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Intelligenza artificiale applicata ai dati: dataxu annuncia una nuova soluzione

Dataxu amplia la propria offerta con Open AI for Ads, un nuovo strumento che consente agli utenti della DSP TouchPoint della società di migliorare le performance delle campagne sfruttando l’intelligenza artificiale insieme a dati proprietari e di alta qualità.

Si tratta di una soluzione flessibile che può sfruttare, attraverso algoritmi customizzati, sia dati di prima che di terza parte, migliorando le performance delle campagne e allo stesso tempo riducendo il tempo speso nella gestione delle campagne stesse.

«Man mano che il business tradizionale dell’acquisto media si standardizza, le aziende da un lato richiedono capacità di analytics sofisticate alle loro agenzie, dall’altro vogliono abbassare il costo di gestione dell’investimento pubblicitario – spiega Michael K. Baker, CEO and co-founder di dataxu -. Open AI for Ads offre ai nostri clienti agenzie uno strumento potente che sfrutta l’intelligenza artificiale e la software automation per rispondere ai bisogni dei marketer. I team pubblicitari possono facilmente codificare gli insight provenienti dai loro dati per creare una soluzione potente e proprietaria per il programmatic buying».

Alla base dello sviluppo Open AI for Ads, una collaborazione tra dataxu e Oracle Data Cloud. L’algoritmo fornito da Oracle associa automaticamente i dati di prima parte del brand al data set di Oracle Data Cloud, per identificare i modelli dei comportamenti e dei consumatori più propensi ad essere attirati dal brand. L’algoritmo, inoltre, aggiusta il targeting della DSP e le strategie di bidding per produrre più conversioni a un costo più basso.

Una soluzione fatta apposta per quei brand e agenzie che non sono forniti di un team di data science interno, e che puntano a una gestione dei processi efficente e allo stesso tempo poco onerosa.

Open AI for Ads fa parte di “Algorithm Marketplace”, il sistema, lanciato nel 2013, che consente agli utilizzatori della DSP TouchPoint di selezionare tra dozzine di algoritmi per decidere l’approccio di bidding da adottare per una campagna.

Attualmente, si diceva, partner della soluzione è Oracle Data Cloud, ma dataxu conta di aggiungere altri proprietari di dati a Open AI for Ads nei prossimi mesi. La società starebbe già conducendo dei colloqui con società interessate a fornire e monetizzare i propri insight, in un ambiente sicuro e privacy-friendly.

Taboola, dati di terze parti per una migliore segmentazione dell’audience: nasce il Data Marketplace

Taboola apre ai dati di terze parti. La piattaforma di content discovery ha annunciato il lancio di Data Marketplace, piattaforma che consentirà alle aziende di avere accesso ai dati di una serie di partner e fornitori, per migliorare il targeting delle proprie campagne sul network di editori di Taboola in maniera scalabile.

Tra i primi partner dell’iniziativa ci sono Oracle Data Cloud, Neustar, Acxiom e Bombora.

Taboola descrive la novità come un “sistema semplice e trasparente che consente agli inserzionisti di sfruttare al meglio quei segmenti di audience che producono ROI più efficacemente, senza soluzione di continuità”. Il Data Marketplace sarà performance-based, il che significa che le aziende pagheranno per i dati utilizzati per le loro campagne non in base all’utilizzo ma in relazione alle performance prodotte.

«Con gli inserzionisti che cercano di raggiungere gli utenti lungo tutto il customer journey, la capacità di sfruttare i dati di terze parti con pochi click diventa di primaria importanza per raggiungere efficacemente il pubblico in maniera scalabile – spiega Adam Singolda, CEO e founder di Taboola -. Diamo un tremendo valore al lavoro con i nostri partner di lancio Oracle Data Cloud, Neustar, Acxiom e Bombora, e intendiamo collaborare con tutti i partner significativi di dati nel mondo, in modo che i nostri clienti possano sfruttare il meglio degli insight nelle loro campagne con Taboola».

Ogni partner offrirà specifiche informazioni su varie tipologie di mercati e consumatori. Le aziende avranno completa visibilità su quali segmenti e fornitori di dati risultano più efficaci all’interno dei loro budget.

Pandora, accordo con Oracle per misurare l’efficacia della pubblicità

Il servizio di radio online Pandora adotterà tecnologia di Oracle per misurare l’efficacia dei suoi annunci.

L’accordo tra le due società prevede l’impiego dello strumento Oracle Data Cloud, che attribuisce ai consumatori, in maniera anonima, dei codici identificativi con i quali traccia i loro acquisti nel mondo fisico.

Forte di 76 milioni di utenti mensili e 100 milioni di utenti per trimestre, Pandora è in grado di raccogliere circa un miliardo di punti dato al giorno, stando a quanto riportato da AdvertisingAge. Le informazioni riguardano l’età, il sesso, il codice d’avviamento postale e l’indirizzo email degli ascoltatori, comunicati dagli stessi al momento della registrazione al servizio radiofonico online.

Nella fase di test, iniziata un anno fa, Pandora si è concentrata nella misurazione della pubblicità nel mercato dei beni di consumo confezionati.

La piattaforma di radio via internet non è l’unica a rivolgersi ad Oracle per misurare l’efficacia dei suoi annunci. Già ad aprile 2016, YouTube aveva sviluppato in collaborazione con la società informatica una soluzione per misurare l’aumento di vendite offline generate dai consumatori esposti ai formati pubblicitari video TrueView.

È poi arrivato il turno dei social network. Da giugno dello stesso anno, infatti, sia Pinterest che Snapchat hanno cominciato a utilizzare lo strumento Oracle Data Cloud per consentire agli inserzionisti di rilevare l’impatto della pubblicità digitale sulle transazioni effettuate nei negozi fisici.

Oracle arricchisce la sua Cloud Suite: arrivano chatbot e intelligenza artificiale

All’indomani dell’acquisizione di Moat (leggi l’articolo), Oracle rafforza ulteriormente la propria offerta con alcune novità, presentate in occasione del suo evento Modern Customer Experience a Las Vegas. In particolare, la società ha annunciato l’arricchimento della sua Oracle Cloud Suite con una piattaforma di chatbot e di tecnologie di intelligenza artificiale.

La Oracle Cloud Suite potrà adesso incorporare chatbot nei suoi programmi di comunicazione, il che vuol dire che le aziende avranno a disposizione strumenti Oracle per fornire risposte in una conversazione testuale o vocale, per esempio su Facebook Messenger o Amazon Alexa.

All’interno della suite, inoltre, sarà possibile trovare una serie di nuove applicazioni basate sull’intelligenza artificiale, che uniranno dati di prima e di terza parte ad algoritmi di machine learning per aiutare le aziende ad ottimizzare in tempo reale la loro comunicazione digitale, e che prendono il nome di Adaptive Intelligence Apps.

«L’offerta Adaptive Intelligent funziona fondamentalmente come un motore di product recommendation – spiega Steve Krause, GVP of product management di Oracle Marketing Cloud». La differenza però sta nel fatto che solitamente la recommendation funziona in relazione ai soli dati delle aziende (per esempio i prodotti consigliati su Amazon si basano sullo storico degli acquisti dell’utente sul sito), mentre in questo caso l’azienda può contare anche sul data marketplace di Oracle, una raccolta di oltre 70 mila attributi e sei miliardi di profili business e consumer disponibili attraverso la Oracle Data Cloud.

Questo significa che sarà possibile modellare la propria comunicazione anche in presenza di un “first-time visitor”, ossia di un utente capitato per la prima volta sul sito dell’azienda. Se la Data Cloud di Oracle ha a disposizione il cookie dell’utente o l’ID del suo dispositivo mobile, sarà possibile ricostruirne la cronologia di navigazione, eventuali acquisti, localizzazione e altro.

«In ogni sistema di intelligenza predittiva o di machine-learning, migliori dati tendono a portare a migliori risultati», precisa Krause.

Le nuove Adaptive Intelligence Apps di Oracle saranno applicabili in ambito Commerce, Marketing, Sales e Service Clouds.

Oracle acquisisce Moat e si rafforza sul fronte misurazioni

Nuova, importante acquisizione all’interno del mercato dell’ad tech. Stavolta si tratta di Oracle, che ha comprato, per una cifra che non è stata resa nota, la società di misurazioni Moat.

Un’operazione con cui Oracle punta a espandere le sue capacità in campo di marketing e data cloud, fornendo a inserzionisti ed editori strumenti di analytics approfonditi e, in ultima istanza, un servizio ancora più completo nel campo della pubblicità digitale.

Moat entrerà a far parte dell’offerta di Oracle Data Cloud, che già ospita gli strumenti di Datalogix e BlueKai, altre due acquisizioni del colosso informatico.

«Sono emozionato nel dare il benvenuto al CEO Jonah Goodhart e all’intero team di Moat all’interno della Oracle Data Cloud – commenta Eric Roza, Senior Vice President e General Manager di Oracle Data Cloud -. Moat ha aumentato la sua forza nel campo degli analytics di oltre il 100% lo scorso anno, fornendo informazioni concrete su viewability, brand safety, traffico non umano, e creatività pubblicitaria ad oltre 600 clienti tra editori, aziende e agenzie».

«Con questa acquisizione, Oracle Data Cloud ora offre ai brand e ai publisher una suite completa di soluzioni per la targettizzazione e la misurazione, che consentiranno di migliorare i risultati di virtualmente ogni tipo di campagne pubblicitaria digitale», conclude il manager.

Snapchat rilascia una nuova soluzione di targeting basata sugli acquisti offline

L’infrastruttura per pubblicità digitale di Snapchat continua a svilupparsi. Sarà perché, come ha fatto notare il Wall Street Journal, il social del fantasmino era stato considerato lento ad incorporare le tecnologie pubblicitarie e opzioni di targeting, sarà perché continua ad avvicinarsi la quotazione in borsa della sua società madre, Snap.

Fatto sta che la piattaforma ha siglato un accordo con la Oracle Data Cloud, che aiuterà i marketer ad usare i dati provenienti dagli acquisti offline degli utenti, ad esempio le informazioni relative alle carte fedeltà dei supermercati, per raggiungere i consumatori con annunci più rilevanti sull’app stessa. Lo strumento riguarda ogni tipo di formato presente sull’applicazione.

Il social utilizzerà i segmenti di audience della società tecnologica. Una lista di circa cento categorie di consumatori elaborata dai dati di Oracle, ottenuti dal tracciamento degli acquisti delle persone online e offline. La collaborazione permetterà anche di rilevare se le campagne si traducono in vendite nel mondo reale.

È la prima volta che Snapchat abilità una soluzione di targeting pubblicitario utilizzando dati di terza parteGoogle, Facebook e Twitter offrono da tempo la stessa opzione attraverso accordi stipulati in passato con Datalogix, acquisita da Oracle nel 2014.

La nuova soluzione pubblicitaria segue il rilascio, avvenuto a settembre scorso, di Audience Match, che permette agli inserzionisti di sfruttare le proprie esistenti liste di indirizzi email e ID di dispositivi mobile per scopi di targeting.

Pubblicità, Snapchat può raggiungere Facebook?

Martin Sorrel ha recentemente dichiarato che WPP ha investito nell’ultimo anno in Snapchat il triplo rispetto alle previsioni, 90 milioni di dollari contro una stima di 30 milioni, anticipando che il dato crescerà nuovamente il prossimo anno.

Ad ogni modo, è una somma di gran lunga inferiore agli 1,7 miliardi di dollari spesi dal gruppo pubblicitario su Facebook anche se, parlando con CNBC, il Sir ha suggerito che la piattaforma rappresenta una “minacciosa alternativa” al social di Zuckerberg.

Visa e Oracle rilasciano nuovi strumenti per migliorare le prestazioni delle campagne

Visa Inc., l’azienda di tecnologie per i pagamenti, ha annunciato un accordo con Oracle per il lancio di Visa Advertising Solutions, una suite di prodotti progettati per aiutare i commercianti a comprendere se la loro pubblicità online sta effettivamente influenzando le decisioni di acquisto del consumatore, online e nei negozi.

Lo strumento sfrutta i dati di Oracle Data Cloud riguardanti le connessioni cross-dispositivo e agli annunci insieme con i dati d’acquisto aggregati di Visa Advertising Solutions. In questo modo, i dettaglianti possono misurare la risposta dei consumatori alle campagne pubblicitarie su mobile, display, video e canali social e usare gli insight ottenuti per ottimizzare le loro attività.

La soluzione è anche in grado di raccomandare segmenti di clienti in target per future campagne pubblicitarie ed elaborare offerte tempestive basate sul passato comportamento d’acquisto, questi elementi possono essere integrati anche con porzioni demografiche e interessi dei consumatori da Oracle Data Cloud. I dati di d’acquisto condivisi con l’inserzionista sono sempre aggregati e anonimizzati.

“Combinati, Visa e Oracle hanno asset potenti e unici per aiutare i dettaglianti a collegare i puntini tra la spesa pubblicitaria e i risultati di business, il Sacro Graal di qualsiasi programma di marketing”, ha dichiarato in una nota Mike Lemberger, Senior vice president, loyalty and data solutions di Visa Inc.

Oracle Data Cloud punta ai marketer B2B: nasce il più grande audience data marketplace dedicato

Oracle Data Cloud punta sul programmatic B2B, con il lancio del più grande audience data marketplace dedicato al pubblico business.

La nuova soluzione fornirà ai marketer accesso a oltre 400 milioni di profili business attraverso migliaia di segmenti di audience B2B, creando uno strumento scalabile e customizzabile di targeting, per pianificazioni data driven ancora più precise.

Il marketplace integra dati proprietari da Oracle BlueKai, Datalogix e AddThis, a cui si aggiungono informazioni provenienti da fornitori terzi specializzati come Bombora, Dun & Bradstreet, FullContact, Gravy Analytics, HG Data, Infogroup, PlaceIQ e TransUnion. Tra i partner della soluzione, anche la società di predictive analytics Leadspace.

La soluzione di B2B audience di Oracle Data Cloud, secondo quanto dichiara Oracle in una nota, è stata creata per rispondere a specifici bisogni del marketing B2B: raggiungere buyer e decision maker di specifiche aziende per allineare gli sforzi di marketing e vendite business-to-business; costruire audience basate su aziende che hanno acquistato specifici prodotti e soluzioni in passato; raggiungere professionisti che hanno partecipato o parteciperanno ad eventi di settore legati a particolari servizi business; aggiornare i database di clienti e prospect attraverso campagne di marketing digitale.

Gli inserzionisti – prosegue la nota –  possono ora lavorare con un singolo partner per costruire segmenti di pubblico altamente personalizzati sfruttando un ampio spettro di fonti di dati, e utilizzandoli su centinaia di editori e piattaforme consumer.

Snapchat sempre più forte nelle misurazioni, accordo con Oracle

Oracle e Snapchat hanno annunciato un accordo per misurare l’impatto della pubblicità digitale sul mondo fisico. Ora le due società possono misurare le vendite incrementali dei negozi attivate dalle campagne di marketing trasmesse sul social di messaggistica effimera. In questo modo, l’Oracle Data Cloud aiuterà gli inserzionisti dei beni di consumo confezionati a quantificare e migliorare le loro attività di comunicazione in corso su Snapchat.

Oracle Data Cloud ha anche rilasciato una nuova ricerca in cui ha analizzato l’incremento nelle vendite in negozio per dodici campagne CPG su Snapchat lanciate da grandi marchi di cosmetica, cura della persona, pulizia, cibo confezionato e bevande, registrando che il 92% delle campagne su Snapchat ha avuto un impatto positivo sulle vendite.

Snapchat vuole rassicurare i propri inserzionisti

“Siamo felici di lavorare con una delle piattaforme dalla crescita più veloce per aiutare gli inserzionisti a capire e migliorare l’efficacia delle loro campagne”, ha detto Eric Roza, Senior Vice President di Oracle Data Cloud, “Combinando i dati sulle vendite offline con analytics all’avanguardia, possiamo aiutare gli inserzionisti di Snapchat a massimizzare il loro ROI e far crescere i profitti”.

“Abbiamo ascoltato da vicino gli inserzionisti e abbiamo fornito loro i dati di cui hanno bisogno”, ha aggiunto Clement Xue, Global Head of Revenue Operations in Snapchat, “Questa ricerca mostra che il social è molto efficace nel trainare le vendite per gli inserzionisti, e siamo felici di offrire queste soluzioni di misurazione d’ora in avanti”.

Negli ultimi dodici mesi, Snapchat ha siglato dieci accordi con aziende esterne capaci garantire e misurare l’efficacia delle campagne pubblicitarie, gli ultimi dei quali hanno coinvolto Moat e Google DoubleClick (leggi l’articolo dedicato). La piattaforma del fantasmino bianco, che conta 150 milioni di utenti giornalieri, è stata recentemente valutata 18 miliardi di dollari dopo un giro di finanziamenti. Le alleanze siglate per la misurazione costituiscono una risposta alle critiche, da parte del mercato, che ritengono troppo costosi gli annunci sul social, considerata la mancanza di informazioni sulle persone a loro esposte.