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Ligatus presenta la nuova organizzazione commerciale

Negli ultimi dieci anni, Ligatus ha stabilito la propria attività in nove paesi europei: Francia, Germania, Italia, Spagna, Olanda, Belgio, Turchia, Austria e Svizzera. Al fine di soddisfare ancor meglio i requisiti nazionali e internazionali dei clienti, Julien Mosse è stato nominato Chief Operating Office (COO) del Native e Performance Network europeo a settembre 2016.

Con la nomina di Julien Mosse a COO abbiamo concentrato tutte le nostre attività commerciali a livello centrale per accrescere il nostro impatto sul mercato. La centralizzazione permette di armonizzare gli sforzi dei nove paesi. Questo include anche il coordinamento delle nostre attività sul network e il nostro approccio ai clienti. In particolare, il numero crescente di partner internazionali per la nostra piattaforma di Programmatic Native richiede una direzione centrale in capo a tutte le nostre attività di vendita consentendoci di diventare maggiormente attraenti per clienti e campagne internazionali”, ha dichiarato Klaus Ludemann, CEO di Ligatus.

A Julien Mosse riportano tutti gli Amministratori Delegati e i Country Manager della società. La sua precedente posizione di Managing Director per la Francia è ora assunta da Veronique Pican, nominata Country Manager di Ligatus Francia nel novembre 2016. Già nel mese di ottobre 2016, Patrick Schwanecke è stato nominato nuovo direttore DACH. Negli altri paesi in cui il network opera, gli Amministratori Delegati e i Country Managers sono rispettivamente: Michel Hoekstra (Olanda), Murat Kalafat (Turchia), Ben Doumen (Belgio), Maylis Chevalier (Spagna) e Sebastiano Cappa (Italia).

Le nuove nomine ai vertici di Ligatus

Nel suo nuovo ruolo di COO, Mosse ha istituito anche due nuove funzioni internazionali nominando, a partire dal 1 gennaio 2017, Victor Charpin a VP Publisher Development e Michel Hoekstra a VP Sales & Operations, al fine di sostenere il processo di armonizzazione a livello europeo dell’attività commerciale. Particolare attenzione sarà rivolta a tutti gli interventi di sviluppo della nuova Piattaforma di Programmatic Native di Ligatus. Con AppNexus, Adform, Criteo, Sociomantic, Zebestof e altri, Ligatus ha già guadagnato importanti attori internazionali come partner DSP – e i negoziati con altri leader internazionali sono tuttora in corso. In futuro, l’attenzione sarà rivolta anche a mercati come quello del Regno Unito, dove la società non è ancora attiva.

Negli ultimi anni, abbiamo assistito a una crescita della domanda di Programmatic Native lato desktop e ancor più su mobile. In tempi di maggiore ricorso agli ad blockers, i formati nativi possono costruire per gli utenti esperienze pubblicitarie migliori consentendo così relazioni di significato. Anche recenti previsioni attestano questa crescente importanza dei formati nativi, che si prevede forniranno il 25 percento dei ricavi pubblicitari in tutto il mondo entro il 2018. Altre ricerche indicano che il 2016 è stato il primo anno in cui il programmatic ha raccolto la maggior parte della spesa digitale globale. Grazie all’accorpamento centralizzato delle nostre attività commerciali siamo in grado di sostenere e spingere ancora meglio il posizionamento di Ligatus come #1 Native e Performance Network d’Europa – soprattutto perché Michel Hoekstra e Victor Charpin hanno estrema familiarità con Ligatus e con le esigenze dei nostri partner di mercato. Le migliori condizioni per superare i nostri competitor”, aggiunto Julien Mosse, COO di Ligatus.

Michel Hoekstra ha iniziato la sua carriera digitale nel 1999 in Advance Interactive dove è stato responsabile per la strategia commerciale in qualità di Direttore Commerciale. È entrato in Ligatus come Managing Director per i Paesi Bassi nel 2009 e ha svolto un ruolo importante nello sviluppo del business, in particolare nel mercato olandese. Dal 2016, a lui è affidato anche il compito di sviluppare l’offerta di Programmatic Native. Oltre al suo ruolo di VP Sales & Operations, Michel Hoekstra rimane amministratore delegato di Ligatus per i Paesi Bassi.

Victor Charpin lavora nel settore del performance marketing dal 1999 e ha sempre lavorato a stretto contatto con gli editori. Ha partecipato al lancio di display advertising, ricerca sponsorizzata, targeting comportamentale e del native advertising sul mercato francese, con una forte esperienza nella costruzione di relazioni con gli Editori. Charpin è entrato in Ligatus nel 2009 come Publisher Director per la Francia. Dopo avere accompagnato il lancio di Ligatus in Francia, Belgio, Spagna e Italia è ora VP Publishers Director per il gruppo.

La nomina di Elena Griante in Italia

Ligatus ha inoltre annunciato l’ingresso nel team italiano di Elena Griante, nuova Publisher Manager, che si occuperà dello sviluppo del network dei publisher, dopo una pluriennale esperienza in Triboo Media (leggi qui la notizia completa).

IAB Forum / Julien Mosse, Ligatus: «Il core è Native, l’evoluzione è Programmatic»

Il suo core business è il Native, ma anche le sue evoluzioni “programmatiche”. Parliamo di Ligatus, la realtà internazionale presente con una sede italiana da circa quattro anni.

Nella cornice di IAB Forum 2016, Engage ha intervistato Julien Mosse, Coo di Ligatus GmbH, che ci parla dell’evoluzione di Ligatus come SSP per la pubblicità nativa e della crescita a doppia cifra di Ligatus Italia, guidata dal Country Manager, Sebastiano Cappa.

Da Google a Ligatus: Patrik Schwanecke è il nuovo managing director per Germania, Austria e Svizzera

Da inizio ottobre, Patrik Schwanecke diventa il nuovo managing director per la Germania, l’Austria e la Svizzera di Ligatus, il native e performance network europeo. A lui è affidato il compito di sviluppare ulteriormente sia il core business sia l’ambito di crescita del programmatic native. Schwanecke proviene da Google Ireland, dove era responsabile del network di agenzie nei mercati di lingua tedesca.

Prima di fare il suo ingresso in Google a Dublino, Schwanecke ha trascorso oltre sette anni in Gruner + Jahr Electronic Media Sales GmbH, nella qualifica più recente di Head of Key Account Management Digital, dove era a capo dell’ufficio vendite di Dusseldorf. Con il suo team, ha curato clienti pubblicitari di Nielsen nell’area 2.

In precedenza, Schwanecke è stato responsabile di clienti e agenzie pubblicitarie presso la società media Ströer Deutsche Städte Medien GmbH.

Con la sua vasta esperienza, l’esperto nell’online marketing tedesco vanta una conoscenza approfondita del mercato dall’interno e dall’esterno e una capacità di mantenere rapporti di lunga data con i clienti d’agenzia. Nel suo ruolo in Ligatus, il manager sarà inoltre responsabile degli Editori, sostenendoli nell’ottimizzare la monetizzazione.

Patrik Schwanecke riferisce a Julien Mosse, COO di Ligatus. Lars Hasselbach lascia l’azienda, dopo sei anni come managing director, rivolgendosi a nuove sfide professionali.

Klaus Ludemann, CEO di Ligatus, ritiene che la società sia perfettamente posizionata per un’ulteriore crescita. “Siamo lieti di poter avere con Patrik Schwanecke un professionista che sarà in grado di usare la sua esperienza nei mercati di lingua tedesca per sviluppare ulteriormente l’ancora nuovo mercato del programmatic native. Lars Hasselbach, con le sue molteplici capacità imprenditoriali, ha contribuito in modo significativo alla crescita della regione DACH. Dalla base costituita nel mercato tedesco si è quindi esteso ai mercati austriaco e svizzero, oltre a contribuire a modellare lo sviluppo di Ligatus in qualità di network leader nel native advertising e nel performance marketing. Gli auguro tutto il meglio per il futuro”.

Patrik Schwanecke, managing director per la Germania, l’Austria e la Svizzera di Ligatus, si accinge con trepidazione ad assumere il nuovo ruolo. “Come Native e Performance Network numero uno, Ligatus è un’opportunità molto interessante. Sono lieto di entrare a far parte del team motivato e fortemente preparato di Ligatus e con fiducia attendo di poter espandere e rafforzare ulteriormente insieme la già eccezionale posizione di mercato dell’azienda”.

Zebestof, accordo con Ligatus per il Programmatic native

Zebestof, azienda francese di pubblicità online in RTB, ha siglato un accordo internazionale con Ligatus per integrare il network della società di Gruner e Jahr tra i partner di native advertising della DSP Zebestof. Tutti i clienti di quest’ultima possono ora accedere al network Ligatus, che raccoglie oltre 1.200 siti premium.

Questo accordo ci consente di rafforzare il numero di partner Premium collegati alla nostra DSP e di accrescere la nostra leadership tecnologica per campagne pubblicitarie mirate, e di guidarne l’ottimizzazione attraverso la conoscenza del comportamento online che viene registrato nella nostro DMP. Questa partnership porta ai nostri clienti campagne pubblicitarie native internazionali più efficienti”, spiega Emmanuel Poncet, VP Sales & Marketing di Zebestof.

Ligatus offre un inventario di oltre 31 miliardi di impressioni al mese in tutto il mondo, andando a completare il network di siti e di pubblico premium della piattaforma programmatica Zebestof.

ligatus

“Apprezziamo l’approccio qualitativo di Zebestof con cui condividiamo l’interesse di essere rassicuranti quando operiamo in modalità programmatica. La trasparenza del nostro network selezionato e la qualità delle nostre integrazioni sono utilizzati qui per i loro clienti; il che rafforza ulteriormente la nostra capacità di valorizzare le impression di native advertising dei nostri partner editori”, afferma Julien Mosse, COO di Ligatus.

Ligatus, 10 anni di successi nel native adv. «Il programmatic è la nuova frontiera»

Dieci anni di attività internazionale, due in Italia, rebranding e la nuova sede da inaugurare: tante ricorrenze che Ligatus, uno dei principali operatori internazionali nel campo del performance e nel native advertising, ha festeggiato giovedì sera in compagnia di clienti, partner ed editori nel cortile dell’antico convento che ospita i nuovi uffici milanesi della società, in via Sant’Antonio. Una serata piacevole e informale in cui abbiamo avuto il piacere di incontrare Klaus Ludemann, ceo dell’azienda e Julien Mosse, managing director Ligatus Sud Europa e Belgio, che ha seguito sin dal suo ingresso in Italia nel 2013 lo sviluppo del mercato nazionale.

Dieci anni di Ligatus: come riassumete i passaggi-chiave del vostro percorso?

Ludemann: Dagli esordi nel 2005, l’azienda ha messo al centro della propria strategia la tecnologia, da sempre sviluppata interamente in house nel nostro dipartimento R&S a Colonia, in cui attualmente lavorano 40 persone, e lo sviluppo di formati efficaci e non invasivi basati sulla combinazione di testo e immagine, “Native” a tutti gli effetti molti anni prima che fosse coniato il termine. Un passaggio-chiave della nostra crescita è avvenuto con la scelta dell’internazionalizzazione, nel 2009, che grazie all’efficacia delle nostre soluzioni per gli editori ci ha permesso di crescere anno dopo anno e di investire in operazioni strategiche come l’acquisizione di veeseo, avvenuta due anni fa, che ci hanno consentito di accrescere la nostra posizione competitiva nel campo pubblicitario specializzato in ambito editoriale.

Arriviamo quindi al nuovo posizionamento di mercato, recentemente inaugurato, di #1 native & performance Network in Europa.

Ludemann: Nessuno tra i nostri competitor può vantare una presenza diretta in nove Paesi europei, con oltre 27 miliardi di ad impressions al mese su oltre 1.200 siti partner, che sono tutti Premium, non lavoriamo con la “coda lunga”. Come dicevo, il successo di Ligatus è stato costruito in primo luogo sulle tecnologie innovative e gli investimenti continui in ricerca & sviluppo. Allo stesso tempo, ci siamo proposti sul mercato con un atteggiamento fortemente “local”, che mette al centro la relazione per sviluppare soluzioni “custom” in base alle reali esigenze dei singoli editori. Un approccio che ci sta premiando.

Quali sono i prodotti su cui attualmente state puntando in Italia?

Mosse: L’attuale offerta di Ligatus in Italia è composta dai prodotti di content promotion e direct response, integrabili tra loro, con cui andiamo a ottimizzare le campagne di advertising dei nostri clienti per proporre il messaggio giusto per ogni singolo utente. “Content Promotion” consente di indirizzare il traffico e coinvolgere il pubblico adatto, promuovendo i contenuti grazie all’engagement dell’audience premium di Ligatus. “Direct Response” consente di rivolgersi alla persona giusta e utilizzare i click del traffico per generare contatti utili quindi leads “caldi” e ordini o vendite. Tutto declinabile ovviamente lato desktop, mobile o tablet.

Qual è la vostra opinione sulle potenzialità del native advertising?

Mosse: Il native advertising è oggi in forte crescita, e sta dimostrando di essere la soluzione ideale per risolvere lo stallo che il settore del display classico sta riscontrando. In questo campo, Ligatus grazie alle proprie tecnologie, può vantare una serie di soluzioni uniche in questo mercato: per esempio, la possibilità di monetizzare campagne Native con modelli di pricing avanzato come CPC, CPL, o CPI per il mobile.

A quando il programmatic nel Native?

Ludemann: Insieme alla spinta verso il content marketing, il programmatic è il grande trend del digital attuale, ma è necessaria una operazione di standardizzazione. Noi siamo pronti: Ligatus supporta già lo standard OpenRTB 2.3, attraverso il quale è possibile far dialogare demand e sell side per comprare e vendere spazi nativi con metodologie programmatiche. Nel momento in cui le grandi DSP avranno compiuto anch’esse questo step tecnologico, potremo cominciare a erogare campagne native in programmatic, ed è lecito aspettarsi un impatto positivo sul mercato e sulla nostra attività.

Chiudiamo con un tema di grande attualità, quello degli ad blocker. Qual è la vostra posizione in merito?

Ludemann: In parte, la responsabilità della proliferazione degli AdBlocker è degli editori, che per fretta di far crescere le revenue hanno esagerato consentendo l’erogazione di una quantità estesa di formati pubblicitari, spesso intrusivi, mal sopportata dall’utente sia come esperienza di navigazione sia come consumo di dati. Ciò detto, riteniamo gli adblocker un danno per il mercato in quanto si pongono quale rottura del “contratto” non scritto tra editori e utenti, ossia che i contenuti hanno un costo, che può essere pagato o direttamente o con la pubblicità. Alcuni adblocker, inoltre, vengono pagati dagli inserzionisti o da alcuni player per non bloccare le loro pubblicità, comportamento che giudichiamo scorretto. Per questo noi abbiamo sviluppato una tecnologia che consente di bypassare gli adblocker: siamo sempre stati e continuiamo ad essere dalla parte degli editori; e siamo lieti che anche in Italia i nostri editori stiano beneficiando di queste tecnologie per monetizzare una parte di business che prima era persa.