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GDPR, Commanders Act rilascia una piattaforma per la gestione dati nel rispetto della privacy

Commanders Act comunica che fornisce supporto immediato a tutti gli inserzionisti e gli editori partner di Google per l’implementazione e il rispetto di tutte le disposizioni del Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR).

Google ha di recente reso note le modifiche alle sue norme pubblicitarie e queste novità interessano tutti gli editori partner e gli inserzionisti online che utilizzano Google Analytics 360 Suite. Viene, infatti, richiesto alle aziende di assicurarsi di avere il consenso degli utenti web al trattamento dei dati a fini pubblicitari, in conformità con le norme sulla protezione dei dati, pena la disattivazione dal proprio sito web di Google Analytics entro la scadenza fissata per il GDPR, il 25 maggio 2018.

Il fornitore europeo di soluzioni aziendali per la gestione di tag, dati e customer journey mette dunque a disposizione di queste e di tutte le aziende una piattaforma di gestione dati che consente di implementare le proprie misure di marketing online nel rispetto del GDPR. La norma mira a garantire che i visitatori di un sito web diano il consenso al trattamento dei propri dati personali, sulla base di informazioni sufficienti, prima che questi vengano elaborati. Ciò presuppone che il visitatore venga informato sia del tipo di dati raccolti, sia delle finalità del trattamento degli stessi. Per fare questo, deve poter aprire il menu del Privacy Center per selezionare le singole categorie di dati e fornire il proprio consenso.

Dopo aver ricevuto il marchio di certificazione per la protezione dei dati ePrivacyseal nell’aprile 2017, dall’inizio del 2018 Commanders Act soddisfa tutti i requisiti del GDPR in materia di infrastrutture, condizioni generali di contratto, documentazione e procedure di elaborazione dei dati. Il modulo di consenso per l’uso dei cookie “Privacy” di Commanders Act garantisce che l’utente dia il proprio consenso conformemente al GDPR per tutte le soluzioni di marketing implementate, tramite la gestione dei tag sul sito web e all’interno dell’app. Ciò significa che anche i tag di Google Analytics 360 Suite possono essere controllati e monitorati in modo mirato.

L’avviso per il consenso (Consent Banner) di Commanders Act indirizza il visitatore al Privacy Center, dove può gestire le impostazioni dei propri cookie personali. Sulla base della selezione effettuata dall’utente, il Tag Management attiva solo le soluzioni o le famiglie di soluzioni per le quali il visitatore ha dato il suo consenso esplicito dopo aver preso nota delle informazioni rilevanti. Quindi è solo per queste soluzioni che vengono eseguiti i tag, inseriti i cookies nel browser, che le informazioni richieste vengono elaborate dal team marketing e il valore richiesto comunicato.

“Con la nostra piattaforma di gestione dati siamo in grado di colmare il divario nello scenario della protezione dei dati. La nostra soluzione, infatti, è già conforme al GDPR”, ha commentato Marco Frassinetti, Country Manager Italy di Commanders Act. “Il caso Google Analytics è emblematico: ha una quota di mercato stimata superiore all’80% e il software per l’analisi del comportamento degli utenti viene usato da oltre 10 milioni di siti web. L’annuncio sulle modifiche alle norme pubblicitarie per inserzionisti e editori partner metterà molte aziende di fronte a nuove sfide”.

Commanders Act, Frassinetti: «Ottimizzare le performance adv? Servono dati e un approccio omnicanale»

Attivare i dati nel processo programmatico, ma in generale in ambito digital advertising, è la vera grande sfida per pianificazioni vincenti. Ma cosa significa tecnicamente? «Generalmente, attivare i dati viene interpretato come utilizzare le audience disponibili nella DMP per esporre ai clienti o potenziali tali, messaggi pubblicitari mirati e accattivanti sui canali da loro maggiormente usati», spiega Marco Frassinetti, Country Manager Italy di Commanders Act. La realtà europea permette ai propri clienti di monitorare le campagne digitali omnichannel e cross device e di raccogliere, riconciliare e attivare i propri dati, sia on sia offline «per cercare di veicolare una vera e propria storia sui prodotti, più che un semplice messaggio pubblicitario, sempre più in ottica one-to-one e sempre più dinamica nel tempo», spiega ancora il manager, che in questa intervista anticipa come gli sforzi di Commanders Act siano concentrati sullo sviluppo della DMP e su partnership chiave con altri player di mercato.

Marco, perché è così importante ragionare in ottica one-to-one?

«Ciascun utente ha le proprie abitudini di interazione: c’è chi usa i canali social, chi utilizza prettamente testate giornalistiche online, chi si limita al solo utilizzo dei motori di ricerca. Ogni utente è un caso a se stante, e proprio per questo è fondamentale che la storia venga raccontata sui canali maggiormente utilizzati da ciascuno. Seguire questo principio significa da un lato aumentare il ROI delle proprie campagne ed evitare dispersione inutile di budget pubblicitario, e dall’altro coccolare l’utente dimostrandogli che la storia che gli sto raccontando è in linea con i suoi interessi, la sua cultura, le sue abitudini. In sostanza, se ciascun editore o inserzionista si muovesse in questa direzione, toglieremmo linfa vitale e ragion d’essere agli ad-blocker».

L’utente però lamenta sempre più invalidità e mancanza di coerenza degli annunci con il proprio journey online. Perché siamo ancora in questa situazione?

«Il mercato, agenzie e vendor media, hanno come slogan: “Il giusto messaggio, al giusto cliente, al momento giusto, con il giusto contenuto sul giusto device”. La realtà è che il 59% degli utenti ritiene che la pubblicità che riceve ogni giorno non è in linea con i suoi bisogni del momento. Questo perché le esperienze dei clienti sono molto spesso cross-canale. E il problema è che i diversi canali anche se interconnessi tra loro agiscono separatamente e non sono in grado di fornire una customer experience univoca. Per garantire una esperienza di navigazione completa e interconnessa bisogna implementare una strategia customer centric e avere un approccio omnichannel. Il primo step fondamentale è quello di identificare gli utenti cross device & cross channel ed è proprio in questo che Commanders Act fa la differenza. Permette di avere un approccio omnichannel e utilizzare le informazione raccolte sui clienti tramite la DMP per ottimizzare le perfomance, veicolando messaggi pertinenti omnichannel & cross-device».

Intanto, le aziende che investono puntano a risultati misurabili e alla brand safety. Come contribuite al raggiungimento di questi obiettivi?

«Il nostro sistema di misurazione di performance delle campagne, chiamato Mix Commander e parte della nostra suite, consente non solo di capire il contributo in termini di revenue e ROI di ogni singolo canale, bensì anche eventuali errori commessi durante la pianificazione delle campagne, con particolare riferimento alle campagne RTB; qualora quindi risultassero delle impression erogate su domini o pagine indesiderati o inopportuni per il brand, lo strumento è in grado di rilevarle e consentire la correzione della pianificazione al media planner. Lo strumento chiaramente non si limita soltanto ad azioni correttive, si configura bensì come uno strumento fondamentale per analizzare in dettaglio il contributo che apporta ciascun canale al proprio business, in termini di conversioni, revenues generate, costi e relativi ROI. Mix Commander si pone sul mercato quindi come strumento unico nel suo genere, di importanza cruciale per ogni marketer che voglia avere una visione a 360 gradi e super-partes delle propria presenza sul web, nonché chiaramente rendere profittevole il proprio business».

Quale effetto ha quindi tutto questo sul ROI di chi investe?

«L’implementazione di strategie omnichannel permette di comprendere le sinergie tra online e offline. Data la complessità del customer journey è fondamentale dotarsi di strumenti di attribuzione come quello offerto da Commanders Act per comprendere il vero impatto degli investimenti digitali. Mediamente i nostri clienti arrivano a un aumento del ROI compreso tra il 15 e il 20% essendo in grado di ripartire il proprio budget media, sui canali più performanti».

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Attualmente su cosa vi state concentrando? Quali saranno i vostri prossimi passi per questo 2017?

«Gli sforzi sono concentrati sulla nostra DMP e su partnership chiave con altri player di mercato. Lato DMP, stiamo puntando sul machine learning. Il Prediction Tree è il primo step verso l’intelligenza artificiale in Commanders Act. I campi di applicazioni sono differenti e stanno portando a risultati sorprendenti. Possiamo per esempio prevedere chi tra tutti gli utenti che visitano il sito ha una propensione di acquisto elevata (90%) in base al comportamento di navigazione, ed escludere questa audience da liste di retargeting (Google, Facebook, eccetera) per ottimizzare quel canale specifico. Per darvi dei numeri, Promod ha avuto un saving del 10% annuo e ha reinvestito il budget su altri canali marketing. Un altro campo di applicazione è il look-a-like modeling. Si può per esempio comprendere chi dei visitatori anonimi ha un profilo simile a clienti VIP. In questo modo si possono implementare strategie di marketing personalizzate in quanto si ha una conoscenza maggiore dell’utente che si ha di fronte».

E sul fronte partnership?

«Una partnership importante portata a termine alla fine del 2016 è quella con Criteo. Attraverso la nostra integrazione siamo in grado di riconciliare gli utenti cross device e di conseguenza permettere ai nostri clienti comuni di conoscere meglio i percorsi di acquisto degli utenti. Altra importante integrazione è quella di Funnel.io, per importare in automatico i costi delle campagne all’interno della nostra piattaforma di attribution per comprendere meglio il ROI. Siamo molto attivi sul mercato e vogliamo fornire ai nostri clienti una soluzione completa per l’implementazione di strategie omnichannel».

Commanders Act ottiene la certificazione europea per la protezione dei dati

Commanders Act ha ricevuto la certificazione europea di ePrivacy per la protezione dei dati. È una delle prime soluzioni nel settore della gestione multicanale dei dati a dimostrare la propria adeguatezza al nuovo standard, che entrerà in vigore in tutti i Paesi europei a partire dal 25 maggio 2018.

La certificazione comprende l’intera offerta di soluzioni di Commanders Act, che include Tag Commander per la gestione dei tag, la piattaforma di gestione dei dati in tempo reale (DMP) Data Commander, Fuse Commander per la sincronizzazione delle identità degli utenti e Mix Commander per l’analisi e l’ottimizzazione dei budget media.

«Commanders Act prende molto sul serio la protezione e la sicurezza dei dati. Questa certificazione è estremamente importante per noi e dimostra la qualità dei nostri processi. Proponiamo una vasta gamma di possibilità per proteggere i dati degli utenti che va ben oltre gli standard. I nostri clienti sentono già la necessità di tracciare e targettizzare i loro utenti conformemente alla normativa più severa sulla protezione dei dati», ha commentato Marco Frassinetti, Country Manager per l’Italia della società fornitrice di soluzioni per la gestione di tag e dati.

La certificazione ePrivacyseal è rilasciata dallo specialista indipendente europeo della protezione dei dati, ePrivacy GmbH.