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Viewability al centro del nuovo Leonardo.it

Viewability in primo piano nel nuovo Leonardo.it, la cui nuova versione è stata ufficialmente lanciata lunedì. Tra le diverse novità in campo editoriale e pubblicitario studiate da Triboo Media per il proprio “Magazine delle Passioni”, aggiornato in chiave fully responsive e fortemente multimediale, spicca anche lo sforzo per garantire agli inserzionisti la massima visibilità delle campagne su ogni device.

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«Abbiamo potenziato le caratteristiche tecnologiche del magazine, grazie a miglioramenti della viewability in termini di performance dei banner, delle campagne desktop e del sito stesso», ci ha spiegato Alberto Zilli, amministratore delegato di Triboo Media. «Leonardo.it offre una versione fully responsive per conferire un’esperienza di visione e navigazione ottimale su ogni dispositivo, in ottica sia di usabilità utente sia di ottimizzazione delle pianificazioni mobile, con un duplice obiettivo, sia editoriale che commerciale. Ricordo che Leonardo.it è stato il primo magazine verticale italiano ad aver adottato la tecnologia responsive, e, ad oggi, l’audience che naviga il magazine da mobile ha già raggiunto il 50% degli accessi».

Punto chiave per il miglioramento dei dati di viewability, ha specificato Zilli, è stato lo sviluppo di formati pubblicitari in grado di auto adattarsi al dispositivo di fruizione, come la “skin mobile”, formato proprietario che permette di risolvere una criticità tipica della viewability, ossia che le tradizionali skin non sono generalmente visibili nella navigazione da smartphone.

«“Skin mobile” – spiega Zilli – si presenta come un formato di domination posizionato nella parte alta dei siti del network, in grado di seguire l’utente anche quando prosegue nella lettura dei contenuti della pagina, scrollando verticalmente su di essa. Lo stesso accade da PC con le Skin, la cui visualizzazione è “staccata” dallo scrolling della pagina. Come la “Skin mobile”, che è un nostro formato proprietario che eroghiamo in sostituzione alla skin solo sugli utenti mobile, anche gli altri placement pubblicitari di Leonardo, come il masthead, il box 300×250 e i formati video sono studiati per adattarsi al meglio al device di fruizione».

Negli ultimi tempi, il tema della viewability è sempre più sentito da chi pianifica online. «Il nostro impegno è quello di fornire il miglior servizio possibile al mercato – assicura Alberto Zilli -. Per far questo ci siamo muniti di tool tecnologici in grado di monitorare la viewability dei nostri formati e abbiamo lavorato intensamente per modificare e adeguare i placement, al fine di ottenere i risultati che il mercato richiede, e dove possibile anche migliorare i benchmark. Attualmente siamo in grado di garantire tassi di viewability superiori alle medie di mercato (i valori mediani sono intorno al 50%, ndr), ma ci dev’essere anche ragionevolezza da parte dei clienti su questo tema, in quanto la viewability 100% non esiste. In primis, perché non tutti i fattori che incidono su questo paramentro sono del tutto determinabili da noi, per esempio il comportamento dell’utente e la creatività più o meno in grado di attirare l’attenzione, e in secondo luogo perché alcune visualizzazioni sfuggono alla tecnologia attuale».

Per quanto più in generale riguarda il Programmatic, per Triboo Media si tratta di una fonte di ricavi in rapida crescita, afferma Zilli. «La verticalità del network e la nostra capacità di coprire profili interessanti rendono il Programmatic uno dei nostri principali driver di crescita, assieme al Performance e ai progetti speciali», spiega il manager. «Su un sito molto verticale come Motori.it, per esempio, il 70/80% dell’audience visita il listino, e questo è un dato di sicuro interesse per pianificazioni mirate in audience targeting non solo sul nostro vertical automotive, ma anche sulle altre properties che abbiamo in gestione. Programmatic significa meno dispersione, e questo rappresenta una grande opportunità per noi, per gli editori nostri partner e per i clienti», conclude Zilli.

Rubicon Project lancia l'Exchange API. LeonardoADV tra i primi adopters internazionali

Rubicon Project, una delle più grandi piattaforme programmatiche indipendenti per la compravendita di pubblicità, ha annunciato oggi (mercoledì) la disponibilità a livello internazionale dell’Exchange Application Programming Interface (Exchange API), che collega i server pubblicitari direttamente alla piattaforma.

Insieme ad eplanning Adhese, tra le prime concessionarie impegnate nell’implementazione di questa nuova soluzione c’è LeonardoADV.

Grazie all’Exchange API di Rubicon Project, i server pubblicitari e gli editori o concessionarie che dispongono di un ad server proprietario possono collegarsi in modo molto più semplice all’Advertising Automation Cloud di Rubicon Project, e raggiungere qui un gran numero di acquirenti di pubblicità.

Stefano Zilli (foto Linkedin)
Stefano Zilli (foto Linkedin)

«Grazie all’Exchange API di Rubicon Project, gli acquirenti con cui collaboriamo, inclusi trading desk di marchi e agenzie, possono lavorare con maggiore efficienza e allo stesso tempo si assicura la massimizzazione dei ricavi da Leonardo ADV e JuiceADV, valorizzando al massimo ogni visualizzazione tramite l’allocazione dinamica» spiega Stefano Zilli, cto di LeonardoADV.

Praticamente, tutti gli editori e gli sviluppatori di app mobili dispongono di inventari pubblicitari invenduti o non adeguatamente monetizzati. La domanda da parte degli acquirenti “coprirebbe tutte le visualizzazioni, ma ‘vive’ tradizionalmente in sistemi diversi”, si legge nel comunicato stampa diffuso da Rubicon Project. A causa della frammentazione dello scenario, l’allocazione dell’inventory pubblicitaria non è quindi distribuita in modo ottimale rispetto alla domanda da parte degli acquirenti.

Sara-Buluggiu-Rubicon_Project
Sara Buluggiu

L’Exchange API è stata concepita per porre rimedio a questa frammentazione. L’interfaccia collega i server pubblicitari direttamente alla piattaforma di scambio di Rubicon Project, consentendo un maggior accesso alla domanda degli acquirenti e una migliore distribuzione dell’inventory nei vari media.

«Il fatto che LeonardoADV sia tra i first adopter di questa nuova tecnologia conferma da un lato la maturità della concessionaria rispetto alle frontiere più avanzate della tecnologia a servizio della pubblicità, dall’altro più in generale l’interesse da parte del mercato italiano per le novità proposte dal mondo del Programmatic e da Rubicon Project», commenta Sara Buluggiu, direttore commerciale Sud Europa di Rubicon Project.

Queste le principali caratteristiche dell’Exchange API di Rubicon Project:

I vantaggi:

●        Un singolo punto di integrazione che fornisce accesso a tutte le maggiori fonti globali di domanda attraverso web per dispositivi mobili, app, display e video.

●        Maggiori ricavi per i venditori grazie all’allocazione ottimale e intelligente di domanda diretta e indiretta

●        Possibilità di realizzare accordi programmatici in competizione con le vendite dirette, per una gestione olistica degli introiti

●        Collegamento diretto a una piattaforma di scambio matura con una massa critica di acquirenti consolidata

●        Nessuno dei costi di sviluppo, ingegnerizzazione e gestione di infrastrutture associati alla creazione di una piattaforma proprietaria

●      Riduzione delle spese operative associate alla negoziazione e alla gestione dei tag di scambio

●      Riduzione significativa dei passback con meno latenza, discrepanze e perdite di dati

 

Caratteristiche tecniche

●      Supporto per app mobili, mobile web, formati display e video

●      Facile integrazione che sfrutta il protocollo OpenRTB-2.2 con molti elementi condivisi

●      Accesso a tutta la gamma di opzioni del Seller Cloud di Rubicon Project, compresa la tutela e la sicurezza del marchio, reportistica e analisi dei dati, controlli per le offerte in tempo reale (Real-Time Bidding) e applicazioni per l’automazione degli ordini diretti

●      Prossimamente: supporto degli ordini diretti automatizzati garantiti in tutti gli inventari

 

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