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Xaxis nomina il nuovo direttore generale della regione EMEA: è Nicolas Bidon

Xaxis, società operante nel settore della pubblicità programmatica, ha annunciato oggi la nomina di Nicolas Bidon a direttore generale per la regione EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa). Bidon entra a far parte di Xaxis da plista, azienda specializzata in pubblicità nativa, presso cui deteneva la carica di direttore generale globale.

Presso plista, Bidon ha sovrinteso all’integrazione della società nella piattaforma programmatica di Xaxis, rilanciandola come il portafoglio più completo del settore per la pubblicità programmatica nativa e sviluppando nuovi mercati negli Stati Uniti, in Russia, Cina e Norvegia. Jana Kusick prenderà il timone dell’azienda con la qualifica di amministratore delegato, il che costituisce una promozione rispetto alla sua carica attuale di amministratore delegato per la Germania, la Svizzera e l’Austria.

Quale direttore generale per la regione EMEA, Bidon sarà responsabile della gestione della strategia e delle operazioni di Xaxis nei 25 mercati in cui la società opera nella regione, oltre a fornire assistenza per la promozione della crescita delle aziende specialistiche di Xaxis Light Reaction, Bannerconnect e plista. Prima di plista, Bidon era amministratore delegato per il Regno Unito per conto di Xaxis e, sotto la sua guida, la società ha registrato per tre anni un elevato tasso di crescita a due cifre, il che ha permesso al Regno Unito di affermarsi come il secondo mercato della società in ordine di importanza a livello globale. Kusick svolge un ruolo chiave presso plista dal 2010, dove ha sovrinteso di recente al lancio coronato da successo delle operazioni di plista nella regione Asia Pacifico, ove l’Australia è divenuta uno dei mercati più redditizi per la società.

“Nicolas ha svolto un ruolo fondamentale ai fini del successo sia di Xaxis sia di plista nel corso degli ultimi tre anni e le sue competenze dirigenziali, la sua conoscenza dei prodotti e la sua comprensione del mercato lo rendono la persona ideale cui affidare la gestione di tutte le operazioni di Xaxis nella regione EMEA” ha affermato Brian Gleason, direttore generale globale di Xaxis. “Egli svolgerà un ruolo essenziale in questo momento in cui stiamo consolidando ulteriormente la nostra posizione di testa nel mercato introducendo i benefici derivabili dalla nostra piattaforma tecnologica programmatica e dal nostro know-how in nuovi mercati, canali pubblicitari e presso nuove utenze. Siamo inoltre lieti di porgere il benvenuto a Jana ai vertici di plista, ove promuoverà la crescita su scala globale del nostro segmento di attività in rapida crescita nel ramo della pubblicità nativa”.

“L’utilizzo di dati e tecnologia programmatica per sprigionare valore aggiuntivo a favore dei clienti e accrescere l’accettazione della pubblicità da parte dei consumatori è ciò che ha determinato la crescita fenomenale di Xaxis in tutta la regione EMEA” ha spiegato Bidon. “Sono molto entusiasta di poter collaborare con i promotori e i titolari di media nella regione mentre continueremo a sviluppare un miglior ecosistema per la pubblicità online a beneficio di tutti.”

“plista ha innalzato la pubblicità programmatica nativa a un livello del tutto inedito quest’anno, sfruttando gli ineguagliati punti di forza di Xaxis per creare una soluzione ‘single source’ rispondente alle esigenze native dei promotori” ha affermato Kusick. “Sono ansiosa di consolidare ulteriormente la nostra posizione continuando ad offrire nuove capacità ai nostri clienti e partner in tutto il mondo.”

Formati mobile interstitial o classici banner: chi vince?

I formati interstitial sono sicuramente viewable. Ma sono davvero più performanti dei classici banner su mobile?

Una recente ricerca neuroscientifica di Light Reaction e Spark Experience ha rivelato di no. Secondo i risultati dello studio, infatti, entrambi i formati non hanno granché effetto su chi guarda lo schermo di uno smartphone.

La ricerca si è basata sull’osservazione di 30 adulti e del loro comportamento di fronte alla pubblicità display su mobile, misurato attraverso eye tracking, scanner biometrici, facial tracker, encefalografi e altri strumenti tipici degli esperimenti di neuroscienze, capaci di misurare attenzione ed emozioni.

Il risultato? Il tempo speso guardando banner adv è stato minore di 200 millisecondi per visualizzazione, mentre quello impiegato per guardare un annuncio interstitial è stato lievemente maggiore degli 800 millisecondi. Valori alquanto “insignificanti” secondo Paolo Gaudiano, analista di Light Reaction, la cui opinione è riportata in un articolo di Adweek.

Insomma, a quanto pare il pubblico sembra abbastanza bravo ad evitare la pubblicità su mobile. Ma c’è dell’altro: lo studio ha rivelato anche che la maggior parte del tempo speso a guardare l’annuncio, in realtà, è impiegato a cercare il tasto “X” della sua chiusura.

Un comportamento che va ben oltre l’effettiva viewability dell’annuncio. Anche se i formati interstitial sono tecnicamente visibili all’interno del campo visuale, infatti, «ancora più chiaramente potrebbero benissimo non esserci – ha commentato Gaudiano -. Si possono notare gli occhi dell’utente che scansionano il contenuto e leggono e leggono, mentre gradualmente e lentamente scorrono la pagina. E poi, appena incontrano la sommità dell’annuncio, boom! subito vanno oltre e continuano a leggere così come se la pubblicità non ci fosse».

Se gli annunci interstitial registrano migliori performance sull’attenzione visuale, sono tuttavia il formato che, più dei normali banner, causa al pubblico un senso di frustrazione: lo studio infatti ha rilevato un maggior numero di emozioni negative negli utenti che visualizzavano formati pop-up full-screen, al contrario dei normali banner, per i quali sono state registrate emozioni più positive.

Xaxis, Light Reaction compie un anno. L’head italiana Iommi: «Siamo già partner consolidato delle aziende top»

Light Reaction compie un anno e traccia un primo, positivo, bilancio delle proprie attività.

Nata lo scorso giugno (qui l’articolo dedicato) all’interno della famiglia WPP, la soluzione di performance advertising si basa sul raggiungimento di obiettivi direct response, che spaziano dal traffico al sito alle vendite ecommerce, dai download delle applicazioni alla lead generation.

Light Reaction è parte di Xaxis, costituendo anzi l’anima “performance” della piattaforma di programmatic di WPP, tradizionalmente più votata invece alle campagne di branding, come spiega Giovanna Loi, Director di Xaxis Italia: «Abbiamo lanciato Light Reaction per offrire un approccio full funnel ai nostri clienti. Xaxis genera awareness ed engagement con prodotti di branding, mentre Light Reaction offre soluzioni innovative di lower funnel per acquisire e fidelizzare i clienti. Le due anime del nostro business lavorano in modo sinergico: utilizziamo i risultati delle campagne branding per ottimizzare quelle a performance di Light Reaction».

Ad un anno dal lancio, oggi Light Reaction è disponibile in 26 mercati in tutto il Nord America, Europa, Asia e Medio Oriente, gestendo più di 300 clienti con 120 dipendenti.

In Italia la piattaforma offre un ampio portfolio di prodotti performance, in ottica cross-device, che spazia dalla display all’emailing marketing, dal social al native a soluzioni drive to store, con una particolare attenzione al mobile, come canale per generare lead click to call, traffico al sito e download di applicazioni. E, forte dei suoi successi, continua a crescere, anche in termini di organico: attualmente infatti è alla ricerca di un nuovo Senior Performance Account Manager per la sede milanese.

Alla guida degli uffici italiani, in qualità di head of Light Reaction in Italia, c’è Silvia Iommi, che così commenta questo primo compleanno: «A quasi un anno dal lancio, Light Reaction è già partner consolidato dei top player del mondo automotive, banking, food, pharma, retail, telco e travel».

L’esperienza di Linear Assicurazioni

Tra i clienti che hanno scelto Light Reaction c’è Linear Assicurazioni, la compagnia di assicurazioni online del Gruppo Unipol.

Linear nel 2015 ha testato Light Reaction come soluzione programmatic performance con ottimi risultati. Dopo qualche settimana dall’attivazione, Light Reaction è riuscita ad attestarsi ad un costo per lead inferiore ad altri player attivi a piano da tempo. Light Reaction è ora un partner consolidato di Linear scelto in modo continuativo per le campagne di performance advertising, sia su device desktop che mobili.

Giovanni Carparelli, del team Digital di Linear, spiega: «In un contesto competitivo come il mondo assicurativo, prestiamo molta attenzione non solo al cost per sale, ma anche alla qualità delle lead generate dalle campagne pubblicitarie e al loro modello di attribuzione. Tramite il numero di preventivo, siamo in grado di risalire a tutta la storia della pratica: quale player l’ha generata, da che canale è arrivata e in che canale si è conclusa, sia esso Digital o Offline. Siamo così oggi in grado di confrontare i vari player pubblicitari in veri e propri termini di ROI. Light Reaction si conferma un’ottima soluzione anche sotto questo punto di vista: ci permette di creare, infatti, una “cookie pool” utile alle attività di remarketing, unendo quindi volumi e profittabilità».

Federico Anastasia, responsabile Digital e Marketing operativo di Linear, dichiara: «Grazie al programmatic adv riusciamo ad automatizzare processi, analisi e ottimizzazioni che, fino a qualche mese fa, richiedevano più effort sia dal punto di vista delle risorse sia dal punto di vista del tempo. Le automazioni, insieme ai modelli di attribuzione, ci permettono di concentrare gli sforzi sui dettagli e di ragionare su nuovi test e sperimentazioni».

Light Reaction (Xaxis) ha un nuovo ceo: Bob Walczak

Light Reaction, il braccio mobile di Xaxis, ha un nuovo ceo, Bob Walczak.

Precedentemente general manager di BidSwitch (ad exchange della società di advertising tecnologico Iponweb), e prima ancora VP product di PubMatic, Walczak guiderà ora Light Reaction, puntando in particolare ad ampliare l’offerta, le tecnologie, la presenza internazionale e il roster di clienti della società.

Lanciata la scorsa estate come nuova soluzione di performance advertising specializzata su mobile (qui l’articolo dedicato), Light Reaction ha recentemente iniziato un processo di potenziamento dell’organico a livello internazionale, con la nomina di Rosa Markarian come vice president of global business operations e la promozione di Jennifer Lucas a senior global marketing manager.

 

 

Il Programmatic secondo Giovanna Loi di Xaxis Italia: più che pubblicità, più che tecnologia

Se il 2013 in Italia è stato l’anno della novità e il 2014 quello del progresso tecnologico e dell’adeguamento di processi da parte dei principali publishers e delle media agency, sicuramente il 2015 è l’anno in cui il programmatic si sta affermando come uno dei principali driver di crescita del digital advertising. Ad affermarlo è Giovanna Loi, Managing Director di Xaxis Italia, società di WPP ad oggi considerata la più grande programmatic media company attiva a livello mondiale. Secondo la manager, il programmatic «ha cambiato la meccanica delle transazioni media in un modo che non è mai stato possibile prima: il valore dello spazio non dipende più dalla sola qualità editoriale, ma soprattutto dalla bontà dei dati che si hanno per definire e raggiungere l’utente corretto, raffinando i criteri di esposizione mediante un processo Learn Then Buy piuttosto che di Buy Then Learn. Mai come ora, abbiamo potuto rendere efficiente il piano media evitando ogni spreco, diminuendo il costo e andando a colpire solo utenti realmente affini».

Dal suo punto di vista cos’è il programmatic?

Il programmatic, per sua definizione, comprende una serie di tecnologie che automatizzano l’acquisto, il posizionamento e l’ottimizzazione degli spazi pubblicitari multiscreen/multimedia, sostituendosi a metodi basati su sole capacità umane. Il programmatic, di cui il Real Time Bidding (RTB) ne è solo una declinazione, è utilizzato sempre più per la vendita/acquisto di spazi premium ed è ormai riconosciuto come soluzione di pianificazione votata all’efficienza, attraverso la gestione della reach & frequency cross piano, l’ottimizzazione delle campagne contestualmente al delivery e l’uso dei dati per raggiungere il target.

Gli spender stanno approcciando con reale coscienza questo nuovo modo di gestire la compravendita degli spazi? 

L’adozione del programmatic da parte degli advertiser in principio è stata spinta dalla curiosità, ma è ormai apprezzata da un numero crescente di aziende ed è una scelta sempre più diffusa tra le campagne di marketing integrato. Diversi clienti del gruppo hanno già lanciato campagne di branding 100% programmatic e alcuni di questi hanno già integrato dati di prima parte nelle campagne di re-engagement, sfruttando questo immenso potenziale per attività ad hoc su cluster di utenti specifici, per aumentarne la retention e il valore in ottica up e cross selling, o per acquisirne di nuovi. Gli advertiser hanno sviluppato la consapevolezza che è possibile determinare il valore degli annunci e degli utenti, e quindi ottimizzare gli investimenti: attraverso i test e la raccolta di insight evoluti, possono individuare più facilmente che cosa stimola gli utenti e modellare il messaggio pubblicitario di conseguenza, sia che si tratti di obiettivi di branding sia di direct response.

Dati e tecnologia sono dunque alla base di tutto il processo. Da questo punto di vista come si sta sviluppando la vostra piattaforma?

Nel 2011, WPP Group ha lanciato Xaxis, che è divenuta negli anni la più grande programmatic media company nel mondo. La tecnologia sottostante consente di targettizzare tramite una combinazione di dati e algoritmi un preciso messaggio a cluster di utenti secondo logiche di audience targeting, da indicazioni socio-demo a profilazioni sofisticate. Il programmatic e i Big Data sono per Xaxis intrinsecamente interconnessi: i dati sono al centro dell’ecosistema e permettono di includere o di escludere segmenti di audience per la corretta targetizzazione delle campagne. Nel 2014 è stata lanciata Turbine, la Data Management Platform proprietaria, che ha i vantaggi di essere real-time e customizzabile. I dati utilizzati sono fondamentalmente i 1st party data (dati relativi al sito web aziendale o altre properties online, utilizzati solo per le campagne della stessa azienda, ndr) e i 2nd party data, vero valore aggiunto dell’offerta, che solo in Italia conta più di 40 milioni di cookie giornalieri, classificati su più di 300 categorie di interesse, ad uso esclusivo dei nostri clienti. A giugno 2015 Xaxis ha inoltre lanciato Light Reaction, la soluzione mobile-first di performance advertising. Xaxis quindi mette a disposizione anche in ottica direct response la propria consolidata expertise sull’audience targeting, con soluzioni innovative ed integrate di upper funnel per generare awareness ed engagement e di lower funnel per acquisire clienti e fidelizzarli, con particolare attenzione al mobile.

Parliamo di mobile: il programmatic può contribuire allo sviluppo del mercato?

Per Xaxis il mobile è parte integrante del programmatic. Infatti, i prodotti di brand awareness e di performance di Xaxis stanno diventando sempre più multicanale. E’ noto che il mobile, rispetto ai dispositivi desktop, permette non solo una più accurata segmentazione, ma anche più opportunità di interazione tra dati comportamentali e dati di geo-localizzazione. Questo si traduce da una parte in campagne con target “evoluti” e dall’altra in messaggi e formati più funzionali alle abitudini degli utenti e alla loro posizione. Sul mobile sono infatti possibili campagne su target individuati incrociando dati provenienti da molteplici fonti come la profilazione su base interesse; la geolocalizzazione; le abitudini di navigazione e/o la “storia” delle applicazioni utilizzate. A garanzia di una maggiore cross medialità, l’adeguamento dei sistemi di navigazione ha velocizzato l’adozione da parte degli advertiser di creatività in HTML5 erogabili indiscriminatamente dal device utilizzato dall’utente.

Infine, come rispondete alla necessità di tracciare gli utenti di fronte alla frammentazione tra device diversi?

Le abitudini di consumo si sono evolute velocemente e prevedono sempre più l’uso di diversi device nel customer journey. L’utente di oggi utilizza un portatile, un tablet e uno smartphone. È sempre meno comune che la decisione di acquisto avvenga su un solo dispositivo e da un solo “touch point”. Per questo, è essenziale per gli advertiser avere una strategia efficace su più device e individuare il media mix più adatto alle loro esigenze. Le tecnologie per l’adserving degli spazi pubblicitari si stanno adeguando velocemente con soluzioni che aggirano il tema della tracciabilità del cookie. I modelli di attribuzione stanno lavorando in logica full funnel, per raggiungere gli utenti lungo tutto il ciclo di vita, da prospect a clienti, non focalizzandosi più solo sulla parte bassa del funnel. Il loro perfezionamento consentirà a breve di attribuire le conversioni cross-device in maniera più puntuale, includendo e valutando il peso di tutti i canali a cui l’utente è stato esposto. Come Xaxis stiamo lavorando al rilascio di nuove funzionalità che saranno presto parte della nostra Data Management Platform facendo leva su partnership tecnologiche che in US sono già realtà e che ci permetteranno prestissimo di targettizzare non solo device e browser, ma persone, ovviamente anonime, in accordo con le normative vigenti in materia di privacy.

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