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Brand safety in base alla lingua dei contenuti: da DoubleVerify un tool per le aziende globali

DoubleVerify ha annunciato il rilascio di un nuovo strumento per la brand safety che consente ai brand a livello globale di targettizzare o bloccare specifiche keyword in oltre 100 lingue.

Grazie al nuovo tool, l’azienda potrà specificare la lingua del contenuto accanto al quale vuol fare apparire la propria pubblicità; monitorare e bloccare gli annunci che vengono erogati accanto a contenuti in specifiche lingue; creare liste di keyword in molteplici lingue; ed estendere protezione e liste di keyword ad ambienti di acquisto in pre- e post-bid.

Ad esempio, un brand di CPG (Consumer Packaged Goods) potrà utilizzare lo stumento di targeting in lingua per erogare una campagna in spagnolo all’interno degli Stati Uniti, esclusivamente su siti in lingua spagnola. Anche il diverso significato che una parola può assumere in differenti lingue può, a volte, essere un problema a livello di brand safety: pensiamo ad esempio a “die” che in tedesco è l’articolo singolare, mentre in inglese vuol dire “morire”. Attraverso il nuovo tool di DoubleVerify, sarà possibile per le aziende avere sia liste di “default” utilizzabili per tutte le campagne, sia liste da applicare in relazione a specifiche lingue.

La novità è disponibile a livello globale per i clienti di DoubleVerify, sia su ambienti desktop che mobile, e sia su misurazioni e blocco post-bid che come strumento di targeting pre-bid attraverso integrazioni con le principali DSP.

L’opinione di Heineken sui “walled garden”: «C’è uno squilibrio di rapporti»

Oggi nella nostra rassegna internazionale parliamo di due social network e del punto di vista di Heineken sui “giardini chiusi” della pubblicità digitale.

Heineken e i “walled garden”

«Attualmente c’è uno squilibrio tra le aziende e i cosiddetti “walled garden” del mondo digitale». E’ quanto ha recentemente dichiarato Ron Amram, ‎VP/Media di Heineken USA, che in occasione di un evento internazionale ha detto la sua sul tema dei “giardini chiusi” e sulle sfide che esso pone agli inserzionisti pubblicitari. «C’è una manciata di aziende che è così potente da non dover necessariamente collaborare con gli inserzionisti nello stesso modo in cui lo fanno altri venditori di pubblicità o editori». E tra le conseguenze di questo squilibrio, secondo il manager, ci sono problemi come brand safety e metriche, su cui le aziende hanno carenza di prospettive indipendenti. Leggi di più su WARC.

Pinterest, su Ads Manager arrivano le recommendation per parole chiave

Pinterest ha annunciato una nuova funzionalità all’interno di Ads Manager. Sulla piattaforma del social dedicata agli inserzionisti, arrivano le recommendation per parole chiave. Adesso, quando si inserisce un termine, sarà possibile vedere le parole chiave ad esso correlate e il volume delle relative ricerche che le contengono, per aiutare le aziende a decidere quali keyword usare per il targeting delle campagne. Leggi altre news sul blog di Pinterest.

Facebook, in calo l’interesse degli utenti

Il consumo di media digitali è aumentato nel 2017 del 13%, stando a un’analisi di Pivotal Research sui Digital Content Ratings di Nielsen. Molti grandi nomi, come Amazon, Snapchat e Twitter, si sono mantenuti più o meno agli stessi livelli dell’anno precedente, ma i due “big” Google e Facebook hanno registrato delle variazioni. Se però nel caso di Big G si parla di un segno “più” (+5%), in quello della società di Zuckerberg il trend è negativo: il tempo speso dagli utenti sul social network ha subito un calo del 4%, anche se le altre app della società di Menlo Park – come WhatsApp e Instagram – continuano a tenere. Leggi di più su Business Insider.

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