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Viewability, non tutti i marketer sono d’accordo con la definizione di IAB

La maggior parte dei marketer riconosce l’importanza della viewability ma pochi sono d’accordo sul modo in cui debba essere definita.

Lo evidenzia il CMO Council, che ha intervistato nei primi tre mesi dell’anno 233 marketer senior da tutto il mondo. Secondo il sondaggio, sono pochi i rispondenti che condividono appieno le linee guida sul parametro fornite dall’Interactive Advertising Bureau, il quale fa riferimento agli standard del Media Rating Council per cui un annuncio video è viewable se il 50% di esso è visibile sullo schermo per almeno due secondo consecutivi.

viewability

Ma se da un parte è facile disapprovare le indicazioni canoniche, tuttavia proporre alternative è ancora più difficile. Oltre quattro su dieci persone hanno dichiarato di essere d’accordo con lo standard dell’industria ammettendo al contempo di avere difficoltà a trovare migliori definizioni.

GroupM utilizza un parametro di visibilità più stringente, secondo cui deve essere visualizzato il 100% dei pixel di un annuncio. Uno standard che anche il MRC, impegnato in processo di revisione, starebbe pensando di adottare.

Facebook supera il primo dei tre esami del Media Rating Council americano

Le ultime novità di Facebook, Kahuna e Pinterest nella nostra rassegna di oggi.

Facebook supera il primo dei tre esami del Media Rating Council americano

In settimane certamente non rosee, finalmente arriva una buona notizia per Facebook. La società ha superato infatti la prima delle tre fasi di controllo effettuata sui suoi spazi pubblicitari dal Media Rating Council americano. Il primo step consisteva nella verifica dell’effettiva erogazione degli annunci sulle inventory di Facebook e Instagram, sia video che display su desktop, mobile web e in-app. Leggi di più su AdExchanger.

Kahuna lancia un servizio cloud specificamente pensato per gli ecommerce

Kahuna amplia la sua offerta con il lancio di un servizio cloud specificamente pensato per gli ecommerce. La nuova soluzione della società specializzata in soluzioni di intelligenza artificiale fornirà ai negozi online quello che chiama un “programma di infrastrutture olistico” che include informazioni chiave in tre aree distinte: marketing per gli acquirenti, ottimizzazione dei rivenditori e vivacità del marketplace. Leggi di più su MarTech Today.

Pinterest sempre più usato dalle aziende, anche per l’adv

Pinterest cresce tra le aziende. Il social network fotografico ha dichiarato che 1,5 milioni di imprese utilizzano il suo sito ogni mese per connettersi coi consumatori e che la sua piattaforma sta crescendo particolarmente bene a livello pubblicitario tra le PMI, con un +50% di piccoli e medi inserzionisti rispetto allo scorso anno. La società ha anche annunciato l’estensione geografica di un suo prodotto adv, il bottone “Promote” per i Promoted Pins: prima disponibile solo in USA, adesso è utilizzabile anche dalle aziende in Australia, Canada, Irlanda, Nuova Zelanda e UK. Leggi di più su Marketing Land.

S4M rinnova la certificazione del Media Rating Council

S4M (Success for Mobile) annuncia oggi il rinnovo della certificazione del Media Rating Council (MRC) per il web mobile HTML5 e nella visualizzazione delle impression, click, e metriche di installazioni post-click, aperture e atterraggi sulla landing page.

“Siamo orgogliosi di continuare la nostra certificazione presso il MRC, le metriche certificate sono le fondamenta della nostra tecnologia e la chiave di successo per rimanere un partner affidabile per i principali inserzionisti e le principali agenzie media”, afferma Andrea Pongan, Country Manager di S4M Italy. “Siamo ancora unici nel mercato e ci impegneremo a fornire questa trasparenza a tutta la industria dei dispositivi mobili”.

Per informare e fornire agli inserzionisti una chiara visibilità delle misurazioni delle campagne mobile, la tecnologia di S4M invierà dichiarazioni cautelative agli inserzionisti quando le loro campagne vengono monitorate con metodi non conformi (traffico non HTML5). Oltre a distinguere il traffico conforme e non nella piattaforma, la società sta assumendo una posizione proattiva per informare i clienti quando il metodo di monitoraggio scelto comporterà un alto grado di traffico non valido (GIVT – General Invalid Traffic). L’obiettivo è essere proattivi e trasparenti in modo che i clienti abbiano piena comprensione dei risultati delle loro campagne e dei potenziali rischi.

“Ci congratuliamo con S4M per la sua leadership nel settore mobile e nel portare maggiore trasparenza e qualità nella misurazione del mercato”, ha dichiarato George W. Ivie, Executive Director e Ceo di MRC, “Ciò è evidenziato in particolare dalle metriche post-click accreditate MRC di S4M, che vanno oltre gli attuali standard minimi del settore per gettare ulteriore luce sulle azioni dei consumatori dopo che si è verificato il click”.

Per mantenere la certificazione MRC, S4M viene sottoposta ad una revisione annuale attraverso un processo di auditing indipendente.

S4M è recentemente entrata nel segmento del programmatic audio grazie all’integrazione la sua demand-side platform mobile con a2x, il marketplace di pubblicità audio di Triton Digital.

Viewability, il Media Rating Council americano potrebbe rivedere i propri standard

Mentre la industry americana si interroga su nuovi possibili standard per la viewability, Salesforce acquisisce una società per 6,5 miliardi di dollari e Adform annuncia una serie di nomine internazionali.

Il MRC americano rivede i propri standard sulla viewability

Il Media Rating Council (MRC) americano ha intenzione di rivedere i propri standard sulla viewability. Attualmente l’associazione considera “visibile” un annuncio se sono a vista almeno il 50% dei suoi pixel per un secondo (nel caso di pubblicità display) o per due secondi consecutivi (nel caso di spot video). Adesso, tuttavia, la MRC starebbe considerando di portare la percentuale di pixel visibili al 100%, come già qualche anno fa avevano auspicato varie grandi aziende e agenzie come Unilever e GroupM. Leggi di più su MediaPost.

Salesforce punta all’integrazione dei dati con una nuova acquisizione

Salesforce ha acquisito Mulesoft, società specializzata nella creazione di reti capaci di connettere app, dati e dispositivi. L’operazione, per cui Salesforce ha sborsato 6,5 miliardi di dollari, è legata alla creazione di una nuova Integration Cloud, che consentirà alle aziende di mettere insieme i dati su un determinato utente indipendentemente dal luogo in cui vengono prodotti, per migliorare l’offerta di servizi personalizzati al consumatore. Leggi di più su MarTech Today.

Cambi al vertice per Adform

Adform ha ufficializzato una serie di cambi al vertice a livello internazionale. A seguito dell’uscita del CRO Jay Stevens, che lascia la società per motivi familiari, Oliver Whitten, prima COO di Adform, assumerà adesso anche la responsabilità globale delle revenue dell’azienda, del business operativo e del marketing. Adform ha anche nominato Holger Mews nuovo CRO della società. Leggi di più su The Drum.

Digital Audio: un mercato in crescita, che ora ha anche i suoi standard

Che quello della pubblicità Digital Audio sia un mercato in rapida crescita si sa già, ma in questi giorni arriva da oltreoceano la conferma che si stia elevando a specifico canale pubblicitario, un mezzo con una sua propria identità e specifici standard di riferimento.

In America, infatti, il Media Rating Council ha ufficializzato la bozza finale dei Digital Audio Measurement Standards: i benchmark per la misurazione della pubblicità, su browser e su app, veicolata attraverso un player audio, comprendente sia contenuti diffusi in streaming che tramite download, inclusi i podcast.

Alla base della realizzazione di questi standard c’è un pool di entità variamente connesse al mezzo: da inserzionisti a editori, da distributori di contenuti digital audio a società di misurazione e così via.

Il documento fissa alcuni importanti aspetti inerenti a questa tipologia di pubblicità. A partire dalle metodologie di misurazione e dal concetto di “Audio Ad Impression”, che prevede che l’annuncio sia erogato con il player audio digitale in con suono attivo (non-muted state) e con il volume non al minimo (non-zero volume). Inoltre, per questo tipo di annunci si richiedono filtri per il traffico non valido, attraverso l’uso di metodi che rispettano i requisiti previsti dalla stessa MRC.

Quello che però è forse l’aspetto più interessante, è l’introduzione del concetto di “Audible Ad Impression”, equivalente a quello di impression viewable per la pubblicità display e video. Il documento fissa alcuni requisiti per tale metrica: l’annuncio deve essere erogato per almeno due secondi continui, oltre a soddisfare le caratteristiche di Audio Ad Impression sopra citate; ma aggiunge che ulteriori ricerche saranno condotte per determinare la definizione di ulteriori parametri su base permanente.

Certo si sta parlando di un mercato in costante evoluzione, e trovare una definizione univoca di “ascoltabilità” dell’impression non è facile (considerate anche le difficoltà a trovarne una definitiva di “viewability” per la pubblicità video e display). Resta di fatto che l’intenzione di fissare dei parametri standard per la pubblicità Digital Audio sottolinea come essa si stia col tempo ritagliando uno spazio importante all’interno delle strategie media delle aziende, così come in quelle di monetizzazione degli editori.

Anche in Italia la industry sta iniziando a dare importanza alla pubblicità Digital Audio, transata in modalità diretta come pure in Programmatic. Lo scorso anno Mediamond ha creato un ad exchange ad hoc per la pubblicità audio digitale, MAX; lato agenzie, Blue 449 ha avviato un nuovo approccio alla pubblicità “sonora” in grado di superare le distinzioni tra on e offline, e grazie al quale poter applicare al meglio il Programmatic al mezzo radiofonico; e a giugno OMG, insieme a Spotify e Rubicon Project, ha lanciato la prima campagna in Italia in Programmatic Audio. Un’attenzione sempre maggiore al mezzo, coronata dalla realizzazione, a livello di industry, di un libro bianco sul Digital Audio Advertising realizzato da IAB Italia.

E tra qualche mese il tema della pubblicità audio digitale sarà anche uno degli argomenti protagonisti del Programmatic Day(s), l’evento organizzato da Programmatic Italia ed Engage il 18 e 19 aprile a Milano.

comScore, dall’MRC una nuova certificazione per la rilevazione del traffico non valido sofisticato

comScore ha annunciato che validated Campaign Essentials (vCE), la sua soluzione per la misurazione delle campagne pubblicitarie digitali, ha ricevuto la certificazione del Media Rating Council (MRC) per le sue funzioni di rilevazione del traffico non valido sofisticato (SIVT) e di filtrazione del traffico mobile in-app.

L’accreditamento si aggiunge a quello precedente ottenuto sempre dalla società di misurazione per vCE e i servizi MMX basati su desktop.

“Siamo felici di ricevere l’accreditamento MRC per la nostra rilevazione del traffico sofisticato non valido in ambiente mobile in-app, quest’ultimo riconoscimento completa le nostre certificazioni su tutti i punti di contatti desktop e mobile”, ha dichiarato Joch Chasin, Chief research officer di comScore, “I nostri clienti ora possono essere sicuri che le loro campagne su ogni canale digitale soddisfino i più alti standard di rilevazione e rimozione di SIVT. Questo significa maggiore trasparenza, responsabilità e sicurezza sul modo in cui sono spesi i loro soldi”.

Pixalate ottiene la certificazione MRC per la rilevazione del traffico non valido sofisticato

Pixalate ha ricevuto dal Media Rating Council (MRC) una certificazione per la rilevazione del traffico non valido sofisticato e la filtrazione delle impressioni web su desktop e mobile. Inoltre, il fornitore di servizi anti-frode ha annunciato di aver ottenuto un attestato MRC continuato per quanto riguarda la misurazione della viewability su desktop.

La certificazione sancisce la conformità di Pixalate con le disposizioni sul General Invalid Traffic contenute nelle Invalid Traffic Detection and Filtration Guidelines dell’MRC.

L’ente di verifica americano definisce traffico non valido sofisticato quelle situazioni fraudolente che sono più ardue da rilevare e che richiedono analytics avanzati e l’intervento umano per la loro identificazione. Rientrano nella categoria bot, software che si spacciano per utenti reali, dispositivi dirottati, tag pubblicitari, ecc..

“Quest’ultimo riconoscimento, insieme con l’accreditamento per la misurazione della viewability su desktop collocano Pixalate in un gruppo di soggetti distinti e qualificati”, ha commentato George W. Ivie, executive director e Ceo di MRC.

comScore riceve l'accreditation del Media Rating Council per la sua video viewability tech

Ancora una certificazione di pregio per comScore, che ha ricevuto l’accreditation del Media Rating Council (MRC) per la propria tecnologia di misurazione della video viewability.

Alla comunicazione dell’“accreditation”, comScore accompagna l’annuncio che ormai diverse ad tech company ed editori stanno utilizzando questa sua tecnologia, rendendo noti anche alcuni nomi dei nuovi partner. Tra questi troviamo AOL, Brightcove, FreeWheel, Gannett, Innovid, Vindico e Videology.

Queste partnership – molte delle quali sono con alcune delle più grandi piattaforme dedicate al programmatic – permetteranno a un gran numero di marketers di accedere alla tecnologia per la misurazione della video viewability di comScore, ora per di più convalidata dal MRC.

«La viewability è una metrica sempre più importante, che i nostri clienti vogliono offrire ai loro inserzionisti», ha dichiarato Mike Green, VP del marketing e sviluppo business, media a Brightcove.

Il “timbro” del MRC alla video viewability tech di comScore, si aggiunge a quello già ottenuto dalla company per lo strumento di misurazione della viewability degli annunci display.