Main partner:

Jobs

Programmatic su mobile… divisi da un linguaggio comune?

La pubblicità programmatica, ossia l’acquisto e la vendita automatizzati dell’inventario di pubblicità digitale generalmente tramite l’uso di offerte in tempo reale (Real-time bidding – torneremo sull’argomento tra breve), è già una materia che vale diversi miliardi di dollari. IAB Europe ha annunciato al Dmexco 2015 che il mercato programmatico ha totalizzato nella pubblicità display un aumento del 70,5%, attestandosi sui 3,65 miliardi di euro in Europa nel 2014.

A differenza del mondo della pubblicità display su pc, il mobile è ancora relativamente nuovo nel panorama programmatico, sebbene stia già generando molto interesse. Per gli inserzionisti e i marchi, il mobile offre dei vantaggi che la modalità statica non è proprio in grado di offrire.

Grazie alla natura altamente personale di smartphone e tablet, i brand possono determinare cosa è pertinente per un consumatore nei momenti più importanti, nell’arco di un mese, di un giorno, e persino di un minuto. Man mano che il programmatico conquista una fetta sempre più importante del settore mobile, i marchi sono in grado di raggiungere il proprio pubblico di riferimento in quei precisi istanti in tempo reale e su larga scala.

Tuttavia, con una terminologia apparentemente intercambiabile relativa al programmatico (RTB, DSP, e SSP, per citare solo alcuni dei tormentoni che spiccano nelle testate odierne), le aziende possono sentirsi confuse rispetto a queste nuove tecnologie.

Cosa significano dunque per voi tutti questi termini che gravitano intorno al mondo programmatico, e come possono contribuire a sfruttare al massimo le campagne pubblicitarie programmatiche sul mobile?

Programmatic-Mobile

Le parole giuste

Innanzitutto, l’acquisto programmatico consente agli inserzionisti di presentare offerte e acquistare l’inventario dei media digitali per singole impressioni attraverso un mercato pubblicitario, senza dover negoziare anticipatamente il prezzo, il budget o le impressioni. Possono competere più inserzionisti, ma alla fine uno solo rientrerà nei parametri delle regole prestabilite dal publisher, aggiudicandosi il diritto di pubblicare l’annuncio pubblicitario. Il mercato è il Mobile Exchange, dove acquirenti e venditori acquistano e vendono singole impressioni all’asta, in tempo reale.

Ritorno alle offerte in tempo reale (Real-Time Bidding – RTB). In parole povere, si tratta di una modalità di vendita e acquisto di pubblicità display online in tempo reale, basata su un’impressione pubblicitaria per volta. Rispetto all’acquisto tradizionale basato su segmenti, l’RTB aiuta gli inserzionisti a superare la necessità di inserire la pubblicità in un segmento potenzialmente eterogeneo, sfruttando invece le potenzialità del marketing one-to-one su larga scala.

Ma quando si acquista l’inventario pubblicitario digitale, cosa succede se si vuole realizzare più di uno scambio? Una Demand-Side Platform (DSP) consente agli acquirenti di utilizzare un’unica interfaccia per raggiungere i consumatori attraverso più scambi pubblicitari e reti. L’RTB viene lanciata per ciascuno scambio e, tramite l’uso di una DSP, gli esperti di marketing possono gestire le offerte e i prezzi per i dati stratificati sulle fasce del loro pubblico di riferimento.

Tuttavia, la modalità programmatica su dispositivi mobili non riguarda soltanto l’acquisto, ma anche la vendita dell’inventario. Una Supply-Side Platform (SSP) consente ai publisher di gestire l’inventario pubblicitario attraverso più scambi sul mobile, reti e rispettive trattative dirette, automatizzando e ottimizzando la vendita dei loro spazi sui media. Questo consente ai publisher di vendere le impressioni al miglior offerente e accedere a migliaia di nuovi inserzionisti.

Infine, un altro termine importante è quello dei Mercati privati (Private Marketplaces – PMP), mercati esclusivamente su invito dove i publisher di alta gamma mettono a disposizione il proprio inventario e pubblico ad acquirenti selezionati, spesso tramite l’utilizzo degli ID di offerta. Coniugando sofisticate capacità di targeting a una vasta rete di relazioni tra publisher, il mobile è ora in grado di fornire agli inserzionisti un inventario dello stesso livello di qualità che troverebbero in un ambiente full-service nello spazio programmatico.

L’opportunità offerta dal programmatico

Al di là dei tanti acronimi e della terminologia tecnologica, il programmatico su mobile costituisce soprattutto un’opportunità per i marchi di pagare esclusivamente per i consumatori che intendono raggiungere, offrendo la flessibilità di visualizzare rapidamente la performance e spostare facilmente il budget per massimizzare le interazioni e le conversioni.

Potremmo andare avanti a oltranza sull’argomento. In uno spazio che ancora presenta ampi margini di sviluppo e grandi potenzialità, dobbiamo crescere come settore, allo stesso passo con cui evolve la tecnologia. Sebbene vi siano innegabilmente ancora diversi aspetti da affrontare, la collaborazione, la trasparenza e la formazione nel panorama programmatico aiuteranno a spingere la spesa pubblicitaria digitale, in gran parte rappresentata dal mobile.

Best Practice per la pubblicazione di campagne programmatiche su dispositivi mobili

  1. Uno degli aspetti probabilmente più importanti del ciclo di vita della campagna è la pianificazione. Anche se l’acquisto programmatico offre una scala di trasparenza senza precedenti, mai vista prima d’ora nel mobile, è fondamentale mappare i propri obiettivi con largo anticipo.
  2. Uno dei vantaggi dell’acquisto programmatico è dato dalla flessibilità che offre. Avrete infatti una grande quantità di dati a portata di clic. Tenete presente che, nonostante sia possibile prevedere la pubblicazione programmatica, questa non è garantita. Prendete in considerazione la prenotazione di qualche spazio in più per assicurarvi di pubblicare tutti i vostri contenuti.
  3. Scegliete un partner tecnologico affidabile e scalabile che sfrutti una varietà di tattiche. Assicuratevi che questo partner possa aiutarvi ad analizzare i risultati, compresi i miglioramenti del CTR, le conversioni, la frequenza ottimale e una copertura unica su tutto il vostro pubblico di riferimento.

 

Marino Cipolletta, Millennial Media: «Mobile programmatic, ecco cosa c’è da sapere»

Millennial Media è una delle società globali più importanti nel mercato della pubblicità su mobile. Presente in Italia dal 2014, sta conquistandosi un ruolo di primo piano soprattutto in relazione al tema del mobile adv gestito in modalità programmatica. Marino Cipolletta, Head of International Sales EMEA di Millennial Media, ha risposto ad alcune domande su questo argomento, condividendo parte del know how acquisito dalla società.

Cos’è il programmatic su mobile e perché è così importante?

In poche parole, si tratta di utilizzare la tecnologia al fine di automatizzare l’acquisto e la vendita di spazi pubblicitari su mobile a livello di singola impression. Inizialmente, l’acquisto programmatic si è sviluppato per consentire ai publisher di smaltire l’invenduto e agli acquirenti di aggiudicarsi facilmente uno spazio pubblicitario mirato a basso costo. Con l’evoluzione della tecnologia, il settore mobile è ormai giunto a un punto in cui l’automazione è in grado di soddisfare le esigenze più avanzate di acquirenti e venditori riguardo l’inventory pubblicitaria di alta qualità. Uno dei principali vantaggi dell’acquisto in modalità programmatica è la flessibilità che offre, grazie all’ampia disponibilità di dati a disposizione degli esperti di marketing, che consente loro di visualizzare rapidamente le performance e spostare facilmente il loro budget per massimizzare le interazioni e le conversioni. Tale flessibilità consentirà agli acquirenti di media di compiere notevoli progressi al fine di raggiungere i consumatori in modo più mirato attraverso una serie di formati pubblicitari, dal semplice banner ai video, fino ad arrivare agli annunci nativi.

Quali sono i principali vantaggi per chi acquista spazi adv?

Per gli acquirenti, uno dei maggiori vantaggi è la possibilità di identificare ogni singola impression tramite una piattaforma dedicata alla domanda (Demand-Side Platform – DSP). La DSP è collegata a un “Ad Exchange” che consente agli inserzionisti di fare un’offerta e acquistare le impression in una serie di siti di publisher, ma in modo mirato su utenti specifici in base a informazioni quali la posizione e il comportamento di navigazione precedentemente adottato. In passato, i metodi utilizzati implicavano l’acquisto di blocchi garantiti di inventory a un prezzo concordato, in un processo non automatizzato, direttamente da ad network o publisher.

E per i publisher?

Per i publisher e gli sviluppatori di app, i vantaggi sono identificabili negli strumenti sell-side in modalità programmatica mobile quali la piattaforma lato offerta (Supply-Side Platform – SSP) o l’Ad Exchange, in grado di mostrare l’inventory a fonti di domanda incrementale, altrimenti non raggiungibili dal team di vendita diretta. In tal modo è possibile sfruttare e confezionare i dati di prima parte e condividerli con acquirenti disposti a pagare un extra per raggiungere queste fasce di pubblico a livello di impression. Alcuni publisher stanno sfruttando la tecnologia programmatica sell-side anche per creare mercati privati (Private Marketplaces – PMP). La diffusione di PMP nelle trattative programmatiche su mobile fornisce agli inserzionisti un accesso prioritario all’inventory, dati potenziati a livello di impression e, spesso, maggiori probabilità di vincita visto che la concorrenza nelle aste private è generalmente minore.

In che modo il programmatic su mobile differisce da quello desktop?

L’ecosistema del desktop utilizza i cookie per l’identificazione, il targeting e il retargeting dei singoli consumatori. È un sistema collaudato ed efficiente per gestire campagne pubblicitarie digitali. Tuttavia, questo non può avvenire nello stesso modo nel mobile. Perché? Il cookie non è un ID persistente nel mondo mobile, in quanto alcuni browser supportano cookie di terze parti e alcuni li bloccano di default. Inoltre, gli utenti dedicano sempre più tempo all’utilizzo delle app e i cookie non sono supportati nelle app. Gli ID di dispositivi conformi ai requisiti delle PII (personally identifiable information), quali l’IDFA della Apple e l’Android ID, sono le forme più comuni di identificazione nelle app, e sono gli ID che gli esperti di marketing stanno attualmente utilizzando per gestire l’attribuzione e il targeting nel sempre crescente ecosistema delle app. Ma comunque, al di là delle differenze, i dati generati dai dispositivi mobili sono molto più completi rispetto a quelli desktop. Se utilizzati in conformità con le PII, tali dati consentono agli esperti di marketing orientati a una strategia basata su dati di incentrare il proprio piano media programmatico su segnali di intenzione e dati di contesto importanti, quali la posizione, che rappresenta un vero fattore di differenziazione sul mobile.

Quali sono le differenze tra mercato aperto e mercato privato?

La principale differenza tra un mercato aperto e un mercato privato è il controllo. Se un publisher espone l’inventory in uno scambio aperto, questa risulterà visibile a tutti gli acquirenti collegati a quella piattaforma di scambio. Sebbene il publisher possa controllare la base di prezzo del proprio inventario e gestire i filtri base, quali ad esempio una “lista di blocchi” per nome e categoria di inserzionisti, si tratta sempre di un’asta pubblica, aperta a tutti. Un mercato privato, o PMP come viene definito, offre al publisher il pieno controllo, la possibilità di immettere i propri preziosi dati di prima parte e costruire un ambiente riservato a Vip. Un PMP offre agli acquirenti un accesso diretto e preferenziale all’inventory di un publisher specifico o di un gruppo di publisher, con una densità di offerte inferiore rispetto allo scambio aperto. Piuttosto che raccogliere I/O, si sfruttano flussi di lavoro automatizzati per procedere all’acquisto dell’inventory arricchito con dati sulla base di singole impression.

Aol acquisisce Millennial Media e si rafforza nel programmatic su mobile

La internet company Aol, recentemente passata sotto il controllo della compagnia di telecomunicazioni Verizon, ha annunciato l’acquisto della società specializzata in pubblicità per il mobile Millennial Media per circa 250 milioni di dollari.

L’offerta, pari a 1,75 dollari per azione, rappresenta un premio del 31% rispetto alla chiusura del titolo di mercoledì a Wall Street. Per Aol, l’acquisizione di Millennial Media rappresenta un grande passo in avanti sul fronte mobile della piattaforma di gestione dell’inventory in Programmatic One by Aol.

Leggi l’articolo completo su Engage.

Intanto, Millennial Media ha annunciato il lancio in Italia di una nuova soluzione per la pubblicità in app con il 100% di viewability garantita. (leggi l’articolo dedicato).

Alla scoperta di Millennial Media, l’azienda indipendente leader nella pubblicità mobile

E’ recente la notizia che Millennial Media, azienda indipendente leader a livello globale nel mobile advertising, ha annunciato la “100% Full Viewability Garantita” per i propri clienti. In poche parole l’azienda, che offre soluzioni pubblicitarie a top brand mondiali e consente ai publisher di monetizzare la propria invetory attraverso il network ed exchange (SSP NEXAGE), garantisce una viewability al 100% agli inserzionisti attraverso la collaborazione con Integral Ad Science (pioniera nel settore).

Una promessa non da poco e che ha fornito a Programmatic Italia l’occasione di confrontarsi con Marino Cipolletta, Head of International Sales di Millennial Media, al quale chiediamo quali sono le nuove offerte dell’azienda e a che punto è la sua espansione in Italia. 

Può descrivere brevemente il profilo di Millennial Media? Qual è la sua mission, e come si posiziona sul mercato mobile globale?

La nostra mission è semplificare le strategie mobile per i nostri partner in un ecosistema brand safe, frode free e 100% di Viewablility garantita. Siamo in grado di farlo perché offriamo più soluzioni in un’unica piattaforma end to end, eliminando così la necessità di lavorare con un gran numero di point solution. Inoltre, riusciamo ad assorbire le complessità tecnologiche – Mobile DSP, Mobile Exchange, Mobile SSP e una Mobile DMP – in modo da semplificare l’esecuzione mobile per i nostri clienti, dai servizi gestiti alle pianificazioni in programmatic.

Uno degli elementi distintivi di Millennial è la tecnologia. Quali strumenti fanno parte della vostra offerta sul mercato?


Con l’acquisizione di Nexage, leader nel Mobile SSP, nel 2014, si è completata la nostra evoluzione da classico network mobile di pubblicità a leader operante nel mercato mobile, che consente ai publisher e agli inserzionisti di negoziare in modo trasparente e su larga scala, grazie all’aggiunta di una piattaforma mobile programmatica tramite un nostro DSP gestito e una piattaforma di gestione dei dati, DMP. Quest’ultima può integrarsi con piattaforme di terze parti per ottimizzare e migliorare il Customer Lifetime Value (CLV) dei nostri clienti. Oltre ad una piattaforma programmatica mobile e alla creazione di PMP (Privite Market Place), Millennial offre anche un supporto programmatico gestito tramite una mmDSP, consentendo ai partner di acquistare in modalità programmatica in caso non dispongono di tecnologie RTB. Alla base di tutto c’è poi un ecositema di 65.000 app e siti mobili che alimenta la piattaforma di Millennial Media. Questo vasto ecosistema mobile e le strette relazioni tra publisher ci consentono di mettere in contatto gli inserzionisti con il pubblico di maggiore interesse e dare loro accesso a un inventario mobile di alta qualità.

Millennial-Media-Sito

Nel settore del digital advertising, il mobile sta guadagnando molto spazio. Cosa differenzia la pubblicità sui nuovi device rispetto alla display tradizionale?


La discriminante sta nei comportamenti dei consumatori in continua evoluzione. Con la sempre più capillare diffusione dei device mobili, gli esperti di marketing sono in grado di determinare quando raggiungere i propri consumatori ovunque essi si trovino. Le nuove tecnologie consentono ai brand di raggiungere un pubblico ben definito in luoghi specifici, sfruttando dati come la posizione in tempo reale geolocalizzata, il cross-screen e i profili demografici, compresi l’età, il sesso, il reddito familiare, la lingua, il livello di istruzione e altro ancora. Inoltre, i consumatori sono disposti a ricevere contenuti e messaggi da brand, ma solo se di loro interesse. Ecco quindi che il dato diventa l’elemento chiave in grado di garantire la rilevanza dell’offerta.

Per quanto riguarda l’Italia: da quanto tempo operate nel nostro Paese, e qual è il vostro posizionamento attuale? E gli obiettivi?

Collaboriamo con i clienti e i centri media gestendo campagne in Italia dal 2014. L’Italia è uno dei nostri “mercati chiave” all’interno dell’area EMEA. E’ per questo che siamo in fase di espansione sul territorio. In generale, con un mercato così competitivo, ricco di operatori di nicchia, il nostro obiettivo è quello di posizionarci come un’azienda mobile full stack end-to-end, in grado di assistere le agenzie e i brand nel comprendere meglio il loro target di riferimento e avere successo nel mobile. Il nostro DNA è puramente mobile.

Sul fronte della pubblicità mobile e del programmatic, quali saranno secondo lei le prossime mosse che caratterizzeranno il nostro mercato?

Per gli inserzionisti, si tratta semplicemente di esplorare le opportunità che il mobile offre in aree chiave quali creatività, dati e programmatico. Parlando di creatività, invece, la domanda da porre è “State utilizzando le funzionalità native dei dispositivi mobili per sviluppare campagne di mobile advertising efficaci ed impattanti?”. Con funzionalità uniche in grado di coinvolgere il pubblico di riferimento, i brand possono creare esperienze memorabili e migliorare l’efficacia del messaggio su dispositivi mobili. Il boom dell’uso di video mobile da parte dei consumatori comporta anche nuove opportunità per gli inserzionisti. Per quanto riguarda i dati, la prossima fase del mobile advertising implicherà l’integrazione di dati mobili sempre più sofisticati che grazie alle DMP, gli inserzionisti saranno in grado di tracciare un quadro più dettagliato e approfondito del loro pubblico di riferimento su larga scala. Anche l’acquisto programmatico su mobile è in rapida crescita. Uno dei principali vantaggi dell’acquisto in modalità programmatica è la flessibilità disponibile, grazie all’ampia scelta di dati di cui godono gli esperti di marketing, di cui dovrebbero accogliere con entusiasmo l’acquisto su mobile in modalità programmatica. Agli sviluppatori e ai publisher del mobile in Italia suggerirei di dare un’occhiata alla nostra tecnologia supply-side platform (SSP) e scoprire come può essere utile per migliorare ed incrementare i loro ricavi. Grazie all’accesso a centinaia di demand sources, la nostra SSP collochera i publisher al posto di comando per incrementare i ricavi dal mobile advertising.

Mobile programmatic: investimenti in crescita per 9 spender su 10

Quasi tutti (il 91%) coloro che acquistano spazi pubblicitari su mobile stanno aumentando il proprio investimento in mobile programmatic. Lo dice un recente sondaggio di Millennial Media, cui fa capo uno tra i maggiori mobile ad exchange sul mercato internazionale.

La società ha intervistato 137 advertiser (statunitensi, sud americani ma anche europei) durante il primo trimestre del 2015. Ne è emerso che il 46% di essi investirà meno di un milione di dollari in mobile programmatic quest’anno, una quota in netto calo rispetto al 63% di un anno fa. Per contro, oltre un terzo (36%) ha in programma di spendere tra 1 e 5 milioni, contro il 22% del 2014. Significativo anche il numero di quelli che investiranno oltre 15 milioni in mobile programmatic, che triplicano dal 4% al 13%.

Significativa è anche la crescita degli spender che guardano con interesse all’evoluzione dei formati disponibili – i tre quarti degli intervistati per esempio investiranno in programmatic mobile video quest’anno – e ai private exchanges: se nel 2014 quasi la metà (44%) degli spender intervistati da Millennial Media non aveva incluso nel proprio investimento in mobile programmatic alcun private marketplace, quest’anno la quota scende al 21%.

Ernie Cormier è il nuovo chief operating officer di Millennial Media

Ernie Cormier è il nuovo chief operating officer del mobile programmatic exchange Millennial Media.

Cormier viene da Nexage, di cui era chief executive officer e presidente, e non è nuovo agli ambienti di Millennial Media. La società, infatti, ha acquisito la SSP e ad exchange mobile lo scorso autunno per 107,5 milioni di dollari, e Cormier è stato da allora membro del board of directors di Millennial Media, ruolo che ora lascerà per ricoprire il nuovo incarico.

Come COO, sarà responsabile del coordinamento dei team di prodotto, tecnologico e operativo, riportando al ceo e presidente Michael Barrett.

«Millennial Media continua a innovare attraverso i media e il programmatic. Sono entusiasta di guidare i team dell’agenzia, nell’ottiva di rendere il mobile più semplice e accessibile per i nostri partner», commenta Cormier.

«E’ difficile mantenere una solida base a livello di prodotto e tecnologia quando si spinge molto, come stiamo facendo noi, sulle business unit Managed Media e Platform – aggiunge Barrett -. L’esperienza di Ernie nello sviluppo e nella crescita di Nexage all’interno del panorama del programmatic sarà di primaria importanza nel rendere ancora più solida l’offerta di primo livello di prodotti di Millennial Media».

Millennial Media stringe un accordo con Integral Ad Science e garantisce "Full Viewability" per l'in-app adv

Millennial Media, mobile programmatic exchange, ha annunciato di aver stretto una partnership con la società specializzata in misurazione della viewability Integral Ad Science. L’operazione rientra in un progetto che vede Millennial Media in prima linea per garantire ai propri la totale viewability delle campagne pubblicitarie pianificate in-app su mobile.

La company in questo senso ha dichiarato che erogherà le campagne dei propri inserzionisti fino a che queste non avranno raggiunto il totale delle impression viste concordate. Sarà quindi Integral a certificare il risultato.

Dunque, se un annuncio non verrà considerato viewable, Millennial non ne addebiterà il costo all’inserzionista.

L’iniziativa di Millennial Media arriva dopo il rilascio della prima guideline sulla viewability mobile rilasciata di recente dal Media Rating Council (MRC) il quale ha stabilito che un annuncio pubblicitario mobile può essere considerato “viewable” solo se il 50% di questo permane nella parte visibile dello schermo per almeno un secondo nel caso della display e per due secondi nel caso dei video.

Eleggendo la viewability a metrica principale per far decollare la propria attività pubblicitaria su dispositivi mobili, Millennial non intende limitarsi a queste indicazioni portando il proprio standard oltre gli standard stabiliti. Saranno quindi considerati viewable solo gli annunci erogati in sezioni considerate 100% visibili.

L’azione di Millenial Media volta a stabilire una più corretta valutazione degli annunci viewable in-app è stata accolta da molti player di primo piano del settore come IPG Mediabrands, MEC, Initiative e molti altri.

Interpublic Group spinge sul programmatic mobile. Siglato un accordo globale con Millennial Media

Interpublic Group spinge sul programmatic mobile. Il gruppo pubblicitario ha siglato una partnership strategica globale con Millennial Media. Grazie all’accordo, le agenzie IPG e i loro clienti potranno beneficiare di maggiore efficienza, ricerche personalizzate, accesso alle banche dati estese e modulari di Millennial Media e a un’anteprima dei nuovi prodotti della piattaforma di mobile advertising. La partnership, guidata da IPG Mediabrands, media holding globale di Interpublic Group, comprende sia le agenzie media che i servizi creativi, digital e marketing di IPG.

La collaborazione punterà sulle potenzialità della tecnologia real-time bidding su mobile, offrendo un servizio di targeting e retargeting di alta qualità, oltre che di programmatic inventory. Cadreon, la piattaforma automatica centralizzata di acquisto IPG Mediabrands, sarà integrata con le offerte programmatiche di Millennial Media. Un accordo globale, quello con Millennial Media, che segna un ulteriore passo avanti nel programma di automazione di IPG Mediabrands.

«Stiamo adottando la tecnologia programmatica per ottimizzare gli investimenti dei nostri clienti mobile – ha detto David Cohen, chief investment officer UM, e presidente global partnerships, Magna Global -. Grazie alla collaborazione con Millennial Media, saremo in grado di sfruttare i dati di contesto, di comportamento e di localizzazione per migliorare il targeting dei consumatori attraverso diversi dispositivi, utilizzando l’automazione per l’acquisizione di utenti e il retargeting dei consumatori».

«Il settore sta affrontando un cambiamento programmatico. Secondo un recente studio di Millennial Media, circa il 75% degli inserzionisti sta comprando in modo programmatico, il 57% dei quali su mobile – ha aggiunto Carrie Seifer, svp, global strategy di Millennial Media -. Inutile dire che stiamo facendo investimenti significativi per contribuire all’accelerazione dell’innovazione nel nostro settore e siamo entusiasti di collaborare con IPG in questo momento del mercato».

Per dare il via alla nuova collaborazione, Millennial Media e Ansible, l’agenzia full-service mobile di IPG, hanno recentemente pubblicato un rapporto congiunto, intitolato Moms & Mobile – Are We There Yet?. I risultati dello studio forniscono alle aziende gli elementi fondamentali per comprendere meglio i comportamenti mobile e cross-screen delle mamme Millennial e di come i brand possono programmare al meglio strategie integrate per conquistare questo mercato in crescita.