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Quantcast: Peter Day è il nuovo Chief Technology Officer

Quantcast nomina Peter Day Chief Technology Officer. Day è entrato in Quantcast nel 2016 e recentemente ha ricoperto il ruolo di vice presidente del reparto ingegneria.

Day inizia la sua carriera nel mondo accademico, lavorando sul machine learning. Passa poi al settore finanziario dove, in diversi ruoli, tra cui quello di direttore esecutivo della tecnologia dei derivati su azioni in Ubs, progetta e realizza sistemi per aiutare le organizzazioni finanziarie a comprendere meglio i rischi e ad automatizzare scambi più rapidi ed efficaci.

Basati su dati di prima parte derivati da oltre 100 milioni di destinazioni mobile e web di tutto il mondo, gli insight di Quantcast vengono combinati con la tecnologia del machine learning per automatizzare il processo di comprensione, previsione e azione dei cambiamenti del comportamento online dei consumatori. Nel suo nuovo ruolo, Day guiderà tutte le operazioni tecniche di Quantcast tra i suoi team di ingegneri e ricercatori.

«Il settore della pubblicità racchiude alcune delle sfide più complesse ed entusiasmanti in circolazione sui dati. In Quantcast, ho il privilegio di lavorare con i più talentuosi ingegneri e ricercatori provenienti da diverse discipline. Insieme stiamo sviluppando nuovi modi per capire come vengono coinvolte le persone online, offrendo, in ultima analisi, esperienze più rilevanti per i consumatori e migliori risultati per inserzionisti ed editori», dichiara Peter Day.

Konrad Feldman, Ceo di Quantcast, aggiunge: «In fondo, Quantcast è una società tecnologica basata sull’AI. Grandi menti tecniche come Peter sono state fondamentali per la nostra crescita negli ultimi 12 anni. Peter combina una brillante conoscenza del machine learning con uno stile di leadership forte capace di ottenere il meglio dalle persone che lo circondano. Sono lieto che sia lui a guidare le nostre future innovazioni mentre continuiamo a fornire risultati incredibili agli inserzionisti e agli editori con cui lavoriamo».

La promozione di Day a Chief Technology Officer è l’ultima di una serie di recenti nomine nell’Executive Leadership Team di Quantcast che ha visto l’ingresso di Steven Wolfe Pereira come Chief Marketing and Communications Officer, Rob Horler come Chief Operating Officer, Meredith Long come Chief Revenue Officer e Sam Barnett come Chief Product Officer.

Quantcast Nova 2018: il valore aggiunto dell’Intelligenza Artificiale nel marketing digitale

Si è svolta oggi, venerdì 11 maggio, a Milano Nova, la conferenza italiana organizzata da Quantcast sull’intelligenza artificiale, considerata la tecnologia del XXI secolo.

Nel corso dell’evento i principali marchi italiani sono stati invitati a riflettere sulla straordinaria evoluzione innescata dall’intelligenza artificiale. Una tecnologia dirompente che sta rivoluzionando non solo il marketing ma anche il mondo che ci circonda. Dalla pubblicità alle operazioni bancarie, passando per l’e-commerce fino alla Formula 1, l’intelligenza artificiale cambierà ogni azienda, settore ed esperienza utente. Intervenendo al convegno, Konrad Feldman, CEO e co-fondatore della società ad-tech, ha mostrato a clienti e centri media come e perché l’automazione trasformerà l’efficacia di ogni attività di business in futuro.

“L’intelligenza artificiale non è solo una moda del momento, è una reale opportunità di crescita per tutti i brand, indipendentemente dal settore merceologico a cui appartengono. In futuro ciò che potrà essere automatizzato, lo sarà, inaugurando una nuova era. Assisteremo infatti ad una rivoluzione che libererà marketer e agenzie da compiti ripetitivi e noiosi, dando loro la possibilità di dedicarsi di nuovo alla creatività e alla strategia”, ha affermato Feldman.

Per poter sfruttare al meglio i vantaggi dell’intelligenza artificiale nel futuro bisogna però iniziare dalle reali opportunità che già oggi offre come ha illustrato Ilaria Zampori, General Manager di Quantcast Italia, nel corso del proprio intervento.

“Oggi le aziende devono affrontare una reale crisi di crescita che costringe a rimettere in discussione l’intero sistema, a partire dal ruolo di Chief Marketing Officer che dovranno trasformarsi in CGO, Chief Growth Officer. Un cambiamento reso necessario se si considera come la tecnologia sta sconvolgendo il marketing. Tra le tendenze in evidenza si nota infatti un vero e proprio divorzio tra audience e media, un’errata concentrazione degli investimenti pubblicitari online sugli OTT, una concreta difficoltà dei brand a gestire l’innumerevole quantità di dati che hanno a disposizione e le tecnologie sempre più avanzate ed infine la reale opportunità di crescita offerta dall’intelligenza artificiale”, ha dichiarato Zampori.

Nella pubblicità digitale, l’impiego dell’AI sarà fondamentale per la crescita dei marchi su tre specifici fronti: prospecting, personalizzazione e prevenzione frodi. L’AI consentirà una lettura uno a uno del consumatore in tempo reale permettendo di prevederne il comportamento e influenzarlo ancor prima che visiti un sito web. Darà rilevanza non più solo alla singola persona, ma anche ad ogni singolo momento di interazione. Riconoscerà in anticipo comportamenti fraudolenti, proteggendo il brand da bot o siti non sicuri.

“La scelta di Quantcast di puntare già dal 2006 sull’Intelligenza Artificiale, oggi protagonista indiscussa di una nuova era, si è rivelata vincente e l’obiettivo è di rendere sempre più accessibile ai brand il vantaggio competitivo e la relativa crescita che può portare”, ha concluso la General Manager.

Ma si confrontati sul tema anche esperti e ospiti di rilievo. Alessandro Piva, Direttore dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, con una panoramica del mercato italiano, ha affermato che l’Italia è un passo indietro rispetto all’Europa sul tema. Questo apparente gap si traduce però in grandi opportunità future per tutti i settori merceologici e i processi. Tra gli ambiti più semplici da introdurre evidenzia il fenomeno dei chatbot.

Matteo Rossanigo, Group Digital & Innovation Manager Mediobanca, ha illustrato invece l’impiego dell’AI nel banking sottolineando come in questa industria le capacità dell’AI si traducano nella maggior parte dei casi in commodity. Le applicazioni sviluppate con questa importante tecnologia sono infatti focalizzate prevalentemente sul consumatore e dimostrano come il machine learning, se correttamente utilizzato, permetta di raggiungere risultati davvero significativi e rilevanti.

La parola è passata poi a Giorgio Guardigli, CMO di ePrice, che ha portato sul palco una case history realizzata con Quantcast a dimostrazione di quanto sia determinante affidarsi ad un partner di fiducia proprietario di una tecnologia AI-driven altamente avanzata ed efficace. Grazie all’AI si possono infatti creare modelli customerizzati su audience specifiche incrementando il ROI e ottenere preziosi insight che consentono di identificare una nuova audience potenziale.

A concludere l’evento Ivan Capelli, pilota e commentatore televisivo di Formula 1, che ha condiviso con gli ospiti la sua esperienza e la sua visione sulle più recenti possibilità di impiego dell’intelligenza artificiale per strategie sempre più vincenti e altamente performanti anche in Formula 1. Un intervento che ha mostrato al pubblico in sala l’evoluzione vissuta dal mondo delle monoposto grazie alla tecnologia.

L’andamento di Quantcast in Italia

Intervistata a margine dell’evento, Ilaria Zampori ha descritto come si è evoluto il business di Quantcast in Italia, un mercato in cui sta crescendo la consapevolezza delle aziende circa l’importanza dei dati e della tecnologie nel marketing digitale: «L’evoluzione avvenuta in questi tre anni di attività è decisamente positiva. Abbiamo allargato la nostra base di clientela, con marchi provenienti oltre che dalle industrie delle finanza e dell’e-commerce, anche dai comparti dei beni di largo consumo, delle telecomunicazioni e dei viaggi. Siamo riusciti a rendere attraenti questi temi ampliando parallelamente le nostre soluzioni, e non solo. Il nostro team è cresciuto (qui l’articolo relativo all’ultimo ingresso nell’organico) e nel 2017 abbiamo raggiunto un fatturato solido, che quest’anno contiamo di incrementare».

Quantcast nomina il suo primo Chief Product Officer: è Sam Barnett

Quantcast ha annunciato la nomina di Sam Barnett in qualità di primo Chief Product Officer per supervisionare lo sviluppo e la crescita del portafoglio dei prodotti dell’azienda. Dalla sede di San Francisco, Barnett riporterà a , fondatore e Ceo di Quantcast.

Barnett si è unito al team di Quantcast nel 2014, quando la sua società, Strug, è stata acquistata proprio da Quantcast. Recentemente, in veste di Senior Vice President per la divisione Measure dell’azienda, si è concentrato sullo sviluppo delle soluzioni Quantcast fondate sull’AI per consentire agli editori di comprendere e monetizzare meglio i dati della propria audience. In qualità di Chief Product Officer, Barnett guiderà la visione e la strategia di prodotto per le soluzioni Advertise e Meausure di Quantcast, sfruttando dati proprietari di prima parte, modelli predittivi in gradi di adattarsi autonomamente e un’intelligenza artificiale all’avanguardia in grado di fornire insight sull’audience capaci di aiutare gli editori ad accrescere il proprio pubblico ed erogare rilevanti campagne online per gli inserzionisti.

“Sam ha un forte spirito imprenditoriale con una comprovata esperienza nella gestione di un’organizzazione internazionale dinamica di sviluppo di prodotti”, afferma Feldman, “Ha svolto un lavoro eccezionale introducendo nuovi importanti prodotti ed incrementando la divisione Measure. Sono certo che porterà la stessa energia, entusiasmo ed attenzione focalizzandosi come noi sull’innovazione continua per i nostri clienti e renderà le soluzioni basate sull’AI di misurazione, targeting e insight una realtà per l’ecosistema dei media e della pubblicità”.

Prima di entrare a far parte di Quantcast nel 2014, Barnett è stato il fondatore e Ceo di Struq che ha utilizzato il machine learning per la personalizzazione degli annunci pubblicitari per i più grandi marchi del mondo. Nel 2013 è stato premiato ai Great Digital Entrepreneur Awards come Imprenditore dell’innovazione digitale dell’anno.

“Quantcast è una società che mette al centro il consumatore. Ciò significa che è fondamentale anticipare le esigenze del cliente, dando loro priorità e continuando a sfidare noi stessi per ottenere un impatto sempre più rilevante. I creatori hanno bisogno di crescere e i clienti sono i nostri migliori partner perché ci aiutano a migliorare ogni giorno. Sono entusiasta di assumere questo nuovo ruolo e di continuare ad offrire prodotti eccezionali che i nostri clienti adorano”, dichiara Barnett.

Prima di Sam Barnett, sono entrati a far parte dell’Executive Leadership Team di Quantcast Meredith Long come Chief Revenue Officer, Rob Horler come Chief Operating Officer e Steven Wolfe Pereira come Chief Marketing and Communications Officer.

Quantcast continua la crescita internazionale e arriva nel mercato Asia Pacifico

Quantcast annuncia l’espansione delle proprie soluzioni pubblicitarie in nuovi sette mercati asiatici, permettendo ai marchi di collegarsi ad un’audience online di oltre 300 milioni di consumatori. La società opera già in Australia e in Nuova Zelanda, per un totale di undici paesi a livello mondiale.

I marketer di Hong Kong, Indonesia, Malesia, Filippine, Singapore, Taiwan e Tailandia da oggi potranno attingere alle informazioni sui dati in tempo reale di Quantcast ottenute da oltre 100 milioni di destinazioni online per incrementare la brand awareness e le campagne a performance.

Andrew Double, amministratore delegato di Australia e Nuova Zelanda di Quantcast, assumerà un ruolo più ampio per guidare la crescita della società nella regione Asia-Pacifico.

Konrad-Feldman_Quantcast-CEO
Konrad Feldman

“Il marketing è ad un punto di svolta perché l’intelligenza artificiale trasformerà ogni esperienza del cliente, ogni azienda e ogni settore. I marketer dell’APAC sono alla ricerca del modo più efficace ed efficiente per coinvolgere le audience digitali e noi siamo entusiasti di poterli aiutare sfruttando la potenza di Q, la nostra piattaforma sul comportamento dell’audience online”, ha commentato Konrad Feldman, CEO e fondatore di Quantcast.

“L’espansione di Quantcast nel mercato Asia-Pacifico è motivo di orgoglio e soddisfazione – afferma Ilaria Zampori, General Manager di Quantcast Italia – La crescita internazionale conferma lo straordinario lavoro che stiamo svolgendo grazie all’intelligenza artificiale per supportare i brand nel comprendere le proprie audience online ed erogare pubblicità sempre più mirate e personalizzate. L’apertura in questi Paesi, non solo sottolinea la crescita di domanda ottenuta in Australia e Nuova Zelanda con importanti brand come Westpac e Singapore Airlines, ma rappresenta anche un’ulteriore garanzia per i brand italiani che guardano al panorama asiatico. Da oggi potranno infatti contare sul know how locale e la profonda expertise di un partner altamente qualificato come Quantcast”.

Il team ampliato si unirà al centro di ingegneria di Quantcast di Singapore e sarà guidato dal direttore delle vendite per i mercati asiatici, Chris Scudder, con ulteriori assunzioni nel 2018.

Konrad Feldman, Quantcast: «Prepariamoci al meglio alla GDPR»

I dati e la capacità di raccoglierli e attivarli sono stati uno dei temi più dibattuti al Dmexco 2017, un evento che col tempo sta diventando sempre più una cartina di tornasole delle nuove tendenze della pubblicità digitale.

Con il Programmatic sempre più diffuso come modalità di acquisto e vendita di pubblicità, raccogliere ed elaborare dati di qualità da utilizzare per massimizzare il proprio ROI o per rendere più pregiata la propria inventory è di vitale importanza. A complicare le cose però arriva la GDPR (General Data Protection Regulation), il nuovo regolamento dell’Unione Europea sul trattamento e la gestione dei dati che entrerà in vigore il prossimo maggio e che di fatto cambia le carte in tavola rispetto al tema della raccolta dei dati personali. E su cui il mercato ha ammesso di essere ancora impreparato.

«In questa edizione 2017, Dmexco appare più grande che mai, ma sulla base di una delle sessioni che si sono tenute in questa due giorni, la situazione potrebbe essere molto diversa l’anno prossimo – spiega Konrad Feldman, fondatore e CEO di Quantcast -. In un intervento focalizzato sulla privacy dei dati, più della metà dei partecipanti (diverse centinaia) ha infatti ammesso di non credere che la propria azienda sia in grado di conformarsi al nuovo regolamento adottato dall’Unione Europea sul trattamento e la gestione dei dati, il cosiddetto GDPR (General Data Protection Regulation) che entrerà in vigore nel maggio del 2018. Un gap che deve assolutamente essere colmato, per cui il settore dell’advertising deve prepararsi al meglio nei prossimi otto mesi, se non vuole perdere pedine importanti e costringere gli organizzatori di Dmexco a ricercare una location più piccola per il 2018».

Che diventi o no più difficile raccogliere dati sugli utenti, resta di fatto che il dato, per essere effettivamente attivabile, deve essere di qualità. «Essendo già rimasti scottati in passato da insight non aggiornati e incompleti basati su dati di terze parti – aggiunge Feldman -, oggi i marketer stanno cominciando a formulare domande sempre più stringenti e pertinenti, tra cui “da dove provengono?”. Tuttavia, oltre a questa, la vera domanda è “quanto sono freschi questi dati?”. Se non sono in real time, non bisogna accontentarsi ma continuare a cercare il meglio. I “cattivi” dati provocano inevitabilmente risultati negativi, e anche la migliore tecnologia basata sull’intelligenza artificiale e sul machine learning, se alimentata da questi dati, non potrà che generare risultati negativi».