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Mobile World Congress, S4M presenterà la prima piattaforma SaaS per campagne drive-to-store

S4M ha annunciato oggi la sua partecipazione al Mobile World Congress (MWC) per presentare un’anteprima esclusiva di FUSIO by S4M, la prima soluzione SaaS per ottimizzare gli investimenti media, in tempo reale, delle campagne drive-to-store. I marketer avranno così accesso a nuove ed interessanti funzionalità per costruire un ponte che possa collegare gli investimenti delle campagne online con i risultati reali, come le visite nei negozi.

Il MWC si svolgerà dal 26 febbraio al 1 marzo a Barcellona, dove la società di Programmatic Mobile presenterà la sua piattaforma fullstack (DSP, Adserver, Adbuilder, DMP) e caratteristiche uniche all’interno di FUSIO by S4M, che, si legge nella nota, daranno la possibilità ai professionisti del marketing, di avere il pieno controllo delle loro campagne drive-to-store.

Le caratteristiche principali che verranno svelate all’interno della nuova piattaforma sono:

  • Visite incrementali e ottimizzazione in tempo reale basate su AI: gli inserzionisti possono attribuire agli investimenti digitali le visite in negozi fisici, basandosi su visite reali, misurate da piattaforme di terze parti imparziali;
  • Dynamic Catchment Areas di S4M definisce i criteri di targeting della campagna sulla base della distanza di viaggio dell’utente e sulla base delle zone con un alto numero di potenziali consumatori (ad esempio un device ID che ha visitato un negozio ed è stato rivisto successivamente a 2 km di distanza dallo stesso negozio, fa presumere un’elevata affinità tra questa zona di targeting e il negozio);
  • GeoAccuracy di S4M: sofisticati algoritmi per filtrare e classificare i dati di localizzazione GPS per anticipare le consuete pratiche atte a creare dati fraudolenti come il reversing IP e gli IP centroidi;
  • AdBuilder (beta) in modo che i marketer possano creare formati nativi per dispositivi mobile dedicati alle campagne drive-to-store con modelli pronti all’uso.

“Il nostro obiettivo è aiutare gli inserzionisti a costruire un ponte tra i propri investimenti pubblicitari digitali e gli impatti reali che possono stimolare le vendite e fornire un ROI tangibile”, spiega Andrea Pongan, Country Manager di S4M. “L’aumento della self-service, nel mercato adtech, sta diventando una norma del settore e FUSIO by S4M è la soluzione per inserzionisti, trading desk e agenzie media che cercano una gestione, completamente autonoma, delle campagne drive-to-store, all’interno di un’unica interfaccia”. S4M sarà nel Padiglione 8.1 Stand A67 al Mobile World Congress.

AOL e adsquare annunciano un accordo sui dati mobile

Il Mobile World Congress oggi è teatro dell’annuncio della partnership internazionale tra AOLadsquare.

Attraverso l’accordo, attivo in dodici mercati (Italia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna, Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia, Austria e Svizzera), i dati dei 360 milioni di consumatori della piattaforma di compravendita di dati mobile si uniranno a quelli di ONE by AOL. I dati di adsquare, provenienti da fonti anonimizzate, trovano la loro unicità nella combinazione di informazioni relative agli acquisti, alla posizione e agli ID pubblicitari mobile con i dati di navigazione e con i dati di prima parte. Questo accordo fornirà agli editori una mappatura globale del loro pubblico mobile e permetterà agli investitori di sfruttare nuove opportunità di targeting dell’audience mobile.

I dati, tramite ONE by AOL: Publishers, permetteranno agli editori di migliorare la qualità e il valore della loro inventory pubblicitaria fornendo agli investitori audience premium e contestualizzate. Grazie a ONE by AOL: Advertisers invece, le aziende potranno entrare in contatto con queste audience in tempo reale sia tramite i dispositivi mobili, che in modalità cross-screen.

«L’accordo andrà a migliorare anche l’efficacia delle campagne mobile gestite in modalità diretta da parte del team sales di AOL. In Italia, in particolare, questo avrà un impatto sia sulle campagne erogate tramite le property Microsoft (come MSN e Outlook.com), sia su quelle erogate tramite la piattaforma di advertising in-app di AOL» afferma Christina Lundari, General Manager AOL Italia.

“Questa partnership fornisce una nuova serie di opportunità agli editori e agli advertiser”, sottolinea Alex Timbs, Head of Data & Attribution di AOL International, “Integrando alla nostra offerta i dati di adsquare, miglioriamo ulteriormente la nostra già riconosciuta capacità di mettere a disposizione di investitori e publisher audience di qualità, scalabili e diversificate, permettendo ai primi di raggiungere i propri obiettivi di business e ai secondi di monetizzare i propri contenuti. La nostra filosofia dell’essere aperti (“Open”) ci permette di offrire molteplici set di dati per aiutare gli advertiser a rafforzare i loro brand e gli editori ad aumentare i loro ricavi”.

“Siamo felici di aver raggiunto un accordo globale che ci permette di rendere il mobile advertising ancora più rilevante”, afferma Tom Laband, CEO & Co-Founder di adsquare, “Il mobile è molto più che un canale personale per il targeting dei consumatori: rappresenta anche il mezzo per identificare un utente più costante ed è fonte di un ampio spettro di dati. L’Audience Management Platform di adsquare mette a disposizione un unico punto di accesso a più fonti di dati e, grazie alla possibilità di combinarli tra loro, permette di creare segmenti di audience sempre più precisi“.

adsquare fornisce l’accesso a dati demografici, agli interessi, all’intenzione di acquisto, e a dati psicografici e comportamentali. In particolare, sfrutta le informazioni di localizzazione e le combina con i dati offline relativi ai POI (Point of Interest), alle caratteristiche del nucleo familiare, agli acquisti, al meteo e alle azioni degli utenti. Utilizza inoltre gli App Bundle ID per raccogliere i metadati degli App Store e dei segmenti contestuali derivanti dalle app. Infine, la società fornisce l’accesso, grazie alle sue numerose fonti, a una grande quantità di dati di prima e terza parte con informazioni già segmentate e collegate agli ID pubblicitari mobile.

Qualche giorno fa, AOL ha annunciato anche un’estensione del proprio accordo con DoubleVerify, grazie alla quale i dati sulla qualità degli annunci di DoubleVerify verranno integrati all’interno delle piattaforme ONE by AOL dedicate alle aziende e agli editori (leggi l’articolo).

Mobile World Congress, Bucksense presenta tre nuove soluzioni per il Programmatic

Presente al Mobile World Congress di Barcellona, Bucksense ha reso noto di aver chiuso il 2016 con una crescita del 900% sulle impression effettive rispetto all’anno precedente, prevedendone un incremento significativo per i prossimi mesi.

La piattaforma programmatic ha presenta nel corso dell’evento le ultime soluzioni Software-as-a-Service proprietarie: il Micro Bidding, la Full Video Viewability e il Campaign Planning Tool:

  • Il Micro Bidding consente ai marketer e ai compratori media di scegliere con “micro” dettaglio il valore di offerta su “insiemi” di interesse all’interno della stessa campagna pubblicitaria. Usando cinque variabili indipendenti o tra loro combinate (fra cui dominio, nome app, modello del dispositivo mobile, wcc.), si legge in una nota, è possibile arrivare al pieno controllo della spesa in tempo reale da un solo cruscotto. Il Micro Bidding è disponibile per tutti i tipi di inventario: display, nativo e video.
  • La Full Video Viewability consente ai clienti di erogare campagne video cross-dispositivo su mobile e desktop, con adserver proprio o esterno e in tutti i formati disponibili (interstitial, pre-mid-post-roll). Questa feature sfrutta l’algoritmo proprietario della società per ottimizzare in automatico la spesa al fine di raggiungere i propri obiettivi di viewability sui singoli tempi della creatività’ (inizio, 1⁄4, 1⁄2, 3⁄4, completo).
  • Il Campaign Planner è realizzato interamente partendo dai riscontri dei clienti. Con questo strumento si è in grado di utilizzare l’Interactive Media Planner per una migliore valutazione dell’eCPM (Costo Per Mille effettivo) richiesto sull’inventario disponibile in due momenti cruciali del processo: la pianificazione pre-campagna e l’ottimizzazione durante la stessa.

Secondo il cronoprogramma, durante il secondo trimestre Bucksense, controllata dalla romana Acotel Group, si focalizzerà sull’aggiunta di ulteriori formati rispetto a quelli già acquisiti per il display, il native e il video.

BeAudience di Beintoo presto in Italia. Antonio Tomarchio: «Nel Q2 del 2015 i primi progetti pilota»

Sarà presto disponibile anche in Italia BeAudience di Beintoo, la piattaforma di proximity based audience generation presentata dalla multinazionale attiva nel settore del mobile ad-tech al Mobile World Congress di Barcellona. A confermarlo a Programmatic Italia è Antonio Tomarchio, fondatore e CEO di Beintoo: «La piattaforma è già disponibile per i primi progetti pilota, che abbiamo previsto nel secondo quarter del 2015», precisa il manager.

Ma come funziona BeAudience? Il tutto parte da un SDK (Software Development Kit) che Beintoo fornisce ai publisher di app: «Attraverso le applicazioni che aderiscono alla nostra tecnologia, e quindi che integrano il nostro kit, e nel pieno rispetto della privacy degli utenti (ai quali si richiede il permesso di tracciare le informazioni relative alla loro posizione con meccanismi di opt-in, preservandone comunque l’anonimato, ndr), noi siamo in grado – tramite in nostro engine di algoritmi statistici – di analizzare i dati di presenza in certi luoghi di carattere commerciale, che abbiamo mappato, e di determinare un interesse manifestato dall’utente nella realtà, quindi offline, e sulla base di questo erogare campagne in target in-app», spiega Tomarchio.

Le informazioni così determinate vengono messe a disposizione degli advertiser, che possono procedere alla costruzione di progetti di comunicazione mobile sulla base degli interessi reali dell’utente e, quindi, su target ancora più dettagliati, a cui possono accedere con meccanismi di bidding automatico e altamente efficienti, elementi propri delle transazioni in programmatic buying, su cui fa leva l’intero progetto Beintoo.

Rubicon Project: dalla collaborazione con InMobi nasce il Mobile Native Ad Server

Continua la fruttuosa partnership tra Rubicon Project, azienda tecnologica fondata con la missione di automatizzare l’acquisto e la vendita di pubblicità, e InMobi, piattaforma globale di mobile advertising.

La collaborazione, avviata già da tempo e che ha visto a maggio la nascita di un ad exchange mondiale per il Native adv su mobile, InMobi Exchange, si arricchisce in questi giorni di un nuovo tassello.

In occasione del Mobile World Congress 2015 di Barcellona, infatti, Rubicon Project ha presentato il suo Mobile Native Ad Server, una novità che consente di fatto agli editori Premium e agli sviluppatori di app di eseguire campagne vendute direttamente, campagne native gestite in-house e anche accordi indiretti.

«Siamo entusiasti di poter lavorare con Rubicon Project per fornire agli sviluppatori di app in tutto il mondo una soluzione completa per la pubblicità native. Questo accelererà l’adozione dei formati native da parte degli editori premium e quindi migliorerà l’esperienza del mobile advertising da parte del consumatore finale», così commenta il lancio Anne Frisbie, vice president e general manager, Global Alliances, InMobi.

«Quella con InMobi è una partnership che sta portando molti benefici al mercato dell’automatizzazione della pubblicità – aggiunge Sara Buluggiu, direttore commerciale per il Sud Europa di Rubicon Project -. Il lancio del Native Ad Server, in particolare, consente di fatto a Rubicon Project di uscire dai confini della SSP per seguire più punti della filiera del Programmatic Adv».

Il Native Ad Server di Rubicon Project fa il suo debutto insieme al nuovo OpenRTB 2.3 per formati native, lo standard per le campagne mobile realizzato a febbraio da IAB, scritto peraltro insieme a Neal Richter, chief scientist di Rubicon Project, che consente ai publisher di eseguire campagne native programmaticamente sulle app mobile, raggiungendo i consumatori in modo scalabile e con un contenuto di brand più coinvolgente, perfettamente integrato nella user experience della app.

«OpenRTB consente ai brand di sfruttare al meglio il native advertising – ha detto Greg Woock, cofondatore e ceo di Pinger -. Gli sviluppatori possono combinare formati creativi di tipo native con le caratteristiche uniche delle loro app per creare esperienze più coinvolgenti per i propri utenti».

«Per molte campagne, abbiamo notato che gli annunci mobile di tipo native venduti programmaticamente hanno aumentato le performance della campagna da 2 a 5 volte – ha aggiunto Emily Del Greco, vice president of sales presso Adelphic -. I formati native sfruttano al meglio gli spazi limitati del mobile. Inserzionisti e editori potranno beneficiare di questa nuova inventory a disposizione sul mercato».

«Stiamo unendo l’efficienza e le capacità di targettizzazione dell’automatizzazione con il coinvolgimento e le performance dei formati native, vantaggioso per clienti, editori e utenti finali – ha detto Joe Prusz, head of mobile di Rubicon Project -. Combinato con la nostra piattaforma Orders per deals guaranteed e non, stiamo fornendo ai clienti un facile accesso al mobile advertising».

Mobile World Congress 2015: l'ad-tech amplia i confini del Mobile Advertising

Quali sono i confini del “Mobile Advertising”? Probabilmente non sono più quelli che pensavamo fossero fino a qualche tempo fa.

Non è un caso, infatti, che al Mobile World Congress 2015 (dal 2 al 5 marzo a Barcellona), l’evento più atteso dedicato al mercato mobile, tra gli espositori presenti alla Hall 8.1 (quella tradizionalmente legata alle startup pubblicitarie), non ci siano più soltanto società di mobile adv “tradizionali”, ma anche tantissime realtà del mondo ad-tech, come DSP, piattaforme di gestione dati su mobile, profiler e società specializzate nel mobile couponing e nel mobile proximity. Chi è presente in questi giorni all’evento catalano, insomma, sta potendo assistere a una vera e propria ondata di nuovi player del settore, che testimonia come oggi la tecnologia sia parte integrante della pubblicità mobile, contribuendo a dare più valore ai normali formati adv, per soluzioni di comunicazione più complete.

E l’ad-tech è anche uno dei temi caldi affrontati nel corso delle varie conferenze che hanno animato la quattro giorni. Nel corso dell’evento infatti si parlerà di disintermediazione, di personalizzazione della customer experience attraverso lo sfruttamento di big data, predictive analytics e geolocalizzazione, e dei problemi relativi alla privacy nell’attuale mondo “sempre connesso”. E ancora, l’impatto dei nuovi device e della tecnologia sul modo in cui creiamo, consumiamo e promuoviamo i contenuti, le nuove frontiere del mobile retail, mobile gaming e gamification, e tanto altro.

Leggi l’articolo completo su Engage.it.

Beintoo presenta la piattaforma di mobile advertising e proximity marketing BeAudience al Mobile World Congress

Ha preso il via il Mobile World Congress di Barcellona, in programma fino al 5 marzo, uno degli eventi di punta sulla tecnologia mobile, in cui si possono scoprire le ultime tendenze del settore, dai  wearable agli smartwatch.

Samsung, Sony e Microsoft sono alcune delle aziende partecipanti mentre tra gli incontri in programma spiccano gli interventi di Mark Zuckerberg e altri relatori di spicco, come Vittorio Colao, chief executive di Vodafone, e Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia.

La decima edizione dell’evento vedrà riuniti circa 85.000 professionisti e 1.900 espositori che presenteranno le loro novità. Tra questi, Beintoo (padiglione 8.0 Stand C49) multinazionale italiana tra i leader del settore del mobile ad-tech, che presenterà in anteprima europea BeAudience, nuova piattaforma di mobile advertising e proximity audience profiling.

«Attraverso BeAudience, gli utenti potranno finalmente ricevere solo advertising di loro interesse – spiega Dario Caiazzo, svp  Sales Emea di Beintoo – perché attraverso la nostra piattaforma creeremo delle audience specifiche basate sugli interessi offline degli utenti».

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