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LiveRamp si rafforza sul fronte delle misurazioni tv con un’acquisizione

LiveRamp, ex Acxiom Corporation ribrandizzata dopo la vendita di Acxiom Marketing Solutions a Interpublic Group e oggi una società specializzata in identity, si rafforza in ambito televisivo con l’acquisizione della startup di misurazioni Data Plus Math.

Grazie all’operazione, l’identity graph di LiveRamp verrà collegato agli strumenti di misurazione cross-screen di Data Plus Math e ai suoi partner lato vendita. Tra questi, ad esempio, c’è l’emittente televisiva americana A&E Networks, che potrà erogare una campagna utilizzando le metriche di Data Plus Math e presentarle ai suoi inserzionisti. Questi potranno poi siglare un accordo con Data Plus Math per portare i loro dati di prima e terza parte sulla piattaforma, il che darebbe loro una visione più completa delle performance televisive delle loro campagne al di fuori di A&E. La soluzione Identity Link di LiveRamp – che mette insieme dati di brand, pubblico televisivo e fornitori terzi – aiuterà poi ad avere insight più specifici su singoli utenti.

Una volta che i due team verranno uniti, il futuro step sarà quello di chiamare a bordo più partner lato acquisto.

Le due società hanno lavorato insieme per 2 anni, con LiveRamp che ha immesso sulla piattaforma dati di prima e terza parte per conto dei propri clienti. L’acquisizione elimina alcune complicazioni operative, come la necessità di contratti separati.

L’acquisto di Data Plus Math contribuisce ad arricchire l’offerta di LiveRamp nell’ambito della pubblicità televisiva, un settore in grande crescita. E con questa proposizione più ampia, la società punta ad estendere ulteriormente la propria portata a livello internazionale.

L’identity graph di LiveRamp potrebbe essere presto disponibile gratis per le DSP

Tra gli annunci che LiveRamp potrebbe fare durante la sua conferenza annuale RampUp, il 25 e 26 febbraio a San Francisco – il primo che la società organizza da sola dopo la vendita di Acxiom a IPG, ci potrebbe essere la futura disponibilità, gratuita, per le DSP del suo identity graph.

Attualmente, il fornitore di dati offre lo strumento come parte di un’offerta a pagamento di “data onboarding”, ossia di trasferimento di dati offline in ambienti online, per aumentare la conoscenza dei consumatori e migliorare la personalizzazione delle attività di marketing.

L’audience graph della società deriva prevalentemente da dati di CRM provenienti da brand ed editori, resi anonimi e associati a cookies acquisiti online. La messa a fattor comune di questi insight off e online porta alla creazione di ID, o identificativi people-based, che possono essere utilizzati dalle aziende per targettizzare meglio i loro acquisti media e misurare le performance delle loro campagne.

Secondo quanto scrive AdWeek, che per prima riporta l’indiscrezione citando fonti vicine ai fatti, la disponibilità gratuita per le DSP dell’identity graph darebbe un’importante spinta all’Advertising ID Consortium, un’iniziativa portata avanti da fari fornitori di ad tech che promuove la condivisione di identificativi di utenti tra più operatori della filiera come alternativa ai walled garden. Tale consorzio si baserebbe per lo più proprio sugli identificativi di LiveRamp, e il fatto che molte DSP avessero già dei propri identity graph (e che dovessero pagare per quello di LiveRamp) costituiva un freno ad una più ampia adesione al progetto.

Le SSP già hanno accesso gratuito all’identificativo people-based di LiveRamp attraverso l’Advertising ID Consortium, ed ora rendere lo strumento liberamente disponibile anche per le piattaforme lato acquisto potrebbe aumentare l’interesse a lavorare con il consorzio.

Il Programmatic Director del Guardian: «Il mercato è “opaco by design”»

Nella nostra rassegna di oggi spazio al tema della trasparenza, al mercato della Programmatic TV e ai nuovi step del progetto Advertising ID Consortium.

Daniel Spears, Programmatic Director del Guardian: «Il mercato è “opaco by design”»

Un mercato in salute è nutrito dalla fiducia dei suoi investitori, e la fiducia è costruita sull’affidabilità. Un assunto che vale anche per il mondo della pubblicità online, in cui gli “investitori” – siano essi aziende alla ricerca del ROI o editori che monetizzano le loro property – hanno a che fare con un certo livello di “opacità” dei processi che certo non giova al loro “sentiment” nei confronti del mercato. Questa opacità, secondo il Programmatic Director del Guardian Daniel Spears, è “by design”, cioè insita nelle dinamiche del mercato stesso. Per questo, il raggiungimento della trasparenza non è cosa semplice, per quanto lo vogliano i diretti interessati. Ma una soluzione c’è, e non passa dalla blockchain. Leggi di più su ExchangeWire.

La spesa in Programmatic TV cresce: in USA toccherà i 4,7 miliardi di dollari nel 2020

In USA gli investimenti pubblicitari in Programmatic TV raggiungeranno nel 2020 i 4,7 miliardi di dollari, dall’attuale cifra di 1,7 miliardi. E’ quanto prevede il nuovo report di eMarketer sull’Advanced TV, che ha indagato l’andamento del mercato anche per quanto riguarda la parte Addressable e OTT. Nel prossimo futuro, la maggior parte degli accordi di Programmatic TV verranno condotti privatamente, e concordati su regole di transazione tra selezionati inserzionisti e venditori, con garanzie di inventory e di prezzo. Leggi di più su eMarketer.

Prosegue il progetto Advertising ID Consortium

LiveRamp, dataxu e Index Exchange hanno lanciato la prima dimostrazione prativa dell’Advertising ID Consortium di cui fanno parte. Si tratta di un prodotto che posiziona l’IdentityLink di LiveRamp direttamente nei flussi d’asta, saltando così i processi di sincronizzazione dei cookie ticipamente richiesti per associare le informazioni contenute nelle DSP e nelle SSP. Intanto, Bill Simmons, co-fondatore e CTO di dataxu, si è unito al board del consorzio. Leggi di più su AdExchanger.

LiveRamp si rafforza sull’attivazione dei dati grazie a un nuovo accordo

All’indomani della vendita della divisione Marketing Services di Acxiom a IPG per 2,3 miliardi di dollari, il mercato si è subito scatenato sul prevedere il futuro di ciò che restava di Acxiom, ossia la piattaforma di identity resolution LiveRamp. Tra le possibili ipotesi, la vendita, con già una serie di possibili “interessati”.

Ma mentre gli operatori continuano a interrogarsi e fare ipotesi su quello che succederà a LiveRamp, la società intanto ha annunciato un’importante arricchimento della propria offerta, attraverso un accordo con la SSP Sonobi. Grazie alla partnership, aziende e agenzie potranno costruire pacchetti media unendo i propri dati di CRM alle audience people-based provenienti dal marketplace JetStream di Sonobi, che comprende importanti editori quali The Guardian, USA Today e CBS. Di fatto, attraverso questa associazione, saranno capaci di individuare su quali siti internet i propri consumatori sono presenti, e attuare così strategie media più mirate e personalizzate.

«Grazie a JetStream di Sonobi – spiega Paul Turner, GM of Technology di LiveRamp -, saremo in grado di fornire informazioni su dove il pubblico di consumatori di un brand è presente all’interno dell’ecosistema digitale e connettere i dati di prima parte delle aziende con editori premium per un’attivazione più mirata e intelligente dei media sui vari formati e dispositivi. Il tutto in modo trasparente, rispettoso della privacy e basato sul consenso, per promuovere ulteriormente la fiducia e la fedeltà del pubblico e per proteggere consumatori, brand e partner di business».

L’offerta è attualmente in beta pubblico, e per i prossimi tre mesi sarà disponibile esclusivamente per le aziende clienti di LiveRamp. Oltre questo periodo la funzionalità sarà aperta anche alle agenzie partner.

Acxiom potrebbe presto vendere LiveRamp. Oracle, Adobe e AT&T tra i potenziali acquirenti

Dopo la vendita della divisione Marketing Solutions a IPG, Acxiom potrebbe a questo punto mettere sul mercato anche l’altro pezzo pregiato della casa, la società specializzata in raccolta di dati e identity matching LiveRamp.

Come ha osservato Elgin Thompson di Digital Capital Advisors, questo sembra infatti il momento giusto per estrarre il massimo valore dai potenziali acquirenti per una compagnia le cui soluzioni rientrano nell’ambito dell’attribuzione e del marketing people-based.

Ma chi potrebbe essere interessato a fare un’offerta per LiveRamp? La testata specializzata AdExchanger si è impegnata in un’analisi dei potenziali acquirenti.

Tra questi ci sarebbe Oracle, che con LiveRamp arricchirebbe in modo notevole la sua piattaforma Oracle Data Cloud, già tra le più complete del mercato grazie ad asset come Moat e Datalogix. La compagnia americana dovrebbe però fare i conti il probabile interesse dei competitor Adobe (che del resto ha con LiveRamp una lunga storia di collaborazioni e prodotti sviluppati in comune) e Salesforce.

Non solo: oltre alle fondi di investimento e alle compagnie di Equity, sempre molto interessate a questo genere di operazioni, specie quando si tratta di società quotate – come è LiveRamp – nella partita potrebbe entrare anche AT&T, che dopo la recente acquisizione di AppNexus potrebbe preparare un altro colpo all’interno del settore ad tech.

Nessuna delle holding della comunicazione sarebbe invece, allo stato attuale, un compratore realistico, secondo la testata americana.

Acxiom vicina alla vendita delle soluzioni marketing a Interpublic per 2,2 miliardi di dollari

Acxiom, società ad-tech specializzata nella fornitura di dati e analytics per finalità di direct marketing e gestione delle relazioni con i clienti, è vicina alla vendita della sua divisione di soluzioni marketing alla compagnia pubblicitaria Interpublic Group of Companies per 2,2 miliardi di dollari. La divisione “Marketing Solutions” include strumenti mirati a supportare i clienti nella raccolta e nel consolidamento dei dati dei consumatori per finalità di marketing targettizzato e per servizi di analytics.

Secondo quanto riportato da Reuters, Acxiom rinuncerà ad un business che costituisce circa tre quarti del suo fatturato con il fine di concentrarsi sull’unità dati LiveRamp, comprata nel 2014 per 310 milioni di dollari e ora in forte crescita. Le trattative sono in fase avanzata, ha rivelato la fonte dell’agenzia di stampa, e potrebbe essere annunciato una accordo già questa settimana.

Dopo la chiusura dell’operazione, Acxiom esplorerà la vendita potenziale del sue attività restanti, nonostante il consiglio d’amministrazione possa decidere di concedere alla società del tempo per vendere azioni sui mercati pubblici prima di avviare un processo di vendita definitivo.

A settembre dello scorso anno, IPG aveva stipulato una collaborazione globale con Acxiom per rafforzare i servizi del proprio network legati proprio a dati e analytics.

All’inizio dell’anno, era stata la stessa società ad-tech ad annunciare una revisione del suo business come parte di una più ampia riorganizzazione, che prevedeva appunto il consolidamento delle sue attività in LiveRamp o nelle unità dedicata alle soluzioni marketing.

In un commento rilasciato a Campaign, gli analisti della società di consulenza Liberum hanno dichiarato che questa operazione porterà l’attenzione dell’industria sull’importanza della proprietà dei dati in un “ecosistema fortemente condizionato dalla GDPR”.

“C’è da chiedersi se ora le agenzie intraprenderanno azioni simili e se l’acquisizione influenzerà la decisione di WPP relativamente alla gestione del business di Kantar Data Management, considerando che il gruppo ha storicamente affermato il valore della proprietà dei dati”, hanno riferito gli analisti.

Il riferimento di Liberum riguarda le indiscrezioni su una eventuale vendita di Kantar e altre attività da parte di WPP, operazione che potrebbe essere effettuata per soddisfare gli investitori del gruppo.

Marketing people-based: l’Advertising ID Consortium integra l’ID DigiTrust

Il tentativo dell’industria del programmatic advertising di fornire al mercato pubblicitario una soluzione “aperta” e condivisa per il marketing “people-based” (cioè in grado di “unificare” il targeting delle campagne verso un singolo individuo sui vari dispositivi che utilizza per connettersi a internet) compie un passo in avanti con l’annuncio dell’integrazione tra i due principali esperimenti in questo campo: l’Advertising ID Consortium e l’ID DigiTrust.

Nato circa un anno fa su iniziativa di AppNexus, LiveRamp e Index Exchange, l’Advertising ID Consortium da subito si è rivelato come una delle iniziative più credibili per contrastare il dominio di Google e Facebook nel marketing people-based, reso possibile dalle loro soluzioni di tracciamento basate su login (login che l’utente fa su diversi dispositivi, consentendo di fatto di associarli tutti a un’unica persona). La soluzione sviluppata dal consorzio prevede l’associazione di una versione criptata di un identificativo omnicanale people-based a un cookie pool aperto, residente su un dominio condiviso.

L’iniziativa ha presto infatti raccolto l’adesione di The Trade Desk, entrata anche nel board of directors del Consorzio, e di una ventina di altre piattaforme tra cui Adform, Tradelab, Sizmek e molte altre.

Ora, l’integrazione con DigiTrust – organismo no-profit che fa capo allo IAB Tech Lab – porta il passaggio dell’iniziativa a un livello più “istituzionale” e dovrebbe sgombrare il campo da ipotesi di conflitto di interesse.

La possibilità di usare per il tracciamento una soluzione sviluppata da un associazione “neutrale” come l’ID Digitrust, anziché necessariamente l’Open AD di AppNexus o l’Unified Open ID di The Trade Desk, dovrebbe facilitare l’adesione al consorzio a quelle piattaforme di programmatic restie a adottare una soluzione di tracciamento sviluppata da un competitor.

Grapeshot (Oracle) lancia un nuovo tool per il targeting contestuale video

Cosa ne pensano gli utenti delle offerte personalizzate? Ne parliamo nella nostra rassegna di oggi insieme alle ultime novità di Oracle e Acxiom.

Grapeshot (Oracle) lancia un nuovo tool per il targeting contestuale video

Grapeshot, società di intelligence specializzata in soluzioni per la bran safety recentemente acquisita da Oracle, ha annunciato il lancio di un nuovo tool per il targeting contestuale all’interno dei contenuti video. Lo strumento si chiama Video Context: traduce in forma di testo la traccia audio di un contenuto video e poi analizza il testo per estrapolare delle categorie di contenuto. La categorizzazione viene poi embeddata all’interno di un player video, in modo che l’inserzionista possa già conoscere il tipo di contenuto di un filmato prima di acquistare ed erogare una campagna all’interno di esso. Leggi di più su MarTech Today.

Le offerte personalizzate piacciono agli utenti, ma solo se autorizzate

Agli utenti piacciono le offerte personalizzate, ma solo se hanno dato il consenso a riceverle. E’ quanto rileva una ricerca americana, secondo cui per due terzi delle persone un’offerta inviata solo a loro è più importante di una promozione mandata a tutti, e il 94% ne approfitterebbe. In cambio di offerte di questo tipo, circa metà degli utenti effettuerebbe acquisti prima del solito, il 41% cercherebbe prodotti da comprare in modo da poter usare l’offerta, e il 38% acquisterebbe qualcosa che vorrebbe ma di cui non avrebbe effettivamente bisogno. Tuttavia, il 40% dichiara di voler prima dare autorizzazione a ricevere tali offerte. Leggi di più su eMarketer.

Acxiom potrebbe vendere LiveRamp

Acxiom avrebbe intenzione di vendere LiveRamp, società specializzata in servizi di identity resolution e nel trasferimento di dati dal mondo offline a quello digitale (“data onboarding”). Il brand, un tempo al centro della strategia di trasformazione di Acxiom, potrebbe far gola a molti grandi nomi del panorama tech, come Adobe, Oracle, Salesforce e IBM. Quale il motivo di questa cessione? Forse un business che diventerebbe difficile da gestire con la GDPR e le sempre più stringenti normative globali, o magari la necessità, da parte degli investitori di Acxiom, di creare immediato valore. Leggi di più su AdExchanger.

Marketing people-based fuori dai walled garden? Ci prova un consorzio ad tech

Erano i primi giorni di maggio quando nasceva l’Advertising ID Consortium, una iniziativa voluta da AppNexus, LiveRamp e Index Exchange per contrastare i walled gardens attraverso la creazione di un’alternativa aperta e scalabile al loro sistema di tracciamento degli utenti, il cosiddetto marketing people-based.

Il marketing basato sulle persone è uno dei punti forti dell’offerta pubblicitaria di colossi come Google e Facebook, in quanto consente di tracciare un singolo utente e seguirlo nei suoi spostamenti da un canale all’altro, o da un device all’altro, purché rimanga loggato. Un vantaggio non da poco, in un contesto in cui il customer journey è sempre più multicanale e il sistema dei cookie correntemente diffuso non è più efficace come una volta.

Quello che AppNexus, LiveRamp e Index Exchange hanno voluto creare, attraverso il Consorzio, è un framework standardizzato di identità, che accoppia una versione criptata di un identificativo omnicanale people-based a un comune cookie aperto, residente su un dominio condiviso. Ogni membro del Consorzio potrà avere accesso a questo framework, nel pieno rispetto della privacy e della sicurezza dell’utente.

In questi giorni, l’Advertising ID Consortium ha ufficializzato l’ampliamento dei partecipanti al progetto, con l’aggiunta di svariate piattaforme sia lato domanda che lato offerta, e la messa a punto del framework e delle specifiche di prodotto.

De progetto sono entrati a far parte Adform, Aerserv, Amobee, DataXu, DistrictM, IgnitionOne, LiveIntent, Numberly, PulsePoint, Roq.Ad, Sizmek, Thunder, TradeLab, Unruly Group e Videology. A questi si aggiunge anche The Trade Desk, che entrerà a far parte del Board of Directors del gruppo e che, inoltre, supporterà il framework rendendo la propria soluzione ID compatibile con l’Open Ad ID del Consorzio.

Naturalmente, l’aggiunta di tutte queste società da all’iniziativa stessa del consorzio una maggiore massa critica, utile per una ulteriore espansione lato aziende, editori e agenzie. Le società facenti parte del progetto supporteranno il framework condiviso, consentendo così ai loro clienti lato domanda di targettizzare gli utenti con messaggi customizzati, ed a quelli lato offerta di monetizzare meglio i propri spazi, in ultima istanza migliorando la rilevanza della pubblicità per i consumatori.

Ecco come il Consorzio descrive la soluzione messa a disposizione a tutti i partecipanti al progetto: “Il framework di identità fornito è duplice, composto da un identificatore di device e da uno people-based, che insieme contribuiscono a servire all’utente un’esperienza rilevante e continua. Al lancio, la soluzione include un Open Ad ID, lo standard cookie per l’identificazione di un singolo dispositivo, e un Open IdentityLink, un comune identificatore people-based che risolve la questione identità su vari canali, dispositivi e piattaforme. Il framework sarà offerto ai membri gratuitamente”. Il cookie aperto sarà ospitato sul dominio adnxs.com.

Per la industry, avere una soluzione del genere rappresenterebbe la possibilità di offrire a tutte quelle aziende che intendono targettizzare specifiche audience attraverso il programmatic buying un’alternativa ai walled garden di Facebook e Google, che attualmente dominano la scena pubblicitaria. Di fatto aprendo la strada a una maggiore competizione nel mercato del media digitale.

Yelp lancia Local Audiences, un nuovo strumento di targeting basato sui dati

Yelp ha rilasciato Local Audiences: un nuovo prodotto pubblicitario data-driven.

Il sito che aggrega recensioni sugli esercizi locali, come ristoranti e negozi, sta collaborando con LiveRamp per trasmettere i dati a demand-side platform e exchange che, in maniera anonima, possono raggiungere gli utenti della piattaforma sui siti di terze parti.

Utilizzando questo strumento, ha dichiarato il VP of Sales della società, Drew Canniff, i marchi possono acquistare quegli utenti che hanno compiuto azioni specifiche su Yelp. Inoltre, gli inserzionisti possono targetizzare secondo 1000 specifiche categorie di business, a seconda del marchio, attributi di prodotto, dati demografici e geografia.