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Next 14 acquisisce l’agenzia di tech marketing Adbibo e rinforza la presenza in Spagna

Next 14, gruppo italiano attivo nelle marketing technologies, ha completato mercoledì a Madrid l’acquisizione del 51% di Adbibo, un’agenzia di tech marketing spagnola specializzata nell’offrire a brand ed agenzie sofisticate capacità di targeting nella pianificazione digitale, attraverso la piattaforma proprietaria di social media advertising Predactive.

L’accordo prevede una forte e reciproca integrazione tecnologica con Turbo, il trading desk indipendente del Gruppo attivo sul mercato italiano.

In particolare, Turbo potrà sfruttare la piattaforma Predactive per offrire ai propri clienti innovativi servizi sul fronte social adv. Mentre Adbibo completerà la sua offerta a brand e agenzie spagnole con i servizi di Programmatic Advertising  – sia in modalità managed services che self-service –  grazie all’utilizzo delle piattaforme Audience Lab e White Rabbit, sviluppate da Turbo negli ultimi anni.

“Siamo entusiasti di entrare a fare parte di Next 14 – dichiara in una nota Mikel Lekaroz, fondatore di Adbibo, in passato Presidente di IAB Spagna e che rimarrà azionista di minoranza nella società  – e l’accesso alle piattaforme del Gruppo ci consente da subito di estendere in modo estremamente qualificato e significativo la nostra offerta verso i clienti che sino ad ora hanno utilizzato ed apprezzato Adbibo solo sul fronte social adv”.

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Mikel Lekaroz

Adbibo si trasferirà immediatamente nei nuovi uffici di Next 14 a Madrid, che oltre ad Oz Digital, potranno ospitare le nuove iniziative programmate nei prossimi mesi sul mercato spagnolo.

“L’acquisizione di Adbibo è un passo importante per la nostra crescita in Spagna – dice Marco Ferrari, Ceo di Next 14 – Oltre alle sinergie tra Adbibo e Oz Digital sul fronte full-stack e tra Adbibo e Turbo sul buy side, crediamo che altre delle attività che ci stanno dando grandi soddisfazioni in Italia, penso ad esempio ai servizi di proximity marketing e advertising di JoinTag, possano essere replicate con successo in Spagna”.

Next 14, che ha chiuso il 2017 con ricavi a 18,3 milioni e dichiara la previsione di superare i 30 milioni di fatturato già nel 2018, è il primo gruppo indipendente italiano attivo nelle marketing technologies e una delle aziende digitali europee a più forte tasso di crescita, recentemente premiata ad Amsterdam con il il “Red Herring Top 100 Europe”, il prestigioso premio istituito nel 1996 dall’omonima rivista americana, che premia ogni anno le più promettenti iniziative imprenditoriali in ambito tecnologico dell’area europea.

Next 14 compra Zodiak Advertising e cresce nel Programmatic. Ferrari: «Un pilastro della nostra strategia»

Next 14, il primo gruppo indipendente italiano attivo nelle marketing technologies, ha annunciato di avere completato nei giorni scorsi l’acquisizione di Zodiak Advertising, una delle principali realtà ad-tech nel mercato sud-europeo e parte del Gruppo De Agostini.

All’interno del Gruppo Next 14, Zodiak Advertising – che offre ai publisher e alle concessionarie pubblicitarie una piattaforma integrata per l’ottimizzazione di tutti i principali sistemi di monetizzazione degli spazi pubblicitari – diventerà Oz Digital, con un’operazione di re-branding che verrà illustrata a mercato e partners nelle prossime settimane.

“L’acquisizione di Zodiak Advertising  – ha dichiarato Marco Ferrari, Ceo di Next 14 – rappresenta un passo estremamente importante per Next 14. Il lancio del progetto Oz Digital in Italia e in Spagna è un pilastro della nostra strategia per i prossimi anni. Grazie anche alle sinergie tecnologiche con le altre aziende del nostro gruppo, siamo e saremo sempre più in grado di offrire una suite differenziata e completa di prodotti che consentono ad advertisers ed editori una reale ottimizzazione dei loro obiettivi nell’ambito del Programmatic Advertising”.

“La fase 1 dello sviluppo di Zodiak Advertising, ovvero la creazione di un prodotto solido tecnologicamente e commercialmente, insieme alla crescita internazionale, si è conclusa con successo – ha dichiarato Nicola Drago, co-fondatore di Zodiak Advertising e amministratore delegato di De Agostini Publishing -. La fase 2, che ha inizio ora, sarà quella del consolidamento, della maturità tecnologica e dell’integrazione industriale all’interno di un gruppo che, a differenza di De Agostini, ha nel data-driven marketing il proprio core business”.

Piena continuità dal punto di vista del team. Marco Guglielmin ed Ellis Bosisio, figure chiave di Zodiak Advertising sin dal 2011, rimarranno al centro del progetto “Oz Digital”.

Next 14: si amplia l’offerta

Per Next 14 l’acquisizione di Zodiak è la seconda operazione di crescita per linee esterne del 2017, dopo l’acquisizione di JoinTag, startup veronese leader nel proximity marketing & advertising.

Le due acquisizioni vanno ad integrarsi con le aziende verticali (Turbo, Sting Media, Zerostories) sviluppate da Next nei primi 2 anni di vita e permettono al Gruppo di offrire ad aziende e concessionarie – attraverso piattaforme e tecnologie proprietarie – servizi ad alto valore aggiunto nell’ambito delle marketing technologies, coprendo tutti i segmenti chiave della filiera (Programmatic Advertising, Data Management, Branded Content, Proximity & Mobility) in Italia e Spagna.

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Con oltre 10,5 milioni di euro di fatturato nel 2016 e la previsione di superare i 18 milioni nel 2017, Next 14 – che nel 2016 ha chiuso il suo primo round di funding raccogliendo 4,5 milioni di euro da parte di qualificati investitori privati – si conferma come una delle aziende digitali italiane a più alto tasso di crescita, puntando a superare i 30 milioni di euro di fatturato già nel 2018.

Next 14 diventa SpA e nomina il nuovo consiglio di amministrazione per il prossimo triennio

Opera da due anni nell’emergente mercato del data-driven marketing & advertising e si è dimostrata una delle start-up italiane a più alto tasso di crescita nel comparto digitale: stiamo parlando di Next 14.

Oggi, questa società, dopo aver annunciato ad aprile il closing del suo primo round di funding con 4,5 milioni di euro investiti nell’azienda da parte di qualificati investitori privati – 3° operazione in assoluto nel 2016 nel mondo startup e 1° nel digital media secondo una recente statistica pubblicata dal Corriere della Sera –, ha reso noto che l’Assemblea degli Azionisti ha approvato la trasformazione in Società per Azioni e nominato il nuovo consiglio di amministrazione, in carica per il prossimo triennio.

Ai fondatori Marco Ferrari (Presidente), Marco Franciosa e Matteo Scortegagna si affiancano nel board Mauro Del Rio e Alfredo Scotti.

Mauro Del Rio, fondatore del Gruppo Buongiorno e attuale Presidente dopo l’acquisizione della digital company da parte di NTT Docomo nel 2012, è una delle personalità più note del mondo digital italiano.

Alfredo Scotti, fondatore e già Presidente del quotidiano online Linkiesta.it, in passato Chairman del colosso assicurativo Aon, ha maturato una lunga e significativa esperienza come consigliere indipendente in numerose realtà quotate e non (tra cui Impregilo, Credito Lombardo Veneto, Recordati e Maffei).

Next 14 è una società a forte vocazione digitale e tecnologica: dopo aver lanciato Turbo, che dal 2014 si è affermata come il principale player indipendente italiano nel Programmatic Advertising digitale, e Zero, attiva dal 2015 e focalizzata sullo sviluppo e distribuzione di contenuti di brand entertainment, il gruppo è ora impegnato nel lancio commerciale di Sting, prima piattaforma online per la compravendita di spazi televisivi.

La società, che ha realizzato un fatturato di oltre 5 milioni registrato nel 2015 (+ 200% rispetto al 2014) conferma le proprie previsioni di oltre 10 milioni di ricavi per il 2016.

Marco Ferrari (Next 14): «L'era del data-driven marketing e advertising è cominciata»

L’era del data-driven marketing e advertising è cominciata. Parola di Marco Ferrari, Ceo di Next 14, che abbiamo intervistato a IAB Forum 2015

Secondo Ferrari, che con Next 14 ha dato vita al primo hub italiano specializzato nella creazione di società data-driven, tra cui c’è il trading desk indipendente Turbo, il mondo della pubblicità sta vivendo una vera e propria rivoluzione dovuta ai fenomeni dell’automazione e dei dati. Oggi un dollaro su tre a livello mondiale sul digitale è gestito con processi automatici e questo succederà in tempi molto brevi anche sull’offline.

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UniCredit attiva la Data Management Platform proprietaria, sviluppata con Turbo

Siamo entrati nell’era del Data-Driven e Programmatic Advertising, che assorbe una quota sempre più rilevante dei budget digitali anche in Italia (qui le ultime previsioni del Politecnico di Milano). In questo contesto, i marketer sono chiamati ad adattare competenze e investimenti alle nuove sfide che il Programmatic porta con sé, in particolare sul fronte della gestione dei dati.

UniCredit è stata tra i pionieri su questo fronte e durante il 2015 ha investito nello sviluppo di una soluzione Data Management Platform (DMP) proprietaria, realizzata in collaborazione con Turbo, il leader italiano indipendente del data-driven advertising. Testata con successo nei mesi scorsi, la DMP UniCredit è stata attivata su larga scala nelle campagne digital da pochi giorni, in occasione del lancio della nuova campagna UniCredit #Tuttaunaltrastoria, che illustra su tv, stampa e digital tutti i servizi di mobile banking a cui i Clienti UniCredit possono accedere tramite smartphone.

«Attraverso la DMP – dichiara Silvio Santini, Head of Group Brand Management di UniCredit – la Banca può oggi aggregare e gestire in tempo reale tutti i dati provenienti dalle attività Paid (ossia le campagne ADV, ndr) e Owned  (navigazione delle properties di UniCredit), creando segmentazioni di audience ad hoc da attivare nelle diverse campagne. L’utilizzo dei dati nelle campagne in Programmatic sarà sempre più rilevante nei prossimi anni e per noi è fondamentale essersi attrezzati da subito per poterlo controllare e gestire attraverso una soluzione proprietaria, che garantisca a noi e ai nostri Clienti la massima sicurezza e il totale rispetto delle norme sulla privacy».

La possibilità di includere o escludere audience specifiche dalle attività di comunicazione digitale (si pensi ad esempio all’esclusione degli attuali Clienti da una campagna di new customer acquisition o alla focalizzazione esclusiva sugli attuali Clienti delle iniziative di upselling) permette infatti di  concentrare i messaggi esclusivamente sul target interessato, ottimizzando così l’efficienza e i risultati delle campagne. Allo stesso tempo, l’utilizzo degli stessi dati nella gestione delle properties online, permetterà alla Banca di offrire ai visitatori e Clienti, esperienze online sempre più personalizzate in base alla storia di navigazione e in ultima istanza, un servizio online sempre migliore e disegnato a misura di Cliente.

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Marco Ferrari

«Siamo estremamente fieri di accompagnare un cliente come UniCredit su un fronte così strategico – dichiara Marco Ferrari, Ceo di Next 14, il gruppo indipendente di data-driven marketing e advertising di cui fa parte Turbo -. Controllare i propri dati in un ambiente proprietario permette alle aziende di investire sul Programmatic Advertising con maggiore controllo e sicurezza».

«E’ un fatto – aggiunge Ferrari – che anche all’estero, nel momento in cui il Programmatic è uscito dalla sperimentazione per diventare un mezzo rilevante, le aziende hanno sentito l’esigenza di fare un passo avanti nella catena del valore, focalizzandosi sul fronte della gestione dei dati, che sono il vero patrimonio strategico, in grado di generare vantaggio competitivo nel tempo».

La soluzione DMP proposta da Turbo – sincronizzata con tutte le principali DSP – permette infatti alle aziende di internalizzare soltanto la parte più “strategica” sul fronte Programmatic – ossia quella legata ai dati proprietari –mantenendo piena libertà e autonomia nella gestione operativa delle campagne, che possono continuare ad essere affidate ai partner esterni.

Marco Ferrari, Next 14: «Il programmatic verso nuove frontiere»

Il programmatic è uno dei trend più rilevanti dell’advertising online. Ma ancora il nostro mercato è additato come “giovane” da questo punto di vista. E’ probabilmente vero per certi aspetti, ma è altrettanto vero il fatto che la crescita dell’Italia in questo segmento sta correndo a grande velocità: «Che il mercato italiano del Programmatic si sia definitivamente affermato, lo dimostrano i numeri», afferma Marco Ferrari, co-Founder & Ceo del gruppo Next 14 di cui fanno parte il trading desk indipendente Turbo, la piattaforma di programmatic tv Sting Media e Zero Studios, attiva nel data-driven brand entertainment. Secondo il manager, per questo mercato «Le previsioni di una crescita ancora a tripla cifra, da 100 a 200 milioni, dovrebbero trovare conferma ufficiale nelle prossime settimane. E, considerate le dimensioni totali del mercato italiano dell’advertising online, direi che la domanda non è più “se” ma “come” le aziende italiane spendono in programmatic advertising».

Con Turbo avete dato vita al primo trading desk italiano indipendente. E’ stata una scelta vincente?

Quando abbiamo fondato Turbo, abbiamo chiarito sin da subito che ci saremmo focalizzati esclusivamente sul programmatic. Non perché era il trend del momento, ma perché si trattava e si tratta di una vera svolta nel mondo dell’advertising. Come per tutte le cose, il mercato ha bisogno di un po’ di tempo per assestarsi e le aziende devono essere messe in condizione di comprendere i veri vantaggi apportati dall’automazione. Sono nati tanti nuovi attori, nuovi ambiti e figure professionali. Il ruolo di aziende come la nostra consiste anche nel dimostrare con i fatti che il programmatic, se gestito correttamente, può portare sia efficienza che efficacia alla comunicazione. Una cosa di cui siamo particolarmente soddisfatti è che il mercato ci riconosce come interlocutori di qualità che portano valore. Contribuire a rendere trasparente e comprensibile un mercato nato un po’ troppo “opaco” è stata, ed è, una sfida che riteniamo fondamentale per la crescita nostra e dell’intero rinnovato ecosistema digitale.

Parliamo di mobile: il programmatic può contribuire allo sviluppo del mercato?

Potenzialmente, il mobile è il canale perfetto per gli acquisti in programmatic, visto che rispetto alle tradizionali campagne display, potrebbe utilizzare anche dati aggiuntivi (sistema operativo, posizione geografica e così via, ndr). E’ un canale che sta crescendo molto rapidamente e credo si stiano facendo passi avanti importanti per la definitiva affermazione del canale.

Voi come rispondete alle necessità di tracciamento a fronte della frammentazione tra device diversi?

Il tracciamento cross-device, che attualmente è nel suo stadio iniziale, continuerà a evolversi di pari passo con l’ingresso sul mercato di nuovi gadget tecnologici quali le tecnologie “indossabili”. Al fianco del tracciamento cross-device “deterministico”, oggi garantito solo dalle grandi piattaforme come Google, Facebook o Twitter che attraverso il login possono garantire una tracciabilità certa degli utenti cross, non ci sono alternative che utilizzare tecniche di tracciamento “probabilistiche”. Lo sviluppo di una soluzione di fingerprint per la nostra Turbo DMP, va in questa direzione e ci permette di utilizzare modelli statistici complessi per decodificare tutti i dati a nostra disposizione.

Dunque, il ruolo dei dati nella comunicazione del presente e del futuro è importante…

E’ assolutamente centrale. Marketing e advertising saranno sempre più data-driven nei prossimi anni. Per questo tutte le aziende sviluppate all’interno di Next 14 – oltre a Turbo, Zero Studios, che si occupa di brand entertainment, e Sting Media, piattaforma di programmatic tv -, hanno in comune, al di là dello specifico ambito di attività, la cultura della raccolta, analisi e attivazione dei dati.

 

Sting Media firma il primo acquisto in programmatic sulla tv italiana

Sting Media, la startup parte del Gruppo Next 14 nata per innovare in senso tecnologico la compravendita di spazi pubblicitari in tv e sui media offline in generale, ha completato in estate il primo, storico acquisto in “programmatic” nelle storia della pubblicità televisiva italiana.

Sting_Media_LogoLa transazione, ci ha fatto sapere Sting Media, è avvenuta durante il periodo estivo, nell’ambito del primo test operativo delle piattaforma sviluppata dalla società per l’automazione delle transazioni sugli spazi televisivi. Al momento non sono stati resi noti dettagli sull’identitò dell’acquirente e della rete tv coinvolta.

Il test ha coinvolto diversi players che rivestono un ruolo primario nel mercato televisivo italiano: lato offerta hanno partecipato le maggiori concessionarie nazionali, mentre lato domanda sono state coinvolte tutte le principali centrali media.

Obiettivo del test, spiega una nota diffusa da Sting Media, era la prima sperimentazione della piattaforma su inventory e ordini reali, permettendo alle concessionarie di accedere con credenziali individuali, immettendo proposte riferite ai periodi di Agosto. Le proposte erano valutabili dai centri media a target focus con i file probabilizzati utilizzati abitualmente dagli stessi, integrati o meno con i piani definiti su Kubik, il software di proprietà di Mediasoft con cui Sting ha un accordo in esclusiva per le transazioni online, con cui la piattaforma è integrata.

Le proposte visibili su Sting erano direttamente acquistabili in quanto presupponevano la certezza di disponibilità. Il test – nonostante il periodo estivo, con i piani già ultimati e le ferie incombenti – ha coinvolto, tramite una decina di centri media, 38 investitori, con i rispettivi brand e circa 40 planner pilota. Le concessionarie hanno immesso proposte – intese come aggregati di spazi in ultimo minuto – fuori dalle politiche commerciali disponibili sul mercato.

LOGO-NEXT-14Alcuni di questi moduli erano proposti open market, cioè a tutto il mercato coinvolto, ed altri erano destinati, in modo privato, a singoli investitori. Nonostante il numero limitato di offerte – considerati gli obiettivi del test, che ha incluso un servizio di assistenza online e training per i centri media coinvolti – durante il periodo è avvenuta la prima, “storica” transazione effettiva in “programmatic” sulla piattaforma Sting.

“Siamo estremamente soddisfatti dalle indicazioni raccolte durante questo primo test di verifica dell’operatività della piattaforma”, dichiara Roberto Calzolari, Ceo di Sting Media ed ex numero uno italiano del colosso Starcom Mediavest Group. “Grazie ai feedback degli operatori, che ringraziamo, abbiamo la possibilità di continuare lo sviluppo in piena sintonia con le esigenze del mercato, preparandoci al lancio commerciale vero e proprio, previsto per quest’autunno”.

Sting si propone sul mercato come una piattaforma indipendente e neutra che facilita le negoziazioni tra acquirente e venditore, mettendo a disposizione delle parti una serie di funzioni e opzioni che lasciano alla negoziazione e all’incontro tra seller e buyer la finalizzazione delle transazioni. Un processo evolutivo già ampiamente avvenuto nell’acquisto di spazi digitali grazie al Programmatic, ma che sull’off-line, a partire dalla televisione lineare, muove oggi grazie a Sting i suoi primi passi.

Marco Ferrari sul Programmatic TV: «Strada complessa, ma è uno dei territori più affascinanti da esplorare»

La convergenza tra internet e tv è uno dei temi chiave del presente e del futuro della pubblicità. E tra i complici di questo proficuo incontro i più indicano anche il Programmatic.

Il mercato del Programmatic TV è infatti in rapida ascesa: secondo recenti stime elaborate da Magna Global, entro il 2019 coprirà il 17% dello spending adv televisivo negli USA.

Siamo dunque di fronte a una nuova frontiera che anche il mercato italiano sta attenzionando. Ne parliamo con Marco Ferrari, ceo & co-founder di Next 14, il primo hub italiano specializzato in soluzioni di marketing e di advertising data driven che, dopo il trading desk Turbo, ha lanciato Sting Media, start up che si propone di innovare in senso tecnologico il media buying televisivo.

Dott. Ferrari, il programmatic è uno dei trend emergenti della pubblicità digitale. Quali opportunità offre nell’ambito del video adv?

Dal punto di vista tecnico, l’utilizzo del programmatic per pianificare campagne video online porta due benefici principali. Da un lato la possibilità di pianificare su audience a target, riducendo la dispersione e beneficiando dei dati gestiti tramite Data Management Platform. Dall’altro l’ottimizzazione della reach, definendo tramite le piattaforme la corretta frequenza di erogazione della campagna. Queste caratteristiche, comuni a tutte le attività programmatic, sono ancora più importanti in ambito video, considerando che tipicamente questo formato è utilizzato per attività di branding e awareness. Non stupisce quindi che siano proprio i budget video a trainare la crescita nel 2015 del programmatic in Italia e non è difficile prevedere che questo tipo di pianificazione aumenterà ulteriormente nel 2016, proprio per i vantaggi che offre rispetto al planning digitale “tradizionale”.

Per gli editori, il video può essere la chiave per monetizzare adeguatamente il traffico mobile?

Senza dubbio il video è tra i formati più adatti al mezzo, nell’ambito di un’evoluzione assolutamente necessaria per coprire il gap tra utilizzo del mobile e la sua capacità di raccolta pubblicitaria. Ma l’evoluzione deve riguardare anche creatività ad hoc, perché è chiaro che per le differenti modalità di fruizione lo spot da 30’’ non può funzionare allo stesso modo su mobile.

LOGO_STINGMEDIAA proposito di convergenza: di recente si parla molto di “Programmatic Tv”. Qual è la sua opinione in merito?

Si parla spesso di Programmatic Tv in ambito Connected/Ip Tv. Quello che stiamo provando a fare con Sting Media – una delle startup sviluppate da Next 14, alla cui guida è stato chiamato l’ex-ceo di Starcom Mediavest, Roberto Calzolari – è invece l’introduzione di principi di automazione e connessione tra domanda e offerta, attraverso piattaforme, anche nel mondo offline. Il progetto – dopo oltre un anno di sviluppo – è entrato in fase di primi test con alcune concessionarie e centri media. Ci aspettiamo che la strada sia lunga e complessa, ma l’innovazione delle metodologie classiche di compravendita degli spazi offline, che affiancheranno gradualmente i processi tradizionali, è senza dubbio uno dei territori da esplorare più affascinanti di tutta la galassia programmatic.

Programmatic Day/Marco Ferrari (Next 14): «La comunicazione di domani? Automatizzata e Data Driven, anche oltre il web» [VIDEOINTERVISTA]

«Il marketing e la comunicazione di domani saranno sempre più Data Driven». E’ con questa dichiarazione ai microfoni di TgCom24, in occasione di Programmatic Day, che Marco Ferrari, founder e ceo di Next 14, introduce la holding che ha fondato all’inizio del 2014 con Marco FranciosaMatteo Scortegagna, ed entro la quale è nato – contestualmente – Turbo, azienda focalizzata sul programmatic digital. Al fianco del primo trading desk indipendente italiano, Next 14 ha lanciato di recente altre due iniziative: Sting Media, per portare il programmatic in televisione, e ZeroStudios, per il brand entertainment guidato dal dato.

«Siamo convinti che in un prossimo futuro – dichiara ancora il manager – il programmatic e l’evoluzione tecnologica che ne è alla base porterà alla gestione automatizzata dell’advertising anche su un media tradizionale come la tv. Siamo ancora in una fase iniziale, ma presto tutto questo sarà realtà».

Turbo rafforza il team con l’ingresso di Matteo Pomi, New Business Director

Tre importanti new entries in Turbo.

Dopo aver completato lo start-up nel 2014, con circa 2 milioni di euro di fatturato registrati in poco più di sei mesi di attività, per il 2015 l’obiettivo dello specialista italiano del Data Driven e Programmatic Advertising è quello di superare i 5 milioni di euro di fatturato. «Ma un obiettivo non meno importante per noi – dichiara il ceo Marco Ferrari – è la continua e attenta selezione di professionalità di assoluta eccellenza. Per questo siamo davvero orgogliosi di annunciare l’ingresso nel nostro team di un leader come Matteo e di due giovani talenti come Alessandra e Alessandro».

Matteo Pomi, 43 anni entra in Turbo come New Business Director. Nel suo ruolo affiancherà il Chief Client Officer Claudio Calzolari in tutte le attività commerciali e di business development.

Pomi, che ha iniziato la sua carriera nel Media in OMD, vanta una più che decennale e riconosciuta esperienza nel digital advertising e in particolare nel business a performance, forte delle importanti esperienze maturate in questi anni in Vodafone, Dada e iProspect, di cui è stato direttore clienti sino al 2013. Arriva in Turbo dopo l’esperienza vissuta come Chief Revenue Officer in MusixMatch, tra le poche startup italiane che sono riuscite a guadagnarsi una posizione di leadership e visibilità a livello mondiale.

«Sono orgoglioso di entrare a far parte di questo ambizioso progetto interamente gestito e guidato da un team italiano di altissimo livello. Le sfide che pone la crescita del mercato Programmatic sono veramente stimolanti e sono davvero felice di poter offrire il mio contributo per consolidare la leadership di Turbo e affermarci sempre più come il punto di riferimento del mercato italiano lato demand», commenta Pomi.

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Da sinistra, Alessandra Grassi, Alessandro Buccino e Matteo Pomi

Insieme a lui, entrano nella società, e in particolare nel team operativo, altre due persone: Alessandra Grassi e Alessandro Buccino.

Alessandra Grassi, laurea in Astrofisica e Ph.D in Fisica all’International Max Planck Research School di Heidelberg, dopo l’esperienza di Business Analyst per il London Stock Exchange Group, fa il suo ingresso in Turbo come Data Scientist. Offrirà il suo contributo nella gestione e nella continua evoluzione della DMP proprietaria di Turbo. Alessandro Buccino, fresco di Master all’Università Bocconi, dopo una prima esperienza in Bitmama, si unisce invece al team Optimization guidato da Stefano Eligio, per la gestione quotidiana di tutte le campagne dei clienti di Turbo.