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Ogury: «Le principali opportunità per i marketer oggi? Intelligenza artificiale e componente mobile»

Il Programmatic in Italia è un mercato in piena crescita. Nel 2018 il settore ha sfiorato nel nostro Paese il mezzo miliardo di euro di valore, con un tasso medio di crescita annua negli ultimi 5 anni del 34,4%, come ha rivelato una recente ricerca di IAB Italia confermando le stime del Politecnico di Milano di qualche mese fa. Ma si tratta di un mercato che, nonostante i numeri importanti, è ancora in profonda evoluzione, alle prese con trend in ascesa e nuove sfide per chi opera nel comparto.

Quali sono i temi che lo caratterizzeranno quest’anno? Lo abbiamo chiesto a Francesca Lerario, Managing Director di Ogury. Ecco cosa ci ha risposto.

Francesca, a tuo parere ci sono dei temi che più di altri stanno guidando o guideranno l’evoluzione del mercato programmatico?

«Le due maggiori opportunità che oggi i marketer programmatic devono cogliere per proporre soluzioni out of the box sono l’Intelligenza Artificiale, che applicata alla pubblicità digitale consentirà sempre di più di prevedere le azioni dei consumatori e ottimizzare dinamicamente il messaggio pubblicitario, e l’attenzione per la componente mobile. Su quest’ultimo fronte ricordiamo che si stimano entro il 2020 più di 5,5 miliardi di utenti mobile. La strategia dei brand deve necessariamente essere mobile-first ed è per questo che il programmatic mobile continuerà a guadagnare importanza, ma è fondamentale comprendere le metriche e le modalità con le quali gli utenti interagiranno con questo device rispetto all’uso ordinario del desktop. I dati raccolti da questi dispositivi devono consentire di offrire agli utenti esperienze uniche, personalizzate e contestuali per ogni momento della giornata e la creazione di modelli di attribuzione ad hoc. Sarà interessante vedere come evolverà questo mercato e sono convinta che tutti i media saranno destinati ad entrare nel mondo programmatico».

Nel 2018 il Programmatic è stato messo sotto i riflettori, oltre che per i numeri in crescita, anche per le criticità in tema di brand safety e privacy dei dati. Secondo te di cosa si parlerà quest’anno?

«Il 2018 è stato un anno ricco di novità per il digital advertising, soprattutto nell’ambito del Programmatic, tra investimenti, GDPR e crescente rilevanza dei dati. Il mercato continua a crescere, ma bisogna rafforzare la fiducia dei brand rispetto a temi quali transparenza, brand safety e viewability. La trasparenza verso le aziende è infatti fondamentale per poter monitorare il rendimento delle campagne e per poter intervenire in tempo reale per effettuare delle modifiche alla creatività o all’impianto media al fine di raggiungere i KPI prefissati e dare più concretezza alla misurazione dei ROI delle aziende. La trasparenza riguarda però anche gli utenti ed è un tema cardine per Ogury. La raccolta del dato avviene solo dopo espresso consenso da parte degli utenti e ci consente di mostrare loro solo comunicazioni altamente rilevanti con gli interessi dimostrati col loro comportamento digitale: la nostra tecnologia è infatti in grado di conoscere quali m-site un utente visita e quali app ha sul proprio device e il relativo utilizzo.

Sempre più studi condotti dai brand mostrano come una metrica estremanente significativa sia quella relativa a come gli utenti percepiscono l’adv che ricevono. Secondo Hubspot, il 71% degli intervistati dichiara di essere interessato a ricevere comunicazioni pertinenti con i propri interessi e l’84% dei consumatori crede che la pubblicità intrusiva lasci un pessimo ricordo del brand. Per questo, i marketer avranno sempre più l’obiettivo di monitorare l’efficacia delle proprie campagne sul pubblico e ciò consentirà di verificare il livello di granularità del targeting delle campagne automatizzate, individuando la reach perfetta per massimizzare l’impatto delle comunicazioni. Avere accesso a dati completi e affidabili porta a risultati eccezionali attraverso campagne mirate, altamente pertinenti e che offrono all’utente un’esperienza davvero unica e personale. Sapere chi è il pubblico e come reagisce alle comunicazioni di un brand consente davvero di misurare il reale ritorno dell’investimento pubblicitario.

Credo che sarà questo il principale trend per i prossimi mesi e che Ogury si è prefissata di perseguire specializzandosi nel Mobile Journey Marketing. L’obiettivo che ci siamo dati è quello di aiutare i brand a conoscere l’intero mobile user journey basandoci su 3 concetti principali: efficacia, attraverso dati completi, affidabili e accurati relativi al mobile user journey; semplicità di attivazione, con dati che offrono insight immediatamente attivabili sui media; e trasparenza attraverso informazioni raccolte con il consenso informato degli utenti».


Ogury sarà tra i protagonisti della prossima edizione del Programmatic Day, l’evento di Engage e Programmatic Italia dedicato alle nuove opportunità offerte da tecnologia, dati e automazione alla comunicazione pubblicitaria, che si terrà l’11 aprile 2019 all’Auditorium IULM di Milano. Iscriviti gratuitamente a questo link!

Ogury, 2018 a 100 milioni di dollari di fatturato (+120%). In Italia Gino Ruli è head of programmatic

Ogury, azienda tech che offre alle aziende tecnologie e dati per comprendere il mobile journey dell’utente, ha annunciato di aver raggiunto, nel 2018, un fatturato di 100 milioni di dollari a livello globale.

L’incremento del fatturato, fa sapere la società, è stato del 120% anno su anno (i ricavi sono più che raddoppiati ogni anno dall’avvio dell’attività nel 2014) ed è stato accompagnato da un’espansione internazionale del team, che ora conta 280 dipendenti, con una crescita del 75% su base annua. La società ha inoltre avviato le attività in nuovi mercati tra cui Germania e America Latina.

L’annuncio segue il round di investimento di Serie C fatto dagli attuali investitori per 21 milioni ad aprile e luglio 2018. La società ha recentemente acquisito Influans – azienda leader nel settore MarTech – e nominato come nuovo CTO Cedric Carbone, che si occuperà di prodotto, operation e sviluppo internazionale. Questo, sottolinea una nota della società, dimostra la volontà di Ogury di affermarsi tra le società leader nel settore tech a livello mondiale, specializzandosi nell’offerta di mobile journey marketing.

“La nostra espansione è indicativa dell’impatto impressionante che la nostra strategia globale ha avuto sul nostro business”, dichiara Thomas Pasquet, co-founder di Ogury e Ceo del dipartimento Usa. “Le soluzioni di Ogury aiutano i player del settore a colmare il gap di dati sul mobile journey degli utenti fornendo ai nostri clienti un’unica soluzione capace di trasformare i dati in insights e questi ultimi in attivazioni media. Il tutto garantendo all’utente trasparenza e controllo. Scalabilità: questo è il segreto del nostro successo”. Sempre nell’ultimo anno, Ogury ha implementato le nuove soluzioni di Active Insights e Intelligent Deals, ed ha acquisito la soluzione di mediation Adincube.

Ogury Italia cresce con Gino Ruli come head of programmatic

A livello locale, la crescita di Ogury è testimoniata anche dai nuovi ingressi: recente è la nomina in Italia di Gino Ruli come head of programmatic. Ruli guiderà lo sviluppo dell’offerta di Programmatic di Ogury Italia, supportato dalla sua pregressa esperienza nel settore adtech (Covus, Light Reaction, Xaxis), dove ha sviluppato forti competenze nel panorama pubblicitario digitale e nel programmatic. Il piano di espansione di Ogury Italia prevede per il 2019 nuovi ingressi in ambito Sales e Data.

“Il 2018 è stato un anno di grandi traguardi per Ogury Italia” afferma Francesca Lerario, managing director di Ogury Italia. “Sin dai nostri primi passi sul mercato offriamo ai clienti i dati e gli insight più esclusivi del settore, supportando le aziende nell’attivazione delle proprie strategie mobile. I nostri dati proprietari, unici e conformi al GDPR, consentono ai clienti di comprendere i propri utenti e conoscerne l’intero mobile journey, ovvero la propria dieta mediatica in termini di msite e applicazioni”.

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Il primo ufficio di Ogury fu inaugurato nel Regno Unito; recentemente l’azienda è stata inserita al sesto posto del 18th annual Sunday Times Hiscox Tech Track 100, che analizza le aziende tech/media e telecoms (TMT) private del Regno Unito a più rapida crescita in termini di vendite.

Ogury sempre più forte nel mobile journey marketing: acquisita la società Influans

Ogury rafforza la sua offerta tecnologica e si assicura gli asset di Influans, l’azienda operativa nel settore martech nata nel 2014 su iniziativa dei fondatori di Talend, la startup francese specializzata nell’integrazione di dati open source quotata al Nasdaq dal 2016.

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Influans è proprietaria di una piattaforma cloud regolata da intelligenza artificiale rivolta a brand e retailer che permette di creare campagne di marketing iper-personalizzate grazie all’identificazione accurata dei possibili acquirenti di un’offerta.

Grazie all’operazione, Ogury ha dunque da ora l’opportunità di integrare gli algoritimi dedicati all’ottimizzazione delle campagne Crm, garantendo così una comprensione ancora più avanzata del journey mobile dei consumatori e rinforzando la sua soluzione di mobile journey marketing in grado di coinvolgere i consumatori offrendo loro contenuti diversi e pertinenti in ogni fase della navigazione nel corso del percorso che fanno attraverso il loro device mobile.

Tutti gli algoritmi sviluppati da Influans saranno integrati nei prossimi 18-24 mesi nella soluzione di Ogury. La scale-up si dota così di una parte di Crm che alimenta le sue tecnologie di intelligenza artificiale e completa la sua offerta di attivazione di dati mobile.

Cédric Carbone, in precedenza Cto di Talend e di Influans, è inoltre di recente entrato in Ogury come Cto, occupandosi di prodotto, operation e sviluppo internazionale, soprattutto nei sei paesi in cui Ogury è già presente, tra cui l’Italia dove la società è guidata da Francesca Lerario.

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Cédric Carbone

“Credo che in un mercato come il martech, del valore stimato intorno ai 32 miliardi di dollari ma con un’offerta tecnologica molto frammentata, acquisire le tecnologie avanzate sviluppate da Influans rappresenti un driver di crescita eccezionale”, spiega Jean Canzoneri, co-founder di Ogury. “Credo che le tecnologie che stiamo attualmente implementando con le soluzioni di mobile journey marketing, sviluppate dai nostri 120 ingegneri, ci consentiranno di aumentare notevolmente le prestazioni della nostra offerta nel brevissimo periodo”.

Aggiunge Cédric Carbone, co-founder di Influans e Cto di Ogury: “L’acquisizione della tecnologia di Influans da parte di Ogury rappresenta qualcosa in più della semplice integrazione di una tecnologia efficace: è la convergenza delle due forze più complementari del settore, grazie alle quali è possibile ottenere un livello di pertinenza e personalizzazione dei messaggi rivolti ai consumatori mai raggiunto nell’universo del mobile marketing”.

Ogury continua a crescere e nomina Cédric Carbone nuovo CTO

Ogury – azienda tech specializzata in mobile journey marketing – annuncia oggi la nomina di Cédric Carbone come Chief Technology Officer.

Carbone guiderà a livello globale le attività di product development, operations e sviluppo della tech company.

Il manager porta in Ogury un’esperienza di oltre 17 anni in technology e product development: è infatti stato CTO e membro del team che ha fondato l’azienda del settore MarTech Influans.

Lo stesso ruolo lo ha ricoperto anche in Talend, un rivoluzionario provider di software open source per l’integrazione dei dati, che ha raggiunto lo status di Unicorn da un miliardo di dollari dopo il successo dell’IPO nel luglio del 2016. In Talend, Carbone ha fatto crescere il team di ingegneri da zero a duecentocinquanta. Investendo in questi professionisti ha portato l’azienda a diventare uno dei leader globali nel settore della gestione dei dati.

«Sono elettrizzato all’idea di entrare a far parte del team Ogury e di avere così la possibilità di rafforzare la nostra suite di soluzioni e prodotti futuristici grazie alle esperienze che ho maturato in ambito SaaS in Talend e in ambito MarTech in Influans», ha dichiarato il nuovo CTO di Ogury. «Sono convinto che nel settore del mobile marketing il successo stia nell’essere differenti, e Ogury lo è senza dubbio. Ha sviluppato un’inedita modalità di visione e analisi dell’intera user journey, che fornisce insight esclusivi a cui i singoli brand o publisher non potrebbero accedere altrimenti. La strategia di Ogury è la più forte del momento: sono riusciti a conquistare la fiducia degli utenti facendo la scelta strategica di essere completamente trasparenti sin dall’inizio».

Jean Canzoneri, Co-founder e Ceo di Ogury ha dichiarato: «Cèdric è uno dei pochi CTO in Francia ad aver portato con successo al Nasdaq una realtà con lo status Unicorn. Siamo molto entusiasti di averlo a bordo in veste ufficiale e molto orgogliosi che abbia scelto Ogury per proseguire il suo eccezionale percorso professionale. Cèdric collabora con Ogury in qualità di membro del CdA e Technology Advisor da più di tre anni e porta con sé una grande esperienza. Il suo ingresso sarà strategico per la crescita del nostro dipartimento tecnologico, che ci consentirà di offrire prodotti sempre innovativi e distintivi per continuare a guidare il mercato».

Ogury lancia una soluzione per l’adeguamento degli sviluppatori di app alla GDPR

Ogury lancia un nuovo prodotto che consente agli sviluppatori di app di adeguarsi alla nuova General Data Protection Regulation (GDPR), che entrerà ufficialmente in vigore tra due giorni, il 25 maggio 2018.

Si chiama Consent Manager e permette di raccogliere in modo semplice i consensi all’utilizzo dei dati degli utenti mobile.

Progettato per applicazioni Android e iOS, Consent Manager è un prodotto gratuito disponibile per tutte le app partner di Ogury. Si tratta di un’interfaccia che gestisce e semplifica sia il consenso al trattamento dei dati che la sua eventuale revisione da parte degli utenti. Grazie a Consent Manager i publisher possono centralizzare così tutte le richieste di consenso e gli utenti possono scegliere liberamente se acconsentire o meno alla raccolta dei dati.

Anche se la versione beta di Consent Manager rilasciata oggi è riservata ai publisher partner – che hanno integrato l’SDK Ogury nelle loro applicazioni – Ogury si è posta l’obiettivo di rendere la soluzione accessibile ad un vasto pubblico. All’inizio di luglio Consent Manager sarà infatti utilizzabile da tutti i publisher, mentre nel 2019 Ogury renderà il software utilizzabile in open source in modo da renderlo migliorabile da tutti gli sviluppatori.

«Il GDPR è un passo in avanti fondamentale per la protezione dei dati dei cittadini europei – ha dichiarato Jules Minvielle, Chief Strategy Officer di Ogury -. L’entrata in vigore della GDPR rappresenterà un innegabile vantaggio competitivo per chi come noi è specializzato nella raccolta di dati conformi. La dedizione di Ogury alla protezione dei dati, infatti, è nel DNA dell’azienda sin dall’inizio: basti pensare che abbiamo sempre messo la richiesta di consenso agli utenti al centro del design dei nostri prodotti».

Intanto, sempre nell’ambito delle attività messe in campo in vista dell’entrata in vigore del regolamento, Ogury ha lanciato “The GDPR Grandmaster Challenge”, un quiz online di 10 domande che ha come obiettivo quello di educare il maggior numero di persone sull’importanza della protezione dei dati degli utenti.

Ogury acquisisce Adincube e si rafforza nei servizi di monetizzazione delle app mobile

Ogury ha annunciato l’acquisizione di Adincube, una piattaforma di mediazione per gli editori mobile. Con l’integrazione, Ogury consolida il suo posizionamento come partner commerciale per gli sviluppatori di app nelle attività di monetizzazione degli spazi pubblicitari.

Adincube usa l’intelligenza artificiale per integrare tutti i partner di domanda senza compromettere l’esperienza utente e semplificando la gestione dell’acquisto dell’inventario. La logica imparziale del suo algoritmo identifica le previsioni di rendimento delle campagne e le converte in un CPM accurato e, nel momento in cui si origina l’impression, seleziona l’annuncio più profittevole. Questo permette ai publisher di incrementare il fatturato pubblicitario di circa il 218%.

Gli editori di app che decidono di integrare l’SDK di Adincube hanno accesso ai network pubblicitari, dopodiché la piattaforma ottimizza le entrate pubblicitarie, raccoglie le entrate e redistribuisce i pagamenti. Dal suo lancio, nel 2016 Adincube è cresciuta esponenzialmente e ora gestisce l’ottimizzazione dei ricavi per oltre 200 editori nel mondo.

Con questa acquisizione Ogury diventa la prima società ad offrire una piattaforma completa e integrata grazie alla sua suite composta da:

  • Active Insights, una piattaforma lanciata a fine febbraio in grado di fornire agli editori dati esclusivi sui comportamenti degli utenti e la più completa visione dell’ecosistema delle app
  • Adincube, in grado di monetizzare il 100% dell’inventory grazie alla sua tecnologia proprietaria
  • Augmented Monetization, che massimizza il valore delle impression con il più alto CPM e con campagne di marchi premium.

“L’acquisizione di Adincube rende Ogury For Apps una suite omnicomprensiva, capace di fornire una soluzione reale ai publishers in un mercato così complesso”, ha dichiarato Jean Canzoneri, co-fondatore e Ceo di Ogury.

I dati mobile di Ogury vengono utilizzati per alimentare l’algoritmo di machine learning di Adincube; ad ogni impression l’algoritmo si arricchisce, ottimizzando i ricavi pubblicitari per ogni utente.

“Nonostante le innumerevoli soluzioni tecnologiche mobile, i publisher non riescono a monetizzare le proprie app senza disturbare la user experience”, spiega Jonathan Ferrebeuf, co-fondatore di Adincube, “Grazie a questa acquisizione tutto ciò sarà possibile anche attraverso i dati proprietari altamente qualitativi e trasparenti di Ogury.

Ogury lancia la piattaforma Active Insights; «In Italia prevista crescita a doppia cifra»

Ogury ha scelto la cornice del Mobile World Congress per presentare Active Insights, una piattaforma di analytics che, secondo la società, rivoluzionerà il settore degli editori di applicazioni mobile. Grazie a questa soluzione i clienti potranno accedere dettagliati insights con cui sarà possibile attivare campagne di marketing dirette ad altissima precisione.

Active Insights, disponibile gratuitamente a tutti gli editori che integrano sulle proprie app il software development kit di Ogury, restituisce una panoramica completa del mercato delle applicazioni, mostrando quote di mercato e dati aggiornati sugli utenti mobile, come il loro coinvolgimento e l’effettivo utilizzo delle app che possiedono.

Inoltre, la piattaforma consente di conoscere la posizione nel mercato dei concorrenti e le loro prestazioni. Ciò avviene attraverso una dashboard su cui sono visualizzate le prestazioni dei concorrenti stessi, confrontabili con quelle della propria app secondo parametri chiave.

Active Insights fornisce anche dati per arricchire database e CRM; gli editori hanno la possibilità di esportare segmenti di pubblico (con una lista di in base all’utilizzo delle app per andare a riattivare utenti poco attivi, inattivi o che hanno disinstallato l’applicazione, fino agli utilizzatori delle app dei concorrenti, funzione quest’ultima disponibile in una versione “pro” a pagamento. La soluzione permette agli editori anche di attivare campagne di marketing direttamente sugli insights.

Con il rilascio di questo prodotto, al momento disponibile solo per applicazioni Android, Ogury espande il perimetro delle sue attività fornendo per la prima volta servizi per editori.

«Grazie a una portata di 400 milioni di utenti nel mondo e un totale di 700 clienti, siamo in grado di fornire agli editori un quadro completo del mercato con dati e informazioni senza precedenti», ha dichiarato Jean Canzoneri, Chief Executive Officer e Fondatore della società.

Ogury, in Italia prevista crescita a doppia cifra

Ogury ha chiuso il 2017 con un fatturato di 40 milioni di euro e conta di ottenere ricavi tra i 60 e 80 milioni per quest’anno. «La nostra società genera utili sin dalla sua fondazione, avvenuta nel 2014. Questa crescita si è riflessa anche sul nostro organico, passato in soli tre anni da due a duecento persone localizzate nei mercati presidiati», ha aggiunto Canzoneri.  In Italia, che rappresenta per Ogury il quarto mercato in termini di valore, la società prevede per il 2018 una crescita a doppia cifra.

A dicembre, la società ha lanciato Lituus, uno strumento dedicato ad aziende e marketer in grado di profilare il pubblico ad un livello avanzato. La soluzione combina intelligenza umana e machine learning a sostegno della pianificazione e implementazione delle campagne pubblicitarie su dispositivi mobili.

Machine learning e intelligenza umana per un targeting più preciso: Ogury lancia Lituus

Ogury amplia la sua offerta con una nuova soluzione dedicata a brand e marketer. Si chiama Lituus ed è uno strumento in grado di profilare il pubblico ad un livello ancora più avanzato.

La soluzione combina intelligenza umana e machine learning a sostegno della pianificazione e implementazione delle campagne pubblicitarie su dispositivi mobili, offrendo una targettizzazione degli utenti ancora più articolata.

Lituus opera su tre step interconnessi: apprendimento, ottimizzazione e condivisione. A livello di apprendimento, la macchina studia quali sono i criteri necessari per la campagna del cliente (come per esempio i dati del sito del brand) in modo da imparare dal traffico qualificato degli utenti. A questo punto Lituus individua sia gli attributi discriminanti che quelli simili tra i profili, per poi costruire una matrice di profilazione composta da centinaia di criteri diversi.

Poi c’è il livello di ottimizzazione: Lituus continua ad apprendere durante tutta la durata della campagna, in modo da poter aggiornare costantemente i suoi parametri escludendo i criteri con rendimento basso e incrementando le impression sui criteri con rendimento più elevato. I parametri vengono sempre aggiornati tenendo conto delle abitudini degli utenti profilati quali l’ora del giorno ottimale in cui raggiungerli, i publisher, il modello di dispositivo che possiedono, la connettività e la localizzazione. Tutto questo avviene grazie ai dati di prima parte sul comportamento degli utenti forniti da Ogury, che è in grado di dare informazioni sulle app installate, sul loro utilizzo e sulla navigazione da mobile.

Infine, la condivisione dei risultati con i clienti: a fine campagna è disponibile per i clienti una sezione “targeting performance” che offre ai brand una visione esaustiva delle combinazioni dei criteri di profilazione che hanno performato meglio o peggio. In questo modo i clienti possono disporre di dati trasparenti raccolti durante la campagna: i criteri migliori possono così essere applicati anche alle campagne future e utilizzati per pianificare strategie legate al target.

«La nuova soluzione di profilazione di Ogury offre prestazioni più elevate su una scala più ampia e una maggiore trasparenza dei dati raccolti – commenta Christophe Thibault, Chief Algorithm Officer di Ogury -. Il suo processo altamente automatizzato implica un impegno umano minimo, che non solo consente di risparmiare tempo durante la fase di impostazione della campagna, ma consente anche un targeting migliore. Nei primi test di applicazione di questo nuovo strumento di machine learning abbiamo rilevato un calo fino al 50% nella frequenza di rimbalzo dell’utente nelle campagne cost per clic e un’aumento fino al 16% nella percentuale di completamento della visualizzazione video nelle campagne cost per view rispetto al target identificato con l’intelligenza umana».

Tra i primi utilizzatori della soluzione c’è Ford, beta-tester di Lituus in occasione della campagna di pre-lancio della nuova Ford Fiesta in Francia. «Oltre a portare risultati eccellenti, Ogury ci ha fornito un elenco di criteri molto utili, che ci hanno fatto capire ciò che ha funzionato meglio nella campagna che potremo sfruttare in futuro – spiega Céline Armitage, Communications Director di Ford Francia -. Abbiamo già riutilizzato questi dati per la campagna di lancio principale della Fiesta e ci hanno permesso di ottimizzare i risultati sin dall’inizio. Ad esempio, abbiamo ottenuto una diminuzione della frequenza di rimbalzo di 13 punti sulla pagina di reindirizzamento della Fiesta».

Machine learning: se alimentata da dati spazzatura, non corre neanche una bella macchina

Sin dalla sua nascita, sono quattro i principi che hanno guidato il mercato del digital advertising: il messaggio giusto, alla persona giusta, nel momento opportuno e attraverso il canale più efficace. Nel 2017 poco è cambiato di questi principi, ma oggi la sfida è riuscire a metterli in pratica in un panorama che offre quantità quasi illimitate di dati e un’offerta variegata di piattaforme.

Con il possesso degli smartphone che si è imposto ormai di fatto come stile di vita nei Paesi sviluppati – oggi in Italia la penetrazione è del 78,4% (dati Audiweb Giugno 2017) – si sono moltiplicate per i marketer le opportunità di sviluppare interpretazioni dei dati sempre più sofisticate e di alto livello. I dispositivi digitali, compresi telefoni e tablet, lasciano traccia dei percosi di un utente ogni volta che vengono utilizzati. Basta un click, un link, un commento, o anche semplicemente ricaricare il proprio dispositivo, per lasciare una traccia e creare un dato. Se correttamente raccolti e interpretati, questi dati, personalizzati e contestualizzati, possono essere utilizzati per capire e approfondire la conoscenza degli utenti attraverso il loro comportamento.

Dati profilati, da consumatori sempre più consapevoli

L’era degli smartphone ha creato maggiori aspettative da parte degli utenti, che non solo pretendono di più dai dispositivi che possiedono, ma chiedono anche una maggiore selezione della pubblicità alla quale sono esposti.

Nel 2016 il numero di dispositivi mobile su cui è stato installato un software di ad blocking ha superato i 380 milioni in tutto il mondo. Secondo un sondaggio condotto da Hubspot nello stesso anno, però, il 77% degli intervistati preferirebbe di gran lunga avere la possibilità di filtrare le pubblicità, piuttosto che bloccarle tutte. Sfortunatamente per i marketer, attualmente i software di ad blocking non permettono di selezionare le pubblicità da bloccare: o tutto o niente.

Di fronte a questa minaccia, ora più che mai, il mercato pubblicitario deve essere in grado di produrre messaggi più coinvolgenti e profilati. Se le performance più elevate non sono state uno stimolo sufficiente a profilare meglio e a realizzare messaggi più coinvolgenti, lo sarà sicuramente il fatto di trovarsi di fronte a un consumatore più esperto e preparato.

Competere su dati di qualità

Per questo motivo gli advertiser sono sempre più inclini a prestare maggiore attenzione alla qualità dell’interazione che si crea tra le persone e la loro esposizione al brand. Questo significa andare oltre le tipiche metriche di CPC (costo per click) e CPV (costo per visualizzazione) che fino ad oggi sono state lo standard di riferimento.

Algoritmi sempre più sofisticati sono in grado di far pervenire agli utenti annunci più interessanti e mirati, nel momento più opportuno. Seppur queste tecniche siano in qualche modo sempre esistite sin dall’origine del web, è da poco che i passi da gigante fatti nelle infrastrutture hanno reso possibile l’elaborazione di una quantità immensa di dati degli utenti, in tempo quasi reale. I migliori algoritmi di machine learning – quelli che utilizzano questo immenso e prezioso patrimonio di dati – permettono di mostrare pubblicità coinvolgenti che aumentano le performance nel breve periodo e la fidelizzazione dell’utente nel lungo periodo.

A vincere sarà chi riuscirà a combinare la completezza dei dati con gli algoritmi più innovativi; l’algoritmo in sé, seppur il migliore possibile, da solo non basta. Non esiste una soluzione miracolosa valida per qualsiasi circostanza; al contrario, ci saranno sempre diversi approcci da incrociare con diversi criteri, che a loro volta saranno scelti secondo determinati parametri combinati tra loro (solitamente, il grado di velocità e accuratezza). Come un bravo chef seleziona i giusti ingredienti per le sue ricette, così i marketer più efficaci combinano i dati più pertinenti con l’algoritmo appropriato per fornire risultati “appetitosi”.

E per quanto quello degli algoritmi rimarrà sempre il campo di battaglia più acceso per il mercato dell’advertising, sarà la qualità dei dati a determinare i risultati. Il vecchio detto “garbage in, garbage out” non è mai stato più adatto. Non esiste la possibilità di “aggirare” (o ingannare) i dati: se questi sono di scarsa qualità, anche il miglior algoritmo fornirà risultati ingannevoli. Non è un caso, infatti, che i leader del mercato del machine learning per la pubblicità, Google e Facebook, dispongono sempre di dati proprietari e di prima parte.

Agire rispettando la legge

A quanto pare, i dati più aggiornati non solo rappresentano il maggiore standard per il mercato pubblicitario, ma saranno anche la nuova base giuridica di riferimento.

Il regolamento generale sulla protezione dei dati dell’Unione Europea (GDPR) entrerà ufficialmente in vigore a maggio 2018, e rappresenta attualmente il primo argomento per chiunque raccolga dati di utenti e speri di fare business nel continente europeo. Nessuna eccezione per gli advertiser, ragione per cui sin dal primo giorno in Ogury ci siamo impegnati a raccogliere dati in maniera esplicita, trasparente e tramite il consenso dell’utente.

Se stai ancora pensando di partecipare alla gara del machine learning advertising, assicurati che il tuo provider non stia solo raccogliendo dati di prima, ma che lo faccia anche in modo sicuro e legale. Altrimenti ricorda: garbage in, garbage out.

Ecco come i Mobile Data salveranno gli utenti dalla pubblicità invasiva

Big Data, Big Data ovunque. Tutti ne parlano ormai, tutti si chiedono quante informazioni private cediamo, a chi e soprattutto se la nostra privacy rimanga tutelata.

Questo è il problema più rilevante per l’intero mondo del mobile advertising: seppure aziende come Ogury lavorino con algoritmi e dati affinatissimi, bisogna interrogarsi sul modo in cui gli utenti stessi percepiscono l’utilizzo delle loro informazioni da parte degli advertisers.

Si è diffusa la sensazione che l’utilizzo dei dati porti a una violazione della privacy poiché non solo le informazioni personali vengono catalogate all’interno di database, ma queste vengono anche utilizzate a fini commerciali attraverso vari presidi pubblicitari durante la navigazione. L’uso di dispositivi mobili afferisce alla sfera intima dell’utente, di conseguenza la proposition pubblicitaria deve essere percepita come molto poco invasiva e costruita su modelli quanto più generici possibile e al tempo stesso di interesse, diversamente si potrebbe verificare una reazione di opposizione e di chiusura totale da parte dell’utente in quanto minacciato nella sua dimensione privata.

I dati sono alla base del mercato pubblicitario e devono essere studiati e usati per identificare profili a cui proporre un contenuto pubblicitario pertinente, di interesse e che sia percepito come un beneficio, un vantaggio per l’utente.

Per perseguire questa direzione i dati devono essere mantenuti “freschi” così da proporre brand, prodotti e promozioni utili per limitare il fenomeno dell’Ad Blocking.

La pubblicità è necessaria per garantire la gratuità; sta a noi attori dei Mobile Data il compito di renderla sempre più pertinente per essere percepita come meno invasiva. Ai vari editori di contenuti invece spetta il compito di adoperare queste soluzioni basate sui dati, nell’interesse di migliorare l’esperienza dei loro utilizzatori. Una pubblicità più attraente per il consumatore genera una maggiore interazione e di conseguenza una performance sopra la media.

Naturalmente, oltre al tema della pubblicità interessante c’è quello del targeting e della raccolta dati. Su questo punto, il mercato deve fare dei passi da gigante, anche in vista dell’applicazione nel 2018 della nuova legge europea “regolamento generale sulla protezione dei dati”, che impone l’esplicito consenso dell’utente.

In questo senso Ogury è una data platform mobile che grazie al suo sdk implementato su più di 10.000 app Android riesce ad ottenere una grande quantità di dati preziosi, ma solo dopo che l’utente ha espresso un consapevole consenso alla loro cessione. Tramite il suo codice sdk Ogury può conoscere tutte le app che sono presenti nel dispositivo di un utente, quante volte vi accede e per quanto tempo, tutti i siti che visita, le informazioni di geo-localizzazione fino all’individuazione del modello del dispositivo stesso.

Il consenso a cedere tutti questi dati è basato su un modello generico: infatti vengono censiti solo lo stile di navigazione e le aree di interesse dell’utente in maniera anonima.

Ma perché un utente dovrebbe accettare consapevolmente la cessione dei dati?

L’accettazione del disclaimer sulla cessione dei dati garantisce all’utente due garanzie fondamentali: la prima naturalmente è quella di scegliere liberamente se fornire o meno le sue informazioni; la seconda, altrettanto importante, la garanzia di essere esposto solo a comunicazioni pubblicitarie sotto forma di suggerimento che siano altamente affini con i suoi interessi.

Questa trasparenza nella richiesta dei dati rappresenta la nostra apertura verso l’utente, così da instaurare una relazione di fiducia che può aiutare a evitare o mitigare atteggiamenti di diffidenza o addirittura la chiusura verso la comunicazione pubblicitaria.