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SpotX apre in Italia e nomina Fabio Zoboli Managing Director

SpotX amplia la sua presenza in Europa e assume Fabio Zoboli come primo Managing Director per l’Italia. Con base a Milano, sarà incaricato di far crescere il business della società nel nostro Paese e collaborare con i media locali e i vari inserzionisti.

“Nessuno in Italia, conosce il panorama video meglio di Fabio Zoboli, sia dal lato acquisto che dal lato vendita. Fabio apporta un livello di conoscenza invidiabile nel nostro settore, inoltre ha notevole esperienza di lavoro con aziende internazionali. Con le sue doti manageriali e la sua perspicacia nel settore commerciale non ci sono dubbi che faciliterà la crescita di SpotX in Italia, dove molte note emittenti stanno lavorando con il mobile e la televisione connessa”, ha commentato Leon Siotis, Managing Director per il Regno Unito e il Sud Europa della struttura.

La mia missione è di favorire i media italiani consentendo loro di approfittare della migliore infrastruttura programmatica sul mercato del video: dal desktop, all’outstream, dal mobile alla TV connessa”, ha commentato il nuovo Manager Director italiano. Con l’aiuto della sede londinese di SpotX, si occuperà della formazione di una squadra in Italia.

Fabio Zoboli ha lavorato per quattro anni in Teads come Director of Publisher Development e per due anni come Publisher Manager in Ebuzzing. Nel 2016, è stato scelto da Strossle come Country Manager per l’Italia, aiutando i vari editori a ottimizzare la distribuzione dei contenuti.

La strategia di SpotX: espandersi in Europa

La nomina conferma la strategia di SpotX di espansione nel Vecchio Contiente. In un’intervista rilasciata a luglio, Leon Siotis e Joanna Burton, VP European Strategy, avevano già dichiarato che la società era intenzionata a incrementare il suo giro d’affari in Europa e in particolare in Italia, dove ad una solida crescita del mercato della pubblicità digitale si accosta un’impennata dell’adozione della televisione connessa.

SpotX è ora controllata al 100% da RTL Group. Qualche giorno fa, infatti, l’emittente tedesca, già in possesso di oltre la metà delle azioni della compagnia, ha completato l’acquisizione comprando i titoli ancora in circolazione.

Orientarsi nel paesaggio del mobile advertising: una mappa per i marketers

Pensate all’ultima volta che avete controllato le notizie: avete letto il giornale o scorso con il dito lo schermo del vostro cellulare?

La maggior parte delle persone darebbe la seconda risposta, soprattutto in Italia, dove il 32,2% degli utenti di Internet consuma principalmente media online. Grazie a schermi più larghi e a connessioni più veloci, gli utenti guardano inoltre sempre più video sui propri dispositivi mobili. Mentre internet, e in particolare l’internet mobile, continua a crescere, vediamo già ora che in Italia 8 su 10 adolescenti guardano video online quotidianamente.

È chiaro che tra gli utenti italiani il consumo di video su smartphone e tablet sta aumentando. E allora come si adeguano i brand? Investono di più in mobile e video. Nel 2015, gli investimenti in mobile advertising in Italia sono cresciuti infatti del 53%.

I brand non dovrebbero però investire in modo casuale. Con il consumo di video su dispositivi mobili a livelli massimi, i marketers digitali devono essere pronti a seguire i consumatori in territori nuovi e ancora inesplorati. Ai marketers che stanno per iniziare il viaggio offriamo tre suggerimenti.

  1. Stare al passo con le aspettative dei consumatori: con così tanti contenuti video di alta qualità a portata di mano, i consumatori si aspettano che gli annunci pubblicitari siano dello stesso livello, nonché parte integrante dell’esperienza multimediale. Fortunatamente, i progressi della tecnologia hanno reso la creazione di inserzioni pubblicitarie specificamente per i dispositivi mobili più facile per i brand, consentendo di ottenere qualità, diffusione e prestazioni migliori. Per esempio Geico, una compagnia di assicurazione auto americana, ha creato un filmato pubblicitario per dispositivi mobili estremamente efficace e umoristico, con la battuta “Non puoi saltare questo annuncio”.
  2. Rimanere visibili: la visibilità rimane la preoccupazione principale per molti inserzionisti, tuttavia i brand stanno facendo passi da gigante quando si tratta di mobile. Vari partner tecnologici e società di analisi sono ora in grado, per esempio, di verificare che il pubblico destinatario veda le campagne pubblicitarie corrette. Inoltre, nuove unità video che possono essere inserite in paragrafi di testo, come l’unità pubblicitaria in-content di SpotX, sono ora disponibili nei dispositivi mobili. Ciò significa che le pubblicità video saranno riprodotte solo quando si trovano su uno schermo, ottenendo una visibilità del 100%.
  3. Aggirare i “walled garden”: i “walled garden”, ovvero gli spazi protetti, hanno creato alcune delle sfide più grandi per i marketers digitali, tra cui inefficienza e scarsa visibilità del percorso del cliente. Gli acquirenti erroneamente ritengono che i giganti dei media americani siano gli unici operatori che offrono dati, portata ed efficienza. Quando possono, i brand dovrebbero entrare nel mercato aperto, dove la concorrenza tra operatori indipendenti determina un servizio migliore per i clienti e dove i brand possono ottenere una comprensione più accurata del successo del mobile marketing.

Tutti per il mobile

Mentre si avventurano in territori inesplorati, molti brand affrontano queste sfide con cautela, pianificando per il mobile una percentuale della spesa della campagna invece che considerarlo a parte.

Notiamo tuttavia un’evoluzione del mercato, in cui gli acquirenti di pubblicità più sofisticati destinano risorse alle campagne video su tutti i dispositivi, riconoscendo l’importanza di tablet, smartphone e TV connessa, o, in poche parole: video totale. Comprendono che il video è video, indipendentemente da dove viene riprodotto, e pianificano per il pubblico e l’esperienza di ciascun dispositivo.

Non c’è da stupirsi: ciò che avviene in Italia fa parte di un trend globale più ampio nel consumo di video mobile. In tutto il mondo, smartphone e tablet hanno soppiantato i computer come i dispositivi più utilizzati, il che significa che i consumatori a cui gli inserzionisti danno la caccia navigano nel web e guardano video su dispositivi mobili. E dal momento che il 75,7% degli italiani ora possiede un smartphone, è ormai tempo che i brand raggiungano i consumatori italiani dove hanno più possibilità di trovarli.

Nel seguire i potenziali clienti su tutti i dispositivi e nel mondo del mobile, il settore è tuttora alle prese con delle sfide fondamentali. Ma se i brand metteranno questi tre suggerimenti al centro di ogni decisione durante il loro viaggio, il futuro del mobile advertising sarà una passeggiata.

Ian Harman a capo del team Demand-Side di SpotX in UK e Sud Europa

SpotX ha un nuovo head of demand per l’area UK e Sud Europa, Ian Harman.

Nel nuovo incarico, Harman, che vanta esperienze lavorative in AOL, The Guardian e Say Media, sarà responsabile dei team che lavorano con inserzionisti ed agenzie. Riporterà a Leon Siotis, managing director UK e Sud Europa di SpotX.

«La quota di spesa pubblicitaria riservata al Programmatic Video sta crescendo, e agenzie ed editori in tutto il mondo raccolgono i benefici del trading automatizzato», ha commentato Harman.

Nell’ambito del potenziamento della branch, il manager proseguirà il piano di assunzioni globale di SpotX, focalizzandosi sulla ricerca di talenti con esperienza nel Programmatic Mobile e nella pubblicità televisiva.

 

SpotXchange nomina Leon Siotis Managing Director Regno Unito e Sud Europa

SpotXchange, la piattaforma di fiducia di video advertising, ha nominato Leon Siotis managing director Regno Unito e Sud Europa. Siotis, che proviene da BrightRoll, entrerà a far parte dell’azienda a luglio con l’incarico di far crescere le attività di SpotXchange in quest’area, che comprende Regno Unito, Francia, Spagna, Italia e Turchia.

La notizia arriva a seguito della rapida crescita registrata da SpotXchange nel 2015 e della nomina di Elwin Gastelaars a managing director di Benelux e Paesi nordici e di Stefan Beckmann a managing director di Germania, Austria e Svizzera. I tre lavoreranno insieme per estendere in tutta Europa l’adozione della piattaforma di SpotXchange.

SpotXchangeSpotXchange si rivolge agli editori, cui offre una soluzione olistica che comprende ad serving, infrastruttura programmatica e servizi di analisi avanzati.«Il video programmatico è l’area dell’advertising in più rapida crescita. Il settore ha fatto progressi incredibili negli ultimi cinque anni, ma è comunque agli inizi e ha un enorme potenziale di crescita», ha detto Siotis. A lui farà capo sarà il team che fornirà consulenza agli editori sulla gestione degli introiti, che prevede anche la creazione di infrastrutture per deal privati e programmatico garantito.

 Siotis porta con sé nove anni di esperienza nel mondo dell’advertising digitale, maturata in aziende come BrightRoll, acquisita da Yahoo! nell’ottobre 2014, Rubicon Project, MySpace e AOL’s Advertising.com. In BrightRoll, per cui ha iniziato a lavorare nel 2011, ha contribuito alla costituzione del team e alla creazione del portafoglio clienti sul lato acquirenti e sul lato venditori. In precedenza aveva lavorato in Rubicon Project con Advertising Automation Platform e agenzie in tutta l’area EMEA per monetizzare gli inventari display degli editori leader in Europa, occupandosi anche del lancio dell’acquisto programmatico nella regione. Prima ancora aveva lavorato due anni per MySpace e per un breve periodo per Advertising.com.

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