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comScore: a inizio aprile il lancio dei Trust Profiles in Italia

Era il 22 gennaio quando comScore aveva ufficialmente annunciato l’integrazione delle sue più importanti metriche pubblicitarie all’interno di piattaforme di trading programmatico.

Il lancio ha segnato la prima offerta concreta di comScore nell’ambito del progetto “Industry Trust”, voluto della società per favorire la fiducia reciproca tra acquirenti e venditori nel contesto del programmatic advertising, un settore ancora sottovalutato e poco apprezzato perché macchiato da sospetti sull’effettiva qualità dell’inventory scambiata nelle piattaforme, ma che rappresenta una straordinaria opportunità per il mercato pubblicitario online: «Il dibattito in atto tra gli spender esaspera criticità e timori legati alla giusta metrica da utilizzare per valutare gli spazi messi a disposizione dai publisher, alle frodi, al traffico non umano che inficia i dati. Il programmatic sconta dunque un problema di fiducia, a cui comScore risponde con la trasparenza di un progetto come Industy Trust e con le metriche Trust Profiles che comprendono le certificazioni di traffico non umano (NHT), il ranking dei siti degli editori e delle categorie di questo, la viewability e le statistiche demografiche. Attraverso questo tipo di misurazioni e informazioni, contiamo di contribuire ad accrescere questo mercato, qualificandolo e rendendolo trasparente», spiega a Programmatic Italia Paul Goode, SVP Marketing & Strategic Partnerships EMEA, LATAM, APAC e Canada di comScore.

Tale iniziativa si propone dunque di aumentare la qualità dell’inventory e creare un mercato programmatic affidabile in grado di servire più efficacemente l’intero ecosistema: «Grazie a Industry Trust, gli inserzionisti saranno in grado di acquistare impression in programmatic, utilizzando le stesse metriche comScore di cui si servono per gli acquisti pubblicitari tradizionali, tra cui quelle messe a disposizione da soluzioni comScore quali MMX Multi-Platform e validated Campaign Essentials (vCE)», specifica ancora il manager.

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Inizialmente rese fruibili solo sul mercato americano, sono state solo ieri, 3 marzo, presentate in UK. E ora, con un incontro dedicato a centri media ed editori del nostro mercato, i comScore Trust Profiles si apprestano a conquistare anche l’Italia: «Dal 1 aprile renderemo disponibili tutte le metriche per i publisher partner, attraverso le quali gli editori saranno in grado di visualizzare privatamente i propri Trust Profile attraverso un’interfaccia apposita, acquisendo informazioni sulle modalità di rappresentazione dei rispettivi siti nelle piattaforme di programmatic, e renderle pubbliche qualora lo ritengano opportuno», dichiara ancora Goode.

«In pratica alle già disponibili metriche di ranking e di audience reach, saranno aggiunte da inizio aprile anche quelle relative alla viewability e al traffico non umano», aggiunge Fabrizio Angelini, fondatore della società Sensemakers, che rappresenta comScore in Italia.

Passo successivo, che assorbirà all’incirca un paio di mesi, sarà poi l’integrazione delle metriche nelle principali DSP del nostro mercato.

Questo potrebbe significare un reale salto di qualità per il programmatic buying in Italia, che si stima quest’anno assorbirà all’incirca il 20% della spesa in display advertising: «I margini di crescita ci sono. Lo dimostra il fatto che in UK entro il 2017 il programmatic potrebbe assorbire circa il 75% dell’investimento in display advertising. E il mercato italiano ha tutte le carte in regola per raggiungere questi livelli, se siamo capaci di andare oltre quelle criticità di cui si parlava prima con soluzioni adeguate e che scoprano le carte di tutte la parti in gioco», conclude Goode.

(Questo articolo è stato pubblicato in anteprima su Engage.it)

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