Main partner:

Jobs

Nasce Pladway, full-stack crossmediale italiana con focus su Programmatic Out Of Home e Audio

Nasce in Italia una nuova piattaforma full-stack tecnologica crossmediale, comprensiva di DSP e SSP, che si propone di diventare fin da subito un punto di riferimento per il Programmatic Out Of Home e Audio, con un focus iniziale sul territorio italiano. Si chiama Pladway, ed è stata fondata da Gianluca Galliani, Stefano Premoli (il manager continuerà a rivestire la carica di direttore commerciale di Viralize), e Francesco Meneghetti. «Pladway nasce dall’idea di sviluppare una piattaforma fullstack non derivata dal web, per la compravendita in programmatic di spazi Out of Home – spiega Galliani, CEO della società-. Il nostro obiettivo è diventare la tecnologia principale con cui trading desk e publisher negozino inventory outdoor, indipendentemente che si tratti di video, audio o, perché no, in futuro anche display».

Un obiettivo importante, che Pladway punta a raggiungere con tecnologie all’avanguardia e una struttura 100% italiana. «Il nostro punto di forza principale è l’italianità di tutto il team di manager e programmatori – aggiunge Galliani -, che ci permette di fornire ai nostri partner un servizio rapido e localizzato, coinvolgendoli nel processo di sviluppo del prodotto, per creare una soluzione tagliata su misura per il mercato».

Tech provider di Pladway è Fabbricadigitale, società nata nel 2000 con l’obiettivo di realizzare una ICT company lontana dai poli tecnologici tradizionali, e sin da subito focalizzata nel mondo del digital media. «Il media buying negli ultimi anni ha intrapreso un cammino verso l’automatizzazione della compravendita di spazi pubblicitari sul web e ora i tempi sono maturi per una digitalizzazione anche dei processi legati all’Out Of Home – dichiara Francesco Meneghetti, CEO di Fabbricadigitale e Co-Founder di Pladway -. Lo sviluppo di software che rilevano il numero di persone presenti vicino ad uno schermo outdoor o ad un’emittente audio, ha consentito la nascita di sistemi di rilevamento quali l’OTS (“Opportunity To See”), un innovativo strumento di “people counting” che permette di misurare in tempo reale la quantità di utenti potenzialmente esposti al messaggio ed acquistare solo chi è stato presente per il 100% della durata dello spot. L’obiettivo di Pladway è quindi quello di integrarsi con le principali piattaforme di Digital Signage e i loro sistemi di misurazione delle “Opportunity To See”, in modo da fornire ai buyer uno strumento di acquisto basato su dati reali di persone e non più statistici».

Primo “acquisto” per rafforzare il team di Pladway è Federico Fassina, Head of Operations, con un passato di tre anni nella SSP StickyADS.tv, in seguito acquisita da FreeWheel, parte del gruppo Comcast. «Non appena mi è stato presentato il progetto, ho subito visto tre grandi opportunità – racconta Fassina -: far parte di un team esperto ed eterogeneo, entrare in un nuovo “canale” in grande sviluppo come l’Out Of Home, poter mettere a disposizione la mia esperienza in una startup con grandi ambizioni. Per una volta possiamo dimostrare come anche in Italia si possano creare aziende ad tech di successo».

[Videointervista] Xaxis e Kinetic a Programmatic Days: «Real DOOH, i vantaggi del programmatic incontrano l’outdoor»

Siamo tutti nomadi: l’80% della popolazione adulta italiana dedica più di un’ora agli spostamenti all’aperto, e questo rende l’Out Of Home un mezzo di comunicazione sempre attuale, terzo media per tempo speso dopo internet e la tv. In seguito alle esposizioni agli annunci Ooh le persone sono portate a svolgere delle azioni, come ricerche sul web e acquisti. In seguito a questi trend, sono aumentati anche gli investimenti pubblicitari.

E con il digitale, tutto questo sta assumendo una nuova dimensione come hanno spiegato nella seconda giornata di Programmatic Days Erik Rosa, Managing Director di Xaxis Italia, e Carlo Grillo, Chief Operating Officer di Kinetic Italia, le due società di WPP che hanno sviluppato un’offerta digitale, Real DOOH (in cui “real” richiama il mondo del Programmatic).

Guarda la video intervista a Erik Rosa, realizzata a margine del suo intervento sul palco dell’Auditorium Iiulm:

«Con Real DOOH è possibile applicare le tecnologie di automazione del programmatic per pianificare l’esterna. Grazie all’inventory di concessionarie come Clear Channel, Telesia, Grandi Stazioni, è possibile portare la comunicazione nei grandi aeroporti e stazioni, sulle pensiline dei mezzi pubblici, nei centri commerciali, in metro potendo scegliere di uscire solo in determinati giorni o fasce orarie, usando creatività dinamiche in tempo – quasi – reale, collegandosi a una Dsp». Inoltre Real DOOH, ha continuato Rosa, «si presta molto a un’amplificazione online, in particolare con il mobile».

Quello del DOOH è un mercato in crescita, con oltre 42 milioni nel 2017 (erano 30 milioni nel 2013) e un aumento degli impianti esterni digitalizzati che l’anno scorso in Italia sono oltre 6000. «E con il programmatic – ha detto Carlo Grillo – questo processo di sviluppo si arricchirà sempre di più, perché è un prodotto che risponde alle esigenze dei clienti. Vedremo asset che arricchiranno le nostre città anche dal punto di vista estetico».

Guarda la videointervista a Carlo Grillo, realizzata a margine del suo intervento a Programmatic Day(s) 2018:

Nel corso della presentazione, Rosa e Grillo hanno illustrato la campagna “Unlimited” di Zalando, in cui il Programmatic OOH ha permesso l’erogazione solo nelle fasce orarie mattina e sera, con tre soggetti creativi differenti, il tutto con l’uso di una Dsp, e una campagna di Ford, primo cliente a scegliere il Real DOOH.

Diversi sono i vantaggi del Real DOOH emersi dalla presentazione: «L’automazione, la possibilità di scegliere quando far uscire la campagna e la possibilità di effettuare cambi delle creatività a seconda del contesto», spiega Grillo. E il bello in parte deve ancora venire: «In futuro l’offerta sarà aumentata, ci sarà una crescita dell’inventory e gli schermi saranno presto dotati di un apparecchio in grado di tracciare le persone in prossimità dello schermo».

«Siamo per ora presenti su oltre il 30% dei mezzi digitali e puntiamo a essere sul 60% entro il prossimo anno, raddoppiando la nostra offerta», conclude Rosa.

L’Out of Home cresce nel mondo, trainato da dati e tecnologie

Costi relativamente bassi e tecnologie all’avanguardia: ecco quali sono i due ingredienti principali del successo dell’Out of Home.

Uno studio di WARC ha messo in luce lo stato dell’arte a livello globale del mezzo, che attualmente assorbe mediamente il 13% dei budget media delle aziende. Una quota che cambia in base alla tipologia di brand, passando dal 26% delle campagne pubbliche e non-profit al 16% dei marchi di alcolici, al 14% dei retailer, le categorie che investono di più sul canale.

La ricerca, che ha analizzato il panorama pubblicitario in diversi Paesi, Italia inclusa, ha registrato un CPM per manifesto al di sotto della media di tutti gli altri mezzi, il che spiegherebbe in parte il fatto che le campagne con budget bassi e medi sono quelle che allocano sull’Out of Home le maggiori quote di investimenti. Prezzi che comunque sono destinati ad aumentare col tempo: secondo la società, quest’anno il CPM sul mezzo aumenterà mediamente del 3,5%.

L’apporto del Digital

All’interno del settore, la parte digital sta crescendo rapidamente: quest’anno la quota digitale sulla spesa pubblicitaria OOH complessiva raggiungerà il 34,8% e, secondo WARC, si stima arriverà al 45% entro il 2021.

E sarà proprio il digitale, e la tecnologia data-driven, a segnare il futuro del mezzo, secondo il Data Editor di WARC James McDonald: «L’Out of Home è ben posizionato per avanzamenti futuri, grazie all’aumento della penetrazione del digital, che consentirà di mettere a disposizione creatività flessibili guidate da ricchi dati sul pubblico».

Il tema della raccolta dei dati

Sul tema della raccolta dei dati, tuttavia, è bene ricordare che al mezzo tocca muoversi con cautela. Recentemente, il Garante della Privacy in Italia ha stabilito che i totem pubblicitari presenti nelle stazioni ferroviarie e dotati di telecamere che analizzano le reazioni del pubblico alle campagne (oltre 500 sul territorio) dovranno informare gli utenti della presenza di tali telecamere. E, ovviamente, chi gestirà le installazioni che utilizzano tecnologie per la raccolta e l’analisi dei dati dovrà sottostare anche a norme di più ampia portata geografica, come la GDPR.

Ma al di là della conformità a norme e regolamenti, c’è anche un altro aspetto che il mezzo deve e dovrà tener presente nella raccolta dei dati: ciò che ne pensa l’utente. Secondo un’altra recente ricerca di WARC, realizzata con Toluna in UK sul tema del riconoscimento facciale, il 65,2% delle persone non ama l’idea di un’applicazione della tecnologia per la personalizzazione dei messaggi di marketing. «Le nuove tecnologie, come il riconoscimento facciale, sono state create per migliorare la shopping experience, ma le aziende dovrebbero ascoltare le preoccupazioni dei consumatori», ha detto a proposito il manager di WARC.

L’apertura al Programmatic

Intanto, da qualche tempo il mezzo ha abbracciato le tecnologie programmatiche. Alcune grandi holding pubblicitarie si sono dotate di soluzioni ad hoc, come Kinetic, la unit di WPP specializzata in marketing OOH, che ha lanciato una piattaforma per la compravendita automatizzata che raggrupperà in un unico mercato virtuale i principali proprietari di media Out-of-Home. E già diverse aziende hanno messo alla prova il mezzo da un punto di vista ad tech, come SAECO: che grazie a un accordo tra Adform e Grandi Stazioni ha potuto collegare oltre 700 schermi distribuiti nelle 12 principali stazioni italiane alla sua DSP, acquistando così spazi tradizionalmente offline in modalità programmatica.

Non da ultimo, società specializzate nell’Out of Home si sono dotate di strutture specializzate per la vendita in programmatic dei loro spazi. E’ il caso di Clear Channel, che recentemente ha stretto una partnership con Moving Up per gli spazi pubblicitari localizzati in sette aeroporti italiani, a Milano e in 30 centri commerciali. Sempre Clear Channel ha inoltre deciso di sfruttare le possibilità cross-mediali offerte dai dati, e grazie a un accordo con la DSP mobile Sonata di TAPTAP Networks, ha lanciato una piattaforma che consente di erogare agli utenti che si trovano in prossimità degli impianti OOH di Clear Channel campagne mobile in linea con quelle outdoor.

Ed a riprova che il mezzo sta assumendo un’importanza sempre maggiore, anche a livello di industry, in Italia IAB ha recentemente aperto un tavolo di lavoro dedicato al Digital OOH, finalizzato alla definizione di standard tecnici e di posizionamento per l’affissione digitale. Ne fanno parte alcuni dei player di riferimento del mercato, come IGPDecaux, Clear Channel, Grandi Stazioni, Telesia, Moving Up e le principali centrali media.

Clear Channel Italia sceglie Moving Up per il Digital OOH data-driven

Clear Channel Italia e Moving Up annunciano la sigla di un accordo di collaborazione per la commercializzazione degli spazi pubblicitari digitali connessi al canale data-driven al fine di rafforzare la leadership della concessionaria di OOH, che detiene una quota di mercato di circa il 27%.

Attraverso questo accordo, la società specializzata in processi di trasformazione digitale diviene punto di riferimento per tutti i trading desk di aziende clienti e dei centri media che vorranno acquistare in modalità data-driven gli spazi digitali di Clear Channel Italia, localizzati presso sette aeroporti italiani – Roma Fiumicino e Ciampino, Venezia e Trevis, Bologna, Bari, Brindisi – nell’area downtown di Milano e nel circuito Bike-sharing nelle città di Milano e Verona e nei 30 centri commerciali premium distribuiti nel Paese.

Fondata nel 2015, Moving Up conta ad oggi oltre 150 milioni di pagine viste al mese e una struttura di 16 professionisti, attivi dalle tre sedi di Palermo, Roma e Milano.

«Siamo lieti che Clear Channel Italia abbia scelto la nostra proposta tecnologica e, quindi, di avvalersi del nostro approccio consulenziale per lo sviluppo di un percorso di digital transformation dei circuiti di pubblicità esterna. Siamo onorati della fiducia che ci viene accordata e confermiamo il nostro impegno a operare secondo la medesima idea di business condivisa, volta a creare standard di qualità e trasparenza per un mezzo che vive oggi il suo momento di trasformazione epocale. Rispetteremo l’identità e i valori, e consentiremo ad inserzionisti e operatori di settore di acquistare, a partire da oggi, anche in modalità data-driven», ha dichiarato il Ceo della struttura.

Paolo Dosi-Clear Channel Italia
Paolo Dosi, Ad di Clear Channel Italia

«Siamo molto contenti di questo accordo in quanto ci consente di poter accelerare l’attivazione di un nuovo canale di vendita a cui oggi non abbiamo accesso. C’è un crescente interesse da parte del mercato nel valorizzare gli impianti DOOH in termini di impression e il know-how di Moving Up è fondamentale anche per supportarci nello sviluppo interno di competenze cruciali per valorizzare al meglio i nostri asset digitali», ha aggiunto Paolo Dosi, CEO di Clear Channel Italia.

Clear Channel punta sul Programmatic OOH: ampliata la disponibilità della soluzione Ad

Facendo seguito al lancio della soluzione in BelgioClear Channel avvia la piattaforma Ad anche nel Regno Unito e diventa la prima concessionaria media del Paese a lanciare un sistema di acquisto automatizzato dell’Out-of-Home.

Aziende come Santander e O2 sono stati i primi inserzionisti britannici a pianificare campagne attraverso questo strumento, attualmente disponibile su Storm, network digitale premium di Clear Channel UK. Su Ad gli inserzionisti possono accedere e acquistare volumi definiti di patrimonio premium ad un prezzo fisso e prestabilito, in modalità garantita.

La piattaforma, usata anche da altri media buyer come Rapport e Kinetic, continuerà a svilupparsi mediante l’integrazione di funzionalità aggiuntive man mano che verrà implementata nel patrimonio digitale su scala nazionale. Inoltre, Clear Channel sta elaborando ulteriori connessioni automatizzate per gli strumenti di pianificazione/acquisto dei clienti.

«Siamo lieti di aver portato l’Out of Home nell’era dell’automazione con il lancio nel Regno Unito del primo strumento di acquisto automatizzato sviluppato da una concessionaria media. Abbiamo investito moltissimo nel costruire un’inventory OOH di nuova generazione per raggiungere il nostro obiettivo: creare il futuro dei media. Adesso è ora di iniziare a usare i giusti sistemi automatizzati, processo che renderà il nostro mezzo più facile da pianificare, acquistare e fruire, massimizzando i vantaggi degli inserzionisti. È fantastico vedere i brand che utilizzano la nostra Piattaforma Ad. Sono curioso di vedere il prossimo livello di creatività che l’automazione ci permetterà di raggiungere, continuando a rendere l’Out-of-Home più intelligente, semplice ed efficace», ha dichiarato Justin Cochrane, Ad di Clear Channel UK.

«Ritengo che questa piattaforma rappresenti una straordinaria opportunità di evoluzione per l’Out-of-Home e, per Clear Channel, anche un nuovo approccio che tiene conto delle esigenze dei propri clienti in quanto la sua flessibilità semplifica enormemente l’acquisto di spazi esterni, dà ai clienti una soluzione costruita ad hoc sulle proprie audience di riferimento e consente un’attendibile e accurata misurazione della campagna nelle sue tre fasi: prima, durante e dopo. Sono convinto che questo porterà i marchi a includere maggiormente le affissioni digitali nelle pianificazioni media», ha aggiunto Paolo Dosi, CEO di Clear Channel Italia.

La soluzione arriverà nel nostro Paese entro fine anno.

 

Kinetic pronta a lanciare una piattaforma per il Programmatic Out-Of-Home

Kinetic Worldwide ha annunciato il lancio di una piattaforma per la compravendita automatizzata che raggrupperà in un unico mercato virtuale i principali proprietari di media Out-of-Home.

Per realizzarla, l’unità di WPP specializzata in marketing OOH collaborerà a livello internazionale con Bitposter, una società specializzata nel trading di pubblicità in esterna. Nelle prime fasi di attività, saranno utilizzati gli spazi dei principali operatori nel Regno Unito, quali JCDDecaux, Clear Channel U.K.,  Primesight, Exterion Media, Outdoor Plus, Ocean Outdoor e Signature.

Kinetic, che integrerà il suo sistema di pianificazione con l’inventory a disposizione delle società per creare un private marketplace, ha dichiarato che, grazie a questa soluzione, i suoi clienti beneficeranno di un servizio più efficiente e agile, che permetterà una migliore integrazione dei dati.

“Questo progetto non solo renderà più efficienti i processo di acquisto e vendita OOH, ma aiuterà a far crescere la scala del Digital Out-Of-Home per raggiungere il suo vero potenziale”, ha aggiunto Stuart Taylor, Ceo di Kinetic U.K. & Western Europe.

Lo scorso anno Kinetic Italia, per bocca del Managing Director, Alberto Cremaschi, aveva annunciato di essere al lavoro per introdurre uno strumento simile anche nel nostro Paese: è infatti in fase avanzata il dialogo con Xaxis per integrare le due piattaforme ed attivare sinergie tecnologiche, con l’obiettivo di fondere il sistema del programmatico con quello out-of-home ed aprire l’inventario digitale all’automatizzazione in scala.

Programmatic OOH: debutta un nuovo exchange firmato Clear Channel e Rubicon Project

Negli Stati Uniti nasce una nuova soluzione per l’acquisto di spazi pubblicitari outdoor in Programmatic. A lanciarla è Clear Channel Outdoor Americas, sussidiaria di iHeartMedia, insieme a Rubicon Project.

Clear Channel metterà a disposizione degli inserzionisti in Programmatic la propria inventory di billboard digitali tramite il Private Marketplace di Rubicon Project. Costruito da zero dalle due società, il nuovo exchange di Digital Out of Home combinerà la reach di mille billboard digitali su 25 dei 29 mercati statunitensi di Clear Channel, con l’expertise tecnologico di Rubicon Project.

In una nota congiunta, le due società hanno fatto sapere che i primi test della vendita data-driven del formato, per esempio per il lancio di “Matilda The Musical”, hanno riscosso un buon successo. I vari inserzionisti hanno potuto acquistare gli spazi attravero varie DSP, tra cui MediaMath e TubeMogul, ed hanno potuto utilizzare anche la soluzione di Rubicon Project Enterprise Bidder per la targettizzazione delle audience e la gestione dell’acquisto via asta.

L’offerta della piattaforma è in continuo divenire, e nuovi sviluppi sono attesi nei prossimi mesi, in primis l’integrazione con nuove DSP tra cui Adelphic, DataXu e Simpli.fi.

La soluzione, attualmente presente solo negli Stati Uniti, arriverà presto anche in Europa. Clear Channel International, divisione di Clear Channel Outdoor, è infatti attualmente al lavoro su una soluzione programmatica dedicata ai mercati pubblicitari del Vecchio Continente, e conta di annunciarne i piani di lancio già il prossimo mese.

Proprio qualche giorno fa, Rubicon Project ha annunciato un altro accordo, quello con la piattaforma LiveIntent, per la creazione di un marketplace di inventory email a disposizione per acquisti in Programmatic (leggi qui il nostro articolo).

Adform e Grandi Stazioni Retail portano per la prima volta in Italia il Programmatic OOH

Adform, la piattaforma ad-tech indipendente e aperta, annuncia il lancio delle prime campagne di programmatic Out-of-Home in Italia. Sviluppate per due riconosciuti brand del settore farmaceutico e per una importante azienda telco, sono frutto della collaborazione con Grandi Stazioni Retail, che gestisce il principale network italiano di video Out-of-Home nelle 14 maggiori stazioni ferroviarie italiane.

«L’azienda, forte degli eccellenti risultati già ottenuti nel Nord Europa, ha deciso finalmente di introdurre le sue soluzioni di Programmatic OOH anche nel mercato italiano. La scelta è caduta quasi obbligatoriamente su Grandi Stazioni Retail, in virtù del suo ruolo da leader in questo canale», ha commentato Alfonso Mariniello, Country manager per l’Italia di Adform.

Per ottenere la massima efficienza, l’intera operazione è stata eseguita utilizzando la piattaforma ad-tech full stack di Adform, che ha integrato infatti la sua supply-side platform nei sistemi di inventory di Grandi Stazioni Retail, consentendo agli acquirenti di selezionare le posizioni Out-of-Home su cui desideravano investire sulla base di ciascuna impressione. Contestualmente, anche le centrali media hanno potuto acquistare le impressioni tramite la demand-side platform di Adform. Le differenti inserzioni sono inserite negli spazi attraverso un meccanismo di aste in tempo reale, in cui si compete in base ai diversi parametri impostati dalle aziende inserzioniste.

Questo meccanismo si applica anche alle stesse creatività che, grazie al fatto di essere erogate da ad-server, garantiscono ai clienti totale autonomia. La tecnologia programmatica ha permesso di selezionare quali prodotti mostrare in funzione dell’ora del giorno, della stagionalità, e anche in base ad eventi internazionali. Gli annunci, quindi, sono stati creati in tempo reale con gli strumenti dinamici di ottimizzazione della creatività di Adform.

L’OOH rivive grazie alle tecnologie programmatiche

«I dati Nielsen testimoniano una ripresa dell’out-of-home. Ciò, oltre ad essere un dato incoraggiante per tutti gli operatori del settore, indica che questo canale è riuscito a rispondere all’evoluzione del settore e ad adeguarsi alle rinnovate esigenze degli inserzionisti. Gli impianti stanno attraversando un processo di svecchiamento, solo Grandi Stazioni Retail ha effettuato in questi anni investimenti di circa 10 milioni di euro. Il Programmatic ha aperto una nuova finestra sui consumatori: non si parla più di schermi privati, quelli dei dispositivi personali, ma di schermi pubblici, i cui messaggi sono visti da un elevato numero di persone. La componente tecnologica in questi sistemi è elevata: parliamo di strumenti di riconoscimento facciale, di sesso e rilevazioni anagrafiche. L’OOH sta assumendo tutte le caratteristiche degli altri canali programmatici perché ora è misurabile e permette di effettuare del targeting puntuale».

«Il Programmatic rappresenta il futuro dell’advertising out of home: stiamo proponendo all’interno delle Grandi Stazioni Retail un nuovo e dirompente modello di vendita», ha dichiarato Marco Orlandi, Responsabile Prodotto ed Innovazione di Grandi Stazioni Retail, «Grazie agli importanti interventi effettuati su piattaforme Smart e tools di raccolta dati, i nostri schermi sono da oggi in grado di acquisire campagne e contenuti in tempo reale dalla DSP di Adform. L’integrazione permette ai compratori il mix dinamico tra la presenza web e quella out-of-home, utilizzando le medesime metriche di valutazione. Grazie a questa integrazione, i clienti possono accedere in tempo reale ai report di esecuzione delle loro campagne digitali, con i dettagli relativi ai viewers ed alla composizione demografica dell’audience. L’approccio si estende anche al network GoTv, e permette l’accesso programmatico ad un vero e proprio canale televisivo».

I canali Digitali di Grandi Stazioni Retail raggiungono quotidianamente una platea di oltre 1,5 milioni di impressioni/giorno nelle sette stazioni di Milano Centrale, Torino Porta Nuova, Venezia Santa Lucia, Verona Porta Nuova Roma Termini, Roma Tiburtina e Napoli Centrale dove il servizio è già attivo.

«Siamo molto orgogliosi di questo progetto che ci permette di essere i primi ad entrare nel mercato del programmatic out-of-door in Italia. L’advertising digitale sta marciando a grande velocità verso il programmatic omni-channel che da questo momento include definitivamente anche l’OOH. Grazie a player come Grandi Stazioni Retail che investono intensamente in nuove tecnologie e in innovazione, Adform ha avuto modo di poter contribuire attivamente alla realizzazione di alcune delle più interessanti campagne per importanti brand grazie all’integrazione della propria SSP e DSP per una gestione di contenuti real time» ha aggiunto Mariniello.

La DMP di Adform diventa “stand-alone”

La scorsa settimana, Adform ha comunicato che la sua DMP, ora rinominata “Audience Base”, è disponibile ai clienti anche per l’utilizzo autonomo (stand-alone), al di fuori dalla sua piattaforma. Le aziende potranno così integrarla all’interno dei loro preesistenti ambienti di marketing tecnologico. «La nostra DMP ha raggiunto un livello di maturità tale da poter essere utilizzata anche in maniera separata dallo stack di Adform. Ora i nostri clienti potranno sfruttare appieno il valore della DMP anche senza dover necessariamente utilizzare la totalità della nostra piattaforma”.

FluidNext: il pioniere italiano del Programmatic Out of Home

FluidNext è una piattaforma digitale di proprietà di The Mad Box, un’azienda focalizzata sui mercati digital signage, retail media, digital out of home e web platform. «FluidNext è una tecnologia rivoluzionaria, che permette la completa personalizzazione di spazi e offre soluzioni sartoriali per le comunicazioni tra i brand e la propria audience di riferimento», spiega Alessio Abbateianni, fondatore di FluidNext. «In pratica, la piattaforma trasforma le grandi superfici Led in un browser Html5 abbandonando così definitivamente il vecchio concetto di palinsesto di messaggi riprodotti in sequenza. Il nostro approccio è diametralmente opposto al tradizionale modus operandi in ambito out of home. A contrario di quello che accade nelle pianificazioni in esterna, il nostro percorso parte dal web. Portiamo la logica digitale nell’outdoor e in più portiamo il web su device unconventional, inseriti nel contesto urbano».

Più nello specifico, quali sono le caratteristiche della piattaforma?

Per noi un impianto di 200 mq posto in strada ha la stessa valenza di un monitor installato sulla scrivania. Da qui deriva il vantaggio che i contenuti, in quanto contenuti web, hanno una versatilità che i video tradizionali non hanno. I messaggi, per esempio, sono modificabili in real-time, e questo rende l’out of home interessante per tutti quei clienti – penso a istituti bancari e compagnie aeree – che finora hanno escluso il mezzo dalle proprie pianificazioni perché poco flessibile rispetto a contingenze specifiche come una variazione dei tassi di interesse e di tariffe agevolate per un viaggio. Parliamo di un cambiamento epocale che ridefinisce l’intero settore dell’esterna, anche perché introduce l’elemento di interazione con gli annunci tramite mobile.

Come fa FluidNext ad abilitare l’interazione tra smartphone e out of home?

Attraverso la nostra app Friwix. Si tratta di una piattaforma di contextual experience con funzionalità di engagement intelligence e digital out of home interaction, sviluppata per mettere a disposizione dei brand molteplici dinamiche di engagement, personalizzabili nella forma e nei contenuti e in grado di coinvolgere gli utenti in esperienze cross-mediali. Friwix si pone l’obiettivo di riunire in un unico sistema le interazioni media promozionali proposte agli utenti.

Si parla molto di programmatic nell’out of home. Voi come state lavorando in questo senso?

Siamo stati tra i primi a credere nel programmatic abbinato al concetto di out of home, e stiamo preparando il lancio di un marketplace dedicato, che metterà in comunicazione domanda e offerta di spazi in esterna, in logica programmatica. Si tratta di qualcosa di assolutamente innovativo: i proprietari di spazi potranno caricare le specificità della propria inventory, si potranno filtrare gli ordini sulla base di criteri specifici, saranno forniti gli Analytics sulla creatività trasmessa. Non esiste al mondo un player in grado di operare in questo settore in modo così lineare. Lanceremo il marketplace tra settembre e ottobre, per cui da quel momento le concessionarie potranno iniziare a caricare i loro spazi.

Che tipo di impatto vi aspettate sul mercato?

L’OOH non è solo l’acquisto di una campagna su un maxi schermo, ma è anche l’acquisto di uno spazio nella vetrina di un negozio. Secondo noi, manca uno strumento di censimento e di pianificazione evoluto di tutti gli spazi disponibili in esterna. Questo genera una asimmetria informativa: i clienti non sanno quali spazi pianificare e con quali possibili risultati. E chi possiede spazi non sa come valorizzarli. Per cui secondo noi, l’esigenza di creare una sorta di Airbnb degli spazi pubblicitari che valorizzi anche il below the line è una strada che potrebbe dare luogo a dei risultati clamorosi.

Out of Home, la rivoluzione arriva dal Giappone: le insegne in strada fanno targeting

Cloudian, il fornitore di servizi per il deposito dati, ha annunciato il lancio di un progetto di pubblicità cartellonistica stradale mirata che utilizzerà i Big Data e l’apprendimento approfondito nella città, a Tokyo.

Insieme con Dentsu, Smart Insight Corporation e QCT Japan, e grazie al supporto di Intel Japan, l’iniziativa condurrà, nella sua prima fase, analisi di deep learning sugli schemi e sui volumi di traffico, ed effettuerà il riconoscimento automatico dei veicoli per elaborare annunci mirati tramite insegne digitali su strada.

Guidato da Cloudian, e utilizzando l’apprendimento approfondito e le funzionalità di deposito intelligente di HyperStore, il progetto si concentrerà sul riconoscimento del veicolo e sulla possibilità di presentare annunci rilevanti per modello e fabbricazione. La fase di prova terminerà, per poi avviare un utilizzo pratico, entro i prossimi sei-dodici mesi, le attività avranno inizio a Tokyo e si espanderanno poi nel resto del Giappone.

“Questo diventerà il primo sistema pubblicitario stradale attivato dall’apprendimento approfondito con targeting specifico per veicolo in tempo reale. Un grande risultato del progetto è dimostrare l’applicazione degli algoritmi che utilizzano i sofisticati meta dati di HyperStore al fine di attuare il riconoscimento e le classificazioni in tempo reale. Big data che altrimenti sarebbero rimasti stagnanti, possono essere automaticamente trasformati in dati intelligenti, possono essere fornite analisi altamente efficienti”, ha dichiarato Machel Tso, Ceo e Cofondatore Cloudian.

Cloudian ha avviato il progetto fornendo il software HyperStore, con un elevato volume di dati sulle auto, immagini e video sui modelli. Queste informazioni sono classificate utilizzando le funzionalità di immagazzinamento di dati intelligenti di HyperStore e saranno testate per identificare accuratamente le vetture sulle strade della capitale giapponese.

Come parte dell’esperimento, HyperStore registrerà anche dati in tempo reale relativi al volume di traffico nelle varie ore del giorno, i quali possono essere poi resi disponibili a istituzioni pubbliche come il Ministero della Terra, delle Infrastrutture e del Turismo, municipalità locali in Giappone e ad imprese affinché possano pianificare localmente le loro vendite.

“All’interno di un modo pubblicitario sempre più veloce, dove i consumatori si aspettano esperienze su misura e solo messaggi rilevanti, siamo entusiasti di lavorare con Cloudian e QCT guidare un approccio pubblicitario innovativo e altamente mirato”, ha detto Ichiro T. Jinnai, Director Out Of Home Media Service Division di Dentsu.

Obiettivo del progetto è applicare il riconoscimento automatico del veicolo per generare annunci display mirati basati sul modello; per esempio, un prodotto ecosostenibile potrebbe essere mostrato ai guidatori di veicoli ibridi o elettrici.

In questa fase dell’esperimento, saranno utilizzati grandi pannelli LED. A tutela della privacy dei consumatori, il sistema non rileva o immagazzina informazioni relative all’identificazione del veicolo, incluse le targhe.

Le più lette