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Michael Roth, Ceo IPG: «Dall’acquisizione di Acxiom un forte vantaggio competitivo»

IPG ha portato a segno una chiusura d’anno particolarmente brillante. I dati dell’ultimo bilancio della holding, relativi al Q4 e al full year 2018, hanno rivelato importanti crescite per il business della società, con un aumento del 13,3% del fatturato trimestrale e del 7,5% di quello dell’intero anno.

In particolare, questo bilancio è stato il primo dall’acquisto del business di data marketing di Acxiom, acquisito da IPG lo scorso ottobre per 2,3 miliardi di dollari. L’impatto di questa acquisizione si vedrà solo tra un anno, nell’ultima trimestrale 2019, ma nella call di bilancio il chairman e chief executive di IPG Michael Roth ha sottolineato quanto questa acquisizione si stia già rivelando importante, ponendo le basi per positivi effetti a lungo termine.

Innanzitutto in termini di rapporto coi clienti: «Ci aspettiamo di vedere le prime sinergie da Acxiom in termini di ricavi nel corso di quest’anno – ha dichiarato il manager -. Acxiom fornisce le fondamenta in ambito dati per molti dei maggiori e più sofisticati inserzionisti, inclusa circa la metà del gruppo Fortune 500. Si tratta di profonde collaborazioni, mediamente di lunga durata e con alti tassi di rinnovo».

Ma anche, come ha sottolineato Roth, in termini di adattamento dell’offerta della holding alle nuove esigenze degli inserzionisti, intenzionati ad attivare al meglio i loro dati proprietari: «Tutti noi operiamo in un ecosistema sempre più data-centrico, il che significa che la maggior parte del media continuerà ad essere focalizzato intorno al precision marketing, in particolare all’abilità di gestire i dati di prima parte per creare relazioni dirette più profonde con i consumatori, grazie a cui potersi connettere con i singoli utenti in maniera scalabile».

In questo, l’acquisizione della società costituisce una marcia in più: «[Acxiom ci conferisce] un forte vantaggio competitivo nel nostro mercato. Man mano che integreremo pienamente Acxiom, saremo sempre più capaci di rendere i dati dei nostri clienti profittevoli al massimo per loro, e fare marketing nella maniera più efficiente. Stiamo iniziando a vedere tutto questo nelle gare, con clienti avanzati, da principio in ambito media, che ci chiedono di mettere alla prova la nostra abilità nel collegare i loro dati proprietari con insight esterni per massimizzare i risultati di business».

IPG spinge su dati e analytics. Il ceo Roth: «Punteremo su Mediabrands»

IPG continua a spingere sull’offerta di dati e analytics. E lo fa attraverso IPG Mediabrands.

In occasione della call di bilancio relativa ai risultati del quarto trimestre e dell’intero 2016, il ceo della holding pubblicitaria Michael Roth ha dichiarato che il gruppo potenzierà l’offerta di dati e analytics all’interno della sua unit media, invece di acquisire soluzioni esterne. «Crediamo che [Mediabrands] diventerà il nostro magazzino di dati e la piattaforma che verrà utilizzata da tutti i nostri clienti», ha aggiunto.

Ciò vuol dire che le agenzie del gruppo potranno fare riferimento ai professionisti di Mediabrand per avere supporto sul fronte dati e analytics, così come alla piattaforma proprietaria di dati Audience Measurement Platform (AMP).

Quanto ad eventuali acquisizioni di strutture o tecnologie esterne, il manager non le ha escluse a priori, semplicemente ha fatto sapere che al momento sul mercato non ci sarebbe nulla di particolarmente interessante per i bisogni del gruppo.

Tra gli altri settori su cui il gruppo ha intenzione di investire quest’anno, c’è anche quello della consulenza. Un campo su cui molte agenzie stanno da tempo guardando con molto interesse per diversificare ulteriormente la propria offerta.

Positivi i risultati del gruppo: gli ultimi dati di bilancio, ufficializzati il 10 febbraio, hanno rivelato una crescita organica del 5,3% nel quarto trimestre 2016, e del 5% nell’intero anno.