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Sanbittèr punta sul programmatico per la nuova campagna

Sanbittèr torna in comunicazione con un nuovo film, on air nella versione da 30” e da 15” dal 5 giugno, sulle principali reti televisive e con una pianificazione digital. Obiettivi: annunciare il restyling della gamma Sanbittèr Emozion, con una nuova veste grafica che mette al centro l’immagine dei frutti succosi e l’iconica stella di Sanpellegrino, e presentare il nuovo gusto allo Zenzero.

Il nuovo spot è firmato dall’agenzia creativa Armando Testa e pianificato da Mediacom, che ricorre al programmatic per video e display, caratterizzati da creatività dinamiche. È inoltre previsto un piano social su Facebook.

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Coca-Cola: anche Programmatic per la campagna dedicata agli Europei 2016

C’è anche tanto Programmatic nella nuova campagna di Coca-Cola legata all’Official Partnership di Uefa Euro 2016. La campagna pone l’accento sul ruolo dell’azienda quale promotore di valori portanti come l’inclusività e il potere di aggregazione, in grado di superare ogni barriera.

Oltre al nuovo spot che racconta come il tifo per la propria Nazionale sia un gesto istintivo, in tv da domenica 22 maggio, a partire dal 10 giugno sarà online infatti anche una campagna programmatic con formati display adv desktop e mobile. Diversi soggetti creativi parleranno in modo specifico ai due segmenti di audience costruiti ad hoc per l’attività: gli “appassionati” di calcio e i “tifosi occasionali”,  sulla base di un timing volto al presidio dei singoli match (pre, durante e post partita).

La campagna, riadattata per il mercato italiano dall’agenzia McCann WorldGroup Italia, è pianificata da MediaCom, e prevede anche una consumer promotion e attività sui social.

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DoubleClick lancia il Programmatic Guaranteed in tutto il mondo

DoubleClick, la società che gestisce i prodotti pubblicitari di Google, ha annunciato il lancio globale del Programmatic Guaranteed, disponibile per tutti gli inserzionisti che usano DoubleClick Bid Manager, e per tutti i publisher che utilizzano DoubleClick for Publishers Premium.

Il Programmatic Guaranteed costituisce, in un certo senso, l’anello di congiunzione tra gli scambi pubblicitari tradizionali e il real-time bidding, utilizzando l’infrastruttura dell’RTB per dare alle vendite dirette i benefici della tecnologia programmatica, con prezzo fisso e inventory riservata.

Con Programmatic Guaranteed, «gli inserzionisti e le agenzie hanno accesso a inventory premium garantite», scrive sul blog aziendale Kurt Spoerer, Senior Product Manager di DoubleClick, che assicura: «Con Programmatic Guaranteed i publisher hanno maggiore sicurezza sui ricavi, possono fare forecast sugli accordi programmatici e godersi la semplicità del sistema di raccolta e fatturazione automatico. Tutto questo senza bisogno di inviare tag tramite email, senza preoccupazioni sul controllo creativo, discussioni sulle discrepanze, né interminabili scambi di fax».

Il lancio ufficiale (in versione beta) del Programmatic Guaranteed da parte di DoubliClick arriva dopo sei mesi di test, che hanno coinvolto 300 inserzionisti e 200 editori, permettendo a Google di perfezionare il prodotto.

Tra i partner che hanno scelto di puntare su questo prodotto, DoubleClick cita anche Condé Nast Italia, che ha scelto di “automatizzare i processi, per dedicare più tempo alle strategie e all’analisi”. Con il supporto di MediaCom, l’editore ha adottato “un nuovo approccio basato sulla pubblicità programmatica garantita, che elimina la necessità di interminabili scambi di email, fatture e documenti con i clienti”.

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Così Elia Blei, Commercial Director Digital and Large Markets, Condé Nast Italia: “Come editori premium, automatizzeremo i processi che oggi sono manuali. Programmatic Guaranteed è sicuramente una soluzione completa. È esattamente quello di cui un publisher come noi ha bisogno in uno scenario digitale in continua evoluzione e sempre più esigente”.

“Programmatic Guaranteed – dichiara invece Andrea Di Fonzo, Managing Director di MediaCom Italy – aiuta i publisher a offrire inventari di altissima qualità agli inserzionisti. Quando avviamo una campagna, dobbiamo sempre confrontarci per prima cosa con il publisher: una volta stabilito il prezzo, definiamo il posizionamento, le tempistiche e poi il volume. In questo modo, se paragoniamo la vendita diretta al Programmatic Guaranteed, otteniamo risultati migliori”.

Le forme “dirette” – ossia finalizzate a “automatizzare” gli scambi pubblicitari one-to-one – di programmatic advertising rappresentano uno dei comparti a maggior crescita per l’advertising online. Secondo una recente ricerca di eMarketer, solo negli Stati Uniti il programmatic direct dovrebbe aver raggiunto un valore di 8 miliardi di dollari, pari a oltre il 50% del giro d’affari annuale del programmatic adv.

Nestlé e MediaCom: 275 mila euro di efficienze in sei mesi con controllo viewability

Un team fortemente rinnovato a partire dal top management italiano composto da Zeno Mottura e Andrea Di Fonzo e una forte focalizzazione sulla tecnologia: due tratti distintivi di MediaCom, una delle quattro media agency di GroupM (WPP).

Con Nestlé, cliente di primissima grandezza entrato in portafoglio a fine 2014, MediaCom ha da subito iniziato a sviluppare una media strategy fortemente innovativa specie per un’azienda del largo consumo, con una quota superiore al 20% del budget destinato al digital e un’attenzione costante alle possibilità offerte dal Programmatic.

I risultati di questo primo anno di lavoro sono stati presentati giovedì sera al comScore Day (qui il nostro articolo sulle novità di comScore) da Andrea Di Fonzo, Managing Director MediaCom e a capo del team dedicato al cliente, e Walter Scieghi, Head of Marketing & Consumer Communication di Nestlé Italiana.

«Sin da quando abbiamo incominciato a lavorare con Nestlé, un anno fa, abbiamo intrapreso insieme un percorso di forte innovazione nella media strategy. L’Italia, insieme a Stati Uniti e Cina, è stata infatti individuata da GroupM che gestisce il cliente in molte country nel mondo, come mercato pilota per una svolta digitale importante, con investimenti nel mezzo superiori alla media del mercato sia quantitativamente, sia qualitativamente. Nestlé investe una share importante del proprio budget sulla comunicazione sull’online, con una fortissima focalizzazione sulla parte programmatica e tecnologica, che supera anche lei, la media mercato in termini di media buying», ci ha spiegato Andrea Di Fonzo.

Nell’ambito del comScore Day, forte enfasi è stata data ai risultati ottenuti attraverso l’ottimizzazione continua del media buying, resa possibile anche da una partnership con la multinazionale americana delle misurazioni.

«Da aprile – ha raccontato Di Fonzo – abbiamo iniziato a tracciare l’intera attività di comunicazione online di Nestlé, dando inizio a una ottimizzazione sistematica rispetto all’analisi della viewability e dell’erogazione a target delle campagne. Questo ci ha permesso, in sei mesi, di fare un improvement importante abbattendo il numero di impression sprecate, quantificabili in 100 milioni». Il cost avoidance per il cliente sarebbe stimabile in 275 mila euro, come emerso durante la conferenza stampa precedente all’evento.

Il tutto è stato portato avanti con un approccio molto trasparente nei confronti di publisher e concessionarie, che grazie all’interfaccia comScore comune con MediaCom hanno accesso alle stesse informazioni usate dalla centrale per l’ottimizzazione delle campagne, e che quindi a loro volta possono usarle per migliorare la qualità della propria inventory.

«I risultati raggiunti sono importanti, ma la strategia con Nestlé è in continua evoluzione e stiamo portando avanti un nuovo progetto che vedrà la luce nel 2016, tutto basato sui dati». Di Fonzo non anticipa di più, sembra logico che potrebbe trattarsi di una DMP dedicata, che consentirebbe a Nestlé di estrarre maggior valore dai propri dati proprietari in chiave di personalizzazione e targettizzazione della comunicazione online.

Il lavoro con Nestlé, spiega Di Fonzo, sintetizza bene quello che il manager definisce “metodo MediaCom”, un modus operandi a forte focalizzazione sulla tecnologia e sul programmatic con cui l’agenzia di GroupM punta a una forte connotazione sul mercato e che sta già dando i suoi frutti.

«Il 2015 è andato molto bene, con l’amministrato cresciuto a doppia cifra grazie agli importanti new business messi a segno» (ndr: tra cui Nestlé, Coca-Cola, Novartis, ma anche con il contributo dei clienti in portfolio, tra i quali Volkswagen, Ryanair, Warner, Eagle Pictures, Unicredit, Gardaland). E se per il 2016 si ha notizia della gara Volkswagen (vedi news qui), Di Fonzo prevede per MediaCom un anno all’insegna di «gare in attacco».

GroupM: Andrea Di Fonzo diventa Managing Director di Mediacom

GroupM, la media holding di Gruppo WPP, ha ufficializzato oggi (mercoledì) che Andrea Di Fonzo, dal 2010 Chief Digital Officer del Gruppo, lascia questo incarico per assumere quello di Managing Director di Mediacom, andando quindi a rafforzare la centrale guidata dal Ceo Zeno Mottura.

L’operazione va letta anche nel quadro di forte crescita della sigla, che nel 2014 ha conquistato la fiducia di una serie di nuovi importanti clienti, da Coca-Cola Italia a Nestlè, Passando per eBay.

All’interno del nuovo ruolo, Di Fonzo avrà la responsabilità diretta del team appositamente creato per Nestlè Italia, con cui si sta mettendo a punto una strategia 2015 improntata a un uso molto avanzato del digitale, specie in rapporto agli standard del mass-market.

Più in generale comunque, Di Fonzo si occuperà di potenziare la vision nell’area digital di Mediacom, formando con Zeno Mottura, altro manager di estrazione spiccatamente digitale, una coppia di vertice dal posizionamento piuttosto inedito nel panorama italiano dei centri media. «Siamo la prima media agency sul mercato italiano con una prima linea così digitale, integrata ed internazionale. Tre elementi chiave per guidare i nostri clienti nelle sfide del futuro», ha sottolineato lo stesso Mottura.

«Unirmi a Mediacom – ha commentato invece Di Fonzo – è una bellissima opportunità. E’ un agenzia con un potenziale incredibile, un network internazionale fortissimo ed un eccezionale team in Italia. Il mio commitment sarà quello di portare il mio mindset digitale e tecnologico e renderlo ancora più “rotondo”, declinandolo su tutti i media, anche quelli tradizionali».

Qualche curiosità riguarda il destino di GMI, la branch digitale “trasversale” di GroupM presentata lo scorso aprile e posta sotto la diretta responsabilità di Andrea Di Fonzo. Al momento, non è infatti prevista la nomina di un nuovo Chief Digital Officer di Group M.

Il passaggio di Di Fonzo in Mediacom, riporta il comunicato diffuso oggi dalla società, si affianca all’ulteriore crescita della prima linea digitale di GroupM, guidata da Paola Colombo (Managing Director di Xaxis), Giovanna Loi (Head of Digital Trading e Programmatic), Andrea De Togni (Head of Data & Tech) e Gianpaolo Vincenzi (dallo scorso ottobre Managing Director di Quisma).

La sigla GMI, ci hanno fatto sapere da Group M, non verrà abbandonata, e continuerà a rappresentare i servizi digitali del Gruppo a servizio delle varie agenzie. La mancanza di un preciso vertice di riferimento nel ruolo di Chief Digital Officer lascia però intendere un cambio di strategia per la struttura, non più identificata con una figura di primo piano del Gruppo (Di Fonzo faceva, e continuerà a fare, parte del Board di GroupM).

Del resto, lo stesso comunicato con cui si annuncia la nuova carica di Di Fonzo, sottolinea come la nomina si inserisca all’interno di un “nuovo corso” di GroupM definito “agency empowerment“, nome che parrebbe implicare la volontà di spingere sullo standing e sulla distintività delle singole agenzie. In questo senso, MediaCom avrebbe senz’altro nella vicinanza con le frontiere più spinte dell’innovazione digitale la propria peculiarità.

Andrea Di Fonzo è entrato in GroupM nel 2007 e dal 2010 ha ricoperto il ruolo di chief digital officer. Membro del board di GroupM Digital EMEA e di H-art, è stato in passato consigliere di IAB e di Audiweb. E’ Docente di Industry Structure of Digital Communication alla Bologna Business School. «Sono particolarmente contento che un talento cresciuto nel gruppo continui con noi il suo percorso professionale», ha detto Massimo Beduschi, ceo e chairman di Group.

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