlo», ha spiegato in un secondo momento della serata Buckman. Un momento in cui protagonisti sono stati anche due rappresentanti dell’editoria online italiana, nello specifico Daniele Gulti, Partner e Head of Sales di Netaddiction, e Veronica Lorenzon, Ad Operations Manager di Moto.it.

Moderati dal Direttore di Engage, Simone Freddi, Buckman, Gulti e Lorenzon sono stati messi a confronto proprio sulla percezione del rapporto fra online e branding. Più nello specifico, tra performance, branding e programmatic. «Online questo rapporto sembra essere agli antipodi, ma in realtà sono solo modi diversi di tendere al risultato», afferma Gulti.

Il fine ultimo rimane di convincere il “pubblico” a porre attenzione alla marca e ai suoi valori, utilizzando formati online che possano impattare e non assalire l’utente. «Così si fa branding online senza rinunciare alla gestione degli spazi con il programmatic o alle performance», ribadisce Buckman.

Resta però un nodo fondamentale da sciogliere: quello della misurazione.

Le misure e i KPI a cui si assoggetta l’online sono legate sostanzialmente alle performance: «Il problema è che offline tutti i tipi di misurazione sono a carattere probabilistico, mentre invece online tutto è misurabile. Il problema è che misurare tutto spesso genera confusione e la deriva del branding nella performance», dice Buckman. Fatto che troppo spesso porta a usare metriche, tipo il CTR, per valutare una campagna di branding, «e questo inevitabilmente sposta l’attenzione su formati più impattanti che troppo spesso ignorano le esigenze dell’utente», spiega Veronica Lorenzon.

Insomma, il nodo resta quello di mettere a fattor comune i plus delle campagne di branding, delle metriche e del programmatic, che permette una migliore gestione della dispersione e un maggiore controllo dei risultati raggiunti. Un nodo che scioglie Sublime Skinz con formati che puntano all’utente con l’intenzione di permettergli di creare un rapporto con i brand, generando una relazione con essi proficua per tutti gli attori coinvolti, publisher compresi.

Instal e Madvertise: dati e analytics al centro di una partnership per il performance mobile

Instal e Madvertise, gruppo leader nel mobile advertising dal 2010 in Francia, Germania e Italia, specializzato in programmatic e performance sui nuovi device, stringono un accordo strategico a livello europeo con l’obiettivo di portare nuovi prodotti e proposte di alto livello nel mercato del performance mobile.

Grazie all’alleanza commerciale e all’integrazione delle tecnologie proprietarie della società nata all’interno di Nana Bianca come piattaforma di Mobile Marketing specializzata nella promozione di applicazioni, e di Appsfire (società acquisita da Madvertise Group nel 2015), agenzie e clienti potranno usufruire di una grande offerta di soluzioni uniche di performance mobile advertising che includono: formati nativi, formati Rich Media e Video, pre-load sui deck dei principali operatori telefonici e la possibilità di lavorare in totale trasparenza rispetto ai risultati e agli obiettivi tramite strumenti di Analytics che permettono di tracciare tutto quello che avviene post installazione.

«In un mercato dominato da Google e Facebook diventano necessarie sinergie tra piccole/medie società che operano in un mercato molto frammentato e dispersivo. Le collaborazioni proficue avvenute in questi anni con Instal e la condivisione degli stessi valori nell’approccio al mercato e ai clienti, hanno permesso questa unione in cui crediamo fortemente», commenta Tommaso Rossi, Managing Director di Madvertise Italy.

Entrambe le società, specializzate in campagne a CPI (Costo per Installazione), uniscono le proprie tecnologie e la propria forza commerciale creando team di lavoro dedicati per la gestione dei mercati pubblicitari in Italia, Francia, Germania, Svizzera e Austria con l’obiettivo per il 2018 di aprirsi a nuovi mercati insieme.

Ma non solo. Le due aziende uniscono, oltre alle tecnologie, anche i propri dati per fornire strumenti di targetizzazione sulle app ancora più efficaci. «Inoltre – spiega Filippo Satolli, Co-Founder e Coo di Instal -, avrà un ruolo fondamentale l’utilizzo dei dati post installazione per ottimizzare le campagne a performance in base ai KPI post install».

[Leggi di più su Engage.it]

Personalizzazione, insights e miglioramento in tempo reale: ecco la ricetta programmatica di Amplifon

Sostenere il posizionamento di un marchio sempre più proiettato verso l’innovazione e convincere le famiglie a stare bene: sono le due direttrici lungo le quali si muove Amplifon. Il processo di evoluzione dell’azienda specializzata in diagnosi, applicazione e commercializzazione di soluzioni uditive, è stato intrapreso sfruttando anche le leve tecnologiche offerte dal marketing digitale, Programmatic in primis. Ne abbiamo parlato con Alessandro Bonacina, Direttore marketing e prodotto.

Qual è l’approccio del suo team al marketing digitale?

Dire marketing digitale potrebbe essere limitante se penso al percorso che abbiamo cominciato nel 2016 in Amplifon Italia, ancora molto lungo e molto affascinante. Questo percorso è una vera propria digital transformation, che l’azienda ha intrapreso in Italia e nel mondo, relativa alle leve di marketing ma non solo.

Stiamo guidando l’evoluzione di diversi ambiti digitali, come ad esempio (a) le properties, rivedendo user experience e look&feel; (b) la strategia media paid, earned e organica; (c) il digital CRM one2one e one2many e (d) l’analisi delle informazioni; senza contare quanto il digitale influenzerà le altre funzioni aziendali, in quanto riteniamo fondamentale cogliere le opportunità digitali lungo tutto il customer journey.

Avendo chiaro in mente che non debba esistere un marketing digitale ma solo un marketing: oggi una parte del marketing è digitale, e domani gran parte sarà digitale. Guardando il digitale non come un ‘silos’ organizzativo ma come un insieme di tecnologie in constante evoluzione per interagire con e servire i consumatori lungo il customer journey.

Gli obiettivi di questa evoluzione sono molteplici, in primis sostenere il nostro posizionamento di marca che si sta spostando sempre più verso l’innovazione non solo di prodotto, ma soprattutto relativa all’esperienza e al servizio che offriamo ai nostri clienti e prospect. Inoltre essendo leader di mercato dobbiamo essere i primi a sperimentare, a offrire soluzioni all’avanguardia, per continuare a dare forma alla nostra industry.

Aggiungerei agli obiettivi, non meno importante dei primi due, convincere sempre più persone, più famiglie a stare bene. Il digitale è uno dei primi, se non il primo, canale di informazione per chi ha dubbi, cerca soluzioni, cerca aiuto in relazione a temi di udito, noi dobbiamo essere pronti a tendere la mano nel momento e nel modo che ogni singolo consumatore preferisce, e questo è e sarà reso possibile da evoluti sistemi e strategie di digital e advanced CRM.

In linea generale, in che modo e con quali obiettivi usate il Programmatic?

Principalmente per campagne digitali di informazione e lead generation. Il valore aggiunto che abbiamo trovato è molteplice: (a) personalizzazione di contenuti/messaggi (b) generazione di insights (c) miglioramento continuo e in real-time. Il tutto con positivo impatto su performance e soddisfazione dei clienti.

Vi avvalete della collaborazione di strutture esterne per il Programmatic Buying?

Abbiamo Simple Agency come partner per la pianificazione e GreyUnited per il supporto creativo.

Ci sono degli aspetti dell’”ecosistema” del programmatic che secondo voi andrebbero cambiati o migliorati?

Ci sono ancora diversi elementi che sono sicuro evolveranno : (a) offerta di spazi di qualità, si stanno già facendo buoni passi avanti ma c’è sicuramente margine; (b) algoritmi di machine learning sempre piu’ efficaci; (c) qualità e quantità dei dati disponibili per personalizzare le comunicazioni e (d) algoritmi di ROI attribution.

Oltre che un modo di ottimizzare l’acquisto di spazi media, definireste il Programmatic anche come un modo per valorizzare il rapporto con i prospect/clienti?

Certo, il consumatore è bombardato di messaggi, e chiaramente trova più beneficio nel ricevere messaggi rilevanti per lui nel giusto tempo e contesto.

Il Programmatic può essere utile anche per campagne di brand, o dà il meglio in relazione a obiettivi di performance?

Per ora la nostra esperienza è relativa a campagne maggiormente orientate alla performance. Tuttavia credo fortemente che avere la possibilità di segmentare efficacemente messaggi e contenuti di marca sia un forte vantaggio. Per esempio se penso al focus che i diversi brand driver possono avere su diversi segmenti di consumatori c’è un chiaro impatto positivo nell’avvalersi di azioni Programmatic.

Alla luce dell’attuale scenario della comunicazione online, quali sono oggi le maggiori sfide di marketing per voi e i vostri competitor?

Sono diverse, ma per essere sintetico le riassumo in ‘Comunicare ai consumatori messaggi rilevanti, percepiti come non invasivi, e con alto ROI’. La cosa positiva è che oggi sul mercato gli strumenti ci sono, sta a noi saperli scegliere e valorizzare.

Ligatus, una ex-Yahoo alla guida della società in Francia

Ligatus ha annunciato la nomina di Véronique Pican a Country Manager per la Francia.

In qualità di General Manager, Véronique Pican sarà responsabile dello sviluppo del team e del business francese della società, parte di 100% di Gruner + Jahr e specializzata in soluzioni di Native e Performance advertising, così come della crescita del Programmatic Native e del Mobile.

Laureata all’ESC Rouen (Neoma), la carriera di Véronique Pican ha inizio nel 1989 all’interno di importanti gruppi media internazionali, quali L’Expansion, Axel Springer e Express Roularta, dove era Direttore Commerciale e Marketing. È entrata a far parte di MediaCom (WPP) nel 2010 come Chief Operating Officer mentre nel maggio 2014 è diventata General Manager e Sales Director per la Francia di Yahoo! Pican è anche un membro del consiglio di IAB e di Antenna France.

L’articolo completo è su Engage

Xaxis, Light Reaction compie un anno. L’head italiana Iommi: «Siamo già partner consolidato delle aziende top»

Light Reaction compie un anno e traccia un primo, positivo, bilancio delle proprie attività.

Nata lo scorso giugno (qui l’articolo dedicato) all’interno della famiglia WPP, la soluzione di performance advertising si basa sul raggiungimento di obiettivi direct response, che spaziano dal traffico al sito alle vendite ecommerce, dai download delle applicazioni alla lead generation.

Light Reaction è parte di Xaxis, costituendo anzi l’anima “performance” della piattaforma di programmatic di WPP, tradizionalmente più votata invece alle campagne di branding, come spiega Giovanna Loi, Director di Xaxis Italia: «Abbiamo lanciato Light Reaction per offrire un approccio full funnel ai nostri clienti. Xaxis genera awareness ed engagement con prodotti di branding, mentre Light Reaction offre soluzioni innovative di lower funnel per acquisire e fidelizzare i clienti. Le due anime del nostro business lavorano in modo sinergico: utilizziamo i risultati delle campagne branding per ottimizzare quelle a performance di Light Reaction».

Ad un anno dal lancio, oggi Light Reaction è disponibile in 26 mercati in tutto il Nord America, Europa, Asia e Medio Oriente, gestendo più di 300 clienti con 120 dipendenti.

In Italia la piattaforma offre un ampio portfolio di prodotti performance, in ottica cross-device, che spazia dalla display all’emailing marketing, dal social al native a soluzioni drive to store, con una particolare attenzione al mobile, come canale per generare lead click to call, traffico al sito e download di applicazioni. E, forte dei suoi successi, continua a crescere, anche in termini di organico: attualmente infatti è alla ricerca di un nuovo Senior Performance Account Manager per la sede milanese.

Alla guida degli uffici italiani, in qualità di head of Light Reaction in Italia, c’è Silvia Iommi, che così commenta questo primo compleanno: «A quasi un anno dal lancio, Light Reaction è già partner consolidato dei top player del mondo automotive, banking, food, pharma, retail, telco e travel».

L’esperienza di Linear Assicurazioni

Tra i clienti che hanno scelto Light Reaction c’è Linear Assicurazioni, la compagnia di assicurazioni online del Gruppo Unipol.

Linear nel 2015 ha testato Light Reaction come soluzione programmatic performance con ottimi risultati. Dopo qualche settimana dall’attivazione, Light Reaction è riuscita ad attestarsi ad un costo per lead inferiore ad altri player attivi a piano da tempo. Light Reaction è ora un partner consolidato di Linear scelto in modo continuativo per le campagne di performance advertising, sia su device desktop che mobili.

Giovanni Carparelli, del team Digital di Linear, spiega: «In un contesto competitivo come il mondo assicurativo, prestiamo molta attenzione non solo al cost per sale, ma anche alla qualità delle lead generate dalle campagne pubblicitarie e al loro modello di attribuzione. Tramite il numero di preventivo, siamo in grado di risalire a tutta la storia della pratica: quale player l’ha generata, da che canale è arrivata e in che canale si è conclusa, sia esso Digital o Offline. Siamo così oggi in grado di confrontare i vari player pubblicitari in veri e propri termini di ROI. Light Reaction si conferma un’ottima soluzione anche sotto questo punto di vista: ci permette di creare, infatti, una “cookie pool” utile alle attività di remarketing, unendo quindi volumi e profittabilità».

Federico Anastasia, responsabile Digital e Marketing operativo di Linear, dichiara: «Grazie al programmatic adv riusciamo ad automatizzare processi, analisi e ottimizzazioni che, fino a qualche mese fa, richiedevano più effort sia dal punto di vista delle risorse sia dal punto di vista del tempo. Le automazioni, insieme ai modelli di attribuzione, ci permettono di concentrare gli sforzi sui dettagli e di ragionare su nuovi test e sperimentazioni».

Rocket Fuel: anche il design di un annuncio influenza le sue performance

Il design di un annuncio può essere molto utile per la buona riuscita di una campagna adv. Grazie a decisioni creative strategiche, i marketer possono aumentare i tassi di conversione di oltre il 600% in alcuni verticali.

A dirlo è Rocket Fuel, fornitore leader di soluzioni di adv e digital marketing con intelligenza artificiale per agenzie e brand globali, nella sua “Guida per l’ottimizzazione della creatività”, un’analisi che quantifica l’impatto delle scelte creative sui tassi di conversione. Lo studio ha analizzato quasi 40.000 banner di 1.076 inserzionisti in 16 verticali, per un totale di 23,3 miliardi di impression generate tra novembre 2013 e giugno 2014.

Il risultato? Ci sono degli elementi ben determinati che giocano un ruolo importante nell’originare la risposta dei clienti.

Ad esempio, il colore dello sfondo dell’annuncio: gli sfondi rossi raggiungono in media il +31% in più di tasso di conversione in tutti i verticali, mentre gli sfondi grigi raggiungono in media un tasso di conversione minore del -8%. Un altro elemento importante sono le animazioni, che raggiungono in media un tasso di conversione di +7% nella maggior parte dei verticali. In particolare gli annunci animati con 6-9 secondi di animazione (inclusi i loop) raggiungono in media il tasso più alto tra questi (+138%).

E poi ancora la presenza di elementi specifici all’interno del visual: gli annunci con volti umani, ad esempio, raggiungono in media un tasso di conversione maggiore del 4%; quelli che mostrano il prodotto raggiungono in media un tasso di conversione maggiore del 6% rispetto a quelli che non lo fanno; e quelli con un logo in basso a sinistra dello spazio pubblicitario (rispetto a qualsiasi altro posizionamento) raggiungono in media un tasso di conversione maggiore dell’81%.

«È importante quantificare il ruolo che il design gioca nel successo delle campagne pubblicitarie – commenta Enrico Quaroni, country manager di Rocket Fuel Italia -. L’utilizzo dell’intelligenza artificiale per mostrare l’annuncio giusto alla persona giusta nel momento giusto è solo una parte dell’equazione. La nostra ricerca dimostra quanto le performance di un annuncio siano dovute a fattori controllabili come il colore dello sfondo o il posizionamento del logo».

Tra le altre evidenze emerse, il fatto che gli elementi creativi che guidano le performance di conversion-rate spesso non guidano invece le performance del click-through-rate (e viceversa). Ad esempio, all’interno del mercato dell’intrattenimento, mentre gli annunci statici hanno avuto un CTR del 45% superiore rispetto agli annunci animati, gli annunci animati hanno avuto un tasso di conversione del 380% maggiore rispetto agli annunci statici.

Inoltre, il design comunemente utilizzato non sempre è il più efficiente. Per molti elementi di design, gli attributi top-performing non sono i più comuni. Questo era molto diffuso nelle campagne delle aziende telco in cui solo il 10% degli annunci includevano un’offerta per un telefono gratuito o un tablet, anche se gli annunci che la contenevano raggiungevano in media un tasso di conversione più elevato del 98% rispetto alla media della categoria.

In aggiunta ai risultati che riguardano tutti i verticali, sono stati individuati alcuni insight che hanno un forte impatto sulle conversioni, specifici per i diversi settori.

In ambito Automotive, per esempio, gli annunci raggiungono in media un tasso di conversione più elevato quando vengono utilizzati messaggi sulla sicurezza (+220%, rispetto ai messaggi sul consumo di carburante o affidabilità). Nell’Intrattenimento, gli annunci con celebrità maschili raggiungono in media un di tasso di conversione maggiore del 670% rispetto agli annunci con celebrità femminili, anche se gli annunci con le celebrità femminili tendono a raggiungere nel complesso lo stesso tasso di click-through. Questo sembra essere enfatizzato dai trend – il 52% degli annunci include una celebrità ma l’analisi è piuttosto sbilanciata, con il 41% di annunci con celebrità maschili rispetto a solo l’8% con celebrità femminili. Nel Travel, gli annunci che segnalano nei loro messaggi la durata del viaggio raggiungono in media un tasso di conversione maggiore del 227% rispetto a quelli che non contengono questa informazione. Nella Ristorazione, infine, in cui il campione analizzato comprende numerose offerte per ristoranti, per esempio, gli annunci con un messaggio relativo alle quantità maggiori di cibo offerte allo stesso prezzo (come le promozioni “compra uno e riceverai uno gratis” o le promozioni in cui viene offerto un piatto gratis), questa tipologia di annunci raggiunge in media un tasso di conversione maggiore del 284% rispetto alla media del settore, funzionando meglio delle promozioni basate sul prezzo o sui concorsi.

«Qualcuno potrebbe guardare i dati e concludere che è difficile gestire le tante opportunità creative offerte, ma noi pensiamo che sia vero il contrario – ha concluso Enrico Quaroni, country manager di Rocket Fuel Italia -. I dati dimostrano ciò che ha funzionato bene in passato, ma non limita la scoperta di quello che potrebbe funzionare in futuro. Uno dei migliori vantaggi del programmatic è che permette un rapido ed accessibile test del mondo reale e praticamente di qualsiasi idea o ipotesi che si possa immaginare. Apre sempre nuove possibilità e non le chiude mai».

Ecco una sintesi dei risultati.

rocket-fuel-creatività-performancerocket-fuel-creatività-performancerocket-fuel-creatività-performancerocket-fuel-creatività-performancerocket-fuel-creatività-performancerocket-fuel-creatività-performance

 

Travel: con Criteo ora si possono focalizzare le campagne adv sui viaggiatori più redditizi

Criteo, l’azienda tecnologica specializzata in performance advertising, ha annunciato una serie di aggiornamenti del suo algoritmo che consentono alle aziende del settore Travel di raggiungere i consumatori sulla base delle loro previsioni di spesa quando prenotano viaggi e vacanze.

Criteo Engine ora assegna a ciascun individuo una stima del valore della prenotazione, grazie all’elaborazione di un elevato numero di dati, e su questo valore basa il successivo bidding sull’annuncio pubblicitario. Questo nuovo sistema di bidding intelligente consente agli operatori del travel on-line, come compagnie aeree, hotel e agenzie di viaggi, di focalizzare i propri budget di marketing sugli acquirenti più redditizi, cioè quelli con più alta probabilità di spesa, riducendo al contempo l’investimento pubblicitario sui clienti con un potenziale inferiore. La nuova versione del Criteo Engine, fa sapere l’azienda, “è già utilizzata da più di 300 clienti nel mondo (tra cui TUIfly.comLateRooms.com) e ha incrementato in media del 20% il valore complessivo delle prenotazioni per i clienti Travel”.

Oggi l’algoritmo Criteo valuta automaticamente la propensione del viaggiatore a prenotare e il valore atteso della prenotazione per ciascuna possibile inserzione. L’elaborazione prende in considerazione un numero significativo di variabili come le tendenze di navigazione, la destinazione e la finestra pre-booking. Questi parametri vengono valutati in tempo reale, cosicché il motore Criteo è in grado di ottimizzare la spesa pubblicitaria sostenuta, focalizzandosi su un’audience pertinente e identificando il momento giusto nella fase cruciale di pre-booking, adattandosi alla stagionalità dei viaggi in ciascun paese.

Inoltre Criteo ha lanciato per il settore del Travel anche una nuova serie di layout pubblicitari mobile-native. Questi nuovi formati aiutano le compagnie aeree a raggiungere i propri obiettivi di performance e di branding, pur rispettando la conformità alla regolamentazione pubblicitaria specifica del settore aereo.

EatalyNet: costo di acquisizione giù del 37% con il programmatic adv di zanox

Eataly, il più grande centro enogastronomico del mondo, è live con il proprio sito di e-commerce su zanox, il network europeo leader nel performance advertising.

Da oltre un anno, il mondo di Eataly è a portata di tutti con un semplice click grazie al debutto dell’e-commerce sul sito www.eataly.it. Le attività online di Eataly sono gestite da EatalyNet, startup del gruppo Eataly focalizzata sul mondo digitale. Un debutto, quello online, che ha fatto registrare nel primo anno di attività tassi di crescita a tre cifre mese dopo mese.

Eataly sta continuando la propria crescita online avvalendosi del supporto di partner competenti. zanox, a tal fine, ha attivato una vasta gamma di servizi – dallo strumento di conversion marketing, zanox Booster, alle attività di multichannel performance marketing (leggi l’articolo completo su Engage)che hanno già fatto registrare interessanti risultati.

Inoltre, per spingere le vendite incrementali sui nuovi clienti sono state realizzate delle campagne di Programmatic Advertising che hanno rilevato un notevole abbassamento del costo medio di acquisizione, sceso del 37% rispetto al costo iniziale (giugno 2014).

Michele_Marzan-1
Michele Marzan

Michele Marzan, Regional Director Southern Europe di zanox, commenta così la collaborazione con Eataly: «Eataly è un brand di grande prestigio che ha dato una nuova vita all’industria enogastronomica italiana grazie al catalogo di prodotti di prima qualità non facilmente reperibile. Con Eataly, il network zanox si è arricchito di un’altra grande opportunità, garantendo sempre di più il futuro del network, puntando ancora una volta su chi fa dell’innovazione il proprio cavallo di battaglia».

I piani di crescita di Eataly online «sono molto forti», spiega Laura Corallo, marketing manager di EatalyNet. «Prevediamo nel prossimo anno di potenziare le attività di vendita online in diversi mercati esteri quali ad esempio Germania, UK e Turchia, ma anche negli Stati Uniti dove siamo già attivi con un e-commerce dedicato che sta riscuotendo grande successo. Tutto questo e altro (compreso l’imminente ingresso del fresco tra i prodotti in vendita online) sarà possibile anche grazie a partner di alto livello come zanox».

2014: l’anno di svolta per il Programmatic branding? Sì, secondo Rocket Fuel

Il Programmatic buying sta cambiato il volto del mercato del digital advertising, e non è più un segreto. Qualche dato: Secondo IDC, l’investimento in real time bidding per il display advertising accelererà ad un tasso di crescita del 59% entro il 2016, rendendolo il segmento della pubblicità digitale in più rapida crescita nei prossimi anni.

Il successo del programmatic buying insomma, è noto, e il mercato sta già pensando a ciò che verrà dopo. «Facebook, Twitter, mobile, video e TV sono le vie che sono state esplorate per le campagne di programmatic advertising, ma la convinzione di Rocket Fuel è che il programmatic sarà adottato sempre di più anche per campagne di branding», afferma Enrico Quaroni, Country Manager Italia di Rocket Fuel, una tra le principali piattaforme di media buying in Programmatic.

rocketfuel_com_HP
www.rocketfuel.com

Fino a non molto tempo fa, il programmatic buying e il real time bidding erano utilizzati essenzialmente come uno strumento per ottenere perfomance. Le preoccupazioni per la qualità dell’inventory hanno tenuto i brand advertiser lontani dal real time bidding per lungo tempo. «Oggi», spiega invece Quaroni, «Un’inventory di alta qualità è ampiamente disponibile come anche strumenti che garantiscono un’adeguata brand safety».

E non è tutto. «Chi si occupa di brand», continua il Country Manager di Rocket Fuel, «non si accontenta di utilizzare dati demografici approssimativi e target audience fisse, ma sta cercando sempre più di raggiungere specifici obiettivi mirando ad un audience ottimizzata che si trovi in un momento cruciale del percorso d’acquisto. I marketer stanno cominciando a rendersi conto che la capacità di ottimizzazione in tempo reale li può aiutare a aumentare i ROI delle loro campagne di branding».

Alcuni brand hanno già iniziato ad attivare campagne di programmatic branding. Usato in modo intelligente, il real time branding consente ai marketer di ampliare le loro attività e raggiungere un pubblico più vasto. Ma ci sono ancora alcuni fronti aperti.

«I marketer – spiega Quaroni – devono pensare in modo diverso per quanto riguarda le loro creatività e come queste possono essere utilizzate nel programmatic. Per poter sfruttare veramente la potenza del marketing 1:1 che offre il programmatic advertising, gli inserzionisti devono essere in grado di adattare le creatività in modo che risultino adeguate al contesto in cui appaiono. Una difficoltà è data dal fatto che i formati rich media compaiono raramente all’interno degli ad exchange. Tuttavia, nei prossimi mesi, si prevede che gli editori e gli ad exchange lavorino per promuovere questi formati pubblicitari brand-friendly in modo da poterli utilizzare su più ampia scala nel programmatic».

Il trend del programmatic branding, inizialmente, è stato guidato dall’acquisto di inventory pre-roll. Il successo delle soluzioni video in generale dimostra perché il programmatic branding tramite pre-roll potrebbe essere ancora il luogo ideale per i marketers per testare questa nuova soluzione.

«Il 2014 – conclude Quaroni – è stato un anno di svolta, un anno in cui i marketers hanno iniziato a pensare alle opportunità di crescita per i loro brand offerte dalle nuove tecnologie e hanno iniziato a sviluppare campagne innovative che lavorano in un contesto programmatico. Questo è stato sicuramente un anno di esplorazione e di apprendimento e i marketers hanno iniziato a intuire che il programmatic buying non è solo uno strumento per generare performance, ma anche un ottimo strumento per pianificare campagne di branding e misurarne i risultati reali».