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Pixalate, Google AdExchange perde posizioni nella classifica dell’inventory mobile

Pixalate ha pubblicato l’edizione aggiornata degli indici che valutano la qualità e l’affidabilità delle principali piattaforme programmatiche mobile e desktop.

Le classifiche stilate dalla compagnia di data intelligence e prevenzione frodi sono tre, Global Seller Trust Index, Mobile Seller Trust Index e Video Seller Trust Index, ognuna delle quali comprendente una graduatoria regionale, relativa agli Stati Uniti, e internazionale.

Il dato più interessante emerge dal Mobile Seller Trust Index, che assegna un punteggio agli inventari in-app mobile in base alla misurazione di reach, traffico non valido, posizione e trasparenza: Google AdExchange ha subito una significativa flessione, scendendo dall’ottavo al venticinquesimo posto. Sul podio si collocano, nell’ordine, le piattaforme di ONE by Aol, AppNexus, entrambi stabili, e LKQD, promossa di due posizioni. Nella stessa classifica, nel periodo che va da gennaio a marzo, si sono registrate altre significative oscillazioni: Pubmatic è salita dal ventiduesimo al quattordicesimo posto, mentre Native Ads ha guadagnato la quarta posizione, dall’undicesimo occupato all’inizio dell’anno.

Per quanto riguarda il Global Seller Trust Index, a livello internazionale mantiene il primo posto RhythmOne, mentre Google AdExchange si posiziona al secondo posto, dieci posizioni più in alto rispetto all’edizione precedente della classifica. OpenX e PubMatic ottengono rispettivamente il terzo e quarto posto, entrambe scalate di un gradino.

Infine, nel Video Seller Trust Index di Pixalate, nella sezione internazionale, Brightcom è in cima al podio, Google AdExchange si è aggiudicata la seconda posizione, in seguito ad una scalata di due posti, SpotX è invece rimasta in terza posizione. Da segnalare, infine, il quarto posto di Rubicon Project, in discesa di due livelli, e Teads al settimo posto, la cui posizione è rimasta invariata.

AOL e adsquare annunciano un accordo sui dati mobile

Il Mobile World Congress oggi è teatro dell’annuncio della partnership internazionale tra AOLadsquare.

Attraverso l’accordo, attivo in dodici mercati (Italia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna, Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia, Austria e Svizzera), i dati dei 360 milioni di consumatori della piattaforma di compravendita di dati mobile si uniranno a quelli di ONE by AOL. I dati di adsquare, provenienti da fonti anonimizzate, trovano la loro unicità nella combinazione di informazioni relative agli acquisti, alla posizione e agli ID pubblicitari mobile con i dati di navigazione e con i dati di prima parte. Questo accordo fornirà agli editori una mappatura globale del loro pubblico mobile e permetterà agli investitori di sfruttare nuove opportunità di targeting dell’audience mobile.

I dati, tramite ONE by AOL: Publishers, permetteranno agli editori di migliorare la qualità e il valore della loro inventory pubblicitaria fornendo agli investitori audience premium e contestualizzate. Grazie a ONE by AOL: Advertisers invece, le aziende potranno entrare in contatto con queste audience in tempo reale sia tramite i dispositivi mobili, che in modalità cross-screen.

«L’accordo andrà a migliorare anche l’efficacia delle campagne mobile gestite in modalità diretta da parte del team sales di AOL. In Italia, in particolare, questo avrà un impatto sia sulle campagne erogate tramite le property Microsoft (come MSN e Outlook.com), sia su quelle erogate tramite la piattaforma di advertising in-app di AOL» afferma Christina Lundari, General Manager AOL Italia.

“Questa partnership fornisce una nuova serie di opportunità agli editori e agli advertiser”, sottolinea Alex Timbs, Head of Data & Attribution di AOL International, “Integrando alla nostra offerta i dati di adsquare, miglioriamo ulteriormente la nostra già riconosciuta capacità di mettere a disposizione di investitori e publisher audience di qualità, scalabili e diversificate, permettendo ai primi di raggiungere i propri obiettivi di business e ai secondi di monetizzare i propri contenuti. La nostra filosofia dell’essere aperti (“Open”) ci permette di offrire molteplici set di dati per aiutare gli advertiser a rafforzare i loro brand e gli editori ad aumentare i loro ricavi”.

“Siamo felici di aver raggiunto un accordo globale che ci permette di rendere il mobile advertising ancora più rilevante”, afferma Tom Laband, CEO & Co-Founder di adsquare, “Il mobile è molto più che un canale personale per il targeting dei consumatori: rappresenta anche il mezzo per identificare un utente più costante ed è fonte di un ampio spettro di dati. L’Audience Management Platform di adsquare mette a disposizione un unico punto di accesso a più fonti di dati e, grazie alla possibilità di combinarli tra loro, permette di creare segmenti di audience sempre più precisi“.

adsquare fornisce l’accesso a dati demografici, agli interessi, all’intenzione di acquisto, e a dati psicografici e comportamentali. In particolare, sfrutta le informazioni di localizzazione e le combina con i dati offline relativi ai POI (Point of Interest), alle caratteristiche del nucleo familiare, agli acquisti, al meteo e alle azioni degli utenti. Utilizza inoltre gli App Bundle ID per raccogliere i metadati degli App Store e dei segmenti contestuali derivanti dalle app. Infine, la società fornisce l’accesso, grazie alle sue numerose fonti, a una grande quantità di dati di prima e terza parte con informazioni già segmentate e collegate agli ID pubblicitari mobile.

Qualche giorno fa, AOL ha annunciato anche un’estensione del proprio accordo con DoubleVerify, grazie alla quale i dati sulla qualità degli annunci di DoubleVerify verranno integrati all’interno delle piattaforme ONE by AOL dedicate alle aziende e agli editori (leggi l’articolo).

AOL estende la partnership con DoubleVerify all’insegna della qualità dell’inventory

DoubleVerify ha annunciato un’estensione del proprio accordo con AOL, grazie alla quale i suoi dati sulla qualità degli annunci verranno integrati all’interno delle piattaforme ONE by AOL dedicate alle aziende e agli editori. Nel momento in cui effettueranno i loro acquisti su asta in real time tramite la piattaforma ONE by AOL, gli inserzionisti avranno ora accesso alla suite completa di soluzioni di DoubleVerify per l’autenticazione della qualità delle campagne in quanto a brand safety, frodi e viewability.

«Integrare i segmenti pre-bid di DoubleVerify è stato uno step naturale per AOL – commenta Tim Mahlman, Presidente Platforms di AOL -. Puntiamo ad essere una piattaforma agnostica che offre i partner tecnologici migliori ai propri clienti, che questi possono sfruttare per costruire dei brand amati dalle persone. DoubleVerify è un leader di mercato e siamo entusiasti di lavorare ancor di più con loro all’insegna della fiducia e della responsabilità».

Un’opinione condivisa anche da Wayne Gattinella, Presidente e CEO di DoubleVerify: «DoubleVerify possiede la più solida soluzione di targeting pre-bid sul mercato e ora questi dati sono a disposizione dei nostri tanti clienti che sfruttano ONE by AOL come piattaforma programmatica».

L’integrazione dei dati di segmentazione pre-bid di DoubleVerify con ONE by AOL è attualmente disponibile per tutti i clienti delle due società.

Ad AOL la gestione dell’inventory di Vevo in Italia, anche in modalità data-driven

Importante acquisizione per AOL. La società infatti si assicura la gestione in esclusiva dell’inventario pubblicitario di tutte le property di Vevo in Italia.

Vevo è la piattaforma premium di video e intrattenimento, leader mondiale, nata grazie alla collaborazione di Universal Music Group e Sony Music, che oggi registra 20 miliardi di view mensili a livello globale.

«L’industry dell’intrattenimento sta vivendo un momento particolarmente florido online, sia per chi investe, sia per chi fruisce dei contenuti in rete. E il settore musicale non fa eccezione. Inoltre, secondo i dati IFPI, l’Italia è tra i principali paesi per quanto riguarda la fruizione di video musicali online. Per questo siamo particolarmente orgogliosi di annunciare questo nuovo accordo con Vevo in Italia», dichiara Christina Lundari, General Manager di AOL in Italia.

Grazie al nuovo sodalizio, AOL Italia avrà il diritto esclusivo della vendita degli spazi pubblicitari premium di tutti i servizi che Vevo offre alla propria audience nel nostro Paese: vevo.com, le app mobile, le app su smart tv e su device connessi a internet (Amazon Fire Tv, Apple Tv), il player di Vevo embedded su siti di terze parti e il Vevo branded media player su You Tube (desktop, mobile e in app).

Gli spazi di Vevo saranno a disposizione degli inserzionisti anche in modalità programmatica attraverso One by AOL, come precisa Christina Lundari: «L’inventory di Vevo saranno acquistabili tramite AOL sia in modalità diretta — che in questo momento rappresenta il potenziale più ampio – che in Programmatic, attraverso la piattaforma One by AOL, dove l’inventory è meno ampia ma rappresenta sicuramente un fiore all’occhiello dell’offerta».

Leggi l’articolo completo su Engage.

Aol integra la soluzione di Integral Ad Science nella piattaforma ONE

Aol e Integral Ad Science (IAS) hanno annunciato un’estensione dei termini della loro collaborazione, già in corso da due anni. In virtù di questo aggiornamento, Aol integrerà lo strumento di targeting di viewability pre-bid di IAS nella sua piattaforma ONE by Aol.

Stando a quanto dichiarato dalla società specializzata in misurazioni, guidata da Elisa Lupo in Italia, la soluzione permette agli inserzionisti di scegliere e ottenere tassi di viewability di oltre il 40%, 50%, 60% e 70%. È, inoltre, disponibile su ONE per campagne display, video e cross-schermo.

“Questa partenariato con AOL risponde all’enorme domanda, da parte dell’industria, di soluzioni che vadano oltre la semplice garanzia di viewability, per assicurare, invece, che le inserzioni siano viste dal pubblico appropriato sul giusto dispositivo”, ha dichiarato Scott Knoll, Ceo di IAS.

AOL, avanti tutta sulla Programmatic Tv. Già investiti 500 milioni di dollari

Non ci sono più dubbi, AOL è al lavoro sulla Programmatic Tv. I primi investimenti sono già stati effettuati in Australia e Canada, col fine di sviluppare strumenti capaci di aggregare e vendere blocchi pubblicitari su network multipli, puntando a specifici pubblici.

La compagnia internet ha rivelato a Forbes maggiori dettagli circa i suoi piani di espansione nel segmento della televisione programmatica, su cui sono già stati spesi 500 milioni di dollari. “Stiamo costruendo ed innovando sul fronte televisivo e allo stesso tempo cerchiamo di capire verso dove è diretto il mercato”, ha dichiarato Tim Mahlman, Presidente di AOL Platforms dal mese scorso (leggi l’articolo dedicato).

AOL è entrata nella pubblicità programmatica sei anni fa e da allora è riuscita a divenire un forte concorrente di compagnie come Google, Facebook e AppNexus. Ciò è dovuto in larga parte all’acquisizione nel 2013 di Adap.tv, un servizio che mette insieme inserzionisti, compratori e venditori di video online. “Il giro d’affari dello scambio automatizzato è cresciuto esponenzialmente e AOL è entrata in questo mercato”, ha aggiunto Mahlman.

Programmatic e televisione: un potenziale altissimo

I ricavi di AOL da Programmatic sono saltati alle stelle: dal solo 2% di tre anni fa (circa 43,8 milioni di dollari) ad oltre il 50% di oggi che, sulla base dei numeri riferiti al 2015, corrisponde a 1,264 miliardi di dollari. I software utilizzati per queste attività potrebbe essere il bene più prezioso di AOL, la ragione per cui, secondo molti analisti, Verizon avrebbe deciso di acquisire l’azienda (leggi l’articolo dedicato).

AOL spera di replicare una analoga crescita anche nella Tv programmatica, impiegando quegli gli stessi strumenti adattati alla televisione lineare. Nonostante non siano identici alla pubblicità programmatica sui canali digitali (gli annunci non sono venduti in tempo reale), queste inserzioni posseggono delle caratteristiche simili, perché automatizzate e fondate sui dati.

La pubblicità programmatica deve ancora diventare uno strumento comune all’interno del medium televisivo: solo il 4% dei budget pubblicitari Tv è speso utilizzando tecnologie come quelle offerte da AOL, Turn, TubeMogul o Videology. Ma l’azienda guidata da Tim Armstrong spera di cambiare questo stato di cose, perché con gli 80 miliardi di dollari di investimenti negli Stati Uniti e i 250 miliardi a livello globale, il mercato pubblicitario Tv resta ancora più grande di quello digitale.

“Potete immaginare le ragioni per cui esistono enormi opportunità per AOL in quanto azienda ad-tech”, ha commentato a Forbes Mahlman, il quale ha spiegato che, includendo la televisione nelle proprie attività, AOL può diventare un interlocutore unico per il Programmatic, comprendendo i mercati digitali e televisivi sulla piattaforma unica One by AOL.

“Siamo in fase di dialogo con tutti i network, il nostro obiettivo è quello di avere sulla nostra piattaforma l’intero ecosistema televisivo”, ha commentato Dan Ackerman, Head of Programmatic TV di AOL. Sul fronte acquisto, Omnicom Group, che ogni anno spende miliardi sulla televisione, rappresenta uno degli avversari principali, con clienti che includono Old Navy e Google.

Quello che le aziende vogliono: fare targeting sulla televisione

Ad ogni modo, fa notare la testata americana, la pubblicità programmatica è maggiormente presente sulle piattaforme digitali rispetto alla tv e la ragione è semplice: sul piccolo schermo si è instaurato un sistema che per anni ha funzionato bene. Fino ad ora, almeno. A causa della frammentazione del mezzo con la creazione dello streaming, dei contenuti over-the-top e così via, è più difficile tenere traccia della spesa pubblicitaria e della sua efficacia. Basandosi su queste considerazioni, AOL stima che la Programmatic Tv costituirà circa il 15% del mercato televisivo totale nei prossimi cinque o sei anni.

“L’industria ha realizzato che bisogna adottare alcuni dei benefici dell’applicazione del digitale e del data-driven per accrescere i livelli di affidabilità e attribuzione”, ha aggiunto Ackerman, “L’ad-tech riesce a fornire molto di più di semplici indici d’ascolto relativi a specifici gruppo d’età, permette agli inserzionisti di puntare agli spettatori nello stesso modo in cui può farlo un contenuto digitale”. In questo contesto, i concorrenti di AOL non sono più solamente i network televisivi; lo sono anche Google e Facebook, chiunque svolga attività di vendita video.

Uno strumento adatto sia al digital che alla tv

AOL spera di prosperare grazie alla capacità del suo software di essere adoperato sia per il digitale che per la televisione su network multipli. “Se un marketer intende usare il Programmatic, il data-driven e l’automazione, forniamo una piattaforma tecnologica che permette di farlo olisticamente, così che il valore dello sfruttamento del mezzo Tv possa aiutare a raccogliere più inserzionisti e a garantire un valore più elevato”, ha precisato Ackerman.

Ad ogni modo, sia Mahlman che Ackerman ammettono che la pubblicità programmatica non prenderà mai il posto dell’intero business pubblicitario televisivo: “C’è molto nel piccolo schermo che è basato sul contesto; le Olimpiadi, il Super Bowl, i Grammy e gli Oscar sono il giusto ambiente per un marchio o una sponsorizzazione”, ha concluso Ackerman, “Alcune circostanze richiedono spesso un tocco umano”.

AOL porterà la sua programmatic Tv in Canada: accordo con Rogers Media

AOL ha annunciato un accordo con Rogers Media finalizzato alla creazione di un private marketplace per la televisione programmatica in Canada, l’obiettivo è permettere agli inserzionisti di accedere al pubblico della televisione lineare con trasparenza e controllo, sfruttando i dati e l’automazione.

L’intesa permetterà ai marchi e alle agenzie di implementare un acquisto di pubblico targettizzato e data-driven; inoltre, consentirà loro di ottenere degli analytics con focus sul consumatore e insight per l’ottimizzazione dinamica delle campagne sull’intero portafoglio di Rogers Media. AOL ha dichiarato che i segmenti personalizzati di dati saranno disponibili anche per l’acquisto in programmatico nel 2017.

“Siamo contenti di aver unito le nostre forze a quelle di Rogers Media, grande emittente televisiva canadese, per attivare il programmatic attraverso il loro portafogli Tv”, ha dichiarato a MediaPost Dan Ackerman, SVP Programmatic Tv di AOL.

“Globalmente, gli inserzionisti e i network vogliono essere in grado di portare sulla televisione lineare l’automazione attraverso i dati e l’intelligenza dell’acquisto programmatico e digitale. La nostra piattaforma, ONE by AOL: TV, offre un approccio unico ed efficace all’attivazione dei dati, e fornisce la tecnologia per migliori performance pubblicitarie tv e ROI. Siamo felici di espandere ulteriormente la sua portata grazie a questo accordo”, ha concluso Ackerman.

Nel 2015, la compagnia internet americana ha siglato un’intesa con Multi Channel Network per gestire in Australia un private marketplace programmatico integrato. Quest’anno invece, AOL ha lanciato ONE by AOL, un servizio di programmatic tv self-service negli Stati Uniti, oltre ad aver chiuso un accordo con Univision.

Programmatic TV: AOL lancia una piattaforma di acquisto self-service

In vista degli upfront televisivi 2016, AOL ha annunciato lunedì 4 aprile il lancio di una piattaforma self-service proprietaria per l’acquisto in programmatic di spazi televisivi. Lo strumento andrà ad ampliare l’offerta di ONE by AOL.

La piattaforma non servirà solo alla pianificazione e acquisto di spazi televisivi in modalità automatizzata, ma potrà essere utilizzata anche per l’erogazione stessa delle campagne e la loro misurazione.

Le inventory su tv lineare saranno disponibili, per il mercato americano, a partire dal terzo trimestre di quest’anno, con l’avvio della programmazione autunnale. Intanto c’è chi, in esclusiva, sta testando lo strumento: si tratta di Omnicom Media Group, partner di lancio della piattaforma, che inizierà a provarne le capacità per i suoi clienti.

Gli inserzionisti potranno utilizzare sia la DMP di AOL per gestire i loro dati di prima parte, sia altre DMP terze di loro scelta. La piattaforma consentirà di settare le tempistiche dei flight, la durata degli spot, gli investimenti e i parametri di targeting, e di selezionare eventualmente la programmazione, per esempio evitando quei network dove è già in essere una sponsorizzazione.

Le campagne saranno misurabili attraverso tecnologie proprietarie di AOL, che consentiranno un reporting “olistico” delle performance della campagna, mostrando quando l’annuncio porta a delle attività su altri device digitali come smartphone e tablet.

L’iniziative segue e amplia il lancio, nel giugno del 2015, di un private marketplace per la tv in Australia, evento che ha segnato il debutto di AOL nel programmatic televisivo.

 

One by Aol: Publishers è lancio globale

Oggi, nel corso di IAB Annual Leaderhip Meeting negli Stati Uniti, Aol ha lanciato One by Aol: Publishers per semplificare un ecosistema complesso fornendo soluzioni olistiche e su misura per gli editori. Negli ultimi sei anni Aol ha investito più di 1 miliardo di dollari in tecnologie publisher-first, pensate, quindi appositamente per gli editori, espandendole a livello globale. Annunciata nel corso dello sbarco di Aol in Italia, on One by Aol: Publishers, Aol punta a sostenere gli editori con strumenti di engagement, analytics, content distribution e revenue management.

«Gli editori oggi si trovano ad affrontare un mercato dei media pieno di ostacoli e sfide quotidiane: si muovono all’interno di walled garden senza avere gli strumenti adatti per sfruttare questo momento storico in cui gli utenti stanno spostando la propria attenzione al mobile e ai contenuti video – ha dichiarato Tim Mahlman, president Publisher Platforms Aol -. Con One by Aol: Publishers, Aol ridefinisce le modalità di monetizzazione degli asset degli editori e fornisce loro soluzioni efficaci per ottenere il massimo valore dai loro contenuti».

In un mercato con grande focus sulle necessità degli inserzionisti, Aol vuole confermare il proprio impegno anche per gli editori e One by Aol: Publishers offre una serie di vantaggi:

Unica demand platform: strettamente connessa con la piattaforma di acquisto di One by Aol, la piattaforma per gli editori rende il processo di vendita di pubblicità molto più fluido e snello migliorando i rapporti con brand, agenzie, trading desk e permettendo anche un’integrazione semplice con strumenti di terze parti.

Processo semplificato: meno piattaforme e meno interlocutori permettono di ottimizzare le risorse e soddisfare ogni esigenza d’acquisto con maggior rapidità, in questo modo si alleggeriscono anche i costi che gli editori si trovano ad affrontare, a favore di un maggior focus su soluzioni e offerta. In media, gli editori utilizzano quattro diverse supply-side platform per vendere la loro inventory (Fonte: AOL Publisher Advisory Board survey) e ricevono meno del 50% dei budget che gli inserzionisti sono disposti a investire e questo a causa del numero di intermediari (Fonte: AdAge “Inside the Hidden Costs of Programmatic” – Settembre 2015).

Dati, analisi e ottimizzazione: gli editori possono sfruttare gli strumenti di Aol per rafforzare la comprensione dei propri asset e il comportamento dei loro acquirenti. L’offerta analizza modelli di pricing, audience e inventory, per consentire agli editori di raggiungere nuovi segmenti di pubblico e sviluppare nuove opportunità.

Mobile first: Aol semplifica i processi di monetizzazione da mobile, incluse le app dove normalmente il processo è molto complesso. Grazie a un SDK flessibile in grado di accedere a uno dei più grandi inventory mobile del mercato, l’offerta di Aol fornisce un’unica soluzione per tutti i formati e i dispositivi e per tutti gli ad-buying partner.

Maggiori opportunità con i video: con Aol gli editori possono sfruttare la scalabilità per massimizzare il potenziale della loro inventory video grazie a tecnologie di distribuzione avanzate.

In occasione del lancio della piattaforma, Aol ha unificato le soluzioni e i servizi per gli editori e ha annunciato l’acquisizione di AlephD, azienda di analytics e ottimizzazione dinamica del floor price per i publisher.  AlephD sarà un elemento fondamentale di One by Aol: Publishers.

La nuova soluzione video

Le offerte tecnologiche di Aol On Network, Vidible e Be On fanno ora parte di One by Aol: Publishers e sono stati integrati in un set di soluzioni video per gli editori. Il nuovo video content player fornisce agli editori una serie molto più specifica di dati sul proprio pubblico, sulle performance dei contenuti e della pubblicità, sui tassi di viewability, sull’uso di ad blocking ed eventuale traffico fraudolento.

Dailymotion e AOL Platforms allargano la partnership all’insegna del video advertising

AOL Platforms e Dailymotion hanno annunciato uno sviluppo strategico ulteriore della loro partnership. L’accordo, infatti, consentirà agli inserzionisti di tutto il mondo di acquistare l’inventario in-stream di Dailymotion, una delle piattaforme video leader nel mondo con 3,5 miliardi di video visti al mese (fonte Adobe Site Catalyst, giugno 2015, PC, dispositive mobili e tablet), direttamente attraverso ONE by AOL, la prima piattaforma pubblicitaria cross-screen a livello programmatico che consente l’ottimizzazione delle campagne dal web alla TV.

Dailymotion Exchange (DMX), il marketplace video premium e globale di Dailymotion Advertising, ha lavorato su un’integrazione tra OpenRTB e ONE by AOL, permettendo ai partner con piattaforme demand-side di accedere all’inventario video premium di DMX attraverso desktop, cellulari, tablet, console di gioco, e connected TV da tutto il mondo.

L’integrazione OpenRTB consentirà ai clienti che utilizzano ONE by AOL di beneficiare di un accesso rapido e sicuro all’inventario di DMX, alimentato da una integrazione server-to-server. Gli inserzionisti possono sia fare un’offerta pubblica all’asta oppure negoziare attraverso private marketplace mentre acquistano in tempo reale su DMX.

La nuova integrazione con ONE by AOL garantisce inoltre agli inserzionisti capacità di targeting granulari e accurati grazie a insight relativi al contesto e alle caratteristiche socio-demo e comportamentali che emergono dai dati proprietari di DMX.

Questa partnership estende l’accordo siglato nel 2012 focalizzato sulla supply-side di ONE by AOL che consente comunque a inserzionisti selezionati di accedere ad alcuni private marketplace di Dailymotion Exchange. «Ampliare la quantità di premium inventory disponibile per gli inserzionisti che lavorano con AOL è sempre una priorità della nostra agenda», ha dichiarato Phil Duffield, Head of Advertising AOL International. «L’estensione dell’accordo con Dailymotion, già partner di fiducia, è dunque una manovra strategica visto che i dati disponibili tramite DMX consentono di supportare campagne altamente mirate».

Tutto questo conferma l’interesse di AOL a conquistarsi il suo posto nel mercato del video advertising e del programmatic, al centro anche dell’espansione italiana di AOL, come ci ha spiegato la stessa Christina Lundari, Managing Director per il nostro Paese, in una video-intervista che riproponiamo di seguito.

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