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Spotify punta sul Programmatic Audio: avviati i test per l’Open RTB

A pochi giorni dalla notizia della sua futura quotazione al New York Stock Exchange, prevista tra la fine di quest’anno e l’inizio del 2018 a una valutazione attualmente stimata sui 13 miliardi di dollari, Spotify annuncia un’importante estensione della sua offerta pubblicitaria.

Con un blog post ufficiale, l’app di streaming musicale ha comunicato di aver iniziato a testare exchange di Open RTB per le proprie inventory audio, attraverso partner premium a livello DSP e SSP. “Dal lancio del nostro private marketplace per il Programmatic Audio nell’autunno del 2016, il canale ha superato le nostre aspettative, con un significativo numero di PMP audio creati a livello globale nel solo primo trimestre 2017 – spiega Les Hollander, global head of audio monetization di Spotify, nel blog post -. La crescita sta avvenendo anche a livello verticale, con varie categorie come retail, QSR, auto, finanza, CPG, telecomomunicazioni, intrattenimento e tante altre a competere per gli spazi”.

Da questa forte richiesta di inventory, dunque, l’esigenza di ampliare l’offerta. Secondo uno studio di AdAge e The Trade Desk, nel mercato statunitense aziende e professionisti media hanno raddoppiato negli ultimi due anni le loro stime di quota di investimenti in digital audio, dal 5,5% del 2015 al 7% del 2016 all’11,6% del 2017. Ed oltre due terzi dei professionisti (il 67,5%) ha rivelato di essere interessato ad acquistare inventory in Programmatic su servizi di streaming musicale. Una tendenza che Spotify ha deciso di cogliere al volo.

La piattaforma musicale conferma dunque la sua sempre maggiore attenzione al canale programmatico, presidiato con un’offerta sempre più completa tra audio, video e display capace di valorizzare al massimo l’importante bacino di dati a disposizione dell’app. “Con il mercato che punta sempre più ad erogare campagne di marketing people-based scalabili, il digital audio diventerà più vitale che mai e il Programmatic sarà un canale primario per acquistarlo, insieme ad altre soluzioni di premium video e audience targeting”, conclude Hollander.

Il Real-Time Bidding continua ad essere il re della pubblicità programmatica

Stando ai dati recentemente rilasciati da Magna Global, unità di Interpublic Mediabrands, il mercato dell’acquisto in Programmatic crescerà del 27% quest’anno, a 18,7 miliardi di dollari.

Nonostante il dato sia inferiore rispetto a quanto proiettato nell’aggiornamento dell’anno scorso, l’agenzia continua ad imputare la maggior parte della crescita al mercato open-RTB, e non ad altre forme di scambio programmatico non-RTB, compresi gli accordi in private marketplace che, fa notare MediaPost, molti operatori hanno presentato come la tendenza del settore.

Magna stima che solo il 16% circa degli scambi automatizzati, quest’anno, proverrà da acquisti non-RTB. Le transazioni private market continuano ad aumentare, ma questo segmento crescerà al 19% degli scambi complessivi in Programmatic entro il 2019, ovvero l’ultimo anno incluso nella prospettiva temporale delle previsioni di Magna, momento in cui il mercato data-driven complessivo è dovrebbe valere circa 19,5 miliardi di dollari.

Andrea Campana, PubMatic: «Puntiamo a diventare il leader anche in Italia» (VIDEO)

Se i centri media hanno approcciato il mondo del Programmatic advertising in modo strutturato già dal 2013, dimostrando quest’anno una certa maturità, ora tocca «agli editori, che devono cercare di capire cosa fare con le loro strategie commerciali, non dedicandosi più soltanto alla componente di unsold ma anche a quella diretta, perché il programmatic è in crescita a tre cifre e lo sarà ancora per i prossimi 5 anni».

E’ l’opinione di Andrea Campana, dalla scorsa settimana ufficialmente country manager per l’Italia di PubMatic, società tecnologica americana nata nel 2006 che opera attraverso una piattaforma di Programmatic advertising per publisher coprendo tutta la filera, dall’Open Rtb all’Automated guaranteed.

pubmatic-logoNel corso del 2013, PubMatic ha lanciato la propria piattaforma sell-side (SSP) in Italia attraverso la partnership strategica con la digital agency ehi!. La nomina di Campana mira a consolidare la crescita di PubMatic, come ci ha confermato lo stesso manager in questa video intervista raccolta nel corso di IAB Forum. «In un primo momento puntiamo a diventare un punto di riferimento dal punto di vista tecnologico e nell’educazione, ma il nostro obiettivo a medio-lungo termine è quello di diventare il leader nelle vendite automatizzate, come già avviene in altri Paesi del mondo».

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