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MoPub aggiorna la sua piattaforma per facilitare gestione dell’inventory e monetizzazione

MoPub ha rilasciato una nuova versione della scheda “Networks” all’interno della propria piattaforma. L’aggiornamento della sezione, completamente riprogettata, ha l’obiettivo di facilitare la gestione dell’inventario e la monetizzazione pubblicitaria.

I clienti ora hanno accesso a nuovi strumenti, come Auto CPM in anteprima, per risparmiare tempo e lavoro più efficacemente sul loro profilo MoPub. Adesso, si legge nella nota, è più facile aggiungere un ulteriore network con la nuova procedura guidata che assiste l’utente nel processo passo dopo passo. Inoltre, è possibile scegliere tra i diversi network supportati, in caso contrario si possono impostare i network Custom DSK o Custom Javascript.

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In ultimo, aziende e agenzie ora hanno anche il controllo si come i CPM del network sono aggiornati. È possibile aggiornare manualmente o utilizzare Auto CPM (parte del più ampio Dynamic Optimization), progettato per massimizzare l’efficienza del flusso di lavoro aggiornando automaticamente i Cost-per-mille-Impression del network per l’intero inventario.

Attualmente, questa funzione è disponibile solo per AdMOb e AdColony. Altri ad network saranno aggiunti in futuro.

MoPub aggiorna l’SDK: novità per viewability video e mediazione

MoPub ha rilasciato la nuova versione 4.20 del suo SDK. L’aggiornamento include una serie di novità e la risoluzione di alcuni bug sia su iOS che su Android.

In particolare, il nuovo SDK prevede il miglioramento delle misurazioni della viewability su vari formati pubblicitari, anche attraverso la sincronizzazione con i partner di misurazione IAS e Moat su quando contare l’impression. Sarà inoltre adesso possibile consentire il click-through sui video in VAST con la misurazione della viewability attivata.

Sempre sul fronte video, si potrà ora attivare un refresh degli annunci “rewarded” (quelli che prevedono un premio virtuale per gli utenti che li visualizzano) se non vengono erogati entro un’ora sull’Audience Network.

Nella nuova release dell’SDK, MoPub ha inoltre ufficialmente separato le varie tipologie di adattatori per editori e network che utilizzano la piattaforma a livello di mediazione. Gli adattatori attualmente disponibili sono quelli per iOS, Android e, dal 22 febbraio, Unity. La piattaforma ha inoltre aggiunto un nuovo strumento per rendere più facile per i publisher integrare tali adattatori.

Header bidding in-app: MoPub testa una nuova soluzione

MoPub ha dato il via ai test di una nuova soluzione di header bidding per l’ambiente In-App.

Ad annunciarlo è lo stesso ad exchange mobile di Twitter con un blog post ufficiale in cui spiega che il tool, chiamato MoPub Advanced Bidding, è attualmente in alpha-testing chiuso con selezionati editori e il suo compito sarà quello di consentire agli ad network di partecipare alle aste insieme alle DSP in tempo reale sulla stessa impression, sostituendo il tradizionale metodo a cascata. “I risultati dei test iniziali sono stati molto incoraggianti”, ha aggiunto la società.

Creare una soluzione di header bidding per l’ambiente app non è cosa semplice. Su desktop, infatti, agli editori basta inserire i wrapper negli header del loro sito per attivare la tecnologia, ma le applicazioni non hanno header, e dunque i publisher hanno bisogno di integrare l’SDK esterno del buyer per erogare in modo appropriato specifici formati mobile, come i rewarded video o i playable.

In tal senso, MoPub sta lavorando per rendere la propria soluzione ottimale rispetto all’enviroment in cui opererà. La società ha specificato che essa sarà pienamente supportata dagli ad server dell’editore, preserverà l’innovazione di certi formati pubblicitari e garantirà trasparenza sia agli editori che agli inserzionisti. Non da ultimo, lo strumento consentirà anche agli ad network di competere nelle aste, una fonte di domanda tradizionalmente redditizia per molti sviluppatori di app.

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La soluzione funzionerà in questo modo: gli editori manderanno delle ad request a MoPub, che condurrà un’asta unificata coinvolgendo ad network, DSP e il proprio marketplace (che a detta della società non verrà avvantaggiato in alcun modo). Il vincitore del bid sarà quello che ha presentato l’offerta più alta.

Su MoPub arrivano le misurazioni della viewability

Nel nuovo SDK di MoPub ci saranno anche le misurazioni sulla viewability.

L’ad exchange di Twitter ha lanciato un nuovo Software Development Kit arricchito di un supporto per la viewability fornito dalle società specializzate in misurazione Integral Ad Science (IAS) e Moat. Gli editori che adotteranno questa nuova versione dell’SDK potranno offrire agli inserzionisti inventory in-app di cui si potrà identificare il tasso di viewability, oltre ad altre metriche fornite dai due partner.

La novità, che sarà attivata a livello globale, è stata annunciata con un blog post ufficiale. “Quando abbiamo cominciato ad investire nella misurazione della viewability, il nostro obiettivo era quello di costruire una soluzione scalabile sia per gli editori che per gli inserzionisti – recita il post, firmato dalla head of commercial partnerships di MoPub Meridith Miller -. Per gli editori in-app, sappiamo che supportare diversi SDK può essere dispendioso e complicato. E le aziende, e le loro DSP, tipicamente hanno un partner di misurazione di riferimento. Per rispondere a queste esigenze, abbiamo deciso di collaborare con Moat e IAS, integrando i loro SDK di misurazione all’interno dell’SDK di MoPub”.

Con questa soluzione, entrambi i fornitori di misurazione saranno attivati di default su ciascuna delle oltre 49 mila app presenti sull’ad exchange di Twitter.

Inventory aggregate in base alle performance: la novità di MoPub

MoPub, l’ad exchange di Twitter, mette in campo una nuova soluzione per gli acquisti di pubblicità.

La piattaforma ha lanciato, dopo cinque mesi di beta test, un nuovo prodotto di targeting che consente agli inserzionisti di aggregare tipologie di inventory in base alle performance. Le aziende potranno ad esempio scegliere di pianificare sul pacchetto “banner ad alto CTR” (i migliori banner classificati ogni 24 ore in base al CTR) se puntano ad installazioni di app, o piuttosto sul pacchetto “alto tasso di completamento video: maggiore di 15 secondi skippabile” (i formati video con più alto livello di completion rate tra quelli che durano meno di 15 secondi”) se hanno obiettivi di brand awareness.

“Con oltre 49 mila app presenti sul marketplace di MoPub (e il numero è in crescita), abbiamo percepito dai nostri inserzionisti il bisogno di avere delle modalità più facili di segmentare e targettizzare le inventory per raggiungere le audience – spiega Twitter in un blog post ufficiale -. Disegnati per far questo, i pacchetti di inventory sono delle raccolte di spazi con caratteristiche condivise, che le aziende possono targettizzare sul nostro exchange. Con questa soluzione, i nostri partner possono scoprire più facilmente nuove inventory per targettizzare i loro consumatori, allo stesso tempo effettuando acquisti in maniera scalabile per aumentare le performance delle loro campagne”.

La soluzione, disponibile a livello globale, comprende al lancio otto pacchetti, a cui se ne aggiungeranno altri nei mesi a venire, sulla base dei feedback provenienti dai partner della piattaforma. All’interno dei pacchetti sarà poi possibile targettizzare specifiche audience utilizzando gli strumenti di targeting dell’ad exchange, come i nuovi “audience packages” che sfruttano i dati di Twitter.

Le aziende potranno acquistare i pacchetti utilizzando i Deal ID, il che evita di dover manualmente creare e mantenere blacklist e whitelist.

MoPub sfrutterà i dati di Twitter per offrire pacchetti di audience alle aziende

Dopo essere stata per anni fondamentalmente indipendente da Twitter, che l’ha acquisita nel 2013, MoPub sembra aver adesso intenzione di sfuttare al massimo il bacino di dati del social network.

Secondo quanto riporta Ad Exchanger, MoPub starebbe infatti testando la creazione di “pacchetti di audience”, ossia di segmenti di pubblico realizzati partendo dai dati proprietari di Twitter. La soluzione sarebbe in alpha test con un selezionato numero di partner.

Al momento i segmenti sarebbero piuttosto ampi, come “amanti dello sport” o “appassionati di musica”, ma ci sarebbe il potenziale per fare ancora di più. All’exchange mobile di Twitter arrivano infatti circa 450 miliardi di richieste di campagne al mese, e, come ha spiegato nei giorni scorsi la VP di MoPub Janae McDonough: «La piattaforma siede su una miniera di dati. Da noi passano informazioni in quantità sul comportamento degli utenti, e combinandole con i dati di Twitter e con quelli di prima parte delle aziende viene fuori una proposizione molto interessante».

Quella dei pacchetti di audience, con le sue conseguenze per le possibilità di targettizzazione delle campagne, non è la sola novità a cui sta lavorando MoPub. Nelle prossime settimane, infatti, la piattaforma ha intenzione di rilasciare una nuova versione del proprio SDK con gli strumenti di misurazione della viewability di Moat ed Integral Ad Science (IAS) già integrati, in modo che gli editori di MoPub possano automaticamente fornire misurazioni della visibilità delle loro inventory in-app.

«Sappiamo che le audience sono importanti per le aziende, ma immaginate se i brand potessero acquistare una audience “viewable” – ha commentato Meridith Miller, head of commercial partnerships di MoPub -. Gli inserzionisti hanno bisogno di posizionamenti trasparenti su cui investire i loro budget, e le misurazioni sono ciò che rende possibile questa trasparenza».

Frodi pubblicitarie, accordo tra MoPub e Forensiq

MoPub, l’ad server e RTB exchange di Twitter, ha stipulato un accordo con Forensiq, una piattaforma di rilevazione delle frodi pubblicitarie. L’accordo si propone di incrementare la qualità dell’offerta su oltre 45.000 applicazioni mobile e più di 450 miliardi di richieste pubblicitarie mensile sul MoPub Marketplace.

La pubblicità programmatica in-app mobile è il segmento dalla crescita più rapida all’interno del settore della pubblicità digitale. Poiché i consumatori spendono sempre più tempo sulle app in mobilità, con una conseguente espansione dell’inventory, gli inserzionisti stanno cercando di raggiungere con maggiore efficacia questo pubblico. MoPub ha registrato che il 115% in più degli inserzionisti ha investito in campagne sul MoPub Marketplace nel T4 2015 rispetto allo stesso periodo del 2014.

“Poiché gli investimenti continuano a spostarsi sul mobile, è fondamentale per le compagnie come MoPub e Forensiq lavorare insieme per rilevare e mitigare in scala le frodi. Vogliamo dare agli inserzionisti la sicurezza che l’in-app mobile è composta da un’offerta di alta qualità, e, siamo davvero felici di aver chiuso questa partnership”, ha dichiarato Janae McDonough, VP MoPub.

In quanto partner, Forensiq erogherà analisi approfondite sull’elevata scala dell’exchange di MoPub di modo che l’azienda potrà garantire un’offerta di alta qualità e sicurezza ai compratori. Forensiq utilizza l’apprendimento intelligente, gli analytics dei tag javascript e le analisi IP per rilevare anche le più raffinate tecniche di frode.

“Forensiq eccelle nel rilevare le truffe su mobile in molte maniere diverse. Lavorare con MoPub ci permette di scalare la nostra tecnologia attraverso un’ampia gamma di persone, dispositivi e applicazioni. Questo accordo è la chiave per consentire la rapida crescita e l’adozione della pubblicità mobile”, ha aggiunto David Sendroff, Fondatore e Ceo di Forensiq.

MoPub, al via la fase beta per il tool Native Video Mediation

MoPub, la selling solution di Twitter per il mobile, ha annunciato il lancio, ancora in fase beta, di Native Video Mediation, una soluzione che permetterà agli editori di filtrare la domanda di spazi adv da parte degli spender operata attraverso qualsiasi tipo di native ad network, tra cui anche l’audience network di Facebook oltre alle 175 DSP integrate con il marketplace MoPub.

La mossa ha lo scopo di assicurare a inserzionisti ed editori maggiore trasparenza e controllo. Per gli editori questo significa coordinare la domanda di native video ads lavorando tanto con il marketplace di MoPub quanto con altre reti pubblicitarie, rendere più efficiente l’erogazione dell’adv e la monetizzazione degli spazi senza interferire con l’esperienza utente. Al contempo, il Native Video Mediation consentirà agli inserzionisti un modo scalabile per erogare i propri annunci attraverso l’ecosistema di 31.000 app di MoPub, senza l’onere di dover costruire campagne ad hoc per ciascuna piattaforma.

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Questo, di fatto, è un altro segnale alquanto esplicito che MoPub intende sganciarsi dalla definizione di “soluzione” per posizionarsi come piattaforma completa di tool e ad-serving per aiutare i publisher a monetizzare al meglio il proprio inventario e generare così maggiori entrate.

Attualmente, MoPub utilizza Twitter per raccogliere indicazioni sugli interessi degli utenti attraverso l’Audience Platform di Twitter (TAP), nome assegnato al già Twitter Publisher Network lo scorso agosto. Obiettivo di Twitter ora è utilizzare l’audience platform e MoPub per monetizzare i consumatori che non sono connessi.

Twitter vanta più di 300 milioni di utenti attivi al mese. TAP, alimentato da MoPub, porta questo numero a 700 milioni, includendo i consumatori che utilizzano applicazioni e siti di terze parti.

MoPub, pubblicità video in crescita del 243% nel 2014

Video, mobile, programmatic, tre tra i grandi driver di crescita dell’advertising online. I tre termini, ovviamente, possono anche essere presi tutti insieme, dando origine un un segmento attualmente ancora piccolo in termini assoluti (in Italia), ma che di sicuro è uno dei più interessanti in prospettiva: stiamo parlando della pubblicità video sui dispositivi mobili acquistata in programmatic. 

eMarketer stima che la spesa in programmatic video possa arrivare a valere ben 3,6 miliardi di dollari solo in USA nel 2016. Cosa significa tutto ciò per gli sviluppatori di app?

MoPub, il marketplace per la pubblicità mobile in programmatic di proprietà di Twitter, ha introdotto il video due anni e i un blog post fa il punto sui dati 2014 in questo campo, evidenziando crescite a tre cifre. La spesa in video ads sarebbe infatti aumentata anno su anno del 243%.

Altri numeri sono interessanti: attualmente, MoPub riporta oltre 50 partner attivi – tra cui il produttore di videogame SEGA – che stanno acquistando pubblicità video, un numero 5 volte maggiore che a inizio 2014. Intanto, l’inventory video messa a disposizione dai publisher su MoPub è cresciuta di 6 volte.

Tutto questo è possibile anche grazie agli upgrade tecnologici: oltre il 40% della inventory video full screen di dicembre 2014 sul network di MoPub era abilitata a erogare video, contro il 20% di gennaio 2014.

Twitter: da MoPub nel Q4 2014 il 5% delle revenue complessive, circa 24 milioni di dollari

Il 5% delle revenue totali nel Q4. Ecco quanto si stima abbia pesato MoPub, il mobile ad exchange di Twitter, sul bilancio del social network dei cinguettii, i cui dati sono stati ufficializzati solo qualche giorno fa.

La trimestrale di Twitter ha evidenziato 432 milioni di dollari di revenue pubblicitarie, circa il doppio dell’anno precedente, di cui ben l’88% da mobile, una cifra pari a circa 380 milioni di dollari. E in tutto ciò MoPub, acquisita da Twitter nel settembre 2013 per 350 milioni di dollari, ha visto un incremento dei propri profitti maggiore di quanto ci si aspettasse.

Nel corso della call con cui Twitter ha diffuso e commentato i recenti dati, infatti, la società ha affermato che gli affari del suo ad exchange sono raddoppiati, e visto – come scrive Media Post – che nel Q4 del 2013 erano 12 milioni di dollari, nel Q4 del 2014 sarebbero dunque arrivati a 24 milioni, cifra che costituisce, appunto, circa il 5% delle revenue totali della piattaforma, che ammontano a 479 milioni di dollari.

A metà anno, quando erano usciti i dati relativi al Q2, gli analisti avevano notato che MoPub stava crescendo più velocemente di quanto ci si aspettasse, e avevano dunque ipotizzato che l’ad exchange, alla fine dell’anno, sarebbe arrivato a pesare circa il 5% sulle revenue complessive 2014 del social network.

Ora, le nuove cifre relative all’ultimo trimestre indicano gli analisti avevano visto giusto. Considerando che le revenue 2014 di Twitter sono state di circa 1,4 miliardi di dollari, il 5% è più o meno 70 milioni di dollari. Una cifra che supera le stime iniziali di giro d’affari dell’ad exchange, valutate tra i 56 e i 67 milioni di dollari.