Main partner:

Jobs

SpotX, gli inserzionisti outstream potranno accedere all’inventory di Sharethrough

SpotX annuncia una nuova integrazione con Sharethrough, che vedrà la piattaforma di monetizzazione video portare la propria infrastruttura programmatica per la domanda outstream sull’offerta in-feed video della SSP Native. Grazie all’accordo, le due società “offriranno agli inserzionisti accesso ad ambienti premium e brand safe attraverso l’exchange di Sharethrough, aiutandoli a raggiungere audience cross-screen in maniera scalabile con spot in-feed”.

Oltre 1000 editori mettono a disposizione la loro inventory sull’exchange di Sharethrough, che conta più di 10 miliardi di ad impression video ogni mese. Attraverso un’integrazione server-to-server in Open RTB, Sharethrough sarà ora in grado di offrire ai suoi editori anche la domanda outstream di SpotX. L’accordo, d’altra parte, apre un nuovo tipo di offerta video agli inserzionisti outstream di SpotX, quella native.

Per Sharethrough, SpotX impiegherà il modello di aste first-price sia sul mercato aperto che sui private marketplace, “una mossa che migliorerà la capacità delle aziende di ottenere impression in header-bidding e aumenterà le opportunità di guadagno degli editori, assicurando un ambiente più trasparente per entrambi gli attori“, spiegano le società in una nota.

Tutti i video outstream standard erogati tramite Sharethrough partiranno automaticamente in-feed, con un headline e una descrizione che indicherà chiaramente che si tratta di un annuncio video.

Rubicon Project amplia l’offerta di formati: arriva il Vertical OutStream

Rubicon Project amplia la famiglia OutStream con un nuovo formato: il Vertical OutStream.

La nuova soluzione consente di inserire in maniera dinamica messaggi pubblicitari verticali all’interno dei contenuti editoriali dei siti mobile, sfruttando l’intero schermo dello smartphone quando attualmente i formati pubblicitari mobile ne utilizzano in media solo il 30%.

Il Vertical OutStream comporta una serie di benefici sia per le aziende che per gli editori. Nel primo caso, consente di erogare messaggi pubblicitarie 100% viewable, che assecondano l’esperienza mobile senza bisogno per gli utenti di girare lo smartphone per vedere il video al meglio. Inoltre, a fronte di una fee, i brand possono trasformare i loro già esistenti video orizzontali a verticali grazie a servizi come Upright Media.

rubicon-project-vertical-outstream

Per quanto riguarda gli editori, invece, il formato risolve il problema di dover creare e monetizzare inventory video, direttamente embeddando spot in maniera nativa all’interno del contenuto editoriale. Per erogare video verticali, ai publisher basterà un unico tag e un unico player, da embeddare nei propri siti mobile. Il formato è “friendly”, specifica la società in un blog post, e garantisce al pubblico un’esperienza rispettosa. Le impostazioni audio sono decise dagli stessi utenti.

Il nuovo formato Vertical OutStream è acquistabile tramite Rubicon Project sia in Privete Marketplace che in modalità Open.

Rubicon Project rilascia una nuova soluzione per il video outstream

Rubicon Project ha lanciato OutStream, una soluzione proprietaria per la pubblicità video. Già disponibile ai 300 editori premium presenti sull’exchange della società ad-tech, basa il suo funzionamento sullo strumento di riproduzione JW Player.

La tecnologia di OutStream è stata progettata, si legge nella nota, specificamente per risolvere le problematiche più comuni riscontrate nella compravendita automatizzata di video, ad esempio la scarsità di inventario di alta qualità, riducendo la latenza, incrementando i tassi di caricamento e la viewability degli annunci.

Allo stesso tempo, riporta dichiara il comunicato ufficiale, questa soluzione veicola verso gli editori clienti la domanda proveniente da circa cento demand-side platform video connesse a Rubicon Project.

“Siamo entusiasti di aver rilasciato la soluzione OutStream e siamo soddisfatti per l’adozione immediata da parte di centinaia di editori di alto profilo operanti in tutto il mondo”, ha dichiarato John Peragine, Global Head of Video della società ad-tech, “Come componente integrata della nostra piattaforma, questa tecnologia rende più facile per gli editori creare inventario video e aiuta i marketer a raggiungere le metriche di ingaggio e impatto sull’audience che cercano“.

Pochi giorni fa, Rubicon Project ha reso noti i risultati finanziari relativi al periodo che da aprile a giugno. La trimestrale ha registrato un calo dei ricavi pari al 39%, per un valore pari a 42,9 milioni di dollari.

AppNexus lancia un open marketplace per la video adv, con inventory outstream di Teads e StickyADS.tv

La digital video adv avrà presto un suo mercato aperto, a disposizione di quei buyer e quegli editori che vogliono andare oltre le inventory messe a disposizione da Google e Facebook e i limiti del pre-roll.

AppNexus ha infatti annunciato il lancio di un open marketplace per inventory video, che ospiterà una vasta offerta di spazi outstream, sia proprietari che di terze parti.

La piattaforma, che vedrà la partecipazione di diversi fornitori di inventory native e oustream, tra cui, oltre alla stessa AppNexus, anche Teads e StickyADS.tv, si presenta come uno dei più vasti bacini di formati outstream in programmatic, capace di consentire a tutti i publisher, non solo quelli dotati di contenuti video, di vendere inventory video su desktop, mobile e native customizzabile e monitorabile.

«Il Programmatic video è una componente importante e in crescita della pubblicità digitale – ha spiegato Eric Hoffert, svp of Video Technology di AppNexus -. Con una offerta in-stream sempre più compressa, l’outstream offre invece a tutti i publisher possibilità di monetizzazione attraverso il video su vari schermi. Mentre le altre piattaforme hanno eretto dei muri attorno alla loro offerta video, noi abbiamo creato un mercato aperto guidato dalla scelta, la competizione e l’innovazione. Proprio come AppNexus sta emergendo come alternativa indipendente a Google e Facebook nel mercato display, adesso intendiamo fare della società il leader indipendente del programmatic video».

La tecnologia di outstream video di AppNexus per i publisher coinvolge sia desktop che mobile web, supporta gli standard VAST, VPAID JavaScript e VPAID Flash e mette a disposizione diverse modalità di vendita, ossia RTB, mediation, deal e direct video ad serving. Tre i player disponibili: HTML5, Flash e un mobile player che supporta i video in autoplay su iOS e Android. I publisher possono attivare la vendita di inventory outstream attraverso l’AppNexus Seller Tag, mentre per inserzionisti e agenzie media, AppNexus ha studiato una nuova user interface per targettizzare i video Outstream insieme all’inventory pre-, mid- e post-roll.

L’offerta outstream di AppNexus è già disponibile per i buyer, mentre sono in fase di completamento i test con i publisher negli Stati Uniti e in Europa, con l’obiettivo dell’operatività nel secondo trimestre.

Nel video di seguito, Hoffert e altri manager di AppNexus raccontano la novità.

[dup_YT id=”y-MWZrrGkfQ”]

Disponibile anche in Italia

La novità interesserà anche nel nostro Paese, come hanno confermato a Programmatic Italia Michele Marzan, CEO di Teads Italia e Luca Morpurgo, Country Manager Italia e Spagna di StickyADS.tv.

«Ovviamente anche l’inventory “italiana” e disponibile sulla SSP di Teads sarà disponibile sulla DSP di AppNexus – ha dichiarato Marzan -, a vantaggio dei publisher che sono parte del nostro network e degli stessi buyer che così potranno accedere a spazi premium, come sono di fatto quelli che copriamo con il nostro formato inRead, posizionato in-text e quindi in un ambiente qualificato e qualificante per gli stessi ads, pensati anche e soprattutto per non infastidire l’utente. L’Outstream è ormai riconosciuto come il secondo filone di sviluppo della Video Strategy e questo accordo non fa che ribadirlo. Aggiungo che la partnership è stata studiata anche in funzione di generare un’alternativa a Facebook e Google e, a mio parere, rappresenta un passo deciso per portare aziende e centri media oltre i limiti del pre-roll».

«L’accordo stretto con Appnexus – ha aggiunto Morpurgo – ribadisce la validità della piattaforma StickyADS e dei publisher che l’hanno scelta per la monetizzazione della propria inventory. Il principale vantaggio di fatto è per gli editori che possono così aprire i propri spazi a una platea molto più ampia di buyers, per i quali si allargano le possibilità di scelta per l’erogazione delle proprie video ads. L’accordo è stato studiato in effetti per andare oltre la pianificazione del più “classico” pre-roll e per dare ai buyers la possibilità di accedere a tutto un universo di spazi adv premium che non siano quelli di Google e Facebook. Crediamo dunque molto nelle possibilità che questo accordo apre per il video adv gestito in programmatic».

Le più lette