Main partner:

Jobs

Il marketing predittivo genera maggiori conversioni e ROI

Grazie all’aumento esponenziale dei dati e dei dispositivi, i marketer hanno oggi un’opportunità unica di connettersi con i consumatori. Tuttavia, allo stesso tempo, questa crescita rappresenta una sfida cruciale: come gestire tutti questi dati? In un mondo online frammentato, la fedeltà al brand è labile e gli utenti si aspettano risposte immediate e messaggi rilevanti consegnati nel momento giusto.

Spetta ai marketer usare l’enorme quantità di dati a loro disposizione per interagire nel modo migliore con le persone ed evitare che si rivolgano a un concorrente. I professionisti del marketing hanno ora la possibilità di raccogliere e analizzare un’enorme quantità di dati e – ancora più importante – di sfruttarli per prevedere il modo migliore per interagire con gli utenti. Secondo la recente indagine condotta da Forrester per conto di Sizmek, l’84% dei marketer desidera creare un programma di marketing in grado di imparare da ogni interazione con gli utenti e ottimizzare la propria strategia.

Avere un’immagine unica del cliente è essenziale per creare messaggi personalizzati e rilevanti. Tuttavia, il 63% dei marketer dichiara di avere difficoltà a personalizzare le pubblicità per i singoli utenti a causa di una mancanza di insight. Inoltre, a causa dell’elevato numero di fonti di dati, i marketer faticano a integrarli: due professionisti su tre hanno infatti dichiarato che le informazioni sulle campagne marketing e sui propri clienti provengono da troppe fonti per riuscire a dar loro un senso.

I marketer faticano a trasformare i dati e gli insight di cui sono in possesso in azione e la velocità alla quale devono agire è particolarmente impegnativa: il 65% dei professionisti senior intervistati ha ammesso che i team che si occupano di customer insight impiegano troppo tempo a fornire le informazioni e il 62% ha dichiarato di non essere in grado di usare tutti i dati a disposizione per prendere decisioni.

«Grazie all’intelligenza artificiale è possibile organizzare i dati e analizzarli per ottenere insight significativi in pochi millisecondi. Le capacità predittive stanno trasformando il marketing consentendo di consegnare pubblicità personalizzate e rilevanti e di prevedere i risultati con elevata precisione sulla base dei comportamenti precedenti», ha commentato Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek.

Le soluzioni basate sull’intelligenza artificiale consentono già ai marketer di sviluppare modelli predittivi. Tuttavia, affinché questi modelli siano efficaci, è importante che siano supportati dal riconoscimento degli utenti, insight in real-time e dati di prima parte. Solo in questo modo è possibile ottimizzare le campagne marketing sulla base dei risultati previsti, invece che sui modelli di comportamento o su obsolete segmentazioni.

«In passato i marketer lo ritenevano quasi impossibile, ma oggi una pubblicità può essere consegnata attraverso il canale più adatto per ottenere i migliori risultati, evitando gli utenti che hanno basse probabilità di reagire nel modo desiderato. Inoltre, grazie alla tecnologia predittiva, questo può essere fatto in tempo reale e su vasta scala», ha aggiunto Quaroni.

Il predictive marketing basato sull’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui i brand si approcciano a campagne, analisi e misurazione dei risultati. I primi utilizzatori stanno già vedendo i benefici dell’utilizzo delle funzionalità predittive nel marketing: secondo la ricerca commissionata da Sizmek, il 69% dei marketer che hanno sfruttato le capacità predittive per almeno due anni hanno dichiarato di essere in grado di consegnare agli utenti messaggi più rilevanti e personalizzati. Il 57% ha inoltre affermato di aver ottenuto tassi di conversione più alti, oltre a un maggior ROI delle attività di marketing. Infine, il 53% ha visto migliori performance nell’intero customer journey, dalla brand awareness alle conversioni.

L’82% dei marketer considera le tecnologie predittive essenziali per essere competitivi

Secondo uno studio commissionato da Rocket Fuel a Forrester, senza tecnologie predittive basate sull’intelligenza artificiale, i professionisti del marketing hanno difficoltà nell’organizzare e utilizzare la grande quantità di dati in loro possesso. Il 66% degli intervistati ha dichiarato che i propri dati di marketing e sugli utenti provengono da troppe fonti per poter dar loro un senso. Inoltre, l’82% crede che, in futuro, il predictive marketing sarà fondamentale per poter rimanere al passo con i competitor.

L’indagine “The Next Wave of Digital Marketing is Predictive” raccoglie l’opinione di 579 decision maker del marketing in sei diversi Paesi, tra cui l’Italia. In totale, i marketer intervistati sono responsabili di investimenti pubblicitari del valore di 1,2 miliardi di dollari. I risultati della ricerca evidenziano molte delle sfide affrontate da inserzionisti e agenzie media, tra cui gestire i dati, raggiungere nuovi clienti in diversi momenti del customer journey e consegnare messaggi personalizzati e rilevanti.

“L’indagine di Forrester è la prova che i brand potranno sopravvivere e crescere solo implementando tecnologie predictive basate sull’intelligenza artificiale. Al momento attuale, solo il 30% dei marketer usa dati proprietari per comprendere i propri clienti. Inoltre, il 63% degli intervistati ha dichiarato di avere difficoltà nel personalizzare le pubblicità a causa di mancanza di informazioni. Tutto questo deve cambiare se le aziende vogliono raggiungere le persone nel momento esatto in cui sono pronte a rispondere a una pubblicità, consegnare il giusto messaggio in ogni momento del customer journey e battere i competitor. In un mondo in cui l’attenzione dei consumatori è scarsa, mentre canali e messaggi sono numerosi, il predictive marketing offre la risposta a brand, marketer e agenzie media che hanno bisogno di trovare un modo per consegnare su vasta scala pubblicità always-on e guidate dall’intelligence”, ha dichiarato Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe and Mena Region di Rocket Fuel.

I professionisti del marketing intervistati concordano che il predictive marketing basato sull’intelligenza artificiale offra la soluzione di cui hanno bisogno, garantendo sia ottime performance delle pubblicità sia insight approfonditi. L’86% degli intervistati prevede di aumentare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per migliorare gli insight di marketing nei prossimi 12 mesi, mentre l’80% ha dichiarato che userà l’IA per consegnare contenuti coerenti, ottimizzati e cross-device. Inoltre, l’86% ha affermato che le tecnologie predittive permetteranno di migliorare le capacità di personalizzazione, consentendo un’ottimizzazione creativa.

Le mutevoli abitudini di acquisto dei consumatori creano nuove sfide per le aziende

Secondo la nuova ricerca di Rocket Fuel, più della metà (55%) degli acquirenti online abituali modifica le proprie abitudini di acquisto almeno una volta alla settimana. Questo rappresenta una sfida ulteriore per i marchi che fanno pubblicità online, in quanto operano già in un mercato in cui il pubblico è frammentato e l’attenzione dei consumatori è scarsa.

Gli inserzionisti devono trovare un modo per raggiungere i consumatori nelle varie fasi del percorso di acquisto e determinare se sono disposti all’acquisto. Con 2 acquirenti online su 3 (64%) che affermano: “Come reagisco ad un annuncio o a una promozione dipende dall’umore in cui mi trovo”’, senza la giusta tecnologia per capirlo e per organizzare e utilizzare una gran quantità di dati, gli inserzionisti rischiano di innervosire i consumatori con pubblicità irrilevanti o irritanti, perdendo la loro unica possibilità di entrare in contatto.

La ricerca mostra che la crescita esponenziale di Internet, così come la presenza di innumerevoli canali e dispositivi, ha reso difficile per gli inserzionisti raggiungere i giusti utenti online. Se gli acquirenti cambiano le loro abitudini di acquisto settimanalmente, i brand hanno bisogno di una soluzione che possa aiutarli a raggiungere gli utenti nel momento perfetto e con il giusto contenuto. Inoltre, dato che nel tempo i venditori hanno raccolto grandi quantità di dati, devono poter utilizzare tecnologie predittive, supportate dall’intelligenza artificiale, per utilizzarli in modo efficace.

Il comportamento dei consumatori sta diventando sempre più difficile da prevedere per i venditori, utilizzando metodi tradizionali di segmentazione. In un momento in cui le persone dicono che i loro acquisti riflettono chi sono, i marketer e i rivenditori devono guardare alla gente come consumatori individuali, piuttosto che etichettarli usando metodi obsoleti. L’intelligenza artificiale è fondamentale per monitorare un’enorme quantità di dati, per identificare il modo in cui le persone acquistano e quando e per raggiungerli con una pubblicità personalizzata, nel momento preciso in cui potrebbero essere disposti all’acquisto. Si tratta meno di definire il segmento e più di agire sugli individui, interessandosi meno al dispositivo utilizzato e più al momento in cui viene impiegato. Quindi meno programmatic e più predictive.

Sfruttando il potere dell’IA, i marchi possono ottimizzare ogni parte del marketing mix per offrire esperienze complete, sempre aggiornate e sempre rilevanti per i consumatori. Inoltre, l’applicazione dell’intelligenza artificiale consente ai brand non solo di comprendere, ma di predire il comportamento dei consumatori. Gli algoritmi avanzati determinano dove si trova il consumatore, a che punto del percorso di acquisto e quali messaggi pubblicitari aiuterebbero la conversione. Ciò garantisce ai retailer di mostrare il contenuto giusto a coloro che sono pronti ad acquistare, guidando le conversioni e superando la concorrenza.

I dati del sondaggio, commissionato dalla società ad-tech condotto nell’aprile 2017 da Qualtrics, riguardano 2209 digital retail consumer di Regno Unito, USA, Germania, Francia, Italia, Spagna, Svezia, Austria.

Niente Cannes nel 2018 per Publicis Groupe. Sadoun: «Focus sull’AI»

L’anno prossimo Publicis Groupe potrebbe non essere presente ai Cannes Lions.

Proprio mentre entra nel vivo l’edizione 2017 del Festival della Creatività, Arthur Sadoun, novello Ceo della holding pubblicitaria francese che all’inizio di questo mese ha preso il posto di Maurice Lévy, ha dichiarato che il gruppo si prenderà un anno sabbatico da premi e attività promozionali (incluso il Festival), sfruttando le stesse risorse per sviluppare un nuovo prodotto di Intelligenza Artificiale.

«Tutti gli investimenti e l’attenzione» del gruppo saranno votati alla costruzione di questo nuovo strumento, spiega il manager. «Nessun evento promozionale. Siamo seri su questo. Niente Cannes l’anno prossimo».

La piattaforma si chiamerà Marcel dal nome del fondatore del gruppo Marcel Bleustein-Blanchet, e consisterà in una sorta di assistente professionale tecnologicamente avanzato. Il suo obiettivo sarà quello di connettere gli 80 mila dipendenti del gruppo, impegnati in 200 discipline in 130 Paesi, identificando per essi opportunità di progetti cross-mercato e anticipando i bisogni dei loro clienti attraverso analisi predittive.

Il progetto è ancora in fase iniziale e il suo sviluppo potrebbe prendere un anno di tempo. Publicis Groupe starebbe puntando a presentarlo ufficialmente in occasione del prossimo VivaTech, la conferenza annuale organizzata dalla holding a Parigi insieme a Les Echos (qui un resoconto di Andrea Di Fonzo sull’edizione 2017, che si è conclusa qualche giorno fa).

Il gruppo infatti deve ancora capire quale sarà la struttura di Marcel da un punto di vista finanziario, e coinvolgere il reparto Risorse Umane nella registrazione di tutti i dipendenti della società all’interno del sistema. Un processo complesso, che potrebbe vedere la partecipazione non solo delle agenzie interne del gruppo (secondo quanto riporta AdvertisingAge, molta della tecnologia dovrebbe essere sviluppata da Publicis.Sapient) ma anche di alcuni partner terzi per specifiche aree, come quella degli algoritmi di Intelligenza Artificiale.

MainAd al Programmatic Day: «Applichiamo l’Intelligenza Artificiale al Programmatic»

L’applicazione dell’Intelligenza Artificiale al Programmatic è una pratica che, nonostante il suo carattere di novità, ha già conseguito risultati importanti destando, di conseguenza, l’interesse di un numero sempre maggiore di operatori. Proprio su questo si è focalizzato il contributo del Chief Strategy Officer di MainAd, Michele Marzan, al Programmatic Day 2017.

La società fondata a Pescara da Piero Pavone, Marco CotumaccioMarino Gualano impiega l’IA per attivare i dati nelle campagne pubblicitarie automatizzate e attraverso il Machine learning, che permette di implementare tecnologie cognitive di apprendimento, è in grado di offrire alle aziende servizi di marketing predittivo.

Secondo quanto dichiarato da Marzan nella videointervista realizzata a margine del suo intervento, grazie a tali strumenti MainAd supporta le aziende nelle loro attività di comunicazione in maniera più puntuale e personalizzata.

IBM Watson arriva sulla piattaforma di marketing predittivo di Rocket Fuel

Rocket Fuel porta le capacità cognitive di IBM Watson all’interno della propria piattaforma di marketing predittivo.

La società ha infatti annunciato una nuova funzionalità della propria offerta, chiamata “Brand Moments“, che include la tecnologia di IBM Watson. “Attraverso questa integrazione – si legga nella nota ufficiale – Rocket Fuel, con IBM Watson Discovery, fornirà informazioni sulle decisioni d’acquisto dei consumatori utilizzando il cognitive computing per identificare parole chiave e segnali sul sentiment nei confronti dei brand in tempo reale”. Queste parole chiave alimenteranno l’Intelligenza Artificiale di Rocket Fuel per migliorare performance, brand safety e intelligence dei processi di marketing.

La soluzione Brand Moments è attualmente in fase di test con selezionati clienti. Al momento del roll-out, sarà disponibile per tutti i clienti di Rocket Fuel negli Stati Uniti.

Rocket Fuel apre un nuovo ufficio a Praga. Focus sull’ingegneria

Rocket Fuel, annuncia l’apertura dell’ufficio di Praga. Questa nuova sede permetterà alla società specializzata in tecnologie di marketing predittivo di espandere la sua presenza globale e di creare il suo team di ingegneri approfittando dei numerosi talenti tecnologici della Repubblica Ceca.

“Con l’evoluzione del business di Rocket Fuel verso il predictive marketing, è importante continuare a espandere il nostro gruppo di ingegneri coinvolgendo i maggiori esperti del settore per migliorare i tool e le funzionalità di intelligenza artificiale che offriamo ai nostri clienti”, ha commentato Rick Pittenger, SVP of Engineering, “Praga è un polo tecnologico in crescita e siamo entusiasti di connetterci con i numerosi talenti locali che potranno contribuire al nostro sviluppo”.

L’espansione della società, si legge in una nota, è la conferma della costante attenzione al miglioramento delle sue funzionalità di predictive marketing. Nello specifico, la nuova sede si concentrerà nell’ulteriore sviluppo della data science dietro all’intelligenza artificiale e al machine learning dell’azienda. Con l’aggiunta dell’ufficio di Praga, Rocket Fuel raggiunge quota 25 uffici in 10 Paesi.