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Tremor International compra Unruly e cresce nel programmatic video advertising

Cambio di proprietà per Unruly, la società operativa nel programmatic video advertising.

News Corp ha infatti ceduto il controllo della compagnia, comprata nel 2015 per 114 milioni di sterline, a Tremor International, la società israeliana quotata alla Borsa di Londra attiva nel mercato della pubblicità video con i marchi Tremor Video, RhythmOne e Taptica.

Secondo i termini dell’accordo, News Corp riceverà il 6.91% del capitale di Tremor International, una partecipazione che la società che fa capo a Rupert Murdoch non potrà cedere prima di 18 mesi. Unruly si è quindi assicurata un contratto triennale in esclusiva per la vendita di video pubblicitari su oltre 50 testate di News Corp. nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in Australia, garantendo al colosso media una spesa pubblicitaria minima di 30 milioni di sterline.

Unruly è specializzata nella produzione di video outstream e contenuti interattivi pubblicati in modalità programmatica all’interno degli articoli dei siti di news o sui social media. La società, secondo quanto dichiarata da Tremor, dovrebbe raggiungere il break even già quest’anno non tenendo conto dei costi dell’operazione. Con sede a Londra, Unruly è stata fondata nel 2006 e può contare su oltre 1,2 miliardi di visualizzazioni mensili uniche per i suoi annunci. La società è operativa sul mercato anche con una divisione specializzata nell’analisi dei dati e nello studio dell’impatto emotivo della pubblicità.

Tremor International, guidata dal ceo Ofer Druker, ha uffici centrali in Israele e sedi sparse in tutto il mondo, dagli Stati Uniti al Canada, dall’Asia Pacifica all’Europa, dall’India al Sud America. Lo scorso giugno Tremor International ha annunciato la sua nuova identità societaria, evoluzione del precedente nome Taptica International.

 

Brand safety, News Corp lancia la sfida a YouTube e Facebook con News IQ

Approfittando del calo di reputazione di YouTube e, più in generale, della crescente diffidenza dell’industria verso le piattaforme ospitanti contenuti generati dagli utenti, registratisi come conseguenza dei numerosi casi in cui annunci pubblicitari sono stati posizionati accanto a contenuti inappropriati, gli editori digitali, specialmente quelli di alto profilo, stanno cercando di riaffermare la loro posizione all’interno del mercato pubblicitario investendo in tecnologia e qualificandosi come ambiente controllato e sicuro per i messaggi degli inserzionisti.

Le iniziative intraprese sono numerose e di diversa natura: alcuni editori, come The Guardian e The New York Times, hanno abilitato la vendita di spazi in maniera automatizzata per ottimizzare le transazioni, in altre occasioni essi hanno deciso di coalizzarsi mettendo a fattor comune le loro inventory pubblicitarie, si pensi al caso The Pangaea Alliance, i maggiori gruppi media tedeschi hanno invece unificato i dati sui loro lettori in un’unica piattaforma, ancora, altri operatori, hanno sviluppato internamente delle piattaforme per permettere agli inserzionisti di raggiungere con maggiore facilità gli utenti.

 

News IQ, la nuova piattaforma pubblicitaria di News Corp

Rientra in quest’ultima categoria il caso di News Corp con il lancio News IQ, una piattaforma pubblicitaria forte di un’audience di oltre 140 milioni di utenti negli Stati Uniti. In questa soluzione, l’editore integra per la prima volta tutti i suoi dati di prima parte, le sue proprietà premium e gli strumenti di data science. Il progetto ha l’obiettivo di fornire ai marchi un modo di raggiungere il pubblico in un ambiente controllato e affidabile, con risultati precisi e misurabili.

Nella fase di lancio, News IQ sta lavorando con un vasto gruppo di partner premium, inclusi Fox Broadcasting Company (FOX) e Dentsu Aegis Network. La soluzione utilizzerà anche i dati di prima parte di alcune società coinvolte e completerà la piattaforma video e le funzioni di targeting emotivo di Unruly,

“In un mondo di fake news e metriche fraudolente, News IQ offre agli inserzionisti una soluzione chiara: audience, dai e ambienti di qualità”, ha dichiarato Jesse Angelo, Chief of Digital Advertising Solutions di News Corp, “E questo si traduce in tre livelli di brand safety per ogni campagna, protezione dalle frodi e nella capacità di raggiungere effettivamente utenti premium in scala con precisione, in un ecosistema trasparente”.

“I marchi stanno diventando sempre più esperti di pubblicità digitale. Sono stanchi di vedere i loro annunci mostrati accanto a contenuti nocivi e non ne possono più di metriche pubblicitarie manipolate”, ha dichiarato Robert Thomson, Chief Executive of News Corp, “Ora stiamo offrendo agli inserzionisti la migliore suite con dati che aiutano a targettizzare i clienti che desiderano”.

YouTube risponde all’ultimo caso brand safety

L’annuncio del lancio di News IQ arriva dopo la pubblicazione di una nota della Chief Executive di YouTube, Susan Wojcick, in risposta ai vari articoli della stampa internazionale che evidenziano le vulnerabilità della piattaforma di condivisione video in ambito brand safety.

Nel 2017, sono stati molteplici i casi in cui YouTube ha fallito nel garantire la salvaguardia dei marchi sulla propria piattaforma e sono state proprio le inchieste di The Times a denunciarli. A febbraio, la testata aveva riportato come gli annunci di importanti aziende fossero stato collocati in video che inneggiavano al razzismo o promuovevano ideologie estremiste mentre, più recentemente, la testata di News Corp ha scoperto che la pubblicità di grandi marchi compariva in video che ritraevano bambini nella loro quotidianità, parzialmente vestiti o nei loro letti, sotto i quali campeggiavano commenti inappropriati o dai tratti pedofili degli utenti.

News Corp. ridefinisce le strategie ad-tech e disinveste da Rubicon Project

News Corp. ha ritirato integralmente il suo investimento in Rubicon Project, una quota pari all’8% del capitale e corrispondente a 3,9 milioni di azioni.

Lo ha scritto AdExchanger, che riporta quanto documentato in una nota ufficiale pubblicata dalla società guidata da Frank Addante e inoltrata alla Securities and Exchanges Commision, la Consob statunitense.

La decisione potrebbe inserirsi in una ridefinizione complessiva delle strategie pubblicitarie dell’editore australiano. Il suo Chief executive, Robert Thomson, ha infatti rivelato recentemente che News Corp. ha avviato la progettazione del proprio ad network.

E poi ci sarebbero da considerare quell’investimento da 10 milioni di dollari in AppNexus, risalente allo scorso anno, e la stipula di alcuni accordi sui servizi con la stessa società ad-tech; elementi che hanno indotto alcuni esperti del settore a supporre che la compagnia multimediale fondata da Rubert Murdoch abbia definitivamente scelto un altro partner.

La solida posizione di AppNexus nel segmento dell’header bidding, fa notare AdExchanger, è stata ottenuta attraverso lo sviluppo del suo wrapper open-source e, in questo contesto, l’impegno finanziario consentirebbe all’editore di esercitare una certa influenza sulle decisioni concernenti questo genere di prodotti, sempre più oggetto dell’interesse delle testate digitali.

News Corp. prosegue la sua penetrazione nell’industria delle tecnologie pubblicitarie. Nel 2015 aveva infatti acquisito la società di annunci video in-stream Unruly per 90 milioni di dollari, mentre risalgono al 2010 i primi investimenti in Rubicon Project, anno in cui il gruppo editoriale ricevette quote dell’ad-tech in cambio della cessione di Fox Audience Network.

News Corp lancerà il suo ad network

Durante un colloquio telefonico con gli investitori, Robert Thomson, Chief executive di News Corp ha riservato parole dure per i distributori digitali, rei di “essere stati per lungo tempo una piattaforma di veicolazione di falso e aver eroso l’integrità dei contenuti danneggiandone la provenienza”.

Thomson ha anche incolpato le agenzie pubblicitarie e i network programmatici: “In alcune occasioni hanno aggregato audience artificialmente per essere poi riempite con contenuti di dubbia origine”.

Come risultato, ha proseguito il Chief executive, News Corp sta testando il proprio ad network digitale che “fornirà un’audience misurabile e di alta qualità agli inserzionisti, che dal canto loro sono sempre più preoccupati a causa del nebuloso mondo della pubblicità digitale”.

Cresce la quota digitale delle entrate di News Corp

Nell’ultimo trimestre del 2016, la compagnia media ha registrato una perdita pari a 219 milioni di dollari, nello stesso periodo dello scorso aveva incassato 106 milioni.

“Per quanto riguarda i servizi di informazione e notizie, stiamo attraversando una decisa transizione verso il digitale, che ora rappresenta il 27% dei ricavi del segmento, in aumento dal 22%”, ha aggiunto il manager.

AppNexus, da News Corp arrivano 10 milioni di dollari di investimenti

Iniezione di capitale e un nuovo, importante, partner strategico per AppNexus.

La società di advertising tecnologico ha ricevuto un round di investimenti di 31 milioni di dollari, provenienti sia da nuovi che da esistenti partner. E tra i primi c’è anche News Corp, colosso multinazionale dell’editoria che annovera tra le sue property il Times e il Wall Street Journal, il quale ha fornito alle casse della società di cui è ceo Brian O’Kelley ben 10 milioni di dollari.

La nuova partnership strategica con News Corp prevede l’utilizzo da parte dell’editore della suite completa di prodotti ad-tech di AppNexus, alcuni dei quali, come la SSP e Yeldex Analytics, sono già impiegati da alcune delle property del gruppo.

L’accordo, inoltre, contribuisce a rafforzare la già esistente partnership tra AppNexus e Unruly, società di ad-tech video acquisita da News Corp nel 2015. I rispettivi clienti delle due aziende, compratori e venditori di inventory outstream, potranno usufruire sia della reach della piattaforma di acquisto video di AppNexus, sia della scalabilità della SSP video di Unruly UnrulyX. Ma non è tutto.

Tra i prossimi step, infatti, c’è anche una collaborazione tra le due società sul fronte dei formati video verticali, un settore in cui Unruly ha debuttato qualche mese fa con una propria soluzione (qui il nostro articolo dedicato). «Attualmente, l’inventory di Unruly disponibile sulla piattaforma di AppNexus è composta soprattutto da formati outstream – ha dichiarato in proposito Michael Rubenstein, presidente di AppNexus, in una intervista a Business Insider -. Ma come prossimo step di questa partnership, AppNexus e Unruly amplieranno le soluzioni disponibili per gli inserzionisti video di AppNexus, includendo anche i video verticali. AppNexus ha in piano anche di collaborare con Unruly al Vertical Video Collective, un network di creatori di contenuti mobile-first specializzati nella creazione di video verticali».

Il nuovo round di investimenti, tra i cui nuovi partecipanti c’è anche Yahoo Japan, porta di fatto il totale investimenti di AppNexus alla cifra di 282 milioni di dollari. Una cifra importante, soprattutto in vista della tanto attesa prossima quotazione della società, che secondo molti potrebbe avvenire all’inizio dell’anno prossimo.

AppNexus, intanto, ha annunciato in questi giorni la vendita sulla propria piattaforma dell’inventory display di LinkedIn.

Unruly lancia il suo formato video verticale per mobile

Dopo l’esperienza di Teads e quella di Virool insieme a Rubicon Project, un’altra piattaforma annuncia il lancio di un formato pubblicitario video verticale per mobile.

Si tratta di Unruly. La società ha annunciato ufficialmente la messa a disposizione della soluzione adv, grazie a un accordo ad hoc con l’editore News Corp, che per primo ospiterà il formato vertical sulle sue testate The Sun e New York Post, e con Moat, che invece fornirà servizi di misurazione.

Le campagne video verticali saranno compatibili con device iOS e Android e rispetteranno i criteri del Media Ratings Council per la viewability.

Unruly ha anche annunciato il lancio di “Vertical Video Collective“, un network di creatori di contenuti mobile-first focalizzato sulla produzione di video verticali.

«Il panorama sta cambiando rapidamente e il nostro formato verticale aiuterà le aziende a connettersi in maniera più autentica, intima ed efficace con le audience mobile», ha commentato il co-CEO e co-Founder di Unruly Sarah Wood.

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