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GDPR e CCPA: il digital adv evolve in chiave “etica”? L’analisi di Francesca Lerario di Ogury

La protezione dei dati è diventata una vera e propria sfida globale. Quando il GDPR è diventato effettivo nella sua applicazione (il 25 maggio 2018), si è segnato l’inizio di una nuova era per la privacy dei dati.

Non a caso, il regolamento europeo sulla protezione dei dati è considerato un punto di svolta nell’ambito della data protection globale, un modello ineludibile per ogni provvedimento futuro di tutti i governi.

Sulla falsariga del GDPR, infatti, sono diversi i regolamenti che si stanno imponendo in ogni parte del mondo. Ne è esempio il California Consumer Privacy Act (CCPA), primo regolamento negli Usa realizzato sulla falsariga di quello UE ed entrato in vigore il primo gennaio 2020. Lontano dall’Europa, anche l’India sta lavorando alla sua nuova legge per il controllo dei dati personali dei residenti indiani.

Secondo Gartner, nel 2022 metà della popolazione globale sarà tutelata da un regolamento sulla falsariga del GDPR. Da qui la considerazione che l’Unione Europea abbia di fatto aperto la strada a un tempo in cui finalmente le aziende si assumono la responsabilità del trattamento dei dati personali.

Ma quali sono le opportunità, le sfide da superare e i limiti di questa fase dell’evoluzione del data protection. Ne abbiamo parlato con Francesca Lerario, Managing Director per l’Italia di Ogury, società creatrice della prima soluzione di advertising alimentata dalla scelta dell’utente, che dalla sua nascita, 2014, è impegnata nella definizione di soluzioni di advertising alimentate dalla scelta dell’utente.

Francesca, come detto, sulla scia del GDPR, dal primo gennaio 2020 è ufficialmente entrata in vigore la CCPA in USA. Quali sono le differenze più evidenti tra i due regolamenti?

Nonostante differiscano per scopi, entità a cui si rivolgono e definizione di informazioni personali, GDPR e CCPA hanno un obiettivo comune: proteggere i diritti dei consumatori sul web e tutelare la privacy dei loro dati.
Tuttavia, vi sono alcune differenze chiave: se il CCPA impone alle aziende di fornire un’opzione di “Opt-out“, dando ai consumatori una chiara possibilità di non condividere informazioni personali con terze parti, la GDPR ha fatto dell’“Opt-in” uno dei suoi requisiti principali. In questo modo le aziende non possono raccogliere dati se non previo esplicito consenso da parte dell’utente, che può essere modificato o revocato in qualsiasi momento. Le due normative prevedono inoltre sanzioni molto diverse: la GDPR può applicare multe fino a 20 milioni di euro o il 4% del fatturato dell’azienda (a seconda dell’importo più elevato); le sanzioni per violazioni del CCPA partono da 2.500 fino a un massimo di 7.500 dollari.

Più in generale, essendo la GDPR molto più severa, per le aziende già conformi a questa regolamentazione è più facile adeguarsi alle nuove e meno rigide normative quali la CCPA. Ogury era pronta ancora prima dell’entrata in vigore della CCPA perché il 50% del fatturato proviene dagli Stati Uniti ma soprattutto perché conforme alla GDPR sin dalla nascita dell’azienda (2014).

Quali considerazioni suggerisce tutto questo?

Brand ed editori di tutto il mondo si trovano ad affrontare crescenti sfide in fatto di privacy e protezione del dato. Se poi a questo si aggiunge che gli utenti sono oggi molto più consapevoli del valore del proprio dato e dell’interesse che nutrono le aziende, le organizzazioni devono essere certe che sia stato ottenuto tramite un consenso valido e tracciabile.

Non solo Europa e California. In realtà la data protection è di fatto diventata una questione posta su molti tavoli a livello mondiali…

In effetti, non si tratta soltanto di GDPR in Europa e CCPA in California. Stiamo vivendo una fase di globalizzazione delle normative sulla privacy e il fatto che nell’Asia Pacifica siano state introdotte o aggiornate normative, come quella australiana sulla privacy o la Personal Data Protection Bill in Indonesia, dimostra il crescente interesse verso la materia. Argentina, Brasile e Cile sono in procinto di aggiornare e creare normative specifiche, il Messico farà lo stesso nei prossimi mesi.

Questi mercati hanno come riferimento la GDPR europea che ha segnato una svolta cruciale nell’etica del digitale. Tuttavia, per brand ed editori resta difficile conformarsi a questo mosaico globale di leggi la cui maturità non è uniforme a livello mondiale.

Qual è la principale opportunità e quale la principale ripercussione di queste normative sull’advertising industry?

La protezione dei dati è diventata una vera e propria sfida globale che necessita di una soluzione altrettanto globale. Brand ed editori devono pensare in maniera strategica, anticipando proattivamente le normative e non aspettare che ne emergano di nuove. Per affrontare questa sfida, le aziende hanno bisogno di un partner tecnologico che aderisca ai più elevati standard di protezione dei dati e che operi a livello globale.

La più grande opportunità offerta da queste normative è la possibilità di ripristinare la fiducia tra il mercato della pubblicità digitale e il consumatore. Un ambiente digitale sicuro rappresenta un vantaggio sia per utenti che per le organizzazioni, stabilisce un contratto di fiducia tra le parti, offre risultati di business migliori, restituisce credibilità e affidabilità al settore e aiuta a rendere internet un ambiente più etico. Questo è quello in cui crediamo in Ogury.

Tutto questo coincide anche con un mercato pronto ad abbandonare i cookie. Quali sono le vostre riflessioni in merito?

Il recente annuncio di Google di eliminare i cookie di terze parti da Google Chrome entro il 2022 potrebbe sorprendere, ma nel 2018-2019 Safari e Firefox avevano già applicato restrizioni simili. In un’era in cui le normative sulla privacy si stanno moltiplicando e gli utenti sono sempre più consapevoli dei propri diritti, la scelta di Google appare inevitabile.

Questo tipo di decisioni avranno un forte impatto sulle aziende ad tech del web, in particolare su quelle che basano la propria attività sul retargeting, ma non su Ogury con il suo modello di in-app branding advertising e una tecnologia basata su SDK (e non sui cookie).

Entro questo scenario, quali sono i trend che ritenete degni di nota per questo 2020 e più propriamente legati al vostro settore?

In Ogury crediamo che implementare normative sulla privacy e protezione dei dati stiano portando il settore verso la giusta direzione. La pubblicità digitale è in piena trasformazione verso un mondo in cui la scelta dell’utente è più importante della quantità di dati. Abbiamo l’opportunità di dare vita a un nuovo digital advertising etico e trasparente che a differenza dell’attuale modello valorizzi la scelta dell’utente. Questo è esattamente ciò che perseguiamo da quando Ogury è stata costituita, molto prima che venissero teorizzate normative come la GDPR e il CCPA.

Ogury riceve un finanziamento da 50 milioni di dollari. La sede italiana terza nel gruppo per ricavi

Ogury, tech company che ha dato vita alla prima soluzione di marketing “basata sulla scelta dell’utente”, ha annunciato un nuovo round di finanziamento da 50 milioni di dollari, che permetterà all’azienda di accelerare l’innovazione tecnologica e la partnership con nuovi brand in mercati chiave come Europa, Stati Uniti e nella regione APAC.

Il finanziamento è stato erogato da Idinvest Partners e altre banche.

Da sempre conforme alla GDPR, Ogury punta a guidare il passaggio dell’advertising da un approccio “data-driven” a una cultura “choice first” che mette al primo posto la scelta dell’utente.

«Il consenso informato dell’utente è stato al centro della nostra tecnologia sin dalla nascita dell’azienda», spiega Thomas Pasquet, Co-Founder e Co-CEO di Ogury. «Per natura siamo conformi alla GDPR e pronti per la CCPA negli Stati Uniti. Diversamente da molte aziende del settore, non siamo stati penalizzati dalle recenti normative. Collaboriamo infatti con brand, editori e agenzie per offrire un advertising costruito sulla scelta del consumatore, che rispetti i più alti standard di protezione dei dati».

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Oltre a innovare i prodotti e rafforzare la presenza di Ogury nei mercati già consolidati, il nuovo investimento accelererà la crescita dell’azienda negli Stati Uniti (Paese chiave dal 2016), e l’espansione in nuove regioni internazionali. All’inizio di quest’anno Ogury ha aperto due nuovi uffici in Germania e in Messico, mentre a settembre è entrata nel BeNeLux e APAC con nuovi uffici ad Amsterdam e Singapore.

«A seguito delle nuove normative, la pubblicità digitale sta attraversando il suo periodo più sfidante», ha dichiarato Benoist Grossmann, Managing Partner, Idinvest Partners. «Il modello di Ogury basato sul consenso del consumatore ha anticipato questo cambiamento, consentendo all’azienda di guidare l’evoluzione del settore. Si dice spesso che il denaro segue le opportunità: per questo noi abbiamo investito in Ogury visto il suo percorso di crescita e innovazione».

La crescita di Ogury e il punto sull’Italia

Dal suo lancio nel 2014, Ogury è cresciuta rapidamente raggiungendo un fatturato di 100 milioni di dollari nel 2018 e registrando un tasso di crescita media annuo del 120%.

L’azienda, in utile dal primo anno, ad oggi conta oltre 400 dipendenti in 18 uffici tra Europa, Stati Uniti e APAC. Attualmente collabora con oltre 3.500 editori e più di 1.500 brand leader a livello globale.

In questo quadro, l’Italia riveste un ruolo molto importante, come conferma la Managing Director di Ogury Italia, Francesca Lerario: «Ogury Italia ha visto un aumento del fatturato del 228% dal 2015 al 2018, con un tasso di crescita annuale medio del 70%. Si tratta della crescita più importante a livello europeo, inclusi i due mercati storici dell’azienda: Francia e Regno Unito. A fine ottobre 2019, l’Italia figurava sul podio dei tre Paesi più performanti in fatto di revenue, subito dopo Stati Uniti e Francia. La sede italiana si conferma dunque particolarmente importante in termini di fatturato per l’azienda, ma più genericamente Ogury in quanto gruppo è un’azienda in utile, sin dal suo primo anno di attività nel 2014», sottolinea la manager.

Concentrandosi poi sull’anno che si sta per chiudere, Lerario specifica: «Il 2019 è stato un anno di crescita importante per Ogury Italia: abbiamo rafforzato il team con l’ingresso di 7 nuove figure tra sales e account team; abbiamo visto l’ingresso nella prima parte dell’anno di Giulia Perfetti in qualità di Marketing Manager Southern Europe e, concluso con l’arrivo di Marcello Gruppo nel ruolo di Insights Director a settembre (leggi di più qui, ndr). Nel corso dell’anno abbiamo consolidato la nostra posizione di leader nel mobile marketing e specialisti del consent management, rinnovando la fiducia di partner storici e creando nuove collaborazioni. In Italia Ogury ha senza dubbio superato e supera tanto le aspettative quanto gli obiettivi».

Su quali ripercussioni il nuovo finanziamento avrà, Lerario spiega: «Questo finanziamento permetterà di continuare lo sviluppo nei Paesi in cui già operiamo. Ma soprattutto, il finanziamento consentirà di accelerare lo sviluppo delle nostre tecnologie, nuove funzionalità di prodotto come formati pubblicitari che offriranno maggior scelta e controllo agli utenti. E i brand e gli editori con cui lavoriamo in Italia beneficeranno di questi nuovi sviluppi», conclude la manager.

Ogury pubblica uno studio per aiutare i brand a massimizzare le vendite

Sono sempre di più i consumatori che approfittano del Black Friday e Cyber Monday per acquistare in preparazione allo shopping natalizio. Parallelamente, per brand e retailer queste giornate di spese pazze e sconti si traducono in interessanti opportunità di business. In questo panorama Ogury ha realizzato uno studio che ricostruisce quattro categorie di eshopper, offrendone una versione mobile, partendo da quelli già identificati dall’Osservatorio Multicanalità promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Nielsen.

Lo studio Black Friday & Cyber Monday di Ogury offre ai brand la possibilità di elaborare strategie di comunicazione per attirare i propri consumatori ideali nella due giorni di picco di shopping. Ecco le categorie individuate dalla società tecnologica:

  • Everywhere Shopper, è il vero target del Black Friday, atteso con grande ansia. Lo ha scoperto quando tutti ancora compravano i regali di Natale in negozio;
  • Money Saver, il mondo online rappresenta un posto dove trovare lo sconto che stava aspettando e il fatto che si debba correre in negozio non lo spaventa: il Money Saver consumerebbe le suole per il prezzo più basso;
  • Cherry Picker, la nuova tendenza è lo street style e il Cherry Picker lo sa bene. Lui non segue la moda, la detta. Ossessionato dal mondo del lusso, lo mixa sapientemente con capi del fast fashion;
  • Pragmatic, è il target più frenetico dei quattro, “acquista con il pilota automatico”. Internet è il canale più comodo per ogni spesa, l’ufficio il miglior posto dove ricevere i pacchi.

Marcello Gruppo entra in Ogury Italia: è il nuovo Insights Director

Ogury Italia rafforza il suo team con una new entry: si tratta di Marcello Gruppo, nominato Insights Director della società.

L’ufficio italiano, secondo in Europa in termini di fatturato, rappresenta un mercato strategico per Ogury. A Gruppo spetterà un compito fondamentale nella strategia di posizionamento della tech company: dare forma al progetto di elaborazione dati, con l’obiettivo di tradurli in target realmente raggiungibili tramite le campagne pubblicitarie.

Parallelamente alla sua attività lavorativa, Marcello Gruppo frequenta un eMBA e collabora con l’Università degli studi di Pavia in qualità di professore a contratto in digital marketing.  Ha maturato una solida esperienza nel settore, lavorando in importanti realtà internazionali: Publicis Groupe e Perfetti Van Melle, occupandosi di digital strategy e media planning in ruoli di crescente responsabilità. Prima di approdare a Ogury ha ricoperto il ruolo di Digital Sales Consultant in Nielsen Media.

«Siamo molto felici di poter accogliere Marcello nel nostro team – ha dichiarato Francesca Lerario, Managing Director di Ogury Italia -. Forte della sua esperienza nel settore del marketing digitale, la sua nomina a Insights Director conferma la nostra capacità di reazione all’urgenza che il nostro mercato manifesta nei confronti dei dati. Sono sicura che Marcello ci aiuterà ad ampliare le nostre collaborazioni, migliorando ulteriormente la qualità delle strategie mobile first per i nostri brand partner».

«Sono entusiasta di intraprendere questa nuova avventura all’interno di una realtà unica nel suo genere – ha commentato Marcello Gruppo -. Ogury sta reinventando il digital marketing partendo dall’analisi del mobile user journey, ponendo al centro della propria strategia la consapovelezza dell’utente nell’esprimere il consenso alla condivisione dei propri dati».

Ogury Italia verso un 2019 in crescita del 25%. Presto l’ingresso di un Insight Director

Che il mobile advertising sia in crescita è risaputo, ma cosa ne pensano gli utenti? Secondo i dati svelati da “The Reality Report”, la ricerca di Ogury – la tech company che propone una avanzata soluzione di Mobile Journey Marketing – condotta su oltre 287.000 mobile user in tutto il mondo (ne abbiamo parlato qui), l’attuale modello di Digital Marketing non crea valore agli utenti; al contrario, rischia di compromettere la reputazione e la credibilità delle aziende nel lungo periodo.

«Siamo a un punto di svolta», spiega Francesca Lerario, Managing Director di Ogury Italia. «A fare la differenza oggi – continua – non è la quantità di dati che le aziende hanno in loro possesso, ma il valore. The Reality Report vuole essere uno spunto di riflessione per aziende ed editori: messaggi invadenti e non pertinenti possono anche generare un aumento di business nell’immediato, ma nel lungo periodo i risultati saranno deludenti e controproducenti, provocando scontento e diffidenza da parte del consumatore. L’utente e una sua scelta chiara e consapevole devono essere al centro della strategia di brand e publisher che hanno il dovere di rispettarla. Questa è la proposta di Ogury in chiave di Digital Marketing».

La presentazione dei risultati della ricerca è stata anche l’occasione per chiedere a Francesca Lerario di tracciare la fotografia di Ogury oggi, sia a livello internazionale, sia a livello italiano. E quello che viene descritto è un contesto di costante crescita e innovazione.

Con una roadmap a 5 anni già tracciata e supportata da oltre cento ingegneri, la società guarda a una chiusura 2019 in crescita, soprattutto in Italia e a un’ulteriore espansione internazionale.

«L’Italia (dove la società fondata a Londra è presente dal 2015, ndr) è uno dei mercati di punta per Ogury. La nostra Country mantiene una posizione di testa, nonostante la fase di incertezza economico-politica in cui ci troviamo», spiega la manager.

A confermarlo sono anche gli andamenti che la società sta registrando nel nostro Paese, tanto che prevede di chiudere il 2019 «con una crescita del 25%», dichiara ancora Lerario.

A sostegno di questa crescita c’è soprattutto il team: «Incrementato già nella prima parte dell’anno con l’ingresso di Giulia Perfetti, Marketing Manager Southern Europe, prevediamo entro la fine del 2019 di inserire nuove figure, tra cui nuovi sales e un Insight Director».

Intanto, a livello internazionale, Ogury ha aperto – dallo scorso settembre – nuove sedi in Germania, Olanda, Messico e Colombia, ma anche su questo fronte c’è ancora fermento: «C’è a piano una prossima apertura di nuovi uffici anche in APAC».

Insomma, Ogury cresce sì, ma continua a investire in risorse e in espansione. Non a caso, in conclusione, Francesca Lerario dichiara: «Per il futuro siamo alla ricerca di nuove fonti di dati, per accrescere la nostra conoscenza della user journey».

GDPR: ancora poca consapevolezza tra gli utenti italiani. I risultati di uno studio Ogury

A un anno dall’entrata in vigore del GDPR, gli utenti italiani comprendono appieno come i loro dati vengano raccolti, archiviati e utilizzati? Secondo uno studio di Ogury, non proprio.

L’azienda tech specializzata in Mobile Journey Marketing ha condotto una ricerca su oltre 280 mila utenti mobile (di cui quasi 23.488 in Italia), per analizzare i loro comportamenti quando si parla di dati, privacy, advertising e marketing, ed ha scoperto che la comprensione su come le aziende utilizzano i dati degli utenti non è migliorata dopo l’entrata in vigore della GDPR per il 59% degli italiani. Allo stesso modo, è ancora poca la conoscenza della GDPR stessa: un sorprendente 37% a livello globale dichiara di non sapere nemmeno cosa sia la GDPR e se in Europa la percentuale cresce al 39%, in Italia si attesta al 34%.

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Solo l’8% degli utenti a livello globale riconosce che l’introduzione della GDPR ha reso più chiaro il modo in cui le aziende usano i loro dati, e in Italia il 66% dei consumatori non ha consapevolezza di come vengono utilizzati i propri dati, anche dopo aver letto il modulo di consenso e l’informativa sulla privacy.

«Le aziende non hanno preso sufficientemente sul serio la GDPR – spiega Francesca Lerario, Managing Director di Ogury Italia -. Si tratta di numeri scoraggianti per chi si occupa di legislazione e regolamentazione, per chi sperava in un livello più alto di comprensione di una legge fatta per proteggere i consumatori. Anche i marketer dovrebbero rendersi conto che la conoscenza sul tema è ancora poca. Le aziende devono capire pienamente l’importanza della GDPR e a loro volta educare i consumatori sull’importanza della condivisione di dati, un tema che diventerà sempre più importante a livello globale. Anche negli Stati Uniti questo processo è in atto, con la prossima entrata in vigore del CCPA (California Consumer Protection Act) prevista per gennaio 2020».

La ricerca rivela inoltre che, di fronte a una scelta esplicita, il 71% degli intervistati a livello mondiale sarebbe disposto a condividere i dati sull’uso di app e siti web, oltre a informazioni di contatto, anziché pagare per accedere ai contenuti.

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Su questo tema, Elie Kanaan, Chief Marketing Officer di Ogury a livello globale, commenta: «Il fatto che il 71% degli utenti mobile a livello globale condividerebbe i propri dati se conoscesse esattamente come vengono raccolti e usati, dimostra in modo chiaro come il consumatore sia disposto a cederli a patto che si tratti di uno scambio equo e trasparente. Questo ci ha spinto a sviluppare Ogury Consent Manager con l’opzione Fair Choice, che permette all’utente di scegliere se accettare la raccolta e l’uso di dati anonimi per ricevere comunicazioni marketing personalizzate; non consentire la condivisione dei dati e ricevere annunci non pertinenti; oppure pagare per accedere a contenuti privi di qualunque tipo di advertising».

Ogury ha anche rilasciato il GDPR Grandmaster Challenge, un test per verificare la propria conoscenza del GDPR e saperne di più sul tema data privacy.

Programmatic, nuove frontiere: dall’audio all’AI fino alla creatività

Se la crescita del programmatic advertising sta attraversando un fisiologico rallentamento del ritmo su Internet, sono alte le aspettative che il mercato nutre verso l’ingresso dell’ad tech nei mezzi “tradizionali”: in particolare out of home, tv e audio.

Su quest’ultimo aspetto in particolare si è concentrato l’intervento al Programmatic Day 2019 di Cristina Pianura, Direttore area Media and Advertising di Triboo, società che sta investendo in questo settore con il brand VoiceMax.

Secondo la manager, il mercato dell’audio è di fronte a «uno tsunami chiamato audio on demand, dove l’ascoltatore è l’assoluto protagonista di quello che decide di scaricare e ascoltare». Dal palco del Programmatic Day, Cristina Pianura ha parlato della crescita di questo mercato non solo negli Stati Uniti, dove già da anni l’ascolto di podcast è un fenomeno di massa che genera oltre 600 milioni di dollari di raccolta pubblicitaria, ma anche in Europa e di fatto in Italia.

Nel nostro Paese i fruitori abituali sono solo il 14% della popolazione maggiorenne, ma allo stesso tempo negli ultimi 3 anni questo numero è più che triplicato, nonostante un’offerta tutt’altro che matura da parte di editori e brand.

Cristina Pianura
Cristina Pianura

Proprio per accogliere e stimolare l’editoria italiana a produrre podcast, e aiutarli a monetizzarli al meglio, Triboo ha lanciato sul mercato VoiceMax: un brand che nasce su tecnologia spreaker e che vanta già un bacino di download di podcast al mese organizzati in categorie di contenuto capaci di accogliere pre-roll e mid-roll audio, acquistabili sia in programmatic grazie al partner tecnologico Adswizz sia in reservation. «I podcast si ascoltano soprattutto in casa, il che vuol dire che sottraggono tempo alla tv, alla radio ma anche a internet, rappresentando così un nuovo ambiente dove poter incontrare gli utenti», ha detto ancora Pianura.

Anche per Michele Salani, Enterprise Sales Director di Adform, l’esigenza di uscire da una logica a silo per diventare un approccio capace di applicarsi a nuovi ambiti media è una delle nuove frontiere del mercato programmatico, insieme ad altri importanti temi come l’Intelligenza Artificiale e il rapporto tra dati e creatività. Secondo il manager, «la pubblicità guidata dai dati sta vivendo un importante punto di svolta: il suo ruolo è ormai riconosciuto non solo da inserzionisti ed editori ma anche dalle istituzioni» (vedi le nuove regolamentazioni sul settore come il GDPR), ed essa si trova ormai chiamata ad affrontare importanti responsabilità, come quella di trovare il giusto equilibrio tra i bisogni degli inserzionisti, degli editori e degli utenti, garantendo affidabilità, trasparenza e fiducia.

Michele Salani
Michele Salani

La tavola rotonda con HyperTV, Viralize, Ogury, Italiaonline e IAS

Sempre in tema di nuove frontiere dell’ad tech, un tema molto caldo è quello della “programmatic creativity”, in cui dati e automazione entrano in gioco per personalizzare il messaggio pubblicitario in tempo reale, sulla base delle caratteristiche dell’utente e del contesto. Un possibilità raccolta da HyperTV, società nata a Roma nel 2011 con base anche a New York. «La nostra soluzione», ha spiegato il Founder & Ceo Claudio Vaccarella, «brevettata a livello europeo, è costituita da una sovrapposizione di layer fatta in maniera dinamica, una sequenza di frame con elementi di interattività, elementi indispensabili oggi per coinvolgere e catturare l’attenzione dell’utente. Grazie alla raccolta di informazioni di profilo e di contesto, la soluzione di HyperTv è in grado di generare contenuti in tempo reale alla chiamata dell’ad server, dimostrandosi così la sua efficace per la realizzazione di creatività sempre più targettizzate».

Occhi puntati sul video, innanzitutto, sempre più al centro dell’interesse del mercato, come ha dimostrato la recente acquisizione da parte di Vetrya del 100% del capitale di Viralize, start up italiana specializzata nella distribuzione online di video pubblicitari. «L’ottimo andamento del video ha permesso a Viralize di crescere fino al 100% di anno su anno», ha detto la Sales Director Greta Gilardi. «Oggi stiamo sviluppando la nostra offerta per intercettare la crescita di domanda di soluzioni “data driven” con la nostra DMP, sul mercato da un paio di anni, e presto con nuove soluzioni che l’ingresso in Vetrya, una realtà con grandi competenze in tema di dati, ci permetterà di lanciare sul mercato». In merito alla DMP, «la novità del 2019 è la possibilità di utilizzare le keyword per colpire in modo verticale i singoli cluster, migliorando ancora di più l’efficienza della nostra offerta».

Accanto al video, un altro tema al centro dell’interesse è quello del mobile. Usando lo smartphone, infatti, tendiamo a mostrare il nostro comportamento digitale reale. Ecco perché i behavioural data possono essere la vera strada per arrivare all’audience. «Oggi siamo in grado di conoscere tutto quello che la GDPR ci permette di sapere dei nostri utenti che hanno accettato la politica del dato», dice Gino Ruli, programmatic Sales Director di Ogury. «In particolare, il mondo potenzialmente più promettente per il mercato è quello dell’in-app, un ambiente dentro il mobile, adatto per la fruizione dei video, il formato più in forma del mercato, e dove è possibile acquistare spazi in modalità programmatica».

Quello dei dati comportamentali è, dunque, un tema emergente nell’ambito delle data-driven strategies, nel contesto di un mercato in cui le aziende sono sempre più sensibili alla leve che è possibile attivare per rendere più efficace la comunicazione, evitando di “sprecare” budget per inventory scarsamente qualitativa o, addirittura, potenzialmente dannosa. Non per nulla, temi come Viewability e Brand Safety sono all’ordine del giorno. «Il tema della qualità dei dati e della brand safety saranno ancora al centro delle attenzioni del mercato per tutto il 2019», conferma Domenico Pascuzzi, Direttore National Marketing BU Large Account di Italiaonline. «Lavoriamo quotidianamente su tutti i livelli per garantire alle aziende e ai marchi interessate a gestire un posizionamento premium contesti sicuri e di qualità, dai contenuti alla user experience e all’advertising experience. Sul fronte dei dati, un ambito che quest’anno sarà in forte crescita sarà quello legato alla geoproximity, per il quale stiamo potenziando la nostra suite di prodotti dedicati».

Brand safety e contesti editoriali di qualità sono temi, quindi, molto cari alle aziende. Lo ha confermato Elisa Lupo, Director Italy di IAS – Integral Ad Science, nome di punta nel settore della certificazione “indipendente” della qualità della comunicazione. «Il mercato chiede sempre di più agli operatori del digital di combattere le frodi, di evitare ai propri brand e prodotti di finire all’interno di contesti editoriali poco consoni. E di avere quindi informazioni sempre più precise e puntuali sui livelli di Roi delle proprie pianificazioni marketing». Sul fronte delle misurazioni, quello che sta avvenendo «è il passaggio da una metrica basata sulle impression ad una fondata sul tempo di visualizzazione».

Programmatic Day, manca poco all’appuntamento. Scopri l’agenda dell’evento (parte 1)

Ci siamo: mancano pochi giorni all’edizione 2019 del Programmatic Day, l’evento di riferimento in Italia per chi vuole conoscere e scoprire tendenze e novità nell’ambito del Programmatic Advertising e delle novità tecnologiche legate al mondo della pubblicità.

L’appuntamento è all’Auditorium IULM di Milano, in via Carlo Bo, mercoledì 11 aprile. Mentre invitiamo a iscriversi chi non l’avesse già fatto (abbiamo già raggiunto quota 1500 registrazioni per questa edizione, che promette di essere come sempre molto seguita) iniziamo a scaldare i motori entrando nel dettaglio del programma, partendo dall’agenda della prima parte della giornata.

Per partire, vedremo “che aria tira” nelle percezioni degli operatori del mercato pubblicitario attorno ai temi del digital advertising e dell’ad tech. Stiamo raccogliendo gli ultimi dati per l’edizione 2019/1 di YourSight, la ricerca congiunta di Engage e Human Highway che due volte all’anno costruisce una visione d’insieme su cosa sta succedendo e cosa si prevede che accadrà nel campo della comunicazione online.

Se lo desideri, puoi dare il tuo contributo compilando questo questionario.

I risultati dello studio saranno presentati in apertura di evento (ore 9:00) da Giacomo Fusina, Ceo di Human Highway, e saranno discussi nel primo panel della giornata che coinvolgerà Davide Fiorentini (Manager, Demand Sales di FreeWheel Italia) e Massimo Pattano (Marketing Manager di 4w MarketPlace).

James Prudhomme, Executive Vice President International di Index Exchange, sarà invece il protagonista del primo speech della giornata (9:25). Ogni anno, il Programmatic Day è vetrina di una novità per il nostro mercato, e stavolta tocca a questo importante marketplace canadese, che ha appena aperto un ufficio a Milano e parteciperà per la prima volta a un evento pubblico nel nostro Paese, condividendo la sua visione circa le nuove frontiere della monetizzazione pubblicitaria.

Il palinsesto del Programmatic Day 2019 darà ampio spazio ai temi del mobile, ambito da cui passano gran parte delle aspettative del mercato pubblicitario per l’uso intensivo che gli utenti fanno dello smartphone e per i margini di crescita in ambito ecommerce e proximity. Diversi e ricchi di spunti gli interventi dedicati: limitandoci alla prima parte della giornata Nicolò Palestino, Country Manager Italy di Widespace, spiegherà come districarsi tra le possibili strategie data-driven (9:45); mentre Stefania Giovinazzo, Account Director Italy e Stefano Guidi, Business Development Manager di Sublime illustreranno come realizzare campagne mobile che uniscono creatività ed efficacia (11:50).

Dopo i primi anni di crescita rapida e per certi versi “incontrollata”, il Programmatic sta acquisendo una certa maturità, e questo porta a dover approcciare il settore in modo più strutturato ed evoluto sfruttando tutte le opportunità fornite dalla tecnologia, dai formati e dalla multimedialità. Di questo parleranno sotto prospettive diverse Sara Buluggiu, MD Italy, Spain and MENA di Rubicon Project, che descriverà le caratteristiche salienti di un mercato del programmatic diventato “maggiorenne” (10:05); Luca Aiello, Head of Business Development di Teads Italia, che nello speech “Programmatic Match: strategie di qualità in 4 step” (10:25) sarà accompagnato da un brand tanto importante quanto universalmente conosciuto; Gaetano Polignano, Country Manager di Tradelab Italia, che spiegherà come le aziende possano progressivamente prendere un maggior controllo sulle strategie dell’ad tech; e Francesco Apicella, Co-Founder di Evolution ADV, che ci aiuterà a tracciare i contorni di una nuova prospettiva di “qualità” nel Programmatic a beneficio degli editori (12:10).

Dati, KPI e Performance sono senz’altro tre parole chiave dell’edizione 2019 del Programmatic Day: approfondiremo ulteriormente questi punti in un panel apposito (11:25) con Greta Gilardi, Sales Director di Viralize; Elisa Lupo, Director Italy di IAS; Enrico Quaroni, VP of Global Sales di Fanplayr; Gino Ruli, Programmatic Sales Director di Ogury Italia e Domenico Pascuzzi, Direttore National Marketing BU Large Account di Italiaonline.

Non mancheranno poi interventi dedicati a due ambiti emergenti: l’audio, un settore di cui si stanno letteralmente riscrivendo le regole sotto la spinta del digitale e delle tecnologie, come spiegherà Cristina Pianura, Direttore area Media and Advertising di Triboo (10:45); e l’intelligenza artificiale, che entra anche nel programmatic aprendo nuovi scenari non solo in fatto di targeting ma anche di personalizzazione del contenuto. A illustrare questo trend (12:30) sarà Julien Gardès, VP Southern Europe & Middle-East Africa di Adform, cui spetta il compito di chiudere la prima parte della giornata, prima del lunch break by Edimaker e della seconda parte dei lavori, di cui parleremo nei prossimi giorni… annunciando anche qualche sorpresa!

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Ogury introduce nuove funzionalità al suo Consent Manager

Ogury annuncia oggi il lancio di nuove funzionalità al suo Consent Manager, che vanno a rafforzare l’offerta di Mobile Journey Marketing Cloud della società: grazie a Fair Choice, gli utenti hanno la possibilità di scegliere se pagare l’accesso a contenuti con i propri dati anziché con la moneta tradizionale.

“L’obiettivo di Ogury è aiutare le aziende a muovere i passi giusti nell’era della trasparenza dei dati e della libertà di scelta dell’utente. Vogliamo aiutare gli editori a creare un dialogo trasparente con gli utenti che si basi sul valore dei loro dati”, spiega Jean Canzoneri, co-fondatore e co-CEO di Ogury, “Questo è il motivo per cui aggiungiamo Fair Choice al Consent Manager. Con questa nuova funzionalità andiamo oltre la semplice richiesta di scegliere se condividere o meno i propri dati, introducendo una terza opzione, che permette di pagare un prezzo equo in cambio di un’esperienza che non richiede la condivisione dei dati“.

Ogury Consent Manager è una piattaforma di gestione dei consensi (CMP) registrata IAB e conforme al GDPR, che unisce tutte le richieste di consenso – di tutti i partner – in un unico luogo. In questo modo, gli utenti ricevono un solo avviso per la richiesta del consenso che fornisce una chiara informativa, con la possibilità di scegliere se concedere i propri dati o meno.

“Molto prima dell’ideazione e della messa in atto del GDPR, abbiamo progettato Ogury mettendo al centro della nostra attività l’importanza del consenso degli utenti”, ha aggiunto Canzoneri, “Riteniamo infatti che sia fondamentale instaurare un rapporto di fiducia con gli utenti e, sviluppando Ogury Consent Manager, siamo stati in grado di offrire ai nostri editori questa stessa possibilità”.

Ogury: «Le principali opportunità per i marketer oggi? Intelligenza artificiale e componente mobile»

Il Programmatic in Italia è un mercato in piena crescita. Nel 2018 il settore ha sfiorato nel nostro Paese il mezzo miliardo di euro di valore, con un tasso medio di crescita annua negli ultimi 5 anni del 34,4%, come ha rivelato una recente ricerca di IAB Italia confermando le stime del Politecnico di Milano di qualche mese fa. Ma si tratta di un mercato che, nonostante i numeri importanti, è ancora in profonda evoluzione, alle prese con trend in ascesa e nuove sfide per chi opera nel comparto.

Quali sono i temi che lo caratterizzeranno quest’anno? Lo abbiamo chiesto a Francesca Lerario, Managing Director di Ogury. Ecco cosa ci ha risposto.

Francesca, a tuo parere ci sono dei temi che più di altri stanno guidando o guideranno l’evoluzione del mercato programmatico?

«Le due maggiori opportunità che oggi i marketer programmatic devono cogliere per proporre soluzioni out of the box sono l’Intelligenza Artificiale, che applicata alla pubblicità digitale consentirà sempre di più di prevedere le azioni dei consumatori e ottimizzare dinamicamente il messaggio pubblicitario, e l’attenzione per la componente mobile. Su quest’ultimo fronte ricordiamo che si stimano entro il 2020 più di 5,5 miliardi di utenti mobile. La strategia dei brand deve necessariamente essere mobile-first ed è per questo che il programmatic mobile continuerà a guadagnare importanza, ma è fondamentale comprendere le metriche e le modalità con le quali gli utenti interagiranno con questo device rispetto all’uso ordinario del desktop. I dati raccolti da questi dispositivi devono consentire di offrire agli utenti esperienze uniche, personalizzate e contestuali per ogni momento della giornata e la creazione di modelli di attribuzione ad hoc. Sarà interessante vedere come evolverà questo mercato e sono convinta che tutti i media saranno destinati ad entrare nel mondo programmatico».

Nel 2018 il Programmatic è stato messo sotto i riflettori, oltre che per i numeri in crescita, anche per le criticità in tema di brand safety e privacy dei dati. Secondo te di cosa si parlerà quest’anno?

«Il 2018 è stato un anno ricco di novità per il digital advertising, soprattutto nell’ambito del Programmatic, tra investimenti, GDPR e crescente rilevanza dei dati. Il mercato continua a crescere, ma bisogna rafforzare la fiducia dei brand rispetto a temi quali transparenza, brand safety e viewability. La trasparenza verso le aziende è infatti fondamentale per poter monitorare il rendimento delle campagne e per poter intervenire in tempo reale per effettuare delle modifiche alla creatività o all’impianto media al fine di raggiungere i KPI prefissati e dare più concretezza alla misurazione dei ROI delle aziende. La trasparenza riguarda però anche gli utenti ed è un tema cardine per Ogury. La raccolta del dato avviene solo dopo espresso consenso da parte degli utenti e ci consente di mostrare loro solo comunicazioni altamente rilevanti con gli interessi dimostrati col loro comportamento digitale: la nostra tecnologia è infatti in grado di conoscere quali m-site un utente visita e quali app ha sul proprio device e il relativo utilizzo.

Sempre più studi condotti dai brand mostrano come una metrica estremanente significativa sia quella relativa a come gli utenti percepiscono l’adv che ricevono. Secondo Hubspot, il 71% degli intervistati dichiara di essere interessato a ricevere comunicazioni pertinenti con i propri interessi e l’84% dei consumatori crede che la pubblicità intrusiva lasci un pessimo ricordo del brand. Per questo, i marketer avranno sempre più l’obiettivo di monitorare l’efficacia delle proprie campagne sul pubblico e ciò consentirà di verificare il livello di granularità del targeting delle campagne automatizzate, individuando la reach perfetta per massimizzare l’impatto delle comunicazioni. Avere accesso a dati completi e affidabili porta a risultati eccezionali attraverso campagne mirate, altamente pertinenti e che offrono all’utente un’esperienza davvero unica e personale. Sapere chi è il pubblico e come reagisce alle comunicazioni di un brand consente davvero di misurare il reale ritorno dell’investimento pubblicitario.

Credo che sarà questo il principale trend per i prossimi mesi e che Ogury si è prefissata di perseguire specializzandosi nel Mobile Journey Marketing. L’obiettivo che ci siamo dati è quello di aiutare i brand a conoscere l’intero mobile user journey basandoci su 3 concetti principali: efficacia, attraverso dati completi, affidabili e accurati relativi al mobile user journey; semplicità di attivazione, con dati che offrono insight immediatamente attivabili sui media; e trasparenza attraverso informazioni raccolte con il consenso informato degli utenti».


Ogury sarà tra i protagonisti della prossima edizione del Programmatic Day, l’evento di Engage e Programmatic Italia dedicato alle nuove opportunità offerte da tecnologia, dati e automazione alla comunicazione pubblicitaria, che si terrà l’11 aprile 2019 all’Auditorium IULM di Milano. Iscriviti gratuitamente a questo link!

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