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Da Next 14 nasce Signals, la data company che unisce online e offline per un targeting più sofisticato

Next 14 annuncia la nascita di Signals, una data company di nuova concezione che nasce con l’ambizione di unire il mondo dei dati online con quello off-line per offrire al mercato pubblicitario nuove tipologie di targettizzazioni, più performanti rispetto alle tradizionali. Signals, che sarà guidata da Stefano Eligio con il ruolo di Ceo, viene ufficialmente presentata lunedì nel corso di IAB Forum 2018.

Per realizzare la propria missione, Signals può contare sulla tecnologia e sulle esperienze sul campo maturate negli ultimi 4 anni da Next 14, il gruppo italiano leader nella tecnologia applicata al marketing, di cui la neonata data-company rappresenta l’ultima iniziativa lanciata sul mercato.

“Siamo stati tra i pionieri del data-driven marketing in Italia – dichiara Marco Ferrari, CEO di Next 14 – investendo già 4 anni fa nello sviluppo della prima versione della nostra Data Management Platform proprietaria. Con Turbo e Oz Digital sul fronte dati online e con JoinTag sul fronte dei dati off-line, abbiamo già accumulato qualche anno di esperienza su questo fronte, estremamente potenziale ma ancora molto acerbo nei nostri due mercati di riferimento, Italia e Spagna. Ora abbiamo deciso di provare a fare un passo in avanti, consolidando l’esperienza tecnologica e commerciale nella nuova iniziativa di Signals, che porterà avanti tutto il data-business precedentemente sviluppato all’interno delle singole società del nostro Gruppo”.

Di data-driven marketing si parla ormai da tanti anni. Ma chi ha iniziato ad utilizzare concretamente i dati nelle proprie attività di comunicazione, ha sicuramente sperimentato, oltre alle potenzialità, anche i limiti di un mondo sempre più complesso e variegato. Al di là di promesse mirabolanti e di mode legate all’ultimo acronimo tecnologico, il limite del data-targeting, per come viene inteso oggi, sta di fatto nel riferirsi abitualmente al solo mondo online, con tutte le sue problematiche endogene.

In questo contesto, Signals nasce con l’ambizione di superare questo limite, unendo il mondo dei dati online (Intent to purchase, interessi, sociodemo, purchase history, etc) con quello off-line (location, point of interest, behavioural, in-store, near-store, near product, etc), dando vita a tipologie di clustering molto sofisticate e performanti.

Le attività di Signals sono basate su una sofisticata piattaforma proprietaria che racchiude tecnologie e features (motore semantico, cross-device, motore inferenziale, SDK, etc) che sono state sviluppate ad hoc in base alle esigenze concrete dei marketers.

A caratterizzare Signals è la sua duplice natura sia di Data Provider che di Customer Data Platform. Come data provider, Signals utilizza criteri di clusterizzazione che considerano più varabili legate al singolo utente, creando segmenti avanzati di natura psicografica che vengono resi disponibili ai marketers all’interno delle principali DSP e DMP.

Per fare un esempio banale di integrazione tra dati on-line e off-line, i “Lovers” di Signals sono un cluster di utenti con uno spiccato interesse verso un’attività (es. teatro) che è stato definito dall’unione del dato offline (l’utente è tracciato come assiduo frequentatore di teatri nel mondo fisico) con quello online (l’utente si interessa agli spettacoli teatrali su un sito di news). Come Customer Data Platform, Signals può invece essere messa a disposizione dei Clienti e dei marketers in varie modalità dedicate, per fornire insights attraverso campaign monitoring e attribution (online – offline) di tutti mezzi messi in campo.

Alla guida di Signals è stato chiamato come Ceo Stefano Eligio, che dopo l’esperienza in Infectious Media a Londra, è entrato in Next 14 nel 2014, contribuendo allo start-up di Turbo, nel frattempo affermatosi come il principale trading desk italiano indipendente.

“Scherzando ma non troppo, possiamo dire che Signals nasce da una frustrazione – dichiara Eligio –: quella che da anni proviamo nella quotidiana ricerca di dati online di qualità che possano migliorare realmente il targeting delle campagne. Visto che non eravamo soddisfatti della qualità dei dati accessibili sul mercato italiano e spagnolo, abbiamo deciso di creare nuove tipologie di segmento, che sfruttino anche la potenzialità dei dati off-line e di metterli a disposizione di tutti i marketers.  L’obiettivo rimane quello di sempre, ossia poter restituire al cliente insights significativi e migliorare il targeting. Cambia la modalità di erogazione, offrendo a tutti i marketers e alle agenzie questo tipo clustering, attraverso l’integrazione con tutte le principali DMP e DSP, che abbiamo iniziato da qualche mese e che contiamo di completare nei prossimi 6 mesi”.

Next 14 compra Zodiak Advertising e cresce nel Programmatic. Ferrari: «Un pilastro della nostra strategia»

Next 14, il primo gruppo indipendente italiano attivo nelle marketing technologies, ha annunciato di avere completato nei giorni scorsi l’acquisizione di Zodiak Advertising, una delle principali realtà ad-tech nel mercato sud-europeo e parte del Gruppo De Agostini.

All’interno del Gruppo Next 14, Zodiak Advertising – che offre ai publisher e alle concessionarie pubblicitarie una piattaforma integrata per l’ottimizzazione di tutti i principali sistemi di monetizzazione degli spazi pubblicitari – diventerà Oz Digital, con un’operazione di re-branding che verrà illustrata a mercato e partners nelle prossime settimane.

“L’acquisizione di Zodiak Advertising  – ha dichiarato Marco Ferrari, Ceo di Next 14 – rappresenta un passo estremamente importante per Next 14. Il lancio del progetto Oz Digital in Italia e in Spagna è un pilastro della nostra strategia per i prossimi anni. Grazie anche alle sinergie tecnologiche con le altre aziende del nostro gruppo, siamo e saremo sempre più in grado di offrire una suite differenziata e completa di prodotti che consentono ad advertisers ed editori una reale ottimizzazione dei loro obiettivi nell’ambito del Programmatic Advertising”.

“La fase 1 dello sviluppo di Zodiak Advertising, ovvero la creazione di un prodotto solido tecnologicamente e commercialmente, insieme alla crescita internazionale, si è conclusa con successo – ha dichiarato Nicola Drago, co-fondatore di Zodiak Advertising e amministratore delegato di De Agostini Publishing -. La fase 2, che ha inizio ora, sarà quella del consolidamento, della maturità tecnologica e dell’integrazione industriale all’interno di un gruppo che, a differenza di De Agostini, ha nel data-driven marketing il proprio core business”.

Piena continuità dal punto di vista del team. Marco Guglielmin ed Ellis Bosisio, figure chiave di Zodiak Advertising sin dal 2011, rimarranno al centro del progetto “Oz Digital”.

Next 14: si amplia l’offerta

Per Next 14 l’acquisizione di Zodiak è la seconda operazione di crescita per linee esterne del 2017, dopo l’acquisizione di JoinTag, startup veronese leader nel proximity marketing & advertising.

Le due acquisizioni vanno ad integrarsi con le aziende verticali (Turbo, Sting Media, Zerostories) sviluppate da Next nei primi 2 anni di vita e permettono al Gruppo di offrire ad aziende e concessionarie – attraverso piattaforme e tecnologie proprietarie – servizi ad alto valore aggiunto nell’ambito delle marketing technologies, coprendo tutti i segmenti chiave della filiera (Programmatic Advertising, Data Management, Branded Content, Proximity & Mobility) in Italia e Spagna.

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Con oltre 10,5 milioni di euro di fatturato nel 2016 e la previsione di superare i 18 milioni nel 2017, Next 14 – che nel 2016 ha chiuso il suo primo round di funding raccogliendo 4,5 milioni di euro da parte di qualificati investitori privati – si conferma come una delle aziende digitali italiane a più alto tasso di crescita, puntando a superare i 30 milioni di euro di fatturato già nel 2018.

Next 14 diventa SpA e nomina il nuovo consiglio di amministrazione per il prossimo triennio

Opera da due anni nell’emergente mercato del data-driven marketing & advertising e si è dimostrata una delle start-up italiane a più alto tasso di crescita nel comparto digitale: stiamo parlando di Next 14.

Oggi, questa società, dopo aver annunciato ad aprile il closing del suo primo round di funding con 4,5 milioni di euro investiti nell’azienda da parte di qualificati investitori privati – 3° operazione in assoluto nel 2016 nel mondo startup e 1° nel digital media secondo una recente statistica pubblicata dal Corriere della Sera –, ha reso noto che l’Assemblea degli Azionisti ha approvato la trasformazione in Società per Azioni e nominato il nuovo consiglio di amministrazione, in carica per il prossimo triennio.

Ai fondatori Marco Ferrari (Presidente), Marco Franciosa e Matteo Scortegagna si affiancano nel board Mauro Del Rio e Alfredo Scotti.

Mauro Del Rio, fondatore del Gruppo Buongiorno e attuale Presidente dopo l’acquisizione della digital company da parte di NTT Docomo nel 2012, è una delle personalità più note del mondo digital italiano.

Alfredo Scotti, fondatore e già Presidente del quotidiano online Linkiesta.it, in passato Chairman del colosso assicurativo Aon, ha maturato una lunga e significativa esperienza come consigliere indipendente in numerose realtà quotate e non (tra cui Impregilo, Credito Lombardo Veneto, Recordati e Maffei).

Next 14 è una società a forte vocazione digitale e tecnologica: dopo aver lanciato Turbo, che dal 2014 si è affermata come il principale player indipendente italiano nel Programmatic Advertising digitale, e Zero, attiva dal 2015 e focalizzata sullo sviluppo e distribuzione di contenuti di brand entertainment, il gruppo è ora impegnato nel lancio commerciale di Sting, prima piattaforma online per la compravendita di spazi televisivi.

La società, che ha realizzato un fatturato di oltre 5 milioni registrato nel 2015 (+ 200% rispetto al 2014) conferma le proprie previsioni di oltre 10 milioni di ricavi per il 2016.

Marco Ferrari (Next 14): «L'era del data-driven marketing e advertising è cominciata»

L’era del data-driven marketing e advertising è cominciata. Parola di Marco Ferrari, Ceo di Next 14, che abbiamo intervistato a IAB Forum 2015

Secondo Ferrari, che con Next 14 ha dato vita al primo hub italiano specializzato nella creazione di società data-driven, tra cui c’è il trading desk indipendente Turbo, il mondo della pubblicità sta vivendo una vera e propria rivoluzione dovuta ai fenomeni dell’automazione e dei dati. Oggi un dollaro su tre a livello mondiale sul digitale è gestito con processi automatici e questo succederà in tempi molto brevi anche sull’offline.

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UniCredit attiva la Data Management Platform proprietaria, sviluppata con Turbo

Siamo entrati nell’era del Data-Driven e Programmatic Advertising, che assorbe una quota sempre più rilevante dei budget digitali anche in Italia (qui le ultime previsioni del Politecnico di Milano). In questo contesto, i marketer sono chiamati ad adattare competenze e investimenti alle nuove sfide che il Programmatic porta con sé, in particolare sul fronte della gestione dei dati.

UniCredit è stata tra i pionieri su questo fronte e durante il 2015 ha investito nello sviluppo di una soluzione Data Management Platform (DMP) proprietaria, realizzata in collaborazione con Turbo, il leader italiano indipendente del data-driven advertising. Testata con successo nei mesi scorsi, la DMP UniCredit è stata attivata su larga scala nelle campagne digital da pochi giorni, in occasione del lancio della nuova campagna UniCredit #Tuttaunaltrastoria, che illustra su tv, stampa e digital tutti i servizi di mobile banking a cui i Clienti UniCredit possono accedere tramite smartphone.

«Attraverso la DMP – dichiara Silvio Santini, Head of Group Brand Management di UniCredit – la Banca può oggi aggregare e gestire in tempo reale tutti i dati provenienti dalle attività Paid (ossia le campagne ADV, ndr) e Owned  (navigazione delle properties di UniCredit), creando segmentazioni di audience ad hoc da attivare nelle diverse campagne. L’utilizzo dei dati nelle campagne in Programmatic sarà sempre più rilevante nei prossimi anni e per noi è fondamentale essersi attrezzati da subito per poterlo controllare e gestire attraverso una soluzione proprietaria, che garantisca a noi e ai nostri Clienti la massima sicurezza e il totale rispetto delle norme sulla privacy».

La possibilità di includere o escludere audience specifiche dalle attività di comunicazione digitale (si pensi ad esempio all’esclusione degli attuali Clienti da una campagna di new customer acquisition o alla focalizzazione esclusiva sugli attuali Clienti delle iniziative di upselling) permette infatti di  concentrare i messaggi esclusivamente sul target interessato, ottimizzando così l’efficienza e i risultati delle campagne. Allo stesso tempo, l’utilizzo degli stessi dati nella gestione delle properties online, permetterà alla Banca di offrire ai visitatori e Clienti, esperienze online sempre più personalizzate in base alla storia di navigazione e in ultima istanza, un servizio online sempre migliore e disegnato a misura di Cliente.

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Marco Ferrari

«Siamo estremamente fieri di accompagnare un cliente come UniCredit su un fronte così strategico – dichiara Marco Ferrari, Ceo di Next 14, il gruppo indipendente di data-driven marketing e advertising di cui fa parte Turbo -. Controllare i propri dati in un ambiente proprietario permette alle aziende di investire sul Programmatic Advertising con maggiore controllo e sicurezza».

«E’ un fatto – aggiunge Ferrari – che anche all’estero, nel momento in cui il Programmatic è uscito dalla sperimentazione per diventare un mezzo rilevante, le aziende hanno sentito l’esigenza di fare un passo avanti nella catena del valore, focalizzandosi sul fronte della gestione dei dati, che sono il vero patrimonio strategico, in grado di generare vantaggio competitivo nel tempo».

La soluzione DMP proposta da Turbo – sincronizzata con tutte le principali DSP – permette infatti alle aziende di internalizzare soltanto la parte più “strategica” sul fronte Programmatic – ossia quella legata ai dati proprietari –mantenendo piena libertà e autonomia nella gestione operativa delle campagne, che possono continuare ad essere affidate ai partner esterni.

Sting Media firma il primo acquisto in programmatic sulla tv italiana

Sting Media, la startup parte del Gruppo Next 14 nata per innovare in senso tecnologico la compravendita di spazi pubblicitari in tv e sui media offline in generale, ha completato in estate il primo, storico acquisto in “programmatic” nelle storia della pubblicità televisiva italiana.

Sting_Media_LogoLa transazione, ci ha fatto sapere Sting Media, è avvenuta durante il periodo estivo, nell’ambito del primo test operativo delle piattaforma sviluppata dalla società per l’automazione delle transazioni sugli spazi televisivi. Al momento non sono stati resi noti dettagli sull’identitò dell’acquirente e della rete tv coinvolta.

Il test ha coinvolto diversi players che rivestono un ruolo primario nel mercato televisivo italiano: lato offerta hanno partecipato le maggiori concessionarie nazionali, mentre lato domanda sono state coinvolte tutte le principali centrali media.

Obiettivo del test, spiega una nota diffusa da Sting Media, era la prima sperimentazione della piattaforma su inventory e ordini reali, permettendo alle concessionarie di accedere con credenziali individuali, immettendo proposte riferite ai periodi di Agosto. Le proposte erano valutabili dai centri media a target focus con i file probabilizzati utilizzati abitualmente dagli stessi, integrati o meno con i piani definiti su Kubik, il software di proprietà di Mediasoft con cui Sting ha un accordo in esclusiva per le transazioni online, con cui la piattaforma è integrata.

Le proposte visibili su Sting erano direttamente acquistabili in quanto presupponevano la certezza di disponibilità. Il test – nonostante il periodo estivo, con i piani già ultimati e le ferie incombenti – ha coinvolto, tramite una decina di centri media, 38 investitori, con i rispettivi brand e circa 40 planner pilota. Le concessionarie hanno immesso proposte – intese come aggregati di spazi in ultimo minuto – fuori dalle politiche commerciali disponibili sul mercato.

LOGO-NEXT-14Alcuni di questi moduli erano proposti open market, cioè a tutto il mercato coinvolto, ed altri erano destinati, in modo privato, a singoli investitori. Nonostante il numero limitato di offerte – considerati gli obiettivi del test, che ha incluso un servizio di assistenza online e training per i centri media coinvolti – durante il periodo è avvenuta la prima, “storica” transazione effettiva in “programmatic” sulla piattaforma Sting.

“Siamo estremamente soddisfatti dalle indicazioni raccolte durante questo primo test di verifica dell’operatività della piattaforma”, dichiara Roberto Calzolari, Ceo di Sting Media ed ex numero uno italiano del colosso Starcom Mediavest Group. “Grazie ai feedback degli operatori, che ringraziamo, abbiamo la possibilità di continuare lo sviluppo in piena sintonia con le esigenze del mercato, preparandoci al lancio commerciale vero e proprio, previsto per quest’autunno”.

Sting si propone sul mercato come una piattaforma indipendente e neutra che facilita le negoziazioni tra acquirente e venditore, mettendo a disposizione delle parti una serie di funzioni e opzioni che lasciano alla negoziazione e all’incontro tra seller e buyer la finalizzazione delle transazioni. Un processo evolutivo già ampiamente avvenuto nell’acquisto di spazi digitali grazie al Programmatic, ma che sull’off-line, a partire dalla televisione lineare, muove oggi grazie a Sting i suoi primi passi.

Marco Ferrari sul Programmatic TV: «Strada complessa, ma è uno dei territori più affascinanti da esplorare»

La convergenza tra internet e tv è uno dei temi chiave del presente e del futuro della pubblicità. E tra i complici di questo proficuo incontro i più indicano anche il Programmatic.

Il mercato del Programmatic TV è infatti in rapida ascesa: secondo recenti stime elaborate da Magna Global, entro il 2019 coprirà il 17% dello spending adv televisivo negli USA.

Siamo dunque di fronte a una nuova frontiera che anche il mercato italiano sta attenzionando. Ne parliamo con Marco Ferrari, ceo & co-founder di Next 14, il primo hub italiano specializzato in soluzioni di marketing e di advertising data driven che, dopo il trading desk Turbo, ha lanciato Sting Media, start up che si propone di innovare in senso tecnologico il media buying televisivo.

Dott. Ferrari, il programmatic è uno dei trend emergenti della pubblicità digitale. Quali opportunità offre nell’ambito del video adv?

Dal punto di vista tecnico, l’utilizzo del programmatic per pianificare campagne video online porta due benefici principali. Da un lato la possibilità di pianificare su audience a target, riducendo la dispersione e beneficiando dei dati gestiti tramite Data Management Platform. Dall’altro l’ottimizzazione della reach, definendo tramite le piattaforme la corretta frequenza di erogazione della campagna. Queste caratteristiche, comuni a tutte le attività programmatic, sono ancora più importanti in ambito video, considerando che tipicamente questo formato è utilizzato per attività di branding e awareness. Non stupisce quindi che siano proprio i budget video a trainare la crescita nel 2015 del programmatic in Italia e non è difficile prevedere che questo tipo di pianificazione aumenterà ulteriormente nel 2016, proprio per i vantaggi che offre rispetto al planning digitale “tradizionale”.

Per gli editori, il video può essere la chiave per monetizzare adeguatamente il traffico mobile?

Senza dubbio il video è tra i formati più adatti al mezzo, nell’ambito di un’evoluzione assolutamente necessaria per coprire il gap tra utilizzo del mobile e la sua capacità di raccolta pubblicitaria. Ma l’evoluzione deve riguardare anche creatività ad hoc, perché è chiaro che per le differenti modalità di fruizione lo spot da 30’’ non può funzionare allo stesso modo su mobile.

LOGO_STINGMEDIAA proposito di convergenza: di recente si parla molto di “Programmatic Tv”. Qual è la sua opinione in merito?

Si parla spesso di Programmatic Tv in ambito Connected/Ip Tv. Quello che stiamo provando a fare con Sting Media – una delle startup sviluppate da Next 14, alla cui guida è stato chiamato l’ex-ceo di Starcom Mediavest, Roberto Calzolari – è invece l’introduzione di principi di automazione e connessione tra domanda e offerta, attraverso piattaforme, anche nel mondo offline. Il progetto – dopo oltre un anno di sviluppo – è entrato in fase di primi test con alcune concessionarie e centri media. Ci aspettiamo che la strada sia lunga e complessa, ma l’innovazione delle metodologie classiche di compravendita degli spazi offline, che affiancheranno gradualmente i processi tradizionali, è senza dubbio uno dei territori da esplorare più affascinanti di tutta la galassia programmatic.

Programmatic Day/Marco Ferrari (Next 14): «La comunicazione di domani? Automatizzata e Data Driven, anche oltre il web» [VIDEOINTERVISTA]

«Il marketing e la comunicazione di domani saranno sempre più Data Driven». E’ con questa dichiarazione ai microfoni di TgCom24, in occasione di Programmatic Day, che Marco Ferrari, founder e ceo di Next 14, introduce la holding che ha fondato all’inizio del 2014 con Marco FranciosaMatteo Scortegagna, ed entro la quale è nato – contestualmente – Turbo, azienda focalizzata sul programmatic digital. Al fianco del primo trading desk indipendente italiano, Next 14 ha lanciato di recente altre due iniziative: Sting Media, per portare il programmatic in televisione, e ZeroStudios, per il brand entertainment guidato dal dato.

«Siamo convinti che in un prossimo futuro – dichiara ancora il manager – il programmatic e l’evoluzione tecnologica che ne è alla base porterà alla gestione automatizzata dell’advertising anche su un media tradizionale come la tv. Siamo ancora in una fase iniziale, ma presto tutto questo sarà realtà».