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Teads al Programmatic Day: «Unire qualità e quantità nel Programmatic non è più un miraggio»

Il connubio tra qualità e quantità nel Programmatic non è impossibile ma già una realtà tangibile Lo ha confermato Lucio Mormile, Head of Programmatic di Teads, in un’intervista rilasciata in seguito al suo discorso sul palco della Sala Rossa del Multisala Orfeo, dove si è svolta la terza edizione del Programmatic Day.

Gli editori premium hanno già aperto il loro inventario all’automatizzazione pubblicitaria con buoni risultati ma, secondo Mormile, bisogna ancora lavorare in ambito creatività. È importante, in questo senso, abbandonare modelli di pianificazione tv-centrici, nei quali si distribuisce sui canali digitali gli spot ideati e prodotti per la televisione, per adottare un approccio multi-dispositivo, con creatività ad hoc a seconda dei diversi schermi.

L’incontro con l’Head of Programmatic della società di video outstream è stata anche un’occasione per parlare dei nuovi formati display che Teads sta sviluppando.

Teads integra Hawk, la creative mobile DSP di TabMo

Teads ha annunciato l’integrazione con Hawk, creative mobile DSP di TabMo, per video, display e native advertising.

Ciò consentirà a trading desk, agenzie e inserzionisti l’accesso a tutta l’inventory dei principali editori premium su dispositivi mobili in tutto il mondo, attraverso la Mobile DSP di Hawk. Il marketplace premium di Teads include editori del calibro di The Washington Post, Time Inc., The Atlantic, Forbes, Bonnier, Mashable, Slate, Newsweek, The Telegraph, Le Monde, Corriere della Sera, El Pais, El Universal, Nikkei e molti altri.

Creata per essere una mobile DSP di ultima generazione per agenzie e inserzionisti, Hawk è una piattaforma di mobile programmatic in grado di organizzare sia l’intero processo d’acquisto sia l’emissione di campagne di mobile advertising su dispositivi mobili in tempo reale. Con uffici in tutto il mondo, la recente partnership rende accessibili agli utenti di Hawk nuove fonti di inventory in tutti i territori in cui è presente l’operatore di pubblicità video.

«Siamo entusiasti di poter portare l’inventory premium di Teads ad un pubblico ancora più vasto, grazie a questa integrazione. Sempre più advertiser sono alla ricerca di formati video che siano realmente cross-device, viewable, coinvolgenti e posizionati in ambienti editoriali premium, e insieme ad TabMo saremo in grado di soddisfare la crescente domanda grazie al video outstream», ha commentato Lucio Mormile, Head of Programmatic di Teads Italia.

“Siamo lieti di unire le nostre forze con Teads, consentendo ai nostri partner di utilizzare la nostra DSP autonomamente per avere accesso ad una maggiore quantità di video inventory premium in tutto il mondo. Questo è un momento emozionante per TabMo, dal momento che ci stiamo anche lanciando sul mercato USA con nuovi uffici a New York, Chicago e Los Angeles”, ha aggiunto Hakim Metmer, Fondatore della società di Programmatic mobile.

Il Natale di Teads: ricavi in Programmatic a +200%

Una parte importante della crescita registrata da Teads nel 2016 è quella relativa alla crescita dei ricavi in programmatic, che hanno conquistato un +200% tra T1 e T3 di quest’anno.

Nel dettaglio, i dati rilasciati dalla società inventrice del video outstream rivelano che nel terzo trimestre il private marketplace ha costituito il 76% delle transazioni automatizzate di Teads e, in termini di dispositivo, gli scambi in Italia hanno costituito il 54% su mobile, superando la quota del 46% su desktop. Tra i settori merceologici che più hanno investito nelle soluzioni della società figurano, nell’ordine, Moda, Auto, Intrattenimento, Tecnologia e Fast-Moving Consumer Goods.

I compratori hanno potuto accedere all’inventorio in programmatic di Teads attraverso quasi tutte le maggiori DSP, inclusi: Google DBM, The Trade Desk, MediaMath, Bidswitch, TubeMogul, Videology, Turn, AppNexus and AOL (Adap.tv). Dal lato vendita, l’offerta della società comprende editori di alto profilo come Time Inc., Condé Nast, Slate, Forbes, Tronc, Spiegel, El Pais, Le Monde, RCS MediaGroup, Mediamond, Italiaonline, Nikkei, The Independent e The Telegraph, attraverso private marketplace e/o open exchange in più di 30 paesi.

«In meno di sei mesi non solo abbiamo reinventato il video advertising, rilasciando una suite di prodotti outstream che oggi consente di sviluppare strategie di branding interattive e altamente performanti, ma abbiamo rafforzato il fattore “Teadstyle” che da sempre è alla base del successo di quest’azienda. Dal dipartimento commerciale al marketing, dal fiance al publishing team fino all’ad-operation e al programmatic, voglio ringraziare sentitamente il team di Teads Italia, perché è prima di tutto la passione di queste persone che mi hanno consentito di portare l’azienda ad un livello superiore. Da solo sarebbe stato impossibile. Siamo una gran bella famiglia e sono certo che attraverso visioni a 360°, chatbot, video verticali e molto altro il 2017 non solo porterà innovazione nel cuore dei contenuti editoriali, ma soprattutto nel cuore delle strategie di marketing dei principali brand mondiali. Solo in Italia abbiamo erogato quasi 1000 campagne, il segmento entro cui operiamo pesa già oltre il 30% dell’intero video adv e le previsioni guardano già al 50%. Dal mio punto di vista qualsiasi strategia video è quella giusta se coordinata correttamente con i KPI che ci si aspetta e con gli obiettivi sul tanto agognato ROI», ha dichiarato Dario Caiazzo, Managing director di Teads Italia.

«Teads è il leader indiscusso nel programmatic outstream, come dimostra la recente crescita nei nostri numeri, e siamo felici di accogliere la domanda di video inventory premium acquistabili in programmatic in scala», ha aggiunto Lucio Mormile, Head of programmatic per il nostro Paese, «Non vediamo l’ora di proseguire, anche il prossimo anno, con la traiettoria di crescita che abbiamo intrapreso e di lavorare a stretto contatto con i nostri clienti, per massimizzare l’impatto delle loro campagne a qualsiasi livello».

«Sono molto soddisfatto di quella che è oggi la percezione, da parte del mercato, della qualità del nostro posizionamento. È ormai sdoganata la complementarietà dell’utilizzo dello standard outstream da parte dei clienti e dei centri media all’interno della propria videostrategy» ha concluso il Sales Director Massimo Di Gennaro.

 

Teads spinge sul native data-driven e annuncia: DMP nel 2017

Video, mobile e programmatic sono i trend che dettano l’innovazione in casa Teads, il cui obiettivo è quello di realizzare annunci video “nativi” in grado di combinare gli elementi di personalizzazione e scalabilità. Dopo essersi affermata come “inventore” del video Oustream, che oggi assorbe quasi il 30% della pubblicità audiovisiva online, Teads sta dunque portando avanti lo sviluppo della propria suite pubblicitaria in modo da valorizzare le più recenti evoluzioni dei device e delle tecnologie.

Dopo il rilascio del formato inRead nelle varianti Vertical, Top e 360, Teads ha annunciato venerdì il lancio di video interattivi dove l’utente potrà direttamente interagire con lo storytelling del brand e l’arrivo, tra il primo e il secondo quarter del 2017, di una DMP in grado di “matchare” i dati dell’azienda con quelli dei clienti per la distribuzione data-driven delle campagne.

Lo ha svelato il managing director di Teads Italy Dario Caiazzo nell’ambito di Bid The Blue, un incontro con un nucleo di rappresentanti di aziende, centri media e stampa specializzata organizzato dalla società a Mykonos, in Grecia, per promuovere il confronto su strategie e creatività nell’ambito del programmatic video anche grazie al contributo di Lucio Mormile, che lo scorso aprile ha assunto il ruolo di head of programmatic di Teads e punto di riferimento per tutti i Trading Desk dei centri media che hanno partecipato all’evento.

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Lucio Mormile

Un evento in cui c’è stato spazio per parlare, tra l’altro, anche della recente acquisizione di Brainient e della conseguente nascita del Teads Studio, che posiziona la società internazionale all’avanguardia anche nello sviluppo creativo del video adv digitale. Proprio l’operazione Teads Studio, ha spiegato Caiazzo, anticipa un carrello di altri nuovi prodotti che verranno annunciati a breve, legati alle tecnologie avanzate acquisite da Teads per scalare rapidamente il mercato.

Tra il primo e il secondo trimestre del 2017 è invece previsto il lancio di una DMP integrata alla SSP proprietaria, in grado di creare un match tra i propri dati e quelli dei clienti per l’erogazione sempre più data-driven della campagne («rigth ad, right moment, right place»). Una mossa importante per rendere più efficiente l’esecuzione delle strategie adv, ma che rappresenta anche un punto attivo nel contrasto all’ad blocking, fronte su cui Teads è molto impegnata.

Teads, quindi, conferma il proprio impegno nello sviluppo di soluzioni pubblicitarie impattanti ma rispettose dell’utente. Un tema di cui si parlerà sicuramente anche all’Oustream Video Summit, il prossimo evento targato Teads su cui il team di marketing guidato da Antonella La Carpia è già al lavoro, in agenda per il 13 di dicembre a Milano.

Lucio Mormile, Teads: «L’accesso al programmatic aumenta l’efficienza del mercato»

Il crescente accesso al programmatic da parte di advertiser e publisher di primo livello aumenta l’efficienza del mercato.

Ne è certo Lucio Mormile, director of Business Operation di Teads Global, che a IAB Forum sarà protagonista, insieme a Francesca Lerario, sales director Teads Italia, di un workshop dedicato proprio al Programmatic, mercoledi 26 novembre alle ore 15.00.

In vista di questo incontro, abbiamo chiesto a Mormile di spiegarci qual è lo stato dell’arte del Programmatic in Italia, a confronto con la situazione degli altri Paesi europei, e come il programmatic può costituire un valore aggiunto in un settore particolarmente dinamico e in crescita come quello del Video Advertising. Un comparto su cui l’agenzia è in prima linea: Teads, infatti, è stata tra i primi promotori del concetto di oustream, che grazie a formati innovativi come inRead favorisce una targetizzazione precisa, sia rispetto ai classici parametri socio-demografici, che per quanto riguarda il comportamento reale degli utenti.

Molti operatori del settore del video advertising individuano nel programmatic il trend, la leva per la crescita futura dell’intera industry, è d’accordo anche lei?

«L’accesso al programmatic da parte di advertiser e publisher di primo livello aumenta l’efficienza del mercato. Con il programmatic gli investimenti pubblicitari vengono ottimizzati così come le impression messe a disposizione degli advertiser, creando in questo senso una situazione di mercato win-win che difficilmente farà rimpiangere il vecchio modus operandi al quale siamo abituati»

Che tipo di risposta sta fornendo l’Italia e come si posiziona in relazione agli altri Paesi europei?

«L’Italia sta cavalcando l’onda del programmatic in maniera piuttosto decisa anche se le dimensioni e le abitudini di un mercato come il nostro non ci permettono di andare alla stessa velocità di Paesi quali ad esempio UK e Francia. Tuttavia l’attitudine è quella giusta per non rimanere indietro».

Dal lato della domanda, quindi degli advertiser, sembra esserci molto interesse nei confronti delle potenzialità di questo nuovo strumento. Che tipo di risposta, invece, stanno fornendo publisher e concessionarie?

«I publisher di livello medio/alto stanno approcciando con interesse l’argomento. La paura più diffusa è quella di perdere il controllo sulla propria inventory, anche se le diverse modalità con le quali si può fare business in programmatic permettono ai publisher di avere pieno controllo su ogni aspetto della propria inventory. Se parliamo di display la familiarità è già maggiore rispetto al video, dove invece la scarsità di inventory tiene i publisher ancora legati alle modalità d’acquisto/vendita standard. Tuttavia, con l’utilizzo di formati video outstream questa tendenza si sta pian piano invertendo».

Qual è secondo lei il vero valore aggiunto che il programmatic porta ad un settore in crescita e cosi dinamico come quello del video advertising?

«L’efficienza, insieme con il livello di dettaglio di dati che è possibile raggiungere in ambito programmatic, è sicuramente il vero valore aggiunto che questo trend porta ad un settore in crescita come quello del video advertising che però è stato finora caratterizzato da diverse inefficienze, sia lato advertiser che lato publisher».

Anche Teads sembra puntare decisamente sul programmatic, come vi state attrezzando?

«Teads ha deciso di puntare in maniera decisa sul programmatic; abbiamo creato la nostra SSP che permetterà a tutti i publisher premium di poter gestire in autonomia e in totale efficienza la propria inventory video, sia quella instream che quella outstream».

Sarete protagonisti di un workshop allo IAB Forum con un intervento appunto dedicato al programmatic. Quale sarà il messaggio più importante che proporrete alla platea?

«Come da tradizione ci saremo anche quest’anno. Il 26 novembre alle 15:00 spiegheremo come stiamo “reinventando la pubblicità video online”: dagli ultimi trend “outstream” alle soluzioni di programmatic buying. Io e la mia collega Francesca Lerario sveleremo tutte le novità 2015. Come sempre, vi aspettiamo numerosi».