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Ligatus, DoubleClick Bid Manager di Google si aggiunge alle DSP partner

Ligatus amplia la gamma di demand-side platform partner attraverso l’integrazione con Google DoubleClick Bid Manager (DBM). L’operazione, si legge in una nota, si inserisce in un piano di sviluppo tecnologico che riflette le crescenti esigenze di Programmatic Native da parte di inserzionisti nazionali e internazionali.

DBM consente ai suoi clienti di accedere ad inventory premium tramite i diversi dispositivi e formati, permettendo agli inserzionisti di organizzare e segmentare i dati dell’audience da qualsiasi fonte. La tecnologia proprietaria di Google per il bidding, il targeting e l’ottimizzazione consente di agire su queste acquisizioni in tempo reale e di creare, eseguire e misurare le campagne via mobile, desktop e video, tutto da un’unica piattaforma.

Grazie alla collaborazione tra la DoubleClick Bid Manager e la società ad-tech, ora un numero maggiore di agenzie e clienti in tutto il mondo ha la possibilità di acquistare pubblicità sull’inventory nativa del network, costituito da più di 1.400 siti web premium in dieci paesi e con oltre 37 miliardi di impression generate ogni mese.

“Siamo molto felici di accogliere DoubleClick Bid Manager tra i partner associati alla nostra piattaforma di Programmatic Native. Molti dei nostri clienti attendevano questo passo da tempo. Con l’integrazione di DBM ora quasi tutte le agenzie potranno acquistare i nostri formati Native in modalità Programmatic: la base perfetta per continuare la nostra storia di successo nel mercato del Programmatic in quanto aumenta ulteriormente la nostra rilevanza internazionale in questo settore in crescita”, ha dichiarato Klaus Ludemann, Ceo di Ligatus.

Ligatus presenta la nuova organizzazione commerciale

Negli ultimi dieci anni, Ligatus ha stabilito la propria attività in nove paesi europei: Francia, Germania, Italia, Spagna, Olanda, Belgio, Turchia, Austria e Svizzera. Al fine di soddisfare ancor meglio i requisiti nazionali e internazionali dei clienti, Julien Mosse è stato nominato Chief Operating Office (COO) del Native e Performance Network europeo a settembre 2016.

Con la nomina di Julien Mosse a COO abbiamo concentrato tutte le nostre attività commerciali a livello centrale per accrescere il nostro impatto sul mercato. La centralizzazione permette di armonizzare gli sforzi dei nove paesi. Questo include anche il coordinamento delle nostre attività sul network e il nostro approccio ai clienti. In particolare, il numero crescente di partner internazionali per la nostra piattaforma di Programmatic Native richiede una direzione centrale in capo a tutte le nostre attività di vendita consentendoci di diventare maggiormente attraenti per clienti e campagne internazionali”, ha dichiarato Klaus Ludemann, CEO di Ligatus.

A Julien Mosse riportano tutti gli Amministratori Delegati e i Country Manager della società. La sua precedente posizione di Managing Director per la Francia è ora assunta da Veronique Pican, nominata Country Manager di Ligatus Francia nel novembre 2016. Già nel mese di ottobre 2016, Patrick Schwanecke è stato nominato nuovo direttore DACH. Negli altri paesi in cui il network opera, gli Amministratori Delegati e i Country Managers sono rispettivamente: Michel Hoekstra (Olanda), Murat Kalafat (Turchia), Ben Doumen (Belgio), Maylis Chevalier (Spagna) e Sebastiano Cappa (Italia).

Le nuove nomine ai vertici di Ligatus

Nel suo nuovo ruolo di COO, Mosse ha istituito anche due nuove funzioni internazionali nominando, a partire dal 1 gennaio 2017, Victor Charpin a VP Publisher Development e Michel Hoekstra a VP Sales & Operations, al fine di sostenere il processo di armonizzazione a livello europeo dell’attività commerciale. Particolare attenzione sarà rivolta a tutti gli interventi di sviluppo della nuova Piattaforma di Programmatic Native di Ligatus. Con AppNexus, Adform, Criteo, Sociomantic, Zebestof e altri, Ligatus ha già guadagnato importanti attori internazionali come partner DSP – e i negoziati con altri leader internazionali sono tuttora in corso. In futuro, l’attenzione sarà rivolta anche a mercati come quello del Regno Unito, dove la società non è ancora attiva.

Negli ultimi anni, abbiamo assistito a una crescita della domanda di Programmatic Native lato desktop e ancor più su mobile. In tempi di maggiore ricorso agli ad blockers, i formati nativi possono costruire per gli utenti esperienze pubblicitarie migliori consentendo così relazioni di significato. Anche recenti previsioni attestano questa crescente importanza dei formati nativi, che si prevede forniranno il 25 percento dei ricavi pubblicitari in tutto il mondo entro il 2018. Altre ricerche indicano che il 2016 è stato il primo anno in cui il programmatic ha raccolto la maggior parte della spesa digitale globale. Grazie all’accorpamento centralizzato delle nostre attività commerciali siamo in grado di sostenere e spingere ancora meglio il posizionamento di Ligatus come #1 Native e Performance Network d’Europa – soprattutto perché Michel Hoekstra e Victor Charpin hanno estrema familiarità con Ligatus e con le esigenze dei nostri partner di mercato. Le migliori condizioni per superare i nostri competitor”, aggiunto Julien Mosse, COO di Ligatus.

Michel Hoekstra ha iniziato la sua carriera digitale nel 1999 in Advance Interactive dove è stato responsabile per la strategia commerciale in qualità di Direttore Commerciale. È entrato in Ligatus come Managing Director per i Paesi Bassi nel 2009 e ha svolto un ruolo importante nello sviluppo del business, in particolare nel mercato olandese. Dal 2016, a lui è affidato anche il compito di sviluppare l’offerta di Programmatic Native. Oltre al suo ruolo di VP Sales & Operations, Michel Hoekstra rimane amministratore delegato di Ligatus per i Paesi Bassi.

Victor Charpin lavora nel settore del performance marketing dal 1999 e ha sempre lavorato a stretto contatto con gli editori. Ha partecipato al lancio di display advertising, ricerca sponsorizzata, targeting comportamentale e del native advertising sul mercato francese, con una forte esperienza nella costruzione di relazioni con gli Editori. Charpin è entrato in Ligatus nel 2009 come Publisher Director per la Francia. Dopo avere accompagnato il lancio di Ligatus in Francia, Belgio, Spagna e Italia è ora VP Publishers Director per il gruppo.

La nomina di Elena Griante in Italia

Ligatus ha inoltre annunciato l’ingresso nel team italiano di Elena Griante, nuova Publisher Manager, che si occuperà dello sviluppo del network dei publisher, dopo una pluriennale esperienza in Triboo Media (leggi qui la notizia completa).

Ligatus, partner di Sociomantic per abilitare la Programmatic Native reach

Ligatus, il network di Native e Performance di Gruner + Jahr, e Sociomantic Labs, una società del gruppo dunnhumby e leader mondiale nella fornitura di soluzioni pubblicitarie personalizzate per inserzionisti di imprese e-commerce, hanno annunciato oggi una collaborazione nel Programmatic Native strategico. Sociomantic si è integrato alla piattaforma SSP di Ligatus per rispondere alla crescente domanda di Programmatic Native da parte di inserzionisti ed editori a livello internazionale.

I clienti di Sociomantic avranno accesso all’inventory completo del Network Ligatus che copre nove mercati europei – Germania, Austria, Svizzera, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Spagna, Italia e Turchia – tramite l’acquisto in programmatic. Il Network Litagus è costituito da oltre 1.200 siti web premium editoriali selezionati, generando circa 31 miliardi di ad impression al mese, fornendo al pubblico di alta qualità un elevato potenziale di conversione. Questa partnership sosterrà gli inserzionisti europei desiderosi di favorire un dialogo più efficace con i consumatori in un contesto in cui la banner-blindness e gli ad blockers sono in ascesa.

“Ligatus è una delle fonti di traffico di Programmatic Native più rinomate e importanti d’Europa. Con il Programmatic Native, sempre più vicino al suo punto di svolta nel mercato, questa partnership ci offre l’opportunità unica di acquistare impression di una qualità ancora più elevata su Editori Super Premium. Fare crescere la suite di Programmatic Native del nostro business aiuterà a guidare la standardizzazione dei formati pubblicitari nativi nel settore”, ha dichiarato Alexander Reinhold, Head of Solutions in Sociomantic.

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“Siamo lieti di vedere player globali come Sociomantic collaborare con noi. Grazie a questa collaborazione stiamo massimizzando la domanda per il nostro inventory e di conseguenza la monetizzazione per i nostri publisher – in particolare perché campagne pubblicitarie personalizzate di alta qualità di solito mostrano un monetizzazione superiore alla media. Il numero crescente di nostri partner DSP sottolinea l’importanza degli acquisti programmatici come un ulteriore canale di acquisto rilevante in aggiunta alle tradizionali reservations”, ha aggiunto Klaus Ludemann, CEO di Ligatus.

Con la sua piattaforma programmatica full-stack, lanciata nel mese di aprile 2016, Ligatus rende il proprio inventory accessibile per un nuovo segmento di clientela che comprende più di 20 trading desks, retargeters e DSP mobili.

Da Google a Ligatus: Patrik Schwanecke è il nuovo managing director per Germania, Austria e Svizzera

Da inizio ottobre, Patrik Schwanecke diventa il nuovo managing director per la Germania, l’Austria e la Svizzera di Ligatus, il native e performance network europeo. A lui è affidato il compito di sviluppare ulteriormente sia il core business sia l’ambito di crescita del programmatic native. Schwanecke proviene da Google Ireland, dove era responsabile del network di agenzie nei mercati di lingua tedesca.

Prima di fare il suo ingresso in Google a Dublino, Schwanecke ha trascorso oltre sette anni in Gruner + Jahr Electronic Media Sales GmbH, nella qualifica più recente di Head of Key Account Management Digital, dove era a capo dell’ufficio vendite di Dusseldorf. Con il suo team, ha curato clienti pubblicitari di Nielsen nell’area 2.

In precedenza, Schwanecke è stato responsabile di clienti e agenzie pubblicitarie presso la società media Ströer Deutsche Städte Medien GmbH.

Con la sua vasta esperienza, l’esperto nell’online marketing tedesco vanta una conoscenza approfondita del mercato dall’interno e dall’esterno e una capacità di mantenere rapporti di lunga data con i clienti d’agenzia. Nel suo ruolo in Ligatus, il manager sarà inoltre responsabile degli Editori, sostenendoli nell’ottimizzare la monetizzazione.

Patrik Schwanecke riferisce a Julien Mosse, COO di Ligatus. Lars Hasselbach lascia l’azienda, dopo sei anni come managing director, rivolgendosi a nuove sfide professionali.

Klaus Ludemann, CEO di Ligatus, ritiene che la società sia perfettamente posizionata per un’ulteriore crescita. “Siamo lieti di poter avere con Patrik Schwanecke un professionista che sarà in grado di usare la sua esperienza nei mercati di lingua tedesca per sviluppare ulteriormente l’ancora nuovo mercato del programmatic native. Lars Hasselbach, con le sue molteplici capacità imprenditoriali, ha contribuito in modo significativo alla crescita della regione DACH. Dalla base costituita nel mercato tedesco si è quindi esteso ai mercati austriaco e svizzero, oltre a contribuire a modellare lo sviluppo di Ligatus in qualità di network leader nel native advertising e nel performance marketing. Gli auguro tutto il meglio per il futuro”.

Patrik Schwanecke, managing director per la Germania, l’Austria e la Svizzera di Ligatus, si accinge con trepidazione ad assumere il nuovo ruolo. “Come Native e Performance Network numero uno, Ligatus è un’opportunità molto interessante. Sono lieto di entrare a far parte del team motivato e fortemente preparato di Ligatus e con fiducia attendo di poter espandere e rafforzare ulteriormente insieme la già eccezionale posizione di mercato dell’azienda”.

Partnership tra Mediasmart Mobile e Ligatus per il programmatic native

Dopo l’accordo con AppNexus (leggi l’articolo dedicato), il native e performance network Ligatus sigla una partnership con Mediasmart Mobile, società di tecnologia mobile la cui DSP ottimizza il processo di media buying per massimizzare l’engagement, per consentire la disponibilità d’acquisto in modalità programmatic del suo inventario di pubblicità native.

Con più di 31 miliardi di ad impression al mese su oltre 1.200 siti premium, l’inventory di formati native di Ligatus è ora disponibile attraverso bsmart, la piattaforma tecnologica proprietaria di Mediasmart. I clienti di Mediasmart possono accedere su base self-service, sia tramite l’interfaccia web bsmart sia tramite le API bsmart.

«Gli inserzionisti vogliono comprare i formati nativi in modalità programmatic, quindi questo è un mercato in crescita molto promettente per Ligatus – ha affermato Klaus Ludemann, ceo di Ligatus. – Questo accordo ci consentirà di raggiungere nuovi inserzionisti attraverso la DSP di Mediasmart e di promuovere il processo di acquisto di questo tipo di formato in Europa, dove la domanda è estremamente alta e in cui stiamo ricevendo un numero elevato di richieste. Allo stesso tempo, i nostri editori beneficiano di questa maggiore domanda ottenendo una migliore monetizzazione della loro inventory».

L’accordo contribuirà a rafforzare la domanda dei clienti e a massimizzare il coinvolgimento degli utenti e le capacità di monetizzazione per l’inventario Ligatus. Inoltre, consentirà agli inserzionisti di ottimizzare l’engagement e di portare i migliori risultati possibili, utilizzando la combinazione degli algoritmi predittivi di targeting di bsmart in unione con gli editori premium selezionati di Ligatus.

La piattaforma ha gestito campagne in 58 paesi durante lo scorso anno. Questa nuova  partnership globale rafforzerà la presenza in Europa ed è parte dell’impegno continuo della società in attività volte ad aggiungere valore attraverso formati non intrusivi.

Il ceo di Mediasmart, Noelia Amoedo, ha commentato: «I formati native forniscono una grande quantità di informazioni sul prodotto o sul servizio pubblicizzato e offrono un’interazione più qualificata con un chiaro invito all’azione. Questo formato, molto più efficace degli annunci display, massimizza i tassi di conversione e l’engagement migliorando al contempo l’esperienza dell’utente in un modo non intrusivo».

La domanda in programmatic per formati pubblicitari native è aumentata in modo significativo nell’ultimo periodo. I formati nativi sono poi un modo efficace per affrontare le sfide poste dagli ad blocker, perché sono formati rilevanti, personalizzati, non invasivi e parte del contenuto stesso.

Ligatus in partnership con AppNexus per il programmatic native

AppNexus ha annunciato una partnership strategica con Ligatus, network di native e performance europeo, una società controllata di Gruner + Jahr. La collaborazione internazionale crea una serie di sinergie che sono di reciproco vantaggio sia per AppNexus sia per Ligatus ed è destinata al mercato del programmatic native.

«Siamo lieti di accogliere AppNexus, il pioniere della pubblicità in real-time, come partner di lancio della nuova piattaforma di programmatic native di Ligatus – dice Klaus Ludemann, ceo di Ligatus. – A partire da oggi, i già clienti della tecnologia DSP del leader di settore AppNexus saranno in grado di acquistare il premium reach di Ligatus su larga scala. Quindi se i clienti AppNexus hanno accesso al più grande bacino nativo d’Europa, gli editori nell’ambito del Network di Ligatus potranno beneficiare di un aumento della domanda e vedranno col tempo una migliore monetizzazione».

Per Ligatus, la partnership con AppNexus è la prima in questo ambito. AppNexus si propone di beneficiare delle sinergie generate dal network internazionale Ligatus presente in nove mercati – Germania, Austria, Svizzera, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Spagna, Italia e Turchia europea – e composto di oltre 1.200 siti web premium che generano circa 31 miliardi di ad impression ogni mese. I siti editoriali di alta qualità all’interno del network Ligatus offrono audience premium con alto potenziale di conversione e li rendono accessibili per le campagne di programmatic native.

Ligatus ha accesso a un nuovo segmento di clientela, che comprende trading desk, retargeters e DSP, che sono in grado di utilizzare l’inventory del più grande network di native e performance d’Europa. I formati native sono sempre più richiesti dagli inserzionisti in tutta Europa, poiché queste forme non invasive di pubblicità rappresentano un miglioramento efficace nella comunicazione digitale con gruppi target, soprattutto in tempi odierni caratterizzati da banner blindness e blocco della pubblicità, promuovendo un dialogo proficuo con i consumatori.

I publisher che utilizzano i formati native sono in grado di ottimizzare la qualità della pubblicità sui propri siti. Essi trarranno inoltre un beneficio economico da questa collaborazione, perché una più ampia varietà di campagne offre una ancora migliore monetizzazione del loro inventario in futuro. In aggiunta, la versione 2.3 del protocollo OpenRTB, alla base della tecnologia AppNexus e utilizzato anche da Ligatus, sta guidando in avanti la standardizzazione del processo di acquisto per i formati di native advertising.

«La partnership tra AppNexus e Ligatus è uno sviluppo pionieristico per l’intero settore e può aiutare il programmatic native a ottenere finalmente un break-through -, spiega Ulrich Hegge, vice presidente dello sviluppo di mercato strategico DACH in AppNexus. – C’è una grande domanda di pubblicità nativa in quanto è un formato non invadente ma molto efficace. Questa partnership fornisce agli inserzionisti nuove opportunità uniche».

Ligatus, 10 anni di successi nel native adv. «Il programmatic è la nuova frontiera»

Dieci anni di attività internazionale, due in Italia, rebranding e la nuova sede da inaugurare: tante ricorrenze che Ligatus, uno dei principali operatori internazionali nel campo del performance e nel native advertising, ha festeggiato giovedì sera in compagnia di clienti, partner ed editori nel cortile dell’antico convento che ospita i nuovi uffici milanesi della società, in via Sant’Antonio. Una serata piacevole e informale in cui abbiamo avuto il piacere di incontrare Klaus Ludemann, ceo dell’azienda e Julien Mosse, managing director Ligatus Sud Europa e Belgio, che ha seguito sin dal suo ingresso in Italia nel 2013 lo sviluppo del mercato nazionale.

Dieci anni di Ligatus: come riassumete i passaggi-chiave del vostro percorso?

Ludemann: Dagli esordi nel 2005, l’azienda ha messo al centro della propria strategia la tecnologia, da sempre sviluppata interamente in house nel nostro dipartimento R&S a Colonia, in cui attualmente lavorano 40 persone, e lo sviluppo di formati efficaci e non invasivi basati sulla combinazione di testo e immagine, “Native” a tutti gli effetti molti anni prima che fosse coniato il termine. Un passaggio-chiave della nostra crescita è avvenuto con la scelta dell’internazionalizzazione, nel 2009, che grazie all’efficacia delle nostre soluzioni per gli editori ci ha permesso di crescere anno dopo anno e di investire in operazioni strategiche come l’acquisizione di veeseo, avvenuta due anni fa, che ci hanno consentito di accrescere la nostra posizione competitiva nel campo pubblicitario specializzato in ambito editoriale.

Arriviamo quindi al nuovo posizionamento di mercato, recentemente inaugurato, di #1 native & performance Network in Europa.

Ludemann: Nessuno tra i nostri competitor può vantare una presenza diretta in nove Paesi europei, con oltre 27 miliardi di ad impressions al mese su oltre 1.200 siti partner, che sono tutti Premium, non lavoriamo con la “coda lunga”. Come dicevo, il successo di Ligatus è stato costruito in primo luogo sulle tecnologie innovative e gli investimenti continui in ricerca & sviluppo. Allo stesso tempo, ci siamo proposti sul mercato con un atteggiamento fortemente “local”, che mette al centro la relazione per sviluppare soluzioni “custom” in base alle reali esigenze dei singoli editori. Un approccio che ci sta premiando.

Quali sono i prodotti su cui attualmente state puntando in Italia?

Mosse: L’attuale offerta di Ligatus in Italia è composta dai prodotti di content promotion e direct response, integrabili tra loro, con cui andiamo a ottimizzare le campagne di advertising dei nostri clienti per proporre il messaggio giusto per ogni singolo utente. “Content Promotion” consente di indirizzare il traffico e coinvolgere il pubblico adatto, promuovendo i contenuti grazie all’engagement dell’audience premium di Ligatus. “Direct Response” consente di rivolgersi alla persona giusta e utilizzare i click del traffico per generare contatti utili quindi leads “caldi” e ordini o vendite. Tutto declinabile ovviamente lato desktop, mobile o tablet.

Qual è la vostra opinione sulle potenzialità del native advertising?

Mosse: Il native advertising è oggi in forte crescita, e sta dimostrando di essere la soluzione ideale per risolvere lo stallo che il settore del display classico sta riscontrando. In questo campo, Ligatus grazie alle proprie tecnologie, può vantare una serie di soluzioni uniche in questo mercato: per esempio, la possibilità di monetizzare campagne Native con modelli di pricing avanzato come CPC, CPL, o CPI per il mobile.

A quando il programmatic nel Native?

Ludemann: Insieme alla spinta verso il content marketing, il programmatic è il grande trend del digital attuale, ma è necessaria una operazione di standardizzazione. Noi siamo pronti: Ligatus supporta già lo standard OpenRTB 2.3, attraverso il quale è possibile far dialogare demand e sell side per comprare e vendere spazi nativi con metodologie programmatiche. Nel momento in cui le grandi DSP avranno compiuto anch’esse questo step tecnologico, potremo cominciare a erogare campagne native in programmatic, ed è lecito aspettarsi un impatto positivo sul mercato e sulla nostra attività.

Chiudiamo con un tema di grande attualità, quello degli ad blocker. Qual è la vostra posizione in merito?

Ludemann: In parte, la responsabilità della proliferazione degli AdBlocker è degli editori, che per fretta di far crescere le revenue hanno esagerato consentendo l’erogazione di una quantità estesa di formati pubblicitari, spesso intrusivi, mal sopportata dall’utente sia come esperienza di navigazione sia come consumo di dati. Ciò detto, riteniamo gli adblocker un danno per il mercato in quanto si pongono quale rottura del “contratto” non scritto tra editori e utenti, ossia che i contenuti hanno un costo, che può essere pagato o direttamente o con la pubblicità. Alcuni adblocker, inoltre, vengono pagati dagli inserzionisti o da alcuni player per non bloccare le loro pubblicità, comportamento che giudichiamo scorretto. Per questo noi abbiamo sviluppato una tecnologia che consente di bypassare gli adblocker: siamo sempre stati e continuiamo ad essere dalla parte degli editori; e siamo lieti che anche in Italia i nostri editori stiano beneficiando di queste tecnologie per monetizzare una parte di business che prima era persa.

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