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Neodata Group lancia la nuova DMP exaudi 4.0: focus su sicurezza, performance e scalabilità

Neodata Group è pronta a lanciare exaudi 4.0, una DMP completamente rinnovata nella stabilità e nella sicurezza.

Dopo aver festeggiato 15 anni di attività sul territorio italiano consolidando la sua presenza e la sua autorevolezza in tema di soluzioni per la gestione di Big Data, Neodata ha deciso di dedicare tempo e risorse per un salto di qualità su un prodotto sempre più richiesto da un mercato che necessita quanto prima di affrontare con serenità il percorso di Digital Transformation.

I prodotti che hanno reso Neodata un riferimento in territorio italiano, e che ora stanno permettendo anche la realizzazione di attività di internazionalizzazione in Europa, e in particolare in Spagna, sono: l’ad server ad.agio, la DMP exaudi e il sistema di content recommendation Content Max.
 
Il focus su exaudi è stato dunque realizzato partendo da un processo di re-engineering per puntare a ottimizzare tre concetti chiave per una DMP: efficienza, coerenza, stabilità. In sostanza, è stato posto l’accento su particolari questioni che oggi sono di prim’ordine per i nostri clienti: sicurezza, performance, scalabilità. Si tratta dunque di una release che implementa l’uso di tecnologie all’ultimo “grido”. Sfruttando la capacità di calcolo di Azure, la piattaforma cloud di Microsoft, exaudi permette ad aziende grandi e piccole di estrarre valore dai dati in proprio possesso, trasformando così la conoscenza della propria audience in insight utili nella definizione di strategie.

Nasce Neodata Lab

E’ importante sottolineare che per le aziende coinvolte non basta dotarsi di un tool per essere allineati nel necessario percorso di trasformazione digitale. Infatti, oltre alle piattaforme tecnologiche, quello che serve sono competenze per trasformare i dati in decisioni aziendali, soprattutto di business. E’ dunque necessario a tal fine mettere in campo un radicale cambio di mentalità che sia basato su approccio Data Driven a qualsiasi livello. Neodata Group, per questa ragione, da quest’anno si arricchisce anche di un laboratorio di ricerca innovativa, Neodata Lab, capace di ampliare l’offerta di servizi con: progetti innovativi basati su Big Data e IA; ricerca e pubblicazioni scientifiche; consulenza su AI e Big Data, corsi di Formazione e organizzazione di workshop scientifici.

Neodata prosegue dunque il percorso, da tempo tracciato, di pensare alla tecnologia come uno strumento abilitante e non come un fine, tenendo sempre a mente gli obiettivi di tutte le aziende capaci di scelte strategiche e di pianificazione dinamica del business.

L’UPA sta costruendo una DMP condivisa tra le aziende associate

L’UPA, l’associazione che rappresenta le aziende che investono in pubblicità, è molto interessata alla possibilità di utilizzare la Blockchain per accrescere la trasparenza nell’ambito del programmatic advertising ed ha avviato, con la collaborazione tecnica del Gruppo Reply, un progetto finalizzato all’applicazione di questa tecnologia alla filiera, in modo da avere totale visibilità dell’attività di tutti i soggetti coinvolti nell’erogazione delle campagne.

Ad annunciarlo è stato il presidente dell’UPA Lorenzo Sassoli de Bianchi, mercoledì nell’ambito della tradizionale Assemblea dell’associazione. E non si tratta dell’unica novità riguardo al programmatic.

La stessa UPA sta infatti sperimentando la costruzione di una “data pool” condivisa tra i propri associati che accresca l’affidabilità e la qualità dei dati disponibili per le pianificazioni pubblicitarie. Tale DMP – che vede Neodata come partner tecnico – è attualmente in via di sperimentazione con 6/7 associati coinvolti e potrebbe diventare in un secondo momento uno “strumento aperto”, a cui le aziende potrebbero accedere per “arricchire” i propri dati di prima parte con informazioni di proprietà di altre aziende (ovviamente in forma criptata e anonimizzata) per creare segmenti di audience e altro. In una prima fase, questa DMP conterrebbe essenzialmente cookie, ma potrebbe successivamente integrare anche dati diversi.

Resta quindi alta l’attenzione dell’UPA verso il tema del programmatic, che resta uno tra i più caldi per l’associazione degli spender come si era già visto dall’ampio spazio dedicato ad esso nell’ambito del recente Libro Bianco sul Digitale realizzato insieme alle altre principali Associazioni del mercato. Del resto, l’attenzione all’innovazione è uno dei valori che il Presidente Sassoli ha indicato come fondanti nell’attività dell’Associazione, che quest’anno compie settant’anni.

Per quanto riguarda i dati di mercato, secondo le previsioni dell’UPA il 2018 sarà il quarto anno consecutivo con il segno positivo e chiuderà con l’1,5% di incremento degli investimenti in comunicazione, di cui circa il 30% saranno riversati sul digitale.