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Kantar Media espande il monitoraggio della pubblicità digitale: arrivano i dati sul Programmatic

Kantar Media espande la sua offerta di servizi per il monitoraggio della pubblicità digitale, con la disponibilità di dati sulla pubblicità in Programmatic.

I nuovi dati forniranno informazioni più dettagliate sui canali di acquisto della pubblicità digitale, inclusi insight su mediatori ed erogazione delle impression (dunque come un’inventory è stata venduta e da chi) e sulla spesa in pubblicità digitale transata in Programmatic. “I dati – spiega la società in una nota -, coprono milioni di posizionamenti e includono il monitoraggio di annunci digitali su piattaforme display, video e mobile”.

Senza dubbio, uno strumento in più per garantire maggiore trasparenza nell’ecosistema: sapere come uno spazio è stato venduto, quali sono stati gli intermediatori coinvolti e quanto è stato speso per esso può costituire un elemento critico per una maggiore chiarezza sui processi del trading programmatico. Oltre che assicurare, più concretamente, che la stessa inventory non venga venduta più di una volta.

I dati sul programmatic vanno ad estendere ulteriormente la già ampia offerta di servizi di misurazione di Kantar Media, che comprende: mobile web e applicazioni (centinaia di siti e app); online video inclusi video cross-media (campagne pre-, mid- e post-roll su centinaia di siti, compresi video riproposti tra tv e web); paid search (copertura di 2 milioni di inserzionisti e 14 motori di ricerca); pubblicità display (annunci statici, dinamici/rich media e HTML5, con relativo storico di impression e di spesa); digital promotion (coupon e app); annuci geotargettizzati e locali; e social owned media (oltre 20 mila brand su Facebook, Twitter e YouTube).

L’ampliamento delle capacità della piattaforma sarà prima limitato agli USA, ma andrà successivamente a toccare anche altri mercati chiave della società.

Kantar Media arricchisce l’offerta di digital monitoring. Più dati sul Programmatic

Kantar Media ha annunciato l’introduzione di una nuova generazione di competenze di ad intelligence cross-piattaforma.

Tra le novità, un arricchimento dei tool di digital monitoring, con l’aggiunta di dati su programmatic, mobile, social e video cross-media, che viene incontro al crescente bisogno di inserzionisti e publisher di analizzare le opportunità pubblicitarie in una maniera più olistica.

«E’ chiaro non solo che i dollari investiti in un pubblicità stanno spostandosi su una varietà di piattaforme digitali, ma anche che un’ad intelligence competitiva adesso ha bisogno di essere approcciata in una maniera particolarmente olistica – ha commentato Andy Brown, Chairman e CEO di Kantar Media -. L’arricchimento di queste competenze indica che la industry non può più guardare alle attività pubblicitarie su uno specifico canale come a un silo, o anche alla pubblicità digitale come a un silo. Bisogna analizzarli in maniera integrata cross-piattaforma, e adesso i compratori e i venditori di pubblicità hanno uno strumento per farlo».

Dal punto di vista del Programmatic, attraverso Kantar Media sarà ora possibile catturare le attività pubblicitarie data driven cosi come analizzare i mediatori e l’andamento dei processi, con una copertura di milioni di pagine.

Le novità saranno integrate nella suite di prodotti della società per agenzie, brand ed editori, a partire dal mercato statunitense.

Programmatic nel B2B: media buyer più pronti degli editori

Poiché gli editori B2B stanno ancora familiarizzando con le possibilità offerte dal programmatico, i compratori media si trovano nella situazione di dover raggiungere il pubblico B2B sui siti per consumatori.

Il 63% dei pianificatori e dei compratori media attiva le campagne B2B programmaticamente, mentre il 73% lo fa per le campagne B2C: questi sono i risultati del nuovo studio “B2B Programmatic Media Planning and Buying”, rilasciato venerdì 13 maggio da Kantar Media SRDS Connectiv. Il 32% dei rispondenti compra programmaticamente “sempre o spesso” per campagne interaziendali, rispetto al 51% per B2C.

Il sondaggio ha interpellato 150 tra compratori e pianificatori media provenienti da agenzie pubblicitarie di grandi e medie dimensioni negli Stati Uniti, scoprendo che l’85% dei compratori B2B punta al proprio pubblico e ai contenuti a partire da un mix di siti B2B e B2C perché è più facile raggiungere i loro obiettivi attraverso una varietà di fonti differenti. Questo è dovuto principalmente al fatto che gli editori B2B non offrano tutta l’inventory premium agli scambi in Programmatic.

“I compratori vogliono più qualità nell’inventory e più dati per rivolgersi alla loro audience, che possono raggiungere esclusivamente dagli editori B2B premium”, ha commentato Stephen Davis, Presidente di Kantar Media SRDS ad AdExchanger, “Se fossi un editore interaziendale, vorrei riportare quei soldi al mio sito”. E gli inserzionisti B2B pagherebbero somme elevate per raggiungere il pubblico che vogliono.

Lo studio ha intervistato i compratori circa l’importanza di sette fattori che influenzano un acquisto programmatico, classificando le loro risposte di conseguenza. Il pubblico si è collocato al primo posto come il più importante criterio per un acquisto programmatico, con il 78% dei rispondenti a valutarlo come “estremamente importante”. Il prezzo è finito al quinto posto con solo il 39% dei rispondenti che lo qualifica secondo gli stessi termini.

“Ogni volta che chiediamo ai compratori media di valutare l’importanza degli spazi pubblicitari, il prezzo è sempre al primo o al secondo posto”, ha detto Davis, “Il fatto che in questa ricerca sia finito al quinto posto suggerisce che gli operatori pagherebbero un extra per raggiungere l’audience perché è difficile da trovare e la qualità dell’inventory è critica per una campagna”.

Budget in crescita per il Programmatic B2B

Nonostante gli editori interaziendali non siano pronti a supportare il programmatico, gli inserzionisti si aspettano degli spostamenti a livello di budget. Più dei due terzi dei rispondenti ha detto che il Programmatic era già parte del loro budget per la pubblicità digitale B2B nel 2015. La metà ha dichiarato che crede che questa porzione aumenterà nel 2016, con gli investimenti in uscita dal display digitale non programmatico.

Quando è stato chiesto quale parte del loro budget sarebbe stata reindirizzata, gli intervistati hanno predetto una media dell’11%. “Quando consideriamo una spesa media nel B2B di sette milioni di dollari, l’11% del budget è una quota significativa”, ha detto Davis, “E sembra davvero sia in atto un trasferimento dalle fonti tradizionali al programmatico. Gli editori B2B dovrebbero attrezzarsi per affrontare questo cambiamento”.

Lo studio ha intervistato compratori e pianificatori media che hanno lavorato su almeno una campagna B2B negli ultimi 12 mesi. Metà dei rispondenti ha affermato di aver eseguito sia funzioni d’acquisto che di pianificazione.

La battaglia elettorale americana corre sul second screen: accordo tra Kantar Media e 4C

Mentre negli Stati Uniti sale la febbre per le primarie, Kantar Media annuncia il lancio di una nuova soluzione pubblicitaria che porta la comunicazione elettorale sul second screen, grazie a una nuova collaborazione con la struttura di data science di Chicago 4C.

La tecnologia proprietaria di quest’ultima, Teletrax, raccoglierà e analizzerà ogni annuncio televisivo per la corsa alle presidenziali americane. Nel frattempo, il Campaign Media Analysis Group (CMAG) di Kantar Media scrutinerà ognuno di essi per tema chiave ma non solo, anche per sponsor, tipo di sponsor, partito, tone of voice, target e così via. I vari dati saranno integrati e incrociati all’interno della nuova soluzione pubblicitaria e il risultato saranno messaggi veicolati agli elettori in second screen, allineati a quelli in onda in quel momento in tv.

La soluzione è stata lanciata non a caso all’avvio delle votazioni per le primarie americane (l’1 febbraio i primi voti nello stato dell’Iowa). Il prodotto infatti nasce proprio in vista delle presidenziali USA, un momento “particolare” anche dal punto di vista pubblicitario, capace di attirare, secondo stime della stessa Kantar Media, una spesa in pubblicità televisiva di ben 4,4 miliardi di dollari nel corso del 2016.

Intanto, sarà possibile testarne i risultati già nel corso di queste primarie, quando candidati come Hillary Clinton o Donald Trump potranno sincronizzare i loro annunci online e mobile con gli spot televisivi, sia i propri che quelli degli avversari Sanders o Cruz.

La soluzione sarà anche in grado di lanciare un annuncio nel momento in cui un candidato menziona uno specifico tema chiave, come la riforma sanitaria o i cambiamenti climatici.

Un modo per raggiungere quell’87% di persone che utilizzano altri device mentre guardano la tv, e di spingere all’azione gli elettori veicolando messaggi targettizzati e rilevanti.

 

 

 

Kantar Media investe in BIScience e debutta nella misurazione delle campagne in programmatic

Kantar Media entra nel campo della misurazione delle campagne in programmatic.

La società di WPP ha infatti effettuato un investimento in BIScience, agenzia israeliana di data analytics. Non è nota l’entità economica dell’accordo.

Kantar Media già misura le campagne adv, ma grazie alla collaborazione con BIScience potrà aumentare le sue competenze nel tracking in real-time, ossia quello relativo ai marketplace programmatici.

BIScience infatti misura le campagne automatizzate su vari canali, per aiutare i marketer a pianificare le loro campagne e ottimizzarle. La società analizza le performance delle campagne su un ambiente di oltre mezzo milione di editori e app mobile.

E ora, grazie a questo accordo, potrà fornire ai clienti di Kantar Media accesso a varie informazioni sui competitor all’interno del mercato pubblicitario programmatico, inclusi share of voice, impression, spesa adv, unique publisher audience e informazioni sul traffico, tariffe RTB aggregate e utilizzo delle piattaforme pubblicitarie.

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