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Il marketing people-based esce dai walled garden, grazie a un consorzio di società ad tech

Oggi Google e Facebook sono le società che più attraggono investimenti pubblicitari, e tra i loro punti forti ce n’è sicuramente uno che più di altri ha fatto la loro fortuna: il marketing people-based. Ossia la possibilità di tracciare un singolo utente e seguirlo nei suoi spostamenti da un canale all’altro, o da un device all’altro, purché rimanga loggato. Un vantaggio non da poco, in un contesto in cui il customer journey è sempre più multicanale e il caro vecchio cookie non è più efficace come in passato.

Adesso, però, il marketing people-based si prepara a uscire dai walled garden e ad a diventare uno strumento aperto a tutti gli inserzionisti che acquistano pubblicità automatizzata. AppNexus, LiveRamp e MediaMath hanno infatti annunciato il lancio di un consorzio ad tech aperto per rendere il marketing basato sulle persone ampiamente disponibile sui vari canali programmatici. Nello specifico, i tre operatori hanno creato un framework standardizzato di identità, accoppiando una versione criptata di un identificativo omnicanale people-based e un comune cookie aperto, residente su un dominio condiviso. Ogni membro del consorzio avrà accesso a questo framework, nel pieno rispetto della privacy e della sicurezza dell’utente.

L’iniziativa, lanciata dalle tre società, vedrà partecipare anche altri player: Index Exchange, LiveIntent, OpenX e Rocket Fuel.

Il consorzio offrirà al mercato una serie di vantaggi: non solo la possibilità di attivare marketing people-based per compratori e venditori di pubblicità in programmatic su vari dispositivi, formati e piattaforme, ma anche la possibilità per le aziende di targettizzare campagne su mobile, addressable TV, Internet of Things (IoT), Out of Home (OOH), email e altri canali emergenti, e per gli editori di incrementare l’addressability delle proprie audience, anche in ambienti “cookieless”.

Taboola e LiveIntent uniscono content recommendation e email marketing

Taboola ha annunciato un accordo con LiveIntent che porterà la content recommendation nelle newsletter.

Le due società condivideranno le loro fonti di dati anonimizzati per permettere alle aziende clienti di meglio utilizzare i contenuti personalizzati al fine di ingaggiare i consumatori. La collaborazione, si legge in una nota, rappresenta la prima iniziativa dell’ad-tech in ambito people-based marketing e segna l’ingresso di LiveIntent nel content discovery.

La piattaforma web che offre servizi di pubblicità via posta elettronica userà la tecnologia algoritmica predittiva della società di pubblicità nativa per erogare contenuti personalizzati nelle campagne email, di converso, l’integrazione con la compagnia israeliana espanderà la piattaforma Discovery.

I clienti di Taboola saranno anche in grado di utilizzare l’identity graph di LiveIntent per potenziare le attività di people-based marketing attraverso il canale email. Lo strumento assocerà i dati di intenzione dei consumatori di Taboola con l’inventory email mobile di LiveIntent.

Rubicon Project espande il Programmatic alle e-mail. Accordo con LiveIntent

Rubicon Project e LiveIntent hanno raggiunto un accordo per automatizzare l’acceso dei clienti della società di Programmatic all’inventario email di LiveIntent. L’SSP creerà un nuovo private marketplace attraverso la tecnologia proprietaria Orders.

La collaborazione permette per la prima volta alle aziende partner di Rubicon Project di acquistare spazi pubblicitari su posta elettronica attraverso la sua piattaforma.

Ora la società guidata in Italia da Sara Buluggiu è in grado di offrire accesso a 145 milioni di utenti unici per mezzo di email inviate da oltre 1.300 marchi. Gli inserzionisti clienti avranno la possibilità di fare targeting, misurare ed effettuare analisi di attribuzione sui vari dispositivi.

Tanto ad-tech nella “Top 100 most promising companies” di Forbes

Ci sono diversi nomi nuovi dell’ad-tech nella lista delle “100 most promising companies” stilata da Forbes, la classifica annuale che mette in fila le 100 aziende a maggior potenziale negli Stati Uniti, tra quelle non quotate e con fatturato inferiore a 300 milioni di dollari.

The Trade Desk” si piazza nella top ten, al numero 9, seguita da Integral Ad Science al 15esimo posto. Tapad (39), LiveIntent (45), Q1Media (50), Yext (65), CPXi (69), Magnetic (76), Yellowhammer Media Group (79), Accordant Media (81), TripleLift (90), PK4 Media (97) sono a loro volta nella lista.

“La crescita dei ricavi gioca un ruolo fondamentale nella composizione della America’s Most Promising, ma non è l’unico parametro che prendiamo in considerazione”, scrive Forbes riguardo la metodologia, aggiungendo che entrano in gioco altri fattori come la crescita dei dipendenti, le idee di prodotto e i finanziamenti raccolti.

Altre aziende del programmatic adv si sono trovate ai vertici di questa classifica negli utimi anni, tra cui Rubicon Project e Rocket Fuel, entrambe le quali sono recentemente entrate con successo in borsa.

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