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Il Programmatic traina la crescita di Yahoo. L’a.d. Montagna: «Ora il focus è sulla vendita automatizzata di video»

Programmatic, Native e Video, ma sempre con un importante focus sui contenuti.

Sono questi gli asset su cui sempre più Yahoo sta impostando il suo futuro come internet company in Italia, nonchè i principali driver della crescita nel nostro Paese della società, che conta di chiudere quest’anno con un incremento a una cifra del fatturato.

A dircelo è stato Lorenzo Montagna, a.d. di Yahoo Italia, a margine di un evento per stampa e clienti dedicato a Tumblr, la piattaforma di microblogging e social networking acquisita da Yahoo nel 2013  e oggi tra i social network che registrano le migliori performance a livello mondiale.

«Contiamo di chiudere il 2015 in crescita a una cifra – ha spiegato Montagna a Engage -, un risultato soddisfacente in un mercato che ultimamente è cambiato e sta cambiando drasticamente. Nello specifico, abbiamo registrato un calo della pubblicità premium, ossia dei formati più “impattanti” venduti in maniera tradizionale. E’ cresciuto invece molto il Programmatic, con un +20%, che attualmente è uno dei nostri principali driver di incremento, nonchè un asset su cui Yahoo, a livello internazionale, sta investendo molto».

A tal proposito, è notizia di questi giorni che Yahoo ha unificato sotto il brand unico BrightRoll tutta l’offerta di pubblicità automatizzata. Abbiamo chiesto all’a.d. italiano cosa questo implicherà nel nostro Paese. «BrightRoll è leader nel video programmatic negli Stati Uniti, e la sua acquisizione, così come l’unificazione dell’offerta programmatic sotto il suo brand, è strategica per Yahoo, in quanto consentirà alla società di potenziarsi sul video programmatic sfruttando un nome che è già conosciuto e rilevante, ed in cui ancora Yahoo non era posizionata in maniera decisa – ci ha risposto -. Cosa succederà adesso? Prevedibilmente, avremo dei team BrightRoll in Italia e in Europa che si occuperanno di stringere nuove partnership, soprattutto in ambito video, con editori che puntano a una monetizzazione in programmatic della loro inventory di filmati».

Purtroppo, come ha sottolineato lo stesso a.d., questa non sarà cosa facile in Italia, dove «è difficile avviare partnership con editori di rilievo». I principali produttori di video sono infatti nella maggior parte dei casi già attrezzati per monetizzare autonomamente la loro inventory: Rai, ad esempio, vende i propri preroll in maniera tradizionale, e ha scelto il programmatic solo per la display, siglando un accordo con Rubicon Project, così come Mediaset, che gestisce la propria inventory video tramite Mediamond (dotata di una struttura interna per la vendita automatizzata).

Leggi l’articolo completo su Engage.

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