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La piattaforma native di Bizup, UpStory, partecipa al Programmatic Day

Si avvicina per UpStory l’appuntamento con la seconda edizione del Programmatic Day, l’unico evento italiano sul programmatic advertising organizzato da Engage.it e Programmatic-italia.com, in programma il 21 aprile presso l’Auditorium IULM di Via Carlo Bo n.7, a Milano, a partire dalle ore 9.

UpStory sarà a Milano per approfondire tendenze, obiettivi e strumenti del mercato italiano del programmatic advertising assieme ad altri operatori del settore: investitori, editori, agenzie e centri media del nostro Paese.

Dopo una mattinata dedicata alla disamina dei trend del settore e al livello di conoscenza del programmatic da parte delle aziende italiane, l’approfondimento pomeridiano sul fenomeno dell’ad-blocking offrirà un gancio ai relatori della tavola rotonda Native adv, i contenuti viaggiano in Programmatic, in programma dalle 14:20 alle 15.

Assieme a Giorgio Mennella di Ciaopeople, Sebastiano Cappa di Ligatus, Giacomo Zampieron di Zebestof, Hugues Templier di Teads e Marco Paolieri di Viralize, Claudio Vaccaro, ceo di BizUp e UpStory, interverrà nel dibattito attorno al Native Adv, una nuova forma di pubblicità che punta al coinvolgimento e con buone potenzialità di sviluppo anche in chiave programmatica.

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L’acquisto e la vendita di spazi pubblicitari in modo automatizzato ha conosciuto negli ultimi due anni una forte accelerazione: +113% nel 2015 secondo il Politecnico di Milano e +120% nel 2014.

«Di pari passo con l’evoluzione qualitativa del programmatic advertising, uno strumento pubblicitario sempre più capace di colpire gli utenti giusti con messaggi contestualizzati e al miglior prezzo, anche UpStory vuole diventare parte attiva del cambiamento offrendo a brand, partner ed editori la possibilità di pianificare campagne di native advertising in programmatic altamente efficaci», dichiara Claudio Vaccaro.

The Trade Desk e Sharethrough insieme all'insegna del Native Programmatic

Sharethrough, tra le principali SSP in ambito native, e la DSP The Trade Desk si uniscono all’insegna del Native RTB.

Grazie a questa partnership, i buyer potranno acquistare pubblicità in-feed attraverso la piattaforma real time bidding di The Trade Desk e, allo stesso tempo, avere accesso ad ampie audience attraverso spazi pubblicitari in-feed su centinaia di siti premium e app attraverso lo Sharethrough Exchange.

L’integrazione tra Sharethrough e The Trade Desk segue le guidelines dello IAB OpenRTB Specification Version 2.3, lo standard lanciato da IAB un anno fa per supportare la pubblicità nativa e fornire parametri comuni per la vendita di questo tipo di annunci in programmatic.

Attualmente, secondo Business Insider, il native adv si stima raggiungerà 21 miliardi di dollari di spesa nel 2018, e una quota del 15% della pubblicità digitale entro il 2020. Le revenue del real time bidding si stima supereranno gli 11 miliardi nel 2016, e circa la metà del mercato pubblicitario digitale da qui al 2020.

 

 

 

Facebook e IBM in partnership per lo sviluppo di annunci sempre più personalizzati

Facebook ha siglato una partnership con IBM per dare la possibilità agli inserzionisti del social network di proporre annunci sempre più personalizzati.

Facebook integrerà la sua tecnologia di ad targeting con la suite di strumenti per gli investitori targata IBM.

Grazie al web-based marketing Cloud IBM, gli inserzionisti potranno utilizzare informazioni sui clienti e dati – ad esempio, la cronologia degli acquisti o delle pagine consultate – e combinarli con  il Facebook’s Custom Audiences tool, permettendo di raggiungere gli utenti con un maggior grado di personalizzazione.

Un inserzionista può raggiungere i consumatori attraverso il feed di Facebook con annunci basati sul loro comportamento online.

L’accordo tra le due società prevede, inoltre, che una parte del team di Facebook parteciperà all’IBM Commerce’s ThinkLab consultancy.

Non è questa l’unica novità di casa Facebook: la società di Mark Zuckerberg ha annunciato anche un aggiornamento di Audience Network, lo strumento che consente agli inserzionisti di ampliare la portata delle loro campagne sul social all’esterno della piattaforma e nelle altre applicazioni mobili, con l’aggiunta di nuove funzionalità per gli sviluppatori che vogliono creare annunci native.

La società ha dichiarato che più della metà dei ricavi che paga agli sviluppatori viene da posizionamenti degli annunci nativi. Questo tipo di annunci, infatti, offre cpm superiori rispetto ai banner standard. Sono in arrivo nuovi modelli di annunci nativi e il nuovo formato H-scrollprogettato per aumentare il numero di annunci o offerte su uno schermo app senza aumentarne il carico.

Inoltre, è disponibile ads manager, una nuova funzione in grado di gestire l’erogazione degli annunci nativi in base alla loro performance. 

Sharethrough si apre al Programmatic e lancia un Content Quality Score per il Native Adv

Sharethrough si apre definitivamente al programmatic native. La SSP per native advertising ha infatti lanciato una nuova versione della propria piattaforma Sharethrough for Publishers, che dà agli gli advertiser la possibilità, anziché scegliere su quali siti in particolare pianificare la loro pubblicità nativa, di circoscrivere una determinata audience e raggiungerla attraverso l’ampio network di siti con cui Sharethrough lavora.

Contestualmente a questo, la SSP ha annunciato anche l’introduzione di un nuovo “filtro di qualità”, dal nome Content Quality Score, al quale ogni contenuto pubblicitario verrà sottoposto prima di essere erogato.

Uno strumento che, secondo Curt Larson, v.p. of product di Sharethrough, può giocare un ruolo importante all’atto della risoluzione di un asta: se infatti due advertiser propongono la stessa cifra per un determinato posizionamento, otterrà lo spazio quello il cui contenuto ha un più alto “quality score”. Ma allo stesso tempo, come Larson non manca di evidenziare, «ha in definitiva l’obiettivo di porre l’editore al timone delle decisioni».

Lo strumento funziona sulla base di singole variabili che tengono conto del tipo di contenuto preso in esame. «Per esempio per un video di YouTube un importante punto è il rapporto tra like e view. Per gli articoli, è invece importante il sentiment dei tweet sul pezzo così come gli articoli correlati e i temi discussi nel testo. Insomma, ogni categoria di contenuto è unica – ha spiegato Larson -. Noi esplicitamente non consideriamo nulla di legato alla creatività dell’annuncio, ad esempio il ctr o l’headline, dal momento che questi aspetti non riflettono il valore che l’utente effettivamente coglie dal contenuto sotteso alla campagna».

Sharethrough, di base a San Francisco, gestisce campagne native sui siti web e mobile e sulle app di un centinaio di editori premium, quali Time, TMZ, Men’s Health e Forbes e ha fatturato 48 milioni di dollari nel 2014. Una cifra importante, ma il target 2015 è ben più ambizioso: 100 milioni, soprattutto grazie al Programmatic.