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Adotmob: dati ecommerce di prima parte, tecnologia e creatività per un programmatic “mobile first e cross screen”

L’industria del programmatic ha a che fare con un ecosistema frammentato, nel quale vive una grande varietà di attori, ognuno dei quali apporta diversi tipi di dati e valore aggiunto alle campagne pubblicitarie.

Di qui una domanda-chiave: cosa cercano davvero i brand? Oggi, i first party data di qualità, i dati granulari sugli acquisti online e i dati di geolocalizzazione sono diventati fondamentali.

Gli inserzionisti devono tenere in considerazione i walled gardens

Una menzione particolare ai due colossi tech Facebook e Google, che si dividono tra loro metà della spesa globale in advertsing digitale, e l’arrivo dei dati ecommerce di Amazon, che acquisteranno sempre più importanza.

I dati della search di Google, i dati log-in e interesse di Facebook o i dati ecommerce di Amazon, possono permettere agli inserzionisti di ottenere alti livelli di granulatità e centrare l’obiettivo di un targeting accurato. Ma le loro rispettive infrastrutture nella maggior parte dei casi sono “walled gardens“.

Negli ultimi anni, i brand hanno aumentato i loro sforzi per raggiungere le loro audience al di fuori di questi walled gardens. Ma la complessità e la diversità delle sorgenti di dati di terza parte rende loro complicato decifrare il mercato e individuare le soluzioni davvero rilevanti.

Non tutti i dati sono uguali

In generale, la maggior parte dei players digitali, elabora i seguenti tipi di dati:

  • Programmatic data (dati raccolti durante il processo di RTB dalle richieste di bid o dai flussi di offerta: per esempio, il modello di smartphone, il tipo di connessione Internet, il sistema operativo, ecc.)
  • Dati di geolocalizzazione (ottenibili implementando un SDK nell’app di un Publisher o utilizzando le coordinate GPS raccolte all’interno delle richieste di bid)
  • First party data (quando i brand li rendono accessibili attraverso il proprio sito internet) o DMP

In ogni caso, i dati raccolti direttamente a livello di log-in sono una merce ambita per le piattaforme ad tech e per i loro clienti, che desiderano ottenere la stessa qualità di targeting che hanno tramite Google, Facebook e Amazon.

Cosa serve per una visione completa dell’audience? Dati di prima parte esclusivi

Per rispondere a questo problema, Adotmob offre ad agenzie e inserzionisti un’unica marketing suite end-to-end, mobile first, che mette insieme il meglio dei dati, della tecnologia e della creatività, per ottenere forti risultati e insights.

Le sorgenti di dati ecommerce di prima parte esclusive di Adotmob consentono agli advertiser di ottenere una qualità di targeting nella maggior parte dei casi non disponibile al di fuori dei walled gardens. Particolarmente preziosi sono i dati delle transazioni ecommerce del gruppo Vente-Privee/Privalia, raccolti a livello di Log-in e al 100% anonimizzati (che rappresentano oltre 65 milioni di utenti nel mondo, di cui 10 milioni in Italia) azionabili esclusivamente attraverso Adotmob.

Attraverso le sue molteplici fonti di dati – che integrano dati e-commerce e dati di prima parte, dati socio-demografici, Programmatic data, dati di geolocalizzazione – e la capacità avere dati deterministici grazie all’accesso all’ecommerce di Vente Privee/Privalia, Adotmob è in grado di unificare gli ID di un singolo utente su tutti i suoi dispositivi, tra il mobile web mobile e l’universo App, e gli accessi desktop al fine di identificare le audience digitali in modo estremamente preciso.

Ciò rende possibile per gli inserzionisti targettizare profili specifici come, per esempio, un uomo alto-spendente di età compresa tra 35 e 49 anni, con interesse in sport e moda, che lavora a Milano in zona Porta Nuova, visita regolarmente il sito della Gazzetta dello Sport e compra spesso prodotti di lusso (gioielli, fashion, design) e articoli sportivi (abbigliamento, scarpe, accessori) su Vente-Privee/Privalia.

Insight & Analytics condivise per un’analisi migliore della campagna

Inoltre, ai clienti sono forniti insight e analytics molto precisi all’inizio e alla conclusione delle campagne, per aiutarli ad acquisire maggiore conoscenza dei loro consumatori attraverso la profilazione dell’audience che intendono raggiungere e quella che hanno coinvolto con successo nella campagna.

L’insights report di Adotmob fornisce agli advertiser i profili sociodemografici dei loro consumatori, così come gli interessi, le abitudini di acquisto, i brand preferiti e altre informazioni preziose, grazie ai dati di prima parte degli ecommerce e alla elaborazione delle bid requests. Il nostro obbiettivo è fornire ai brands informazioni deterministiche di comportamento degli utenti.

Quando la tecnologia migliora le esperienze

In aggiunta ai suoi plus tecnologici, Adotmob è in grado di offrire un valore aggiunto anche sul piano della creatività e dell’esperienza di campagna. Un team di esperti dedicati si concentra allo sviluppo UX e Design delle strategie creative, e una serie di tecnologie proprietarie offre ai clienti la possibilità di controllare la frequenza delle esposizioni alle campagne tra i vari dispositivi.

Per quanto riguarda la brand safety, altro tema oggi cruciale, tutte le campagne di Adotmob sono verificabili dai maggiori fornitori di strumenti di misurazione, come Nielsen, IAS, Forensiq e altri auditor, per essere sicuri che la campagna sia stata veicolata agli utenti nel totale rispetto del brand.

Adotmob (Vente Privee/Privalia) apre una sede in Italia; alla guida Marino Cipolletta: «Puntiamo a competere con i Big della pubblicità mobile»

Adotmob, la Data Mobile Company Cross-Screen e Marketing Suite, apre in Italia; a guidare la nuova sede sarà Marino Cipolletta, nominato Country Manager.

Grazie ad un accordo esclusivo con il Gruppo Vente Privee/Privalia, operatore dell’e-commerce da circa 3 miliardi di dollari di ricavi nel 2016, la struttura ha sviluppato un’offerta Mobile Cross-screen in grado di offrire agli inserzionisti dati socio-demografici di prima parte certificati e dati e-commerce di scontrino che, integrati alla tecnologia proprietaria per la creazione di audience lookalike e l’indicizzazione dei dati bid stream, incrementano la reach di utenza anche con dati probabilistici, più 10 milioni in Italia. L’acquisto viene eseguito in modalità managed programmatic attraverso le principali supply-side platform premium.

Obiettivo di Adotmob è competere con i grandi operatori del mobile: Facebook, Google e Amazon, grazie all’esclusività dei dati log in ma soprattutto grazie ai dati e-commerce, che permettono di avere un’utenza con dati comportamentali reali.

«Il nostro modello offre agli inserzionisti il meglio di entrambi i mondi, dati log in ed e-commerce, al fine di elaborare una comunicazione efficace ed efficiente che raggiunga esclusivamente l’Audience In Target, è una soluzione vincente e indispensabile per chi acquista pubblicità», ha dichiarato Cipolletta, in passato Head of International Mobile di Aol.

adotmob

Ciò significa, per fare un esempio, che se l’obiettivo di comunicazione di un marchio sono le donne dai 25 ai 45 anni interessate a moda, tempo libero e sport e questa informazione la si certifica grazie ai dati di log in e ai dati di scontrino su 50 verticali diversi a disposizione di Adotmob, aggiungendo la creazione di audience lookalike si riesce a comunicare e raggiungere l’utenza desiderata senza dispersione, volendo anche con un frequency cap di un’impressione per utente su tre dispositivi (mobile, desktop e tablet) oppure con un frequency cap di tre impressioni, una impressione per dispositivo.

Tutte le campagne di Adotmob sono verificabili dai maggiori fornitori di strumenti di misurazione, come Nielsen, IAS e Moat e, stando a quanto dichiarato dalla società, hanno conseguito risultati al di sopra della media.

«Vogliamo essere una Mobile Company aperta, che aiuta marchi e centri media a raggiungere l’audience in target sulla base di cosa acquistano e fanno nel mondo online e offline», ha aggiunto Cipolletta, «Grazie alla nostra tecnologia e ai nostri dati, la società offre soluzioni Mobile GEO in grado di geolocalizzare gli utenti e tracciare i loro spostamenti estrapolando tempo, durata e luoghi visitati. La nostra reportistica live, attualmente in beta e in fase di sviluppo, permetterà di condividere dati GEO e dati sui punti d’interesse precisi sovrapposti ai dati e-commerce in tempo reale, il tutto visualizzato su dashboard di reportistica condivise. Un progetto ambizioso a cui stiamo lavorando sodo».

In sostanza, l’offerta di AdotMob si basa su quattro pilastri fondamentali:

  1. Insight e analytics, ottenuti grazie alla raccolta di dati di prima parte e dei segmenti lookalike in fase pre e post-campagna;
  2. Dati esclusivi, la soluzione Unify Data permette di sviluppare pianificazioni mobile cross-schermo con frequency cap da una a tre impressioni con dati sia deterministici che probabilistici. Audience Extention Lookalike permette invece di creare segmenti lookalike in base ai dati provenienti dall’e-commerce;
  3. Esperienza utente, tutelata grazie a formati proprietari dinamici cross-screen, con unità pubblicitarie Video, Rich Media e Standard compatibili con l’esecuzione in programmatico;
  4. Reportistica sui dati di campagna, che vanno oltre i classici report di CTR e Delivery e sono mirati a implementare i dati di prima parte ed e-commerce attraverso grafiche intuitive.

«L’offerta Mobile Cross-Screen è importante per i marchi per creare strategie pubblicitarie sui vari dispositivi che gli utenti utilizzano nell’arco della giornata. L’obiettivo di questo approccio con dati reali di prima parte e di scontrino è ottenere una maggiore precisione nella comunicazione», ha concluso il Country Manager.

Le campagne di Adotmob sono ad oggi erogate sui verticali in ambito moda, lusso, beni di largo consumo, auto, finanza e vendita al dettaglio.

Programmatic su mobile… divisi da un linguaggio comune?

La pubblicità programmatica, ossia l’acquisto e la vendita automatizzati dell’inventario di pubblicità digitale generalmente tramite l’uso di offerte in tempo reale (Real-time bidding – torneremo sull’argomento tra breve), è già una materia che vale diversi miliardi di dollari. IAB Europe ha annunciato al Dmexco 2015 che il mercato programmatico ha totalizzato nella pubblicità display un aumento del 70,5%, attestandosi sui 3,65 miliardi di euro in Europa nel 2014.

A differenza del mondo della pubblicità display su pc, il mobile è ancora relativamente nuovo nel panorama programmatico, sebbene stia già generando molto interesse. Per gli inserzionisti e i marchi, il mobile offre dei vantaggi che la modalità statica non è proprio in grado di offrire.

Grazie alla natura altamente personale di smartphone e tablet, i brand possono determinare cosa è pertinente per un consumatore nei momenti più importanti, nell’arco di un mese, di un giorno, e persino di un minuto. Man mano che il programmatico conquista una fetta sempre più importante del settore mobile, i marchi sono in grado di raggiungere il proprio pubblico di riferimento in quei precisi istanti in tempo reale e su larga scala.

Tuttavia, con una terminologia apparentemente intercambiabile relativa al programmatico (RTB, DSP, e SSP, per citare solo alcuni dei tormentoni che spiccano nelle testate odierne), le aziende possono sentirsi confuse rispetto a queste nuove tecnologie.

Cosa significano dunque per voi tutti questi termini che gravitano intorno al mondo programmatico, e come possono contribuire a sfruttare al massimo le campagne pubblicitarie programmatiche sul mobile?

Programmatic-Mobile

Le parole giuste

Innanzitutto, l’acquisto programmatico consente agli inserzionisti di presentare offerte e acquistare l’inventario dei media digitali per singole impressioni attraverso un mercato pubblicitario, senza dover negoziare anticipatamente il prezzo, il budget o le impressioni. Possono competere più inserzionisti, ma alla fine uno solo rientrerà nei parametri delle regole prestabilite dal publisher, aggiudicandosi il diritto di pubblicare l’annuncio pubblicitario. Il mercato è il Mobile Exchange, dove acquirenti e venditori acquistano e vendono singole impressioni all’asta, in tempo reale.

Ritorno alle offerte in tempo reale (Real-Time Bidding – RTB). In parole povere, si tratta di una modalità di vendita e acquisto di pubblicità display online in tempo reale, basata su un’impressione pubblicitaria per volta. Rispetto all’acquisto tradizionale basato su segmenti, l’RTB aiuta gli inserzionisti a superare la necessità di inserire la pubblicità in un segmento potenzialmente eterogeneo, sfruttando invece le potenzialità del marketing one-to-one su larga scala.

Ma quando si acquista l’inventario pubblicitario digitale, cosa succede se si vuole realizzare più di uno scambio? Una Demand-Side Platform (DSP) consente agli acquirenti di utilizzare un’unica interfaccia per raggiungere i consumatori attraverso più scambi pubblicitari e reti. L’RTB viene lanciata per ciascuno scambio e, tramite l’uso di una DSP, gli esperti di marketing possono gestire le offerte e i prezzi per i dati stratificati sulle fasce del loro pubblico di riferimento.

Tuttavia, la modalità programmatica su dispositivi mobili non riguarda soltanto l’acquisto, ma anche la vendita dell’inventario. Una Supply-Side Platform (SSP) consente ai publisher di gestire l’inventario pubblicitario attraverso più scambi sul mobile, reti e rispettive trattative dirette, automatizzando e ottimizzando la vendita dei loro spazi sui media. Questo consente ai publisher di vendere le impressioni al miglior offerente e accedere a migliaia di nuovi inserzionisti.

Infine, un altro termine importante è quello dei Mercati privati (Private Marketplaces – PMP), mercati esclusivamente su invito dove i publisher di alta gamma mettono a disposizione il proprio inventario e pubblico ad acquirenti selezionati, spesso tramite l’utilizzo degli ID di offerta. Coniugando sofisticate capacità di targeting a una vasta rete di relazioni tra publisher, il mobile è ora in grado di fornire agli inserzionisti un inventario dello stesso livello di qualità che troverebbero in un ambiente full-service nello spazio programmatico.

L’opportunità offerta dal programmatico

Al di là dei tanti acronimi e della terminologia tecnologica, il programmatico su mobile costituisce soprattutto un’opportunità per i marchi di pagare esclusivamente per i consumatori che intendono raggiungere, offrendo la flessibilità di visualizzare rapidamente la performance e spostare facilmente il budget per massimizzare le interazioni e le conversioni.

Potremmo andare avanti a oltranza sull’argomento. In uno spazio che ancora presenta ampi margini di sviluppo e grandi potenzialità, dobbiamo crescere come settore, allo stesso passo con cui evolve la tecnologia. Sebbene vi siano innegabilmente ancora diversi aspetti da affrontare, la collaborazione, la trasparenza e la formazione nel panorama programmatico aiuteranno a spingere la spesa pubblicitaria digitale, in gran parte rappresentata dal mobile.

Best Practice per la pubblicazione di campagne programmatiche su dispositivi mobili

  1. Uno degli aspetti probabilmente più importanti del ciclo di vita della campagna è la pianificazione. Anche se l’acquisto programmatico offre una scala di trasparenza senza precedenti, mai vista prima d’ora nel mobile, è fondamentale mappare i propri obiettivi con largo anticipo.
  2. Uno dei vantaggi dell’acquisto programmatico è dato dalla flessibilità che offre. Avrete infatti una grande quantità di dati a portata di clic. Tenete presente che, nonostante sia possibile prevedere la pubblicazione programmatica, questa non è garantita. Prendete in considerazione la prenotazione di qualche spazio in più per assicurarvi di pubblicare tutti i vostri contenuti.
  3. Scegliete un partner tecnologico affidabile e scalabile che sfrutti una varietà di tattiche. Assicuratevi che questo partner possa aiutarvi ad analizzare i risultati, compresi i miglioramenti del CTR, le conversioni, la frequenza ottimale e una copertura unica su tutto il vostro pubblico di riferimento.

 

Marino Cipolletta, Millennial Media: «Mobile programmatic, ecco cosa c’è da sapere»

Millennial Media è una delle società globali più importanti nel mercato della pubblicità su mobile. Presente in Italia dal 2014, sta conquistandosi un ruolo di primo piano soprattutto in relazione al tema del mobile adv gestito in modalità programmatica. Marino Cipolletta, Head of International Sales EMEA di Millennial Media, ha risposto ad alcune domande su questo argomento, condividendo parte del know how acquisito dalla società.

Cos’è il programmatic su mobile e perché è così importante?

In poche parole, si tratta di utilizzare la tecnologia al fine di automatizzare l’acquisto e la vendita di spazi pubblicitari su mobile a livello di singola impression. Inizialmente, l’acquisto programmatic si è sviluppato per consentire ai publisher di smaltire l’invenduto e agli acquirenti di aggiudicarsi facilmente uno spazio pubblicitario mirato a basso costo. Con l’evoluzione della tecnologia, il settore mobile è ormai giunto a un punto in cui l’automazione è in grado di soddisfare le esigenze più avanzate di acquirenti e venditori riguardo l’inventory pubblicitaria di alta qualità. Uno dei principali vantaggi dell’acquisto in modalità programmatica è la flessibilità che offre, grazie all’ampia disponibilità di dati a disposizione degli esperti di marketing, che consente loro di visualizzare rapidamente le performance e spostare facilmente il loro budget per massimizzare le interazioni e le conversioni. Tale flessibilità consentirà agli acquirenti di media di compiere notevoli progressi al fine di raggiungere i consumatori in modo più mirato attraverso una serie di formati pubblicitari, dal semplice banner ai video, fino ad arrivare agli annunci nativi.

Quali sono i principali vantaggi per chi acquista spazi adv?

Per gli acquirenti, uno dei maggiori vantaggi è la possibilità di identificare ogni singola impression tramite una piattaforma dedicata alla domanda (Demand-Side Platform – DSP). La DSP è collegata a un “Ad Exchange” che consente agli inserzionisti di fare un’offerta e acquistare le impression in una serie di siti di publisher, ma in modo mirato su utenti specifici in base a informazioni quali la posizione e il comportamento di navigazione precedentemente adottato. In passato, i metodi utilizzati implicavano l’acquisto di blocchi garantiti di inventory a un prezzo concordato, in un processo non automatizzato, direttamente da ad network o publisher.

E per i publisher?

Per i publisher e gli sviluppatori di app, i vantaggi sono identificabili negli strumenti sell-side in modalità programmatica mobile quali la piattaforma lato offerta (Supply-Side Platform – SSP) o l’Ad Exchange, in grado di mostrare l’inventory a fonti di domanda incrementale, altrimenti non raggiungibili dal team di vendita diretta. In tal modo è possibile sfruttare e confezionare i dati di prima parte e condividerli con acquirenti disposti a pagare un extra per raggiungere queste fasce di pubblico a livello di impression. Alcuni publisher stanno sfruttando la tecnologia programmatica sell-side anche per creare mercati privati (Private Marketplaces – PMP). La diffusione di PMP nelle trattative programmatiche su mobile fornisce agli inserzionisti un accesso prioritario all’inventory, dati potenziati a livello di impression e, spesso, maggiori probabilità di vincita visto che la concorrenza nelle aste private è generalmente minore.

In che modo il programmatic su mobile differisce da quello desktop?

L’ecosistema del desktop utilizza i cookie per l’identificazione, il targeting e il retargeting dei singoli consumatori. È un sistema collaudato ed efficiente per gestire campagne pubblicitarie digitali. Tuttavia, questo non può avvenire nello stesso modo nel mobile. Perché? Il cookie non è un ID persistente nel mondo mobile, in quanto alcuni browser supportano cookie di terze parti e alcuni li bloccano di default. Inoltre, gli utenti dedicano sempre più tempo all’utilizzo delle app e i cookie non sono supportati nelle app. Gli ID di dispositivi conformi ai requisiti delle PII (personally identifiable information), quali l’IDFA della Apple e l’Android ID, sono le forme più comuni di identificazione nelle app, e sono gli ID che gli esperti di marketing stanno attualmente utilizzando per gestire l’attribuzione e il targeting nel sempre crescente ecosistema delle app. Ma comunque, al di là delle differenze, i dati generati dai dispositivi mobili sono molto più completi rispetto a quelli desktop. Se utilizzati in conformità con le PII, tali dati consentono agli esperti di marketing orientati a una strategia basata su dati di incentrare il proprio piano media programmatico su segnali di intenzione e dati di contesto importanti, quali la posizione, che rappresenta un vero fattore di differenziazione sul mobile.

Quali sono le differenze tra mercato aperto e mercato privato?

La principale differenza tra un mercato aperto e un mercato privato è il controllo. Se un publisher espone l’inventory in uno scambio aperto, questa risulterà visibile a tutti gli acquirenti collegati a quella piattaforma di scambio. Sebbene il publisher possa controllare la base di prezzo del proprio inventario e gestire i filtri base, quali ad esempio una “lista di blocchi” per nome e categoria di inserzionisti, si tratta sempre di un’asta pubblica, aperta a tutti. Un mercato privato, o PMP come viene definito, offre al publisher il pieno controllo, la possibilità di immettere i propri preziosi dati di prima parte e costruire un ambiente riservato a Vip. Un PMP offre agli acquirenti un accesso diretto e preferenziale all’inventory di un publisher specifico o di un gruppo di publisher, con una densità di offerte inferiore rispetto allo scambio aperto. Piuttosto che raccogliere I/O, si sfruttano flussi di lavoro automatizzati per procedere all’acquisto dell’inventory arricchito con dati sulla base di singole impression.

Alla scoperta di Millennial Media, l’azienda indipendente leader nella pubblicità mobile

E’ recente la notizia che Millennial Media, azienda indipendente leader a livello globale nel mobile advertising, ha annunciato la “100% Full Viewability Garantita” per i propri clienti. In poche parole l’azienda, che offre soluzioni pubblicitarie a top brand mondiali e consente ai publisher di monetizzare la propria invetory attraverso il network ed exchange (SSP NEXAGE), garantisce una viewability al 100% agli inserzionisti attraverso la collaborazione con Integral Ad Science (pioniera nel settore).

Una promessa non da poco e che ha fornito a Programmatic Italia l’occasione di confrontarsi con Marino Cipolletta, Head of International Sales di Millennial Media, al quale chiediamo quali sono le nuove offerte dell’azienda e a che punto è la sua espansione in Italia. 

Può descrivere brevemente il profilo di Millennial Media? Qual è la sua mission, e come si posiziona sul mercato mobile globale?

La nostra mission è semplificare le strategie mobile per i nostri partner in un ecosistema brand safe, frode free e 100% di Viewablility garantita. Siamo in grado di farlo perché offriamo più soluzioni in un’unica piattaforma end to end, eliminando così la necessità di lavorare con un gran numero di point solution. Inoltre, riusciamo ad assorbire le complessità tecnologiche – Mobile DSP, Mobile Exchange, Mobile SSP e una Mobile DMP – in modo da semplificare l’esecuzione mobile per i nostri clienti, dai servizi gestiti alle pianificazioni in programmatic.

Uno degli elementi distintivi di Millennial è la tecnologia. Quali strumenti fanno parte della vostra offerta sul mercato?


Con l’acquisizione di Nexage, leader nel Mobile SSP, nel 2014, si è completata la nostra evoluzione da classico network mobile di pubblicità a leader operante nel mercato mobile, che consente ai publisher e agli inserzionisti di negoziare in modo trasparente e su larga scala, grazie all’aggiunta di una piattaforma mobile programmatica tramite un nostro DSP gestito e una piattaforma di gestione dei dati, DMP. Quest’ultima può integrarsi con piattaforme di terze parti per ottimizzare e migliorare il Customer Lifetime Value (CLV) dei nostri clienti. Oltre ad una piattaforma programmatica mobile e alla creazione di PMP (Privite Market Place), Millennial offre anche un supporto programmatico gestito tramite una mmDSP, consentendo ai partner di acquistare in modalità programmatica in caso non dispongono di tecnologie RTB. Alla base di tutto c’è poi un ecositema di 65.000 app e siti mobili che alimenta la piattaforma di Millennial Media. Questo vasto ecosistema mobile e le strette relazioni tra publisher ci consentono di mettere in contatto gli inserzionisti con il pubblico di maggiore interesse e dare loro accesso a un inventario mobile di alta qualità.

Millennial-Media-Sito

Nel settore del digital advertising, il mobile sta guadagnando molto spazio. Cosa differenzia la pubblicità sui nuovi device rispetto alla display tradizionale?


La discriminante sta nei comportamenti dei consumatori in continua evoluzione. Con la sempre più capillare diffusione dei device mobili, gli esperti di marketing sono in grado di determinare quando raggiungere i propri consumatori ovunque essi si trovino. Le nuove tecnologie consentono ai brand di raggiungere un pubblico ben definito in luoghi specifici, sfruttando dati come la posizione in tempo reale geolocalizzata, il cross-screen e i profili demografici, compresi l’età, il sesso, il reddito familiare, la lingua, il livello di istruzione e altro ancora. Inoltre, i consumatori sono disposti a ricevere contenuti e messaggi da brand, ma solo se di loro interesse. Ecco quindi che il dato diventa l’elemento chiave in grado di garantire la rilevanza dell’offerta.

Per quanto riguarda l’Italia: da quanto tempo operate nel nostro Paese, e qual è il vostro posizionamento attuale? E gli obiettivi?

Collaboriamo con i clienti e i centri media gestendo campagne in Italia dal 2014. L’Italia è uno dei nostri “mercati chiave” all’interno dell’area EMEA. E’ per questo che siamo in fase di espansione sul territorio. In generale, con un mercato così competitivo, ricco di operatori di nicchia, il nostro obiettivo è quello di posizionarci come un’azienda mobile full stack end-to-end, in grado di assistere le agenzie e i brand nel comprendere meglio il loro target di riferimento e avere successo nel mobile. Il nostro DNA è puramente mobile.

Sul fronte della pubblicità mobile e del programmatic, quali saranno secondo lei le prossime mosse che caratterizzeranno il nostro mercato?

Per gli inserzionisti, si tratta semplicemente di esplorare le opportunità che il mobile offre in aree chiave quali creatività, dati e programmatico. Parlando di creatività, invece, la domanda da porre è “State utilizzando le funzionalità native dei dispositivi mobili per sviluppare campagne di mobile advertising efficaci ed impattanti?”. Con funzionalità uniche in grado di coinvolgere il pubblico di riferimento, i brand possono creare esperienze memorabili e migliorare l’efficacia del messaggio su dispositivi mobili. Il boom dell’uso di video mobile da parte dei consumatori comporta anche nuove opportunità per gli inserzionisti. Per quanto riguarda i dati, la prossima fase del mobile advertising implicherà l’integrazione di dati mobili sempre più sofisticati che grazie alle DMP, gli inserzionisti saranno in grado di tracciare un quadro più dettagliato e approfondito del loro pubblico di riferimento su larga scala. Anche l’acquisto programmatico su mobile è in rapida crescita. Uno dei principali vantaggi dell’acquisto in modalità programmatica è la flessibilità disponibile, grazie all’ampia scelta di dati di cui godono gli esperti di marketing, di cui dovrebbero accogliere con entusiasmo l’acquisto su mobile in modalità programmatica. Agli sviluppatori e ai publisher del mobile in Italia suggerirei di dare un’occhiata alla nostra tecnologia supply-side platform (SSP) e scoprire come può essere utile per migliorare ed incrementare i loro ricavi. Grazie all’accesso a centinaia di demand sources, la nostra SSP collochera i publisher al posto di comando per incrementare i ricavi dal mobile advertising.