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Programmatic Audio, prima campagna in Italia per OMG con Spotify e Rubicon Project

Omnicom Media Group ha realizzato la sua prima campagna pubblicitaria italiana in Programmatic Audio con Spotify e Rubicon Project.

La campagna dell’agenzia ha utilizzato l’inventory audio di Spotify per la campagna “Citroën C4 Cactus” dell’inserzionista Citroën. OMG è riuscita al contempo a sfruttare i suoi dati interni e a utilizzare i dati di Spotify sugli ascoltatori unici, tra cui luogo, genere e attività.

Spotify ha lanciato la sua soluzione di Programmatic Audio lo scorso settembre, creando una partnership con Rubicon Project per mettere la sua inventory audio, video e display a disposizione degli esperti di marketing su scala globale, sfruttando i vantaggi dell’efficienza e del targeting tipici del programmatic advertising. La campagna su private marketplace (PMP) è stata negoziata in modo programmatico attraverso la piattaforma tecnologica di Rubicon Project.

«Questo è un momento molto entusiasmante per gli advertiser italiani – commenta Sara Buluggiu, Managing Director per l’Italia, la Spagna e l’area MENA di Rubicon Project -: il mercato audio è destinato a fiorire e maturare all’interno delle piattaforme programmatiche esistenti, il che è un enorme passo avanti verso quella realtà. Gli esperti di marketing italiani stanno davvero abbracciando l’innovazione e la creatività nell’advertising e OMG è in prima fila in questo cambiamento».

Un parere condiviso anche da Narges Hamidi, Programmatic Buying Manager di OMG Italia: «L’audio digitale è un formato molto nuovo, ma che racchiude un enorme potenziale. Il supporto e la formazione di Rubicon Project in questo campo sono stati integrati in questa campagna e non vediamo l’ora di realizzare altre campagne audio. Il fatto di poter combinare l’intimità e la familiarità della pubblicità via radio con il targeting e i vantaggi in termini di ricchezza di dati offerta dal digitale, rende l’audio digitale un’opportunità molto potente di advertising».

Frodi pubblicitarie: quali sono gli operatori più impegnati contro il fenomeno?

Il Trustworthy Accountability Group (TAG), un’iniziativa del settore della pubblicità per la lotta contro le attività criminali nella filiera della fornitura del digital advertising, ha annunciato oggi il primo gruppo di società che ha completato il processo di revisione e alle quali è stato assegnato l’attestato TAG “Certificato contro la frode”, a dimostrazione del superamento dei rigorosi standard anti-frode di TAG.

Tra le prime realtà a ricevere l’attestato TAG “Certificato contro la frode” troviamo Amobee, comScore, DoubleVerify, Dstillery, Google, WPP GroupM, Horizon media, Integral Ad Science, Interpublic Group, Moat, Omnicom Media Group, OpenX Technologies, Inc, ProData media, Rocket Fuel Inc., Sovrn e White Ops Inc.

«Quando i futuri imprenditori rievocheranno la lontana ferita delle frodi nel mercato della pubblicità digitale, ricorderanno la leadership di aziende come queste per il supporto nello stabilire un nuovo standard per la lotta antifrode, che ha alzato l’asticella per il nostro settore – ha dichiarato Mike Zaneis, ceo di TAG -. I primi beneficiari dell’attestato TAG “Certificato contro la frode” rappresentano il tessuto connettivo della pubblicità digitale – tra i quali figurano i maggiori editori del mondo, le agenzie pubblicitarie e i rispettivi provider tecnologici – e hanno contribuito a rendere il marchio TAG il gold standard nell’ecosistema della pubblicità digitale. Siamo lieti di annunciare il gruppo iniziale di imprese “Certificate contro le frodi” TAG, e non vediamo l’ora di allargare il canale a tanti futuri partecipanti nei prossimi mesi».

Il Trustworthy Accountability Group (TAG) è, primo nel suo genere, il programma di responsabilità cross-settoriale volto a combattere le attività criminali in tutta la catena di fornitura di pubblicità digitale. TAG collabora con aziende di tutta la filiera in quattro aree critiche per la continua crescita e lo sviluppo del settore della pubblicità digitale (del valore oggi di 50 miliardi di dollari): eliminando le frodi, lottando contro i malware, combattendo la pirateria su Internet e promuovendo la trasparenza. TAG è stato creato come programma comune del settore marketing-media da American Association of Advertising Agencies (4A’s), Association of National Advertisers (ANA) e Interactive Advertising Bureau (IAB).

Il secondo gruppo di imprese che riceverà l’attestato “Certificato contro la frode” TAG sarà annunciato nei primi mesi del 2017.

Perché gli utenti utilizzano i filtri anti-pubblicità?

Gli internauti americani desiderano una navigazione che sia ininterrotta e senza interferenze e, per ottenere questa esperienza, decidono di utilizzare un’applicazione di blocco pubblicitario. Ma quali sono, nello specifico, le ragioni che muovono questa scelta?

Secondo una ricerca condotta a maggio di quest’anno da Omnicom Media Group, il 40% degli utenti internet ha dichiarato di utilizzare questo strumento perché stanchi di essere “bombardati” dalle inserzioni. Un numero maggiore di rispondenti (45%) ha detto che impiegherebbe dei filtri perché non desidera incontrare annunci pop-up. Il 44% ha affermato di associare gli ad blocker proprio con l’oscuramento dei  pop-up.

 

ad blocker

 

Da una stima elaborata da eMarketer emerge che quest’anno e nel 2017 il fenomeno crescerà a doppia cifra. Solo nel 2016, 69,8 milioni di americani useranno un ad blocker, un salto del 34,4% rispetto allo scorso anno.

Il blocco della pubblicità è più comune sui desktop e sui laptop che sugli smartphone. Nel 2016, 63,2 milioni di persone useranno un ad blocker sui loro desktop o pc portatile, contro i 20,7 milioni che ne adotteranno uno sul loro cellulare. Infatti, il 90,5% di questi utenti bloccherà gli annunci su desktop e laptop, mentre solo 29,7% lo farà sugli smartphone.

Similmente a quanto emerso dalla ricerca di Omnicom Media Group, anche uno studio IAB, datato giugno 2016, ha scoperto che gli utenti internet stanno usando i blocchi pubblicitari perché sono infastiditi dalle inserzioni che bloccano i contenuti. Nonostante la maggioranza dei rispondenti abbia dichiarato di non utilizzare ad blocker e di non pensare di farlo nei prossimi sei mesi, un altro 36% ha affermato di averne uno installato sul proprio desktop o laptop. Inoltre, il 17% ha detto che mentre non adottava un filtro al momento dell’intervista, programmava di farlo entro i prossimi mesi.

 

ad block

Volkswagen punta sul Programmatic con PHD

A partire dal 2017, Volkswagen, il quinto investitore pubblicitario mondiale, avrà un nuovo centro media globale: PHD.

Si è infatti chiusa la lunga gara avviata dal colosso automotive tedesco per definire chi dal prossimo anno si sarebbe occupato del suo media planning e media buying globale. In palio la gestione di un budget di quasi 3 miliardi di euro. La gara, si legge in una nota di Volkswagen, è stata vinta da Omnicom Media Group. Ad occuparsene sarà dunque Phd, uno dei network della società, con la possibilità, comunque, che in alcuni mercati vengano attivate altre società del gruppo.

L’incarico riguarderà anche il mercato italiano, andando così a rafforzare la filiale nazionale di Omnicom Media Group, guidata dal Ceo Marco Girelli, e PHD, guidata nel nostro paese da Vittorio Bucci. Volkswagen è stato lo scorso anno, secondo i dati raccolti ed elaborati da Nielsen, il terzo spender sul mercato italiano con un investimento di 105,5 milioni, in crescita del 3,2% rispetto al 2014 (qui l’articolo dedicato).

Alla fase finale della gara erano giunte, oltre al centro media di Omnicom Media Group, l’uscente MediaCom (Wpp Group) – che lavora con l’azienda dal 1998 e che oggi gestisce circa il 80% di tutto il media planning e media buying internazionale del gruppo, inclusi i brand Audi, Skoda e Seat – e Mediabrands  (IPG). PHD già lavora per Volkswagen, occupandosi dei brand BentleyPorsche a livello globale, così come di Seat nel mercato britannico.

La nuova strategia media del gruppo sarà particolarmente focalizzata sulle nuove sfide dell’ecosistema digitale, tra cui proprio il programmatic, fa sapere l’azienda nel comunicato ufficiale. “Le nuove possibilità offerte dalla digitalizzazione e i nuovi modi di targettizzare specifici segmenti di pubblico saranno presidiati in particolar modo all’interno dei nostri media planning”, recita la nota.

Omnicom Media Group punta sul marketing data-driven con la nuova centrale Hearts & Science

Omnicom Media Group ha annunciato, con una nota ufficiale, il lancio del suo terzo network di agenzie: Hearts & Science.

Creata per arricchire le strategie di brand con insight in real-time, Hearts & Science nasce come agenzia di marketing data-driven, con competenze di media planning e buying, ma offre anche servizi di shopper marketing, marketing innovation e content activation.

«Con l’aggiunta di Hearts & Science, Omnicom Media Group ha ora tre agenzie distinte, tutte orientate a portare risultati ai clienti – spiega Daryl Simm, ceo di Omnicom Media Group -. OMD è la centrale media più grande e più premiata; PHD è la leader globale nel communication planning; Hearts & Science sarà quella più focalizzata sul marketing data driven. Tutti e tre i network beneficeranno in maniera scalabile delle risorse di Omnicom Media Group in tema di activation e buying e della nostra piattaforma di dati e analytics Annalect».

L’agenzia ha inaugurato le sue attività questo mese con Procter & Gamble come primo cliente, e Scott Hagedorn, da 5 anni ceo di Annalect (dove verrà sostituito a livello globale da Slavi Samardzija), come chief executive officer.

Hearts & Science comincerà le proprie attività con uno staff di 175 persone, che, secondo quanto recita la nota ufficiale del gruppo, dovrebbero arrivare a 300 entro l’inizio del terzo trimestre. La prima sede è a New York, ma altre verranno aperte presto in Canada e Puerto Rico, seguite da uffici locali in alcuni mercati chiave al di fuori del Nord America nella seconda metà del 2016.

Programmatic TV: AOL lancia una piattaforma di acquisto self-service

In vista degli upfront televisivi 2016, AOL ha annunciato lunedì 4 aprile il lancio di una piattaforma self-service proprietaria per l’acquisto in programmatic di spazi televisivi. Lo strumento andrà ad ampliare l’offerta di ONE by AOL.

La piattaforma non servirà solo alla pianificazione e acquisto di spazi televisivi in modalità automatizzata, ma potrà essere utilizzata anche per l’erogazione stessa delle campagne e la loro misurazione.

Le inventory su tv lineare saranno disponibili, per il mercato americano, a partire dal terzo trimestre di quest’anno, con l’avvio della programmazione autunnale. Intanto c’è chi, in esclusiva, sta testando lo strumento: si tratta di Omnicom Media Group, partner di lancio della piattaforma, che inizierà a provarne le capacità per i suoi clienti.

Gli inserzionisti potranno utilizzare sia la DMP di AOL per gestire i loro dati di prima parte, sia altre DMP terze di loro scelta. La piattaforma consentirà di settare le tempistiche dei flight, la durata degli spot, gli investimenti e i parametri di targeting, e di selezionare eventualmente la programmazione, per esempio evitando quei network dove è già in essere una sponsorizzazione.

Le campagne saranno misurabili attraverso tecnologie proprietarie di AOL, che consentiranno un reporting “olistico” delle performance della campagna, mostrando quando l’annuncio porta a delle attività su altri device digitali come smartphone e tablet.

L’iniziative segue e amplia il lancio, nel giugno del 2015, di un private marketplace per la tv in Australia, evento che ha segnato il debutto di AOL nel programmatic televisivo.

 

Marco Girelli, OMG: «Big data e programmatic? Siamo di fronte a un momento straordinario»

I big data possono essere il nuovo petrolio della comunicazione? Forse è presto per dirlo con certezza. Certo è che il cambiamento portato nel mercato dall’arrivo della tecnologia e del programmatic investono nel profondo la filiera della pubblicità, aprendo opportunità notevoli per chi meglio si sta attrezzando per affrontare questo cambiamento.

«Siamo di fronte a un momento straordinario». Ha detto in proposito Marco Girelli, ceo di Omnicom Media Group e vice presidente di Assocom, nel corso dell’evento “Comunicare Domani – data Revolution” organizzato mercoledì a Milano dall’Associazione che rappresenta le imprese di comunicazione.

I centri media, in particolare, stanno attraversano una fase di “mutazione”: «con la crisi e la riduzione degli investimenti pubblicitari, ci eravamo infilati in un imbuto da cui sarebbe stato difficile uscire. Ciò che sta accadendo con il Programmatic porta delle opportunità meravigliosamente e incredibilmente diverse. Oggi ha di nuovo senso lavorare sul media», ha affermato Girelli.

«Il bisogno di razionalizzare la spesa da parte delle aziende non è cambiato, ma nell’attuale mercato il nostro ruolo torna ad essere centrale, anche se in modo diverso da prima: nel conto economico di un centro media, la parte consulenziale sarà sempre più importante», ha precisato Girelli. Su questa base, in tutto il mondo Omnicom Media Group sta attraversando una fase di riorganizzazione e la sede italiana non fa eccezione. «E’ un processo molto costoso, ma necessario. Anche a livello di persone, a partire dai manager. Non ci servono più media planner, abbiamo bisogno di data specialist, di talenti analitici, di esperti di Crm».

Per quanto riguarda l’evoluzione del media buying “tecnologico”, Girelli indica la sua strada: «Credo che stiamo andando verso un mercato su due livelli. Quello del Programmatic, in cui si lavorerà sostanzialmente sui private deal, e in cui le aziende dovranno essere d’accordo di pagare un giusto fee in cambio di alti livelli di controllo e trasparenza. Poi ci sarà il mondo dell’Rtb, in cui il trading desk offre un Kpi e lo realizza a basso costo, senza dare troppe informazioni al cliente su come l’ha ottenuto e con quali margini. Ci sono pro e contro in entrambi i metodi».

OMD nuovo partner digital di Renault Italia: verrà implementata un’unica DMP come punto di integrazione tra CRM e planning

OMD è stata selezionata, al termine di una consultazione che ha visto coinvolte altre sigle, tra cui Publicis Group e AmmiroY2K, da Renault Italia come nuovo partner digitale per i prossimi tre anni.

La centrale collabora con la casa automobilistica dal 2009 e cura tutte le attività di media strategy, planning e buying. Adesso, col nuovo incarico, seguirà anche tutte le attività di marketing e strategia online, canali social e di activation CRM compresi, con obiettivo di sostenere e incrementare l’engagement in rete del brand.

L’acquisizione riguarda un insieme di servizi specifici dedicati al mondo digitale, che si vanno ad aggiungere alla semplice gestione delle campagne di digital ADV già curate dall’agenzia: si tratta delle opportunità di comunicazione real time e personalizzata, in genere affidate a sigle specializzate in maniera verticale. L’opportunità di far gestire tutta la comunicazione da un’unica realtà punta a una integrazione basata sulla complementarietà di mezzi off line e digitali, salvaguardando la coerenza del messaggio. Inoltre verrà implementata un’unica Data Management Platform come punto di integrazione tra CRM e planning.

Un incarico importante per la centrale di Omnicom Media Group, se si considera che si tratta della prima grande acquisizione in ambito digitale dopo la recente riorganizzazione di Resolution, unit del Gruppo dedicata ai big data e al digital marketing.

Per Renault Italia le attività digital rappresentano una fetta sempre più dominante del proprio media mix e la parola chiave della sua strategia di comunicazione è integrazione.

«La nostra missione – aggiunge Odoardo Ambroso, head of Data and Digital Communication di OMG – è raccogliere la sfida di oggi di utilizzare i dati per incrementare il business dei nostri clienti, integrando la comunicazione classica con il social e con il CRM, nella convinzione che fan o follower non siano persone diverse dai nostri clienti e prospect».

La campagna Citroën inaugura il Programmatic Guaranteed firmato Resolution e PHD

PHD Italia e Resolution, business unit di Omnicom Media Group dedicata ai servizi di marketing e comunicazione digitale, hanno implementato i loro servizi con una soluzione innovativa nell’area dell’ad-tech: il Programmatic Guaranteed, grazie al quale Citroën ha potuto riservare spazi premium – prima irraggiungibili acquistando in modalità RTB – pur pianificando in maniera automatizzata.

I “pacchetti garantiti” rappresentano di fatto sul nostro mercato un passo importante in termini evolutivi dell’offerta Programmatic: un modello di business per certi versi vicino ad una tradizionale vendita diretta digitale, ma che consente raggiungere spazi di qualità, una precisa targettizzazione, prezzo, data, formato/sito e volumi di impression a seconda delle reali esigenze del cliente.

È con questa logica che, in partnership con Doubleclick e Leonardo, e sfruttando le opportunità offerte da Accuen – piattaforma di programmatic buying del Gruppo Omnicom -, la digital unit insieme a PHD ha permesso al brand Citroën di entrare in contatto con la propria audience ottimizzando e automatizzando i processi di acquisto degli spazi per una migliore gestione degli investimenti.

“Si tratta della prima di una serie di attività mediante cui ci proponiamo di sfruttare al meglio le opportunità delle tecnologie legate al planning e buying – spiega Vittorio Bucci, managing director di PHD, attraverso la nota stampa ufficiale –. La pianificazione automatizzata, in tal senso, è un volano di grande efficacia che ci consente di migliorare le performance dei nostri business partner”.

A quella di Bucci si aggiunge la dichiarazione di Andrea Folcio, cto e Resolution Director: “Siamo molto orgogliosi di questa operazione introdotta per la prima volta in Italia. In Resolution ci siamo dotati del miglior team e delle migliori tecnologie per offrire ai nostri Clienti di raggiungere il target desiderato, sul canale più adatto, nel momento migliore, al miglior prezzo al fine di una più efficace ottimizzazione delle campagne pubblicitarie e il miglior ritorno dell’investimento”.

L’operazione, che ha coinvolto il team di Resolution per PHD, è stata attivata e gestita da Maria Galli (Global Account Director PHD), Paola Corno (Head of Data&Technology Accuen) con Marta Sudati, Gaia Bernava e Simone Mercanti, e dimostra come le soluzioni di programmatic possono essere usate in maniera efficace per generare valore.