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Mobile Marketing Association, al via due tavoli di lavoro su walled garden e qualità dei dati

La Mobile Marketing Association (MMA) ha annunciato l’istituzione di due gruppi di lavoro che si dedicheranno allo studio delle questioni concernenti i walled garden e la qualità dei dati. L’obiettivo è fornire alle aziende maggiore chiarezza sulla multi-touch attribution (MTA).

La MMA ha dichiarato che stanno già partecipando al progetto più di ventiquattro marchi, inclusi Bank of America, JPMorgan Chase, Coca Cola, Marriot, Mastercard, Procter & GambleTarget e Unilever. I temi oggetto delle indagini del Marketing Attribution Think Tank dell’associazione sono stati identificati come due delle sfide più cruciali che i marketer devono affrontare in ambito di MTA.

MMA ha inoltre comunicato di completato un Multi-Touch Attribution Assessment and Landscape Report, un modello di MTA Request for Information approvato dall’industria e uno strumento di valutazione dei fornitori per le aziende da utilizzare nei loro processi di selezione dei partner.

La MMA ha anche creato una serie di webinar in quattro parti per semplificare il processo di selezione dei venditori da parte dei marketer. Sulla base dei sondaggi dell’ente, più di 150 dei primi 500 marketer stanno già utilizzando una soluzione di MTA e altri 250 ne cercheranno una nei prossimi 18 mesi.

Location-based Marketing, cosa preoccupa di più gli operatori?

Le criticità relative ai dati di posizione preoccupano di più i marketer aziendali e un po’ meno i professionisti d’agenzia. Questo è quanto emerge da una ricerca condotta tra giugno e luglio di quest’anno da Mobile Marketing Association e Factual.

Il sondaggio, in cui sono stati intervistati 400 soggetti tra marketer lato-cliente e professionisti d’agenzia negli Stati Uniti, ha registrato che il 40% dei marketer ha segnalato le questioni riguardanti la qualità dei dati e il 39% la mancanza di trasparenza nelle metodologie e nelle fonti, il 34 e al 22% dei professionisti  hanno dato risposto analoga. Nel grafico sottostante sono indicate tutte le altre principali preoccupazioni espresse dai rispondenti:

location marketing

Gli operatori dei marchi, fa notare eMarketer, hanno cominciato a dedicare maggiore attenzione alle proprie attività di marketing location-based in seguito al clamore dei consumatori scaturito da applicazioni come Pokémon Go e Snapchat.

Il Media Rating Council rilascia le linee guida sulla misurazione delle impression viewable mobile

Il Media Rating Council (MRC), l’associazione di settore non-profit impegnata nella definizione di standard per le misurazioni in ambito mediale, ha rilasciato la versione finale delle sue “Mobile Viewable Advertising Impression Measurement Guidelines”. Aggiornate parzialmente sulla base dei suggerimenti ricevuti dall’industria, lungo un periodo di trenta giorni avviato in aprile e aperto ai commenti pubblici, le linee guida riguardano la misurazione delle impressioni viewable in ambienti web mobile e mobile in-app.

“La viewability mobile è l’ultimo passo critico nella creazione di parità tra misurazioni di media tradizionali e digitali, ponendo le basi per misurazioni cross-canale e cross-piattaforma”, ha dichiarato George Ivie, Ceo e Executive Director di MRC, “Ora siamo concentrati nello sviluppo di metriche per la rilevazione del pubblico basate sulle impressioni viewable filtrate del traffico fraudolento e non valido, oltre a misurazioni sull’efficacia degli annunci”.

Le direttive includono i seguenti requisiti e parametri:

Soglie minime per misurare le impressioni viewable in ambiti web mobile e in-app mobile; sono simili a quelle definite per il desktop:

  • Un’impressione viewable richiedi un minimo del 50% dei pixel in vista per un secondo consecutivo per il display e due secondi consecutivi per il video;
  • Questi requisiti di tempo si applicano egualmente agli ambienti newsfeed e non-newsfweed mobile;
  • Soddisfare il minimo richiesto di pixel ha la priorità sulla misurazione del tempo.

Un annuncio mobile deve essere completamente caricato prima che avvengano le misurazioni;

Si includono anche le “Sub-Second Impressions” specifiche per gli annunci display in ambienti newsfeed, definite impressioni non-viewable riconosciute per permettere comunque agli operatori di attribuire loro valore.

Queste linee guida sono state sviluppate in collaborazione con lo IAB e Mobile Marketing Association e un grande gruppo di lavoro dedicato; hanno contribuito anche componenti del Making Measurement Make Sense (3MS).

Dal Media Rating Council nuove linee guida per misurare la viewability della mobile adv

Annunci su desktop e smartphone devono essere trattati allo stesso modo. Questo il sunto del primo set di linee guida per la misurazione della viewability della pubblicità su mobile, realizzata dal Media Rating Council americano. L’associazione ha messo a disposizione del pubblico una bozza del documento (visualizzabile a questo link) e fino al 30 aprile sarà aperta alle opinioni del mercato, dai cui feedback creerà la versione definitiva.

Questi alcuni dei principali punti:

  • Soglie minime al di sopra dei quali un annuncio è “viewable”: annunci display e video su mobile seguono gli stessi standard di pixel e durata degli analoghi su desktop, ossia il 50% di pixel visibili per un secondo per la display e per due secondi per il video;
  • Il caso di formati adv posizionati all’interno di “newsfeed” (quelli che appaiono, per esempio, su Facebook e Twitter, ndr): al momento MRC non reputa che per questo tipo di annunci debbano esserci misurazioni differenti rispetto ai normali posizionamenti, ma valuterà in base ai feedback della industry;
  • Utilizzo di SDK e API nella misurazione della viewability mobile: la bozza include dettagli per l’utilizzo di Software Development Kits e Application Programming Interfaces nella misurazione della visibilità delle pubblicità mobile, e sottolinea specifici requisiti di controllo qualità per essi.

La bozza di linee guida è stata sviluppata da MRC in collaborazione con IAB, Mobile Marketing Association e un ampio gruppo di lavoro di circa 200 partecipanti.

«L’ambiente mobile è sfaccettato e in continua evoluzione – ha commentato David Gunzerath, SVP e Associate Director del Media Rating Council -. Sviluppare uno standard per la viewability su mobile richiede corposi input da parte della industry e il bilanciamento di tanti interessi diversi. Ma una volta stabilito, sarà un significativo passo avanti per il marketing digitale, e ci consentirà di costruire su questi criteri di base altre future metriche per una misurazione più completa dell’efficacia degli annunci e del loro livello di engagement».

Intanto, la decisione di misurare allo stesso modo entrambi i tipi di annunci, mobile e desktop, è stata accolta con un pò di scetticismo da alcuni media americani. Adweek, ad esempio, fa notare che, secondo una ricerca di qualche mese fa di Moat, il 44% degli annunci mobile è ritenuto viewable, contro il 52% di quelli desktop, e, quando si è su un sito, il 76% dei lettori da mobile sceglie di scorrere in giù il sito, mentre la quota scende al 63% per gli utenti da pc. Allo stesso modo, Adweek sottolinea l’esigenza, non soddisfatta dalla bozza del documento, di porre attenzione allo specifico caso degli annunci su newsfeed, visto che si tratta del luogo dove viene erogata la maggior parte degli annunci mobile.