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LiveRamp si rafforza sull’attivazione dei dati grazie a un nuovo accordo

All’indomani della vendita della divisione Marketing Services di Acxiom a IPG per 2,3 miliardi di dollari, il mercato si è subito scatenato sul prevedere il futuro di ciò che restava di Acxiom, ossia la piattaforma di identity resolution LiveRamp. Tra le possibili ipotesi, la vendita, con già una serie di possibili “interessati”.

Ma mentre gli operatori continuano a interrogarsi e fare ipotesi su quello che succederà a LiveRamp, la società intanto ha annunciato un’importante arricchimento della propria offerta, attraverso un accordo con la SSP Sonobi. Grazie alla partnership, aziende e agenzie potranno costruire pacchetti media unendo i propri dati di CRM alle audience people-based provenienti dal marketplace JetStream di Sonobi, che comprende importanti editori quali The Guardian, USA Today e CBS. Di fatto, attraverso questa associazione, saranno capaci di individuare su quali siti internet i propri consumatori sono presenti, e attuare così strategie media più mirate e personalizzate.

«Grazie a JetStream di Sonobi – spiega Paul Turner, GM of Technology di LiveRamp -, saremo in grado di fornire informazioni su dove il pubblico di consumatori di un brand è presente all’interno dell’ecosistema digitale e connettere i dati di prima parte delle aziende con editori premium per un’attivazione più mirata e intelligente dei media sui vari formati e dispositivi. Il tutto in modo trasparente, rispettoso della privacy e basato sul consenso, per promuovere ulteriormente la fiducia e la fedeltà del pubblico e per proteggere consumatori, brand e partner di business».

L’offerta è attualmente in beta pubblico, e per i prossimi tre mesi sarà disponibile esclusivamente per le aziende clienti di LiveRamp. Oltre questo periodo la funzionalità sarà aperta anche alle agenzie partner.

Acxiom potrebbe presto vendere LiveRamp. Oracle, Adobe e AT&T tra i potenziali acquirenti

Dopo la vendita della divisione Marketing Solutions a IPG, Acxiom potrebbe a questo punto mettere sul mercato anche l’altro pezzo pregiato della casa, la società specializzata in raccolta di dati e identity matching LiveRamp.

Come ha osservato Elgin Thompson di Digital Capital Advisors, questo sembra infatti il momento giusto per estrarre il massimo valore dai potenziali acquirenti per una compagnia le cui soluzioni rientrano nell’ambito dell’attribuzione e del marketing people-based.

Ma chi potrebbe essere interessato a fare un’offerta per LiveRamp? La testata specializzata AdExchanger si è impegnata in un’analisi dei potenziali acquirenti.

Tra questi ci sarebbe Oracle, che con LiveRamp arricchirebbe in modo notevole la sua piattaforma Oracle Data Cloud, già tra le più complete del mercato grazie ad asset come Moat e Datalogix. La compagnia americana dovrebbe però fare i conti il probabile interesse dei competitor Adobe (che del resto ha con LiveRamp una lunga storia di collaborazioni e prodotti sviluppati in comune) e Salesforce.

Non solo: oltre alle fondi di investimento e alle compagnie di Equity, sempre molto interessate a questo genere di operazioni, specie quando si tratta di società quotate – come è LiveRamp – nella partita potrebbe entrare anche AT&T, che dopo la recente acquisizione di AppNexus potrebbe preparare un altro colpo all’interno del settore ad tech.

Nessuna delle holding della comunicazione sarebbe invece, allo stato attuale, un compratore realistico, secondo la testata americana.

Acxiom vicina alla vendita delle soluzioni marketing a Interpublic per 2,2 miliardi di dollari

Acxiom, società ad-tech specializzata nella fornitura di dati e analytics per finalità di direct marketing e gestione delle relazioni con i clienti, è vicina alla vendita della sua divisione di soluzioni marketing alla compagnia pubblicitaria Interpublic Group of Companies per 2,2 miliardi di dollari. La divisione “Marketing Solutions” include strumenti mirati a supportare i clienti nella raccolta e nel consolidamento dei dati dei consumatori per finalità di marketing targettizzato e per servizi di analytics.

Secondo quanto riportato da Reuters, Acxiom rinuncerà ad un business che costituisce circa tre quarti del suo fatturato con il fine di concentrarsi sull’unità dati LiveRamp, comprata nel 2014 per 310 milioni di dollari e ora in forte crescita. Le trattative sono in fase avanzata, ha rivelato la fonte dell’agenzia di stampa, e potrebbe essere annunciato una accordo già questa settimana.

Dopo la chiusura dell’operazione, Acxiom esplorerà la vendita potenziale del sue attività restanti, nonostante il consiglio d’amministrazione possa decidere di concedere alla società del tempo per vendere azioni sui mercati pubblici prima di avviare un processo di vendita definitivo.

A settembre dello scorso anno, IPG aveva stipulato una collaborazione globale con Acxiom per rafforzare i servizi del proprio network legati proprio a dati e analytics.

All’inizio dell’anno, era stata la stessa società ad-tech ad annunciare una revisione del suo business come parte di una più ampia riorganizzazione, che prevedeva appunto il consolidamento delle sue attività in LiveRamp o nelle unità dedicata alle soluzioni marketing.

In un commento rilasciato a Campaign, gli analisti della società di consulenza Liberum hanno dichiarato che questa operazione porterà l’attenzione dell’industria sull’importanza della proprietà dei dati in un “ecosistema fortemente condizionato dalla GDPR”.

“C’è da chiedersi se ora le agenzie intraprenderanno azioni simili e se l’acquisizione influenzerà la decisione di WPP relativamente alla gestione del business di Kantar Data Management, considerando che il gruppo ha storicamente affermato il valore della proprietà dei dati”, hanno riferito gli analisti.

Il riferimento di Liberum riguarda le indiscrezioni su una eventuale vendita di Kantar e altre attività da parte di WPP, operazione che potrebbe essere effettuata per soddisfare gli investitori del gruppo.

Marketing people-based: l’Advertising ID Consortium integra l’ID DigiTrust

Il tentativo dell’industria del programmatic advertising di fornire al mercato pubblicitario una soluzione “aperta” e condivisa per il marketing “people-based” (cioè in grado di “unificare” il targeting delle campagne verso un singolo individuo sui vari dispositivi che utilizza per connettersi a internet) compie un passo in avanti con l’annuncio dell’integrazione tra i due principali esperimenti in questo campo: l’Advertising ID Consortium e l’ID DigiTrust.

Nato circa un anno fa su iniziativa di AppNexus, LiveRamp e Index Exchange, l’Advertising ID Consortium da subito si è rivelato come una delle iniziative più credibili per contrastare il dominio di Google e Facebook nel marketing people-based, reso possibile dalle loro soluzioni di tracciamento basate su login (login che l’utente fa su diversi dispositivi, consentendo di fatto di associarli tutti a un’unica persona). La soluzione sviluppata dal consorzio prevede l’associazione di una versione criptata di un identificativo omnicanale people-based a un cookie pool aperto, residente su un dominio condiviso.

L’iniziativa ha presto infatti raccolto l’adesione di The Trade Desk, entrata anche nel board of directors del Consorzio, e di una ventina di altre piattaforme tra cui Adform, Tradelab, Sizmek e molte altre.

Ora, l’integrazione con DigiTrust – organismo no-profit che fa capo allo IAB Tech Lab – porta il passaggio dell’iniziativa a un livello più “istituzionale” e dovrebbe sgombrare il campo da ipotesi di conflitto di interesse.

La possibilità di usare per il tracciamento una soluzione sviluppata da un associazione “neutrale” come l’ID Digitrust, anziché necessariamente l’Open AD di AppNexus o l’Unified Open ID di The Trade Desk, dovrebbe facilitare l’adesione al consorzio a quelle piattaforme di programmatic restie a adottare una soluzione di tracciamento sviluppata da un competitor.

Grapeshot (Oracle) lancia un nuovo tool per il targeting contestuale video

Cosa ne pensano gli utenti delle offerte personalizzate? Ne parliamo nella nostra rassegna di oggi insieme alle ultime novità di Oracle e Acxiom.

Grapeshot (Oracle) lancia un nuovo tool per il targeting contestuale video

Grapeshot, società di intelligence specializzata in soluzioni per la bran safety recentemente acquisita da Oracle, ha annunciato il lancio di un nuovo tool per il targeting contestuale all’interno dei contenuti video. Lo strumento si chiama Video Context: traduce in forma di testo la traccia audio di un contenuto video e poi analizza il testo per estrapolare delle categorie di contenuto. La categorizzazione viene poi embeddata all’interno di un player video, in modo che l’inserzionista possa già conoscere il tipo di contenuto di un filmato prima di acquistare ed erogare una campagna all’interno di esso. Leggi di più su MarTech Today.

Le offerte personalizzate piacciono agli utenti, ma solo se autorizzate

Agli utenti piacciono le offerte personalizzate, ma solo se hanno dato il consenso a riceverle. E’ quanto rileva una ricerca americana, secondo cui per due terzi delle persone un’offerta inviata solo a loro è più importante di una promozione mandata a tutti, e il 94% ne approfitterebbe. In cambio di offerte di questo tipo, circa metà degli utenti effettuerebbe acquisti prima del solito, il 41% cercherebbe prodotti da comprare in modo da poter usare l’offerta, e il 38% acquisterebbe qualcosa che vorrebbe ma di cui non avrebbe effettivamente bisogno. Tuttavia, il 40% dichiara di voler prima dare autorizzazione a ricevere tali offerte. Leggi di più su eMarketer.

Acxiom potrebbe vendere LiveRamp

Acxiom avrebbe intenzione di vendere LiveRamp, società specializzata in servizi di identity resolution e nel trasferimento di dati dal mondo offline a quello digitale (“data onboarding”). Il brand, un tempo al centro della strategia di trasformazione di Acxiom, potrebbe far gola a molti grandi nomi del panorama tech, come Adobe, Oracle, Salesforce e IBM. Quale il motivo di questa cessione? Forse un business che diventerebbe difficile da gestire con la GDPR e le sempre più stringenti normative globali, o magari la necessità, da parte degli investitori di Acxiom, di creare immediato valore. Leggi di più su AdExchanger.

Marketing people-based fuori dai walled garden? Ci prova un consorzio ad tech

Erano i primi giorni di maggio quando nasceva l’Advertising ID Consortium, una iniziativa voluta da AppNexus, LiveRamp e Index Exchange per contrastare i walled gardens attraverso la creazione di un’alternativa aperta e scalabile al loro sistema di tracciamento degli utenti, il cosiddetto marketing people-based.

Il marketing basato sulle persone è uno dei punti forti dell’offerta pubblicitaria di colossi come Google e Facebook, in quanto consente di tracciare un singolo utente e seguirlo nei suoi spostamenti da un canale all’altro, o da un device all’altro, purché rimanga loggato. Un vantaggio non da poco, in un contesto in cui il customer journey è sempre più multicanale e il sistema dei cookie correntemente diffuso non è più efficace come una volta.

Quello che AppNexus, LiveRamp e Index Exchange hanno voluto creare, attraverso il Consorzio, è un framework standardizzato di identità, che accoppia una versione criptata di un identificativo omnicanale people-based a un comune cookie aperto, residente su un dominio condiviso. Ogni membro del Consorzio potrà avere accesso a questo framework, nel pieno rispetto della privacy e della sicurezza dell’utente.

In questi giorni, l’Advertising ID Consortium ha ufficializzato l’ampliamento dei partecipanti al progetto, con l’aggiunta di svariate piattaforme sia lato domanda che lato offerta, e la messa a punto del framework e delle specifiche di prodotto.

De progetto sono entrati a far parte Adform, Aerserv, Amobee, DataXu, DistrictM, IgnitionOne, LiveIntent, Numberly, PulsePoint, Roq.Ad, Sizmek, Thunder, TradeLab, Unruly Group e Videology. A questi si aggiunge anche The Trade Desk, che entrerà a far parte del Board of Directors del gruppo e che, inoltre, supporterà il framework rendendo la propria soluzione ID compatibile con l’Open Ad ID del Consorzio.

Naturalmente, l’aggiunta di tutte queste società da all’iniziativa stessa del consorzio una maggiore massa critica, utile per una ulteriore espansione lato aziende, editori e agenzie. Le società facenti parte del progetto supporteranno il framework condiviso, consentendo così ai loro clienti lato domanda di targettizzare gli utenti con messaggi customizzati, ed a quelli lato offerta di monetizzare meglio i propri spazi, in ultima istanza migliorando la rilevanza della pubblicità per i consumatori.

Ecco come il Consorzio descrive la soluzione messa a disposizione a tutti i partecipanti al progetto: “Il framework di identità fornito è duplice, composto da un identificatore di device e da uno people-based, che insieme contribuiscono a servire all’utente un’esperienza rilevante e continua. Al lancio, la soluzione include un Open Ad ID, lo standard cookie per l’identificazione di un singolo dispositivo, e un Open IdentityLink, un comune identificatore people-based che risolve la questione identità su vari canali, dispositivi e piattaforme. Il framework sarà offerto ai membri gratuitamente”. Il cookie aperto sarà ospitato sul dominio adnxs.com.

Per la industry, avere una soluzione del genere rappresenterebbe la possibilità di offrire a tutte quelle aziende che intendono targettizzare specifiche audience attraverso il programmatic buying un’alternativa ai walled garden di Facebook e Google, che attualmente dominano la scena pubblicitaria. Di fatto aprendo la strada a una maggiore competizione nel mercato del media digitale.

Yelp lancia Local Audiences, un nuovo strumento di targeting basato sui dati

Yelp ha rilasciato Local Audiences: un nuovo prodotto pubblicitario data-driven.

Il sito che aggrega recensioni sugli esercizi locali, come ristoranti e negozi, sta collaborando con LiveRamp per trasmettere i dati a demand-side platform e exchange che, in maniera anonima, possono raggiungere gli utenti della piattaforma sui siti di terze parti.

Utilizzando questo strumento, ha dichiarato il VP of Sales della società, Drew Canniff, i marchi possono acquistare quegli utenti che hanno compiuto azioni specifiche su Yelp. Inoltre, gli inserzionisti possono targetizzare secondo 1000 specifiche categorie di business, a seconda del marchio, attributi di prodotto, dati demografici e geografia.

LinkedIn annuncia 19 new entry nel proprio Marketing Partner Program

Dopo il lancio del tool Website Demographics di fine luglio, LinkedIn ha annunciato con un blogpost ufficiale l’espansione del suo LinkedIn Marketing Partner program, con l’ingresso di 19 nuovi partner che aiuteranno i marketer a raggiungere risultati sempre migliori sfruttando le opportunità offerte dalla piattaforma.

Con un ambiente in costante evoluzione come quello del digital marketing e le crescenti aspettative che ne derivano, sembra che non ci sia mai abbastanza tempo nell’arco di una giornata per fare tutto. Proprio per questo, anche in Italia, i marketer sono sempre più orientati a cercare validi partner che possano fornire loro efficienti soluzioni tecnologiche per aiutarli a fare sempre più operazioni con il minore sforzo possibile.

Il LinkedIn Marketing Partner Program è una community di fornitori di tecnologia e servizi lanciata dal social 3 anni fa e che i marketer possono sfruttare per migliorare i propri ROI su LinkedIn. Da quel momento in poi, aziende come OpenDNS, Lenovo e Hired hanno usato il programma per trovare le soluzioni marketing, leader di settore, più utili per loro, al fine di ottenere risultati migliori.

Come cambia il LinkedIn Marketing Partner Program

Come risultato dell’impegno assunto in questi anni, la piattaforma social professionale ha annunciato l’espansione del proprio programma con l’ingresso di 19 nuovi partner suddivisi in tre nuove categorie (Marketing Analytics, Audience Management e Media Buying), per dare ai marketer l’aiuto di cui hanno bisogno per avere successo su LinkedIn.

Con questa espansione, i marketer potranno ora sfruttare l’esperienza dei partner ufficiali di LinkedIn, che sono specializzati in uno o più delle seguenti categorie, per individuare i giusti target di audience, ottenere migliori insight e aumentare i ROI delle proprie campagne su LinkedIn:

  • Media Buying – I marketer spesso si trovano a spendere troppo tempo nell’arco di una giornata nella gestione delle campagne, senza avere abbastanza tempo per creare una buona strategia. I Media Buying partner del social offrono servizi gestiti che possono essere sfruttati per risparmiare tempo e migliorare le performance delle proprie campagne pubblicitarie su LinkedIn. AdParlorB2Linked e SocialCode sono i primi tre partner in questa nuova categoria.
  • Marketing Analytics – Secondo l’HubSpot partner di LinkdIn, il 40% dei marketer pensa che validare i ROI sia la sfida più importante che le aziende devono affrontare nel campo del marketing. I partner Marketing Analytics di LinkedIn offrono dunque tecnologie che aiutano a verificare i ROI e a prendere le migliori decisioni di marketing sul social. La categoria Marketing Analytics comprende sette nuovi partner: BizibleDashThis, Datorama, Hootsuite, Nugit, SocialBakers e Falcon.io. Ogni partner è integrato con le LinkedIn Marketing Analytics API, permettendo così ai marketer di accedere agli insight sulle performance di importanti campagne marketing direttamente dalle loro piattaforme.
  • Audience Management –  Il successo dell’Account Based Marketing (ABM) arriva dal concreto raggiungimento e coinvolgimento dei propri clienti e prospect. Ecco che i nuovi partner per l’Audience Management di LinkedIn offrono tecnologie che aiutano a individuare il target dei propri contatti attraverso LinkedIn Matched Audiences e a gestire i contatti generati attraverso LinkedIn Lead Gen Forms per migliorare le prestazioni ABM. Come nuovi partner di questa categoria si elencano le soluzioni di gestione dati di Acxiom e LiveRamp, le piattaforme di marketing automation di Oracle Eloqua Marketo, quelle CRM di Microsoft Dynamics e i system integrator di Driftrock e Zapier. Grazie alla loro integrazione con le LinkedIn Audience Management API, questi partner permetteranno di individuare i target e gestire il pubblico in maniera più efficace sul social.

Ma non solo tech. L’espansione, infatti, comprende anche l’aggiunta alla categoria Content Marketing di due nuovi partner con sede nell’area dell’Asia Pacifico: FrogIdeas e Text100. Questo permetterà alla piattaforma di fornire ai marketer in India, Singapore, Hong Kong e Australia la possibilità di creare e sviluppare nuovi contenuti sulla piattaforma.

Il marketing people-based esce dai walled garden, grazie a un consorzio di società ad tech

Oggi Google e Facebook sono le società che più attraggono investimenti pubblicitari, e tra i loro punti forti ce n’è sicuramente uno che più di altri ha fatto la loro fortuna: il marketing people-based. Ossia la possibilità di tracciare un singolo utente e seguirlo nei suoi spostamenti da un canale all’altro, o da un device all’altro, purché rimanga loggato. Un vantaggio non da poco, in un contesto in cui il customer journey è sempre più multicanale e il caro vecchio cookie non è più efficace come in passato.

Adesso, però, il marketing people-based si prepara a uscire dai walled garden e ad a diventare uno strumento aperto a tutti gli inserzionisti che acquistano pubblicità automatizzata. AppNexus, LiveRamp e MediaMath hanno infatti annunciato il lancio di un consorzio ad tech aperto per rendere il marketing basato sulle persone ampiamente disponibile sui vari canali programmatici. Nello specifico, i tre operatori hanno creato un framework standardizzato di identità, accoppiando una versione criptata di un identificativo omnicanale people-based e un comune cookie aperto, residente su un dominio condiviso. Ogni membro del consorzio avrà accesso a questo framework, nel pieno rispetto della privacy e della sicurezza dell’utente.

L’iniziativa, lanciata dalle tre società, vedrà partecipare anche altri player: Index Exchange, LiveIntent, OpenX e Rocket Fuel.

Il consorzio offrirà al mercato una serie di vantaggi: non solo la possibilità di attivare marketing people-based per compratori e venditori di pubblicità in programmatic su vari dispositivi, formati e piattaforme, ma anche la possibilità per le aziende di targettizzare campagne su mobile, addressable TV, Internet of Things (IoT), Out of Home (OOH), email e altri canali emergenti, e per gli editori di incrementare l’addressability delle proprie audience, anche in ambienti “cookieless”.

LiveRamp rilascia IdentityLink, strumento omnicanale di acquisto dati

LiveRamp ha rilasciato IdentityLink, uno strumento che permette ai marketer di acquistare gruppi di dati derivanti da fonti offline, online, punti vendita e da consumatori tv e mobile.

I dati possono essere inviati direttamente ai clienti oppure sono resi disponibili attraverso la funzione “Data Store” della piattaforma, dove gli operatori possono gestirne il prezzo, la promozione, i permessi di utilizzo e la distribuzione.

Il nuovo prodotto del fornitore di soluzioni di audience, si legge in una nota, permette di ottenere una migliore comprensione delle preferenze dei consumatori, prima ancora di immettere i dati nei canali digitali.

“Innanzitutto, IdentityLink consente ai dati di essere tradotti deterministicamente e di essere attivati attraverso i vari canali; per esempio, i dati di posizione mobile possono essere combinati con dati comportamentali online per essere indirizzati in canali desktop, oppure, i dati degli acquisti online possono essere connessi per misurare l’efficacia della pubblicità”, ha affermato Luke McGuiness, Head of data partnerships di LiveRamp.