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Acquisizioni in vista per MediaMath? Tra i nomi spunta quello di Rubicon Project

Oggi nella nostra rassegna parliamo di MediaMath, Netflix e di un nuovo accordo tra Snapchat e Nielsen.

Acquisizioni in vista per MediaMath? Tra i nomi spunta quello di Rubicon Project

MediaMath ha recentemente ottenuto un’importante iniezione di capitali, da utilizzare – anche – per possibili acquisizioni. E il mercato si è già scatenato su quali potrebbero essere le società più papabili per un eventuale acquisto da parte della società. Tra i vari, spunta anche il nome di Rubicon Project, SSP di pregio che potrebbe far gola a MediaMath (specializzata invece sul fronte domanda) per completare in chiave full stack la propria offerta. Leggi di più su AdExchanger.

Netflix top spender pubblicitario: raddoppiati gli investimenti nel 2018

Netflix non è ancora nell’arena pubblicitaria come editore (non ospitando pubblicità all’interno dei suoi contenuti) ma lo è già – ed anche ad alti livelli – come inserzionista. In un documento presentato all’americana Securities and Exchange Commission, l’azienda ha dichiarato di aver speso in marketing ben 527 milioni di dollari nel trimestre chiusosi il 30 giugno, e oltre un miliardo nel primo semestre di quest’anno. Entrambe le cifre costituiscono il doppio di quanto la società ha investito negli stessi periodi del 2017. Leggi di più su MediaPost.

Snapchat si rafforza sul targeting grazie a un accordo con Nielsen

Snapchat ha esteso la sua partnership con Nielsen sul fronte dati. I due player adesso offriranno agli inserzionisti la possibilità di effettuare acquisti pubblicitari ancora più targettizzati sulla base di dati offline. Ad esempio, un’azienda potrà utilizzare i dati di audience di Nielsen per raggiungere su Snapchat una persona che ha acquistato un rossetto in un negozio fisico. Il nuovo accordo mette a disposizione dei brand circa 30mila segmenti di audience. Al momento l’accordo è operativo solo sul mercato americano. Leggi di più su AdAge.

GDPR e lavoro, richiesti nel mondo 750 mila Data Protection Officer

La nostra rassegna internazionale di oggi: dagli effetti della General Data Protection Regulation europea sul mercato del lavoro, a quelli di Netflix sugli investimenti televisivi delle aziende, ma anche i progetti di Facebook nel mondo degli assistenti vocali.

Gli effetti della GDPR sul mercato del lavoro…

Tra le varie nuove regole imposte dalla GDPR alle società che raccolgono e trattano dati personali, c’è anche quella di nominare un Data Protection Officer (DPO), ossia una persona preposta alla protezione dei dati, necessaria sia nel caso in cui la società sia pubblica sia se tra le sue principali mansioni ci sia l’elaborazione di dati su larga scala. Una ricerca della International Association of Privacy Professionals (IAPP) ha stimato che saranno richiesti, complice l’imminente definitiva entrata in vigore del nuovo regolamento UE, circa 750 mila figure di questo tipo in tutto il mondo. Leggi sul sito di IAPP.

…e quelli di Netflix sulla spesa pubblicitaria televisiva

Anche se Netflix non ospita pubblicità, la sua sola esistenza (e il suo successo) stanno avendo effetti non da poco sui ricavi pubblicitari dei network televisivi. Lo rivela una ricerca, secondo cui Netflix avrebbe “tolto” alla tv una cifra di investimenti pubblicitari stimabile tra i 3 e i 6 miliardi di dollari all’anno, solo per la sua capacità di attirare spettatori fino a poco tempo fa devoti alla tv. Leggi di più su MediaPost.

Intanto Facebook è al lavoro su due assistenti vocali

Secondo indiscrezioni, Facebook starebbe lavorando a due assistenti vocali, il cui lancio sarebbe previsto a luglio. In particolare, il laboratorio “Building 8” della società di Mark Zuckerberg sarebbe al lavoro su due dispositivi – nome in codice “Fiona” e “Aloha” – entrambi dotati di schermo touchscreen da 15 pollici. Saranno comandabili a voce, ma saranno dotati anche della funzione di riconoscimento facciale e di una fotocamera per effettuare video call. Leggi di più su DigiTimes.

Netflix accelera sul Programmatic; Oath punta sui dati per competere con Google e Facebook

Chi ha i dati, li usa. Così Netflix anche quest’anno punterà sul programmatic, con investimenti in crescita, e Oath cercherà di ampliare ancor di più il proprio bacino di insight sui consumatori per cercare un posto nell’Olimpo pubblicitario dominato da Facebook e Google. Google che intanto lavora a nuove tecnologie per gli utenti di Chrome.

Un 2018 all’insegna del programmatic per Netflix

I risultati finanziari di Netflix hanno superato le aspettative del mercato, ma il servizio di straming intende crescere ancora. La società conta di aumentare la propria spesa di marketing da circa 1,3 miliardi di dollari a 2 miliardi quest’anno, per promuovere i suoi nuovi contenuti, tra cui 80 film originali. Secondo gli analisti la maggior parte di questi investimenti andranno sul digital, soprattutto sul programmatic, che la società presidia da tempo e che godrà di un ulteriore spinta nell’anno da poco cominciato. Netflix gestisce la maggior parte delle proprie attività media in-house, ma MEC è il suo principale centro media. Leggi di più su Digiday.

I piani di Oath per competere con Facebook&Co.

Fiducia nel brand, nuove partnership e dati sicuri. Su questi tre punti si fonda la strategia di Oath per competere con i grandi Google e Facebook. E’ quanto ha rivelato Tim Mahlman, ‎President Ad Platforms della società controllata da Verizon, in un’intervista a Business Insider. Oath ha dalla sua non solo strumenti tecnologici, ma anche un importante bacino di dati, peraltro in costante crescita: la società sarebbe attualmente in contatto con The Weather Company e Pandora per acquisire i dati sui loro consumatori. Leggi di più su Business Insider.

Realtà Aumentata a breve su Google Chrome?

Google ha annunciato di stare lavorando a un progetto volto a portare la Realtà Aumentata in rete, con l’intenzione di dare accesso a questa tecnologia a chiunque abbia un browser Chrome. Il progetto del colosso di Mountain View passa da un prototipo, chiamato Articles, capace di esplorare come contenuti di AR possono funzionare in rete, su browser mobile e desktop. L’intenzione è quella di permettere a web designer, media owner e creativit di ogni tipo di creare oggetto 3D virtuali, embeddarli sui siti per la visualizzazione su desktop e renderli poi scaricabili su mobile, in modo che gli utenti possano posizionarli (virtualmente) nel loro ambiente reale. Leggi di più su The Verge.

Netflix, 1 miliardo di dollari in marketing nel 2017: in crescita il Programmatic

Netflix punta sul Programmatic, alla ricerca di nuovi abbonati.

Il servizio di video on demand ha ufficializzato i propri risultati relativi al primo trimestre 2017, registrando ricavi a quota 2,64 miliardi (in linea con le stime degli analisti), ma anche un rallentamento degli abbonamenti: i nuovi sottoscrittori del servizio sono stati 1,42 milioni in USA e 3,53 milioni nel resto del mondo nel primo trimestre, in calo rispetto ai 2,23 e ai  4,51 milioni di un anno fa.

Un decremento a cui Netflix risponde con l’intenzione di spingere particolarmente a livello marketing. L’azienda avrebbe intenzione di spendere quest’anno ben 1 miliardo di dollari in attività di marketing, una buona parte dei quali verrà investita in Programmatic Advertising.

Una cifra a dir poco cospicua, che verrà utilizzata per lo più per attività di member acquisition in cui la realizzazione di campagne mirate sarà strategico. L’aumento degli investimenti in Programmatic, secondo quanto ha spiegato la stessa azienda, saranno infatti volti a «accrescere le nostre possibilità di attivare iniziative di marketing scalabili ed erogare il giusto annuncio alla giusta persona nel giusto momento».