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Oracle lancia un nuovo strumento per inventory sicure, visibili e autentiche in pre-bid

Oracle unisce le tecnologie ottenute da due recenti acquisizioni, quella del player specializzato in brand safety Grapeshot ad aprile e quella della società di misurazioni Moat lo scorso anno, in un nuovo prodotto. Si chiama Pre-Bid by Moat ed analizza le inventory prima che siano messe all’asta sulle piattaforme programmatiche, per verificare che siano brand safe, viewable e libere da frodi.

La soluzione sarà disponibile all’interno del già esistente filtro di brand safety pre-bid di Grapeshot, e integrato con varie DSP come Adobe Advertising Cloud, Amobee, dataxu, MediaMath e The Trade Desk.

Già a partire dall’acquisizione delle due società, le soluzioni di verifica e controllo di Grapeshot e Moat sono state messe a disposizione degli utilizzatori di Oracle Data Cloud. Ma, stando a quanto dichiara l’Head of Product Mark Kopera, si tratta della prima volta che l’analisi delle inventory da parte di Moat per traffico invalido e viewability è reso disponibile prima che gli spazi vengano messi all’asta. Precedentemente, il servizio era disponibile nel momento del caricamento della pagina per acquisti non in programmatic (nel caso bloccando l’erogazione dell’annuncio), o – nel caso di ambienti programmatici – dopo l’acquisto.

Adesso, nel caso Moat o Grapeshot individuino dei problemi in pre-bid, l’asta non verrà condotta.

Oracle debutta nel mondo delle customer data platform con CX Unity

In occasione della sua conferenza OpenWorld, attualmente in corso fino al 25 ottobre a San Francisco, Oracle ha annunciato una serie di novità. Tra di esse, il debutto della società nel mondo delle customer data platform (CDP), con una piattaforma creata per connettere diverse sorgenti di dati.

La CDP, in particolare, chiamata CX Unity, unisce i dati di prima parte delle aziende con insight anonimi on e offline terzi (sia provenienti da Oracle Data Cloud che da qualsiasi data provider esterno). E’ già preintegrata nella suite Oracle Customer Experience (UX) Cloud.

La soluzione mette insieme dati online, offline e sorgenti esterne di insight in un’unica e dinamica visione del consumatore, fornendo un modo facile e veloce per mettere insieme informazioni sugli utenti provenienti dall’intero ecosistema, e applica tecnologie di machine learning integrate per individuare l’esperienza ottimale tra gli esistenti processi di business. Connettendo dati, intelligence ed esperienze attraverso interazioni conosciute e sconosciute, il tool aiuta le aziende ad aumentare le vendite, migliorare la soddisfazione dei consumatori e accrescere il “lifetime value” del consumatore.

«I consumatori di oggi sono mutevoli e nomadi, e di conseguenza dati e informazioni sono contantemente in evoluzione. E’ per questo che abbiamo adottato un approccio unico e data-first che possa aiutare le aziende ad eliminare i loro punti ciechi e a rendere importante ogni interazione coi consumatori», commenta Rob Tarkoff, EVP e GM di Oracle CX Cloud.

Grapeshot (Oracle) lancia un nuovo tool per il targeting contestuale video

Cosa ne pensano gli utenti delle offerte personalizzate? Ne parliamo nella nostra rassegna di oggi insieme alle ultime novità di Oracle e Acxiom.

Grapeshot (Oracle) lancia un nuovo tool per il targeting contestuale video

Grapeshot, società di intelligence specializzata in soluzioni per la bran safety recentemente acquisita da Oracle, ha annunciato il lancio di un nuovo tool per il targeting contestuale all’interno dei contenuti video. Lo strumento si chiama Video Context: traduce in forma di testo la traccia audio di un contenuto video e poi analizza il testo per estrapolare delle categorie di contenuto. La categorizzazione viene poi embeddata all’interno di un player video, in modo che l’inserzionista possa già conoscere il tipo di contenuto di un filmato prima di acquistare ed erogare una campagna all’interno di esso. Leggi di più su MarTech Today.

Le offerte personalizzate piacciono agli utenti, ma solo se autorizzate

Agli utenti piacciono le offerte personalizzate, ma solo se hanno dato il consenso a riceverle. E’ quanto rileva una ricerca americana, secondo cui per due terzi delle persone un’offerta inviata solo a loro è più importante di una promozione mandata a tutti, e il 94% ne approfitterebbe. In cambio di offerte di questo tipo, circa metà degli utenti effettuerebbe acquisti prima del solito, il 41% cercherebbe prodotti da comprare in modo da poter usare l’offerta, e il 38% acquisterebbe qualcosa che vorrebbe ma di cui non avrebbe effettivamente bisogno. Tuttavia, il 40% dichiara di voler prima dare autorizzazione a ricevere tali offerte. Leggi di più su eMarketer.

Acxiom potrebbe vendere LiveRamp

Acxiom avrebbe intenzione di vendere LiveRamp, società specializzata in servizi di identity resolution e nel trasferimento di dati dal mondo offline a quello digitale (“data onboarding”). Il brand, un tempo al centro della strategia di trasformazione di Acxiom, potrebbe far gola a molti grandi nomi del panorama tech, come Adobe, Oracle, Salesforce e IBM. Quale il motivo di questa cessione? Forse un business che diventerebbe difficile da gestire con la GDPR e le sempre più stringenti normative globali, o magari la necessità, da parte degli investitori di Acxiom, di creare immediato valore. Leggi di più su AdExchanger.

Snapchat, la pubblicità in realtà aumentata piace alle aziende. Ecco perché

Il successo della pubblicità in realtà aumentata per Snapchat, una nuova acquisizione di Oracle e una nomina di Salesforce in vista della GDPR. Ne parliamo oggi nella nostra rassegna.

Snapchat, la pubblicità in realtà aumentata piace alle aziende. Ecco perché

A novembre, Snapchat ha iniziato a testare i propri Snap Ad in realtà aumentata, una forma di annuncio in cui l’utente, scorrendo su un video o un’immagine poteva far apparire un effetto brandizzato (“lens”) e interagire con esso. Sei mesi dopo, il formato, secondo quanto rivelato dal social network, è stato acquistato in programmatic da oltre 100 inserzionisti, tra cui grandi nomi come Foot Locker, Nike e il gigante americano del cioccolato Hershey’s. Tra i motivi, il costo minore rispetto agli altri effetti brandizzati sul social e l’alto tasso di engagement offerto dal formato. Leggi di più su Digiday.

Oracle si rafforza nel machine learning con l’acquisizione di DataScience.com

Oracle ha annunciato di avere acquisito DataScience.com, startup specializzata in machine learning. La piattaforma andrà ad arricchire l’offerta di servizi della Infrastruttura Cloud di Oracle, per mettere a disposizione dei clienti una singola, unificata soluzione di machine learning. «Con la combinazione di Oracle e DataScience.com, i clienti potranno sfruttare un’unica piattaforma di data science per trarre il meglio da machine learning e big data per le loro analisi predittive e per migliorare i loro risultati di business», commenta Amit Zavery, Executive Vice President di Oracle Cloud Platform. Leggi di più su Venture Beat.

Salesforce nomina la sua Data Protection Officer

Anche Salesforce si prepara alla GDPR. L’azienda di cloud computing ha nominato il suo Data Protection Officer in vista della definitiva entrata in vigore del regolamento europeo tra meno di 10 giorni: si tratta di Lindsey Finch, già senior vice president of global privacy and product legal della società. Prima di arrivare in Salesforce, Finch ha lavorato per la U.S. Federal Trade Commission, per il Department of Homeland Security americano e, in ambito aziendale, per General Electric. Leggi di più su MediaPost.

LinkedIn sceglie Moat per la misurazione della viewability video

Moat, il fornitore di misurazioni di proprietà di Oracle, è stato selezionato da LinkedIn per la misurazione della viewability e dei segnali di attenzione sulla sua piattaforma.

La collaborazione, annunciata con una nota ufficiale, verterà soprattutto sui Video for Sponsored Content, il nuovo formato video rilasciato circa un mese fa. “Grazie all’integrazione – recita la nota -, Moat sarà il primo fornitore a offrire misurazioni sulla viewability video e sull’attenzione sulle maggiori piattaforme digitali americane”.

Grazie a questo accordo, i marketer potranno comprendere più in profondità le performance delle loro campagne e i risultati ottenuti dall’acquisto degli spazi video su LinkedIn. Il servizio sarà reso disponibile ai clienti nel corso di quest’anno.

Oracle arricchisce la piattaforma Marketing Cloud

Intanto, Oracle arricchisce la propria piattaforma Marketing Cloud grazie a nuove integrazioni con le piattaforme 6sense, Demandbase, LookBookHQ e Mintigo. Un arricchimento volto a fornire informazioni data driven più accurate, capaci di consentire ai team vendite delle aziende di indentificare clienti ad alto potenziale, aumentare l’engagement e realizzare accordi più velocemente.

Oracle si rafforza sulla brand safety con un’acquisizione

Oggi nella nostra rassegna parliamo di Oracle, Twitter e della pubblicità video.

Oracle acquisisce una società specializzata in brand safety

Oracle ha acquisito Grapeshot, società specializzata in soluzioni per la brand safety. Attraverso lo sviluppo di strumenti per il targeting contestuale, Grapeshot aiuta le aziende a comprendere se i posizionamenti pubblicitari da loro acquistati sono sicuri per i loro brand. La sua offerta andrà a far parte di Oracle Data Cloud, dove verrà unità a quella di Moat per rafforzare i servizi di brand safety della società. Leggi di più su TechCrunch.

Twitter si adatta alla GDPR

Anche Twitter si adatta alla GDPR. Il social network ha iniziato ad informare i suoi utenti su prossime modifiche della propria politica sulla privacy, che saranno attivate il 25 maggio, proprio il giorno in cui entrerà definitivamente in vigore il nuovo regolamento europeo sui dati. Le novità sono volte soprattutto a chiarificare il linguaggio tecnico della policy, ad esempio spiegando in maniera chiara concetti come “dati di location” o “dati dei partner pubblicitari”. Leggi di più su Adweek.

Qual è l’impatto della pubblicità video per un brand?

Secondo uno studio condotto dal CMO Council e dalla società ad tech video ViralGains, le aziende hanno dubbi sul tipo di impatto generato dalle loro campagne video online. Secondo la ricerca, ci sarebbe infatti un grosso gap tra come il successo di una campagna viene misurato (per la stragrande maggioranza attraverso metriche di awareness come click e impression) e le tipologie di misurazione che fanno realmente la differenza per i brand. Ciononostante, gli investimenti in pubblicità video continuano a crescere. Leggi di più su The Drum.

Oracle, arrivano nuovi strumenti per analytics e segmentazione dell’audience

Dalle novità di Oracle e IAB Tech Lab all’andamento del Native in USA. Ne parliamo nella rassegna di oggi.

Oracle, nuovi strumenti per analytics e segmentazione dell’audience

Novità sul fronte marketing per Oracle. La società ha annunciato il lancio della sua prima piattaforma di analytics e una nuova soluzione cloud per la segmentazione dell’audience. La prima si chiama Oracle Infinity e fornisce strumenti di intelligence accurati e puntuali per consentire alle aziende di ottimizzare l’engagement degli utenti sui vari canali. La seconda, Oracle CX Audience, permette invece di centralizzare, gestire e arricchire i dati sui consumatori (attraverso l’integrazione con i dati di terza parte di Oracle Data Cloud), creare e attivare facilmente segmenti scalabili di audience, e analizzare poi le performance dei vari segmenti. Leggi di più su MarTech Today.

Misurazioni in-app: IAB Tech Lab lancia ufficialmente il suo Open SDK

IAB Tech Lab ha ufficialmente aperto al mercato, dopo un beta test di sette mesi, il proprio Open Measurement SDK, un set di strumenti disegnati per facilitare le misurazioni da parte di società terze di viewability e autenticità degli spazi delle campagne mobile in-app. Grazie al Software Development Kit, le app potranno lavorare con molteplici società di verifica attraverso una singola integrazione, mentre prima era necessario averne una per ogni fornitore di misurazioni. Leggi di più su Mobile Marketer.

Cresce la pubblicità Native in USA

Crescono gli investimenti in Native Adv quest’anno negli Stati Uniti. Secondo stime di eMarketer, nel 2018 verranno allocati 32,9 miliardi di dollari in annunci contestuali display, in aumento del 31% sullo scorso anno: l’equivalente del 58,3% della spesa digitale display del Paese. Circa tre quarti di tutta la spesa native, inoltre, è su annunci social, ed oltre il 90% su mobile. Leggi di più su eMarketer.

DMP, Oracle è ancora la più utilizzata dai marketer. Ma crescono Salesforce e The Trade Desk

La data management platform di Oracle continua ad essere la più riconosciuta e utilizzata dai marketer ma Salesforce prosegue la sua ascesa all’interno dell’industria del marketing tecnologico. Nella classifica stilata dal Programmatic Intelligence Q4 di Advertiser Perceptions, la DMP di Oracle si trova al primo posto per utilizzo e intenzione d’acquisto dei marketer ma è indietro per quanto concerne alcuni fattori rilevanti per i professionisti.

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Una posizione quasi “di rendita” ereditata dall’acquisizione di BlueKai, ha fatto notare ad Adexchanger Kevin Mannion, Chief Strategy Officer di Advertiser Perceptions, ma non inespugnabile visti i progressi fatti dalle piattaforme concorrenti.

I principali criteri tecnologici che, secondo la ricerca, orientano la scelta della DMP da parte degli inserzionisti sono: la scoperta di inventario pubblicitario, l’accesso gratuito ai CRM e la capacità di raccogliere i dati da file di registro e API.

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Per quanto riguarda il primo criterio, Oracle ha ottenuto una posizione bassa, MediaMath si è invece guadagnata la vetta della classifica. Risultati medi in termini di accesso ai dati per gli insight CRM, area in cui eccelle Adobe Audience Manager. Risulta terza nella raccolta dati, in cui domina la DMP di Salesforce. The Trade Desk ha ottenuto il posto più alto per la tipologia di analytics desiderati dai marketer: qualità delle valutazioni post-campagna, insight e raccomandazioni.

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Gli analytics di Oracle, secondo Advertiser Perceptions, sono stati superati anche in aree come l’identificazione e analisi cross-dispositiivo (MediaMath, Viant e The Trade Desk hanno conquistato il podio) impostazione e partecipazione a QA (i primi tre sono stati Salesforce, The Trade Desk e eXelate).

Nel complesso, emerge dal documento, Salesforce e The Trade Desk sembrano essere le data management platform con maggiore slancio.

Oracle, Alessandro Ippolito a capo delle soluzioni tecnologiche in Italia

Nomina in casa Oracle Italia. La società ha affidato ad Alessandro Ippolito il ruolo di Country Technology Sales Leader.

L’incarico, appena creato, prevede il cordinamento della Technology Sales Business Unit, la divisione dedicata a sviluppare il giro d’affari delle soluzioni tecnologiche (Database, Middleware, Analytics, Sicurezza) sia in cloud (Iaas e Paas) che in modalità tradizionale.

Ippolito è entrato in Oracle Italia nel 2014 nel ruolo di Key Account Director, per poi assumere circa due anni dopo la carica di Senior Sales Director del team Technology per la Pubblica Amministrazione e Utilities. In precedenza il manager aveva ricoperto ruoli di crescente responsabilità in altre aziende del settore, quali HP e SAP.

Nel nuovo ruolo risponderà direttamente a Fabio Spoletini, Country Manager di Oracle Italia e Regional VP Oracle Technology per l’Italia, la Francia e i Paesi dell’area russa.

“Il Public Cloud è ormai la strategia di Oracle, l’elemento abilitante su cui costruire i percorsi di trasformazione digitale delle aziende – spiega la società in una nota stampa -. Di qui la necessità di avere una forte focalizzazione e una guida più diretta anche sul mercato italiano“.

DMP, Oracle è la preferita da aziende e agenzie. Ma Salesforce cresce in popolarità

Come si articola il panorama delle DMP e quali sono le piattaforme più utilizzate nel mercato? Una ricerca internazionale di Advertiser Perceptions prova a far luce su uno strumento sempre più utilizzato da inserzionisti ed agenzie.

Secondo i dati del Programmatic Intelligence Report della società, relativi al terzo trimestre dell’anno, la DMP preferita da aziende e agenzie risulta essere quella di Oracle, seguita a breve distanza da un’altra piattaforma, quella di Salesforce, entrata da pochissimo in classifica (dopo l’acquisizione di Krux da parte della società di cloud computing) e da allora sempre più popolare.

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Alla DMP di Salesforce, che attualmente dista dalla prima in classifica solo quattro punti percentuali, gli intervistati riconoscono varie qualità, come la semplicità di utilizzo e l’autorevolezza. Ciononostante, Oracle sembra batterla in termini di uso effettivo, intenzione di utilizzo e familiarità, anche se dimostra carenze sul fronte “comunicazione”: la sua DMP, secondo aziende e agenzie coinvolte nello studio, non riesce a comunicare competenze tech e road map come Salesforce, MediaMath e The Trade Desk, non è semplice da utilizzare né mostra una piena comprensione dei bisogni dei clienti (MediaMath è la prima in tal senso).

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Quanto a intenzione di utilizzo nel 2018, sul podio si posizionano Oracle, Adobe e The Trade Desk, seguite a parimerito da AOL e da [x+1]/Rocket Fuel (ora Sizmek).