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Ogury, 2018 a 100 milioni di dollari di fatturato (+120%). In Italia Gino Ruli è head of programmatic

Ogury, azienda tech che offre alle aziende tecnologie e dati per comprendere il mobile journey dell’utente, ha annunciato di aver raggiunto, nel 2018, un fatturato di 100 milioni di dollari a livello globale.

L’incremento del fatturato, fa sapere la società, è stato del 120% anno su anno (i ricavi sono più che raddoppiati ogni anno dall’avvio dell’attività nel 2014) ed è stato accompagnato da un’espansione internazionale del team, che ora conta 280 dipendenti, con una crescita del 75% su base annua. La società ha inoltre avviato le attività in nuovi mercati tra cui Germania e America Latina.

L’annuncio segue il round di investimento di Serie C fatto dagli attuali investitori per 21 milioni ad aprile e luglio 2018. La società ha recentemente acquisito Influans – azienda leader nel settore MarTech – e nominato come nuovo CTO Cedric Carbone, che si occuperà di prodotto, operation e sviluppo internazionale. Questo, sottolinea una nota della società, dimostra la volontà di Ogury di affermarsi tra le società leader nel settore tech a livello mondiale, specializzandosi nell’offerta di mobile journey marketing.

“La nostra espansione è indicativa dell’impatto impressionante che la nostra strategia globale ha avuto sul nostro business”, dichiara Thomas Pasquet, co-founder di Ogury e Ceo del dipartimento Usa. “Le soluzioni di Ogury aiutano i player del settore a colmare il gap di dati sul mobile journey degli utenti fornendo ai nostri clienti un’unica soluzione capace di trasformare i dati in insights e questi ultimi in attivazioni media. Il tutto garantendo all’utente trasparenza e controllo. Scalabilità: questo è il segreto del nostro successo”. Sempre nell’ultimo anno, Ogury ha implementato le nuove soluzioni di Active Insights e Intelligent Deals, ed ha acquisito la soluzione di mediation Adincube.

Ogury Italia cresce con Gino Ruli come head of programmatic

A livello locale, la crescita di Ogury è testimoniata anche dai nuovi ingressi: recente è la nomina in Italia di Gino Ruli come head of programmatic. Ruli guiderà lo sviluppo dell’offerta di Programmatic di Ogury Italia, supportato dalla sua pregressa esperienza nel settore adtech (Covus, Light Reaction, Xaxis), dove ha sviluppato forti competenze nel panorama pubblicitario digitale e nel programmatic. Il piano di espansione di Ogury Italia prevede per il 2019 nuovi ingressi in ambito Sales e Data.

“Il 2018 è stato un anno di grandi traguardi per Ogury Italia” afferma Francesca Lerario, managing director di Ogury Italia. “Sin dai nostri primi passi sul mercato offriamo ai clienti i dati e gli insight più esclusivi del settore, supportando le aziende nell’attivazione delle proprie strategie mobile. I nostri dati proprietari, unici e conformi al GDPR, consentono ai clienti di comprendere i propri utenti e conoscerne l’intero mobile journey, ovvero la propria dieta mediatica in termini di msite e applicazioni”.

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Il primo ufficio di Ogury fu inaugurato nel Regno Unito; recentemente l’azienda è stata inserita al sesto posto del 18th annual Sunday Times Hiscox Tech Track 100, che analizza le aziende tech/media e telecoms (TMT) private del Regno Unito a più rapida crescita in termini di vendite.

MoPub, inventory più sicure grazie a un accordo con Pixalate e DoubleVerify

MoPub, l’ad exchange mobile di Twitter, ha annunciato di aver siglato un accordo con Pixalate e DoubleVerify, volto a ridurre il traffico non-valido e le frodi pubblicitarie in-app all’interno della sua inventory.

Il fenomeno dell’ad fraud è in crescita nell’ambiente mobile, in particolare nel mondo in-app, dove si stima sia costato al mercato circa 5 miliardi di dollari nel 2018. L’integrazione con Pixalate e DoubleVerify comporta il controllo dei segnali di traffico e il blocco delle richieste di bid non valide in tempo reale e in pre-bid, e l’analisi delle attività post-bid per aiutare gli editori a migliorare la qualità del loro traffico.

Per individuare il traffico non valido, sono svariati i segnali utilizzati: tra di essi ci sono i tassi di viewability, il posizionamento sugli app store, il numero di download, la quota di mercato, il contenuto dell’app, la user experience, le possibilità pubblicitarie, e altri indicatori di General invalid traffic (GIVT) e Sophisticated invalid traffic (SIVT).

Secondo l’head of product di MoPub Boris Logvinskiy, l’accordo con le due società rappresenta un passo cruciale per eliminare le frodi pubblicitarie sull’ad exchange: «Fornitori accreditati dal MRC come Pixalate e DoubleVerify offrono l’esperienza, la tecnologia, l’integrità di dati e il servizio necessari per aiutarci a mantenere un exchange pulito per i migliaia di miliardi di chiamate pubblicitarie che gestiamo».

Pubblicità in-app, Google arricchisce AdMob di partner e funzionalità

Google annuncia novità per AdMob, la sua piattaforma dedicata alla pubblicità in-app.

Le novità coinvolgono in particolare Open Bidding, il modello di monetizzazione lanciato qualche mese fa in beta in cui tutti gli acquirenti di uno spazio adv competono simultaneamente nella stessa asta unificata. A questo programma si aggiungono adesso otto nuovi partner pubblicitari per l’acquisto pubblicitario su mobile: oltre agli attuali OpenX, Index Exchange, Smaato, Tapjoy e AdColony, arrivano anche Facebook Audience Network, Rubicon Project e AppLovin.

Google, inoltre, sta continuando ad arricchire Open Bidding con nuove funzioni, sulla base dei feedback dei partecipanti al beta test. Tra queste, il supporto per i formati interstitial, rewarded e banner (già disponibili) e per quelli native, che verrà aggiunto a breve, e la possibilità per gli sviluppatori, dall’inizio del prossimo anno, di ottenere una reportistica dell’asta che consenta di capire come stanno performando i vari partner pubblicitari.

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Un’immagine del nuovo tool di reportistica

Tra le altre novità, una Mediation Test Suite (anche questa in beta), per testare se l’app è impostata correttamente per mostrare gli annunci, e la possibilità di “scaldare i motori” degli SDK adapter, per assicurare che tutti gli adapter siano pronti quando viene chiamato il primo annuncio.

S4M: Stefano Forcinetti è il nuovo Head of Trading

Stefano Forcinetti è il nuovo Head Of Trading di S4M, società adtech e martech specializzata in campagne mobile drive-to-store.

Laureato in Economia e Management con stage e tesi nel web Marketing, Stefano Forcinetti si specializza nel mobile marketing in Havas Media dove segue tramite Mobext l’intera attività operativa di mobile media e programmatic buying sui clienti del gruppo per 3 anni. In seguito entra a far parte del team programmatic di PHD Media nel ruolo di Campaign Manager principalmente dedicato alla gestione di attività a performance.

Per S4M, l’ingresso di Forcinetti – a capo del team dedicato alla negoziazione e alla gestione delle campagne pubblicitarie e delle audience data solutions – si inserisce in uno sviluppo dell’organico che ha visto in questi giorni anche l’ingresso di Arianna Castoldi nel ruolo di Sales Director.

Tra le novità dell’azienda di cui è Country Manager in Italia Andrea Pongan, ci sono l’imminente apertura di un ufficio a Roma e, a seguire, l’ampliamento e la riorganizzazione operativa della sede di Milano, che vedrà l’ingresso di ulteriori professionisti per supportare la crescita dell’azienda in Italia. A coordinare le operazioni, commerciali e operative, è l’Head of Sales Italy di S4M Benvenuto Alfieri.

S4M, Arianna Castoldi entra nel team come sales director

Continua la crescita di S4M, società adtech e martech specializzata in campagne mobile drive-to-store, che rafforza il team italiano con l’ingresso di Arianna Castoldi in qualità di sales director.

Castoldi proviene da Adot, dove ricopriva il ruolo di senior sales manager. In precedenza ha affinato le sue competenze nel marketing digitale in tg|adv, Gruppo Trilud, dove come sales manager ha avuto modo di lavorare su tutte le tipologie di campagne online (display, branding e performance, native e branded content) rapportandosi sia con i centri media che con i clienti diretti. E’ Laureata alla Università degli Studi di Milano-Bicocca.

L’arrivo di Arianna Castoldi, che fa seguito ad altri tre ingressi annunciati lo scorso settembre, si inserisce in un periodo di rapida evoluzione per l’azienda guidata in Italia dal country manager Andrea Pongan, che a maggio ha incassato un nuovo finanziamento da 12 milioni di euro e si prepara a annunciare a breve altre novità.

«Con l’ingresso di Arianna – spiega Pongan a Engage – si compie un altro passo nell’importante rafforzamento dell’organico che S4M sta compiendo in Italia, per far fronte alla crescita dell’azienda. Stiamo per aprire un ufficio a Roma, mentre la sede di Milano verrà ampliata e riorganizzata anche grazie a diverse nuove assunzioni che abbiamo in programma entro i prossimi sei mesi. Tante sono anche le novità di prodotto che introdurremo a breve per rafforzare ulteriormente la nostra offerta nel drive-to-store e nel media buying, a partire dalla nostra DSP proprietaria».

Deezer apre al Programmatic Audio grazie a un’intesa con Triton Digital

Deezer ha annunciato di aver aperto l’offerta pubblicitaria della sua app free (gratuita e ad-supported) al programmatic audio, grazie a una partnership appena siglata con il fornitore di tecnologie e servizi per la pubblicità audio Triton Digital.

Adesso, gli inserzionisti potranno acquistare in tempo reale l’inventory digital audio del servizio di streaming musicale. L’offerta automatizzata è attiva da oggi in 20 Paesi, inclusa l’Italia, attraverso la SSP audio di Triton, Yield-Op.

“La nuova partnership punta a offrire ancora più valore ai brand che vogliono fare pubblicità sul servizio di streaming, dato che la pubblicità audio su Deezer è non-saltabile e consiste in un solo annuncio per break“, spiegano le due società in una nota. Caratteristiche che, prosegue il comunicato, garantiscono “una maggiore visibilità per il brand, senza disturbare eccessivamente l’esperienza dell’utente”. In più, grazie ai dati proprietari di Deezer, le aziende potranno usufruire di una profilazione di alta qualità e di un elevato livello di impression servite al pubblico più rilevante.

«Deezer è un editore premium, e siamo orgogliosi che la sua inventory venga offerta tramite Yield-Op in private deal e in open auction sul nostro marketplace a2x. Consentire ad aziende ed agenzie di tutto il mondo di raggiungere i milioni di utenti attivi mensili di Deezer con campagne targettizzate e rilevanti contribuirà a rafforzare ulteriormente l’esperienza di ascolto personalizzata e di alta qualità che Deezer ha sempre offerto», ha commentato Benjamin Masse, Managing Director, Market Development and Strategy di Triton Digital.

«Siamo entusiasti di offrire un modo più efficiente di fare pubblicità su Deezer – ha aggiunto Marianne le Vavasseur, VP Adsales di Deezer Brand Solutions -. Adesso, con gli annunci in programmatic attraverso Triton, un maggior numero di aziende ed editori potrà raggiungere il pubblico di cui ha bisogno per avere più visibilità e awareness, mentre i nostri utenti free beneficeranno di pubblicità più su misura per loro».

Ads.txt per le app: ecco le ultime novità sullo strumento anti-frode

Dopo un lungo periodo di alpha test, comincia a prendere maggiormente forma il progetto di IAB Tech Lab di applicare lo strumento anti-frode ads.txt anche all’ambiente in-app. Il laboratorio tecnologico di IAB ha infatti pubblicato le specifiche tecniche in beta per la versione in-app dello strumento.

Una lunga gestazione, quella di ads.txt per app, cui hanno contribuito difficoltà oggettive come l’assenza, per le applicazioni, di URL su cui invece normalmente i file ads.txt vengono ospitati su web. Difficoltà, questa, a cui IAB aveva proposto come soluzione l’utilizzo di un campo normalmente usato dagli app store per identificare i software all’interno del loro marketplace, una sorta di codice identificativo – un meta-tag – dell’app nello store. Tuttavia, i marketplace di app non si sono rivelati molto contenti di dover utilizzare tali codici.

Così, in attesa dell’implementazione da parte di App Store e Google Play di meta-tag standard che consentano l’applicazione di ads.txt, l’associazione ha deciso di portare avanti lo stesso il progetto, utilizzando le URL dei siti degli sviluppatori normalmente contenute sugli app store come informazioni di contatto. “Pubblicare le autorizzazioni in un file di testo sul sito dello sviluppatore creerà una risorsa online centralizzate che lo sviluppatore potrà controllare in maniera indipendente – spiega IAB Tech Lab in una nota -. Essendo una specifica in beta, essa può essere implementata adesso, e successivamente gli app store potranno adottare un modo standardizzato per rendere tale informazione disponibile”.

Ma la questione dei meta-tag non è la sola sfida per il progetto. Anche l’adozione di ads.txt tra gli sviluppatori potrebbe rivelarsi difficoltosa. Se infatti, come già visto in ambiente web, utilizzare ads.txt può contribuire a diminuire i casi di frodi, con un conseguente ritorno economico per l’editore, nell’ecosistema app molti sviluppatori (soprattutto i più grossi) guadagnano più con gli abbonamenti che non con l’adv, il che potrebbe renderli meno interessati ad utilizzare un tale strumento.

Le specifiche beta di ads.txt per app sono aperte ai commenti fino al 4 febbraio 2019. Il documento è scaricabile a questo link.

[Aggiornamento del 13 marzo 2019] Dopo aver messo a punto alcune lievi modifiche sulla base dei feedback raccolti, IAB Tech Lab ha ufficializzato la versione finale del progetto.

Sublime amplia l’offerta mobile con nuovi formati

Nell’ambito di un ampliamento dell’offerta pubblicitaria in ottica cross-device, Sublime, marketplace specializzato nella creazione ed erogazione di esperienze pubblicitarie di qualità, ha annunciato il lancio di nuove soluzioni specificamente pensate per l’ambiente mobile.

I nuovi formati, che comprendono annunci Sticky e In-feed, sono state realizzate per essere facilmente tagliate sugli obiettivi di campagna. I formati Sticky sono posizionati come banner in fondo alla pagina web, includendo anche un’opzione di rimozione, e si ampliano a dimensione intera nel momento in cui l’utente raggiunge il termine del contenuto editoriale. Gli annunci In-feed, invece, sono incorporati all’interno della pagina e possono mostrare sia video che immagini, garantendo un’esperienza fluida all’utente mentre scorre la pagina. “Grazie al suo team interno di design, Sublime può facilmente utilizzare e riadattare gli attuali asset social delle aziende per ampliare la loro reach su mobile, aumentando sia il ricordo dei brand che, allo stesso tempo, le performance”, spiega la società in una nota.

Già disponibili in UK (dove i primi test hanno rivelato il raggiungimento di una reach del 25%), Irlanda e USA, entrambi i formati verranno lanciati nel resto dei mercati EMEA e APAC all’inizio del 2019.

«In un mercato altamente competitivo, aziende ed editori cercano soluzioni creative capaci di seguire il journey dell’utente e di coinvolgere il pubblico, particolarmente su mobile – spiega Andrew Buckman, Managing Director EMEA di Sublime -. Anche la domanda di Outstream Video è alta: oltre la metà di tutto il video online sfrutta questo formato. Per cui, siamo felici di annunciare nuovi formati che rispondono a questa domanda e che dimostrano inoltre il nostro impegno a fornire un’esperienza positiva agli utenti, garantendo nel frattempo un alto ritorno per gli inserzionisti. Questo, insieme ai nostri eccellenti livelli di creatività e di customer service, ci permettono di continuare a garantire il nostro posizionamento di marketplace pubblicitario innovativo e di punta a livello internazionale».

L’ampliamento dell’offerta di Sublime segue la crescita del business dell’azienda, che negli scorsi mesi ha aperto un ufficio in Germania ed avviato un importante riposizionamento, anche con una nuova immagine.

Mobile App Install, in aumento le frodi. Lo rivela uno studio globale

Il trend dell’ad fraud è arrivato anche nel mondo delle app. Lo conferma uno studio della società di mobile attribution AppsFlyer, che ha analizzato 17 miliardi di installazioni di app su 7 mila applicazioni a livello globale.

Dalla ricerca è emerso che oltre un quarto delle installazioni analizzate dalla società nel periodo in esame (novembre 2017 – ottobre 2018) è fraudolento, e che la quantità di installazioni “fake” – ossia la pratica di quelle società che si prendono il merito di aver fatto scaricare un’app a un utente – è sensibilmente aumentata nel tempo.

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Secondo stime di eMarketer, quest’anno verranno spesi in annunci di app-install circa 7,1 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 6,5 miliardi dell’anno scorso.

Un trend che si sta rivelando particolarmente oneroso per gli inserzionisti. Un report della società di performance marketing Tune ha rivelato che le frodi di app-install sono costate alle aziende lo scorso anno 2 miliardi di dollari. Secondo il player anti-frode DataVisor, inoltre, in alcuni ad network la metà delle app-install erano fraudolente. E il trend in crescita delle frodi in ambiente app è stato confermato anche da Google, che nel 2017 ha rimosso 700 mila applicazioni fraudolente dal suo Play Store, un numero in crescita del 70% rispetto al 2016.

Cresce l’header bidding mobile, spinto dall’adozione in-app. I dati PubMatic

Il Mobile Video è la tipologia di spot più in crescita tra i consumatori, e quella che attualmente ha la più alta quota di tempo speso, e anche in considerazione di ciò, è un canale che sta destando sempre più l’interesse delle aziende e creando opportunità di ricavi in aumento per gli editori.

E’ quanto rivela il terzo Quarterly Mobile Index (QMI) 2018 di PubMatic, lo studio trimestrale con cui la SSP indaga l’andamento della pubblicità su smartphone e tablet e i suoi principali trend, dal mobile video all’header bidding e all’espansione della monetizzazione cross-canale.

Tra le principali evidenze dello studio, la crescita dell’header bidding mobile, man mano che la tecnologia inizia ad essere applicata anche all’ambiente in-app. Il volume dell’header bidding mobile è quasi raddoppiato, con un +95% anno su anno nel terzo trimestre (su desktop la tecnologia è cresciuta del 3%). Anche il “parallel bidding in-app” (l’equivalente dell’header bidding) sta proseguendo la sua ascesa, raggiungendo il 14% del volume complessivo dell’header bidding mobile.

Lo studio ha anche evidenziato un’importante spinta (a tre cifre) del volume della pubblicità mobile nel settore retail, trainato dalla stagione del Back to School. Gli editori del mondo retail hanno infatti visto un aumento del 142% nel volume delle impression mobile monetizzate nel trimestre. Le impression monetizzate tramite app sono aumentate di 62 volte anno su anno, arrivando a coprire il 41% del volume mobile erogato attraverso PubMatic nel 2018.