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Adform, accordo con Id-Entity per fornire soluzioni ad-tech alle PMI

Id-Entity, gruppo attivo nell’ideazione, produzione e gestione di contenuti e servizi di comunicazione digitale, si allea con Adform per offrire anche alle micro imprese, ai commercianti e ai liberi professionisti italiani l’accesso al programmatic su un network di siti premium e app, per pianificare campagne di comunicazione a livello locale.

Grazie a questo accordo, i marchi locali potranno utilizzare la piattaforma per pianificare, anche con budget contenuti, campagne di comunicazione iper-locali su un target mirato e ipersegmentato e sui siti, testate online e applicazioni.

“Un nuovo progetto, dalla grande forza commerciale, che si avvale delle nuove frontiere tecnologiche applicate alla pubblicità per rendere il mondo del programmatic accessibile non solo
alle grandi imprese, ma anche agli esercenti e professionisti interessati a migliorare la propria visibilità a livello locale”, ha commentato Christian Traviglia, fondatore di Id-Entity, “Una proposta innovativa che inizieremo a vendere in Italia con la nostra offerta dedicata alle PMI, “Fatti trovare”, e che consolida il nostro posizionamento nella comunicazione digitale locale. Id-Entity con questo accordo si conferma tra le società del settore più attente e attive nel fornire soluzioni innovative e all’avanguardia alle PMI e alle piccole attività”.

Christian Traviglia-identity
Christian Traviglia

Il software inoltre geo-localizza l’utente e durante la navigazione segnala, con dei banner promozionali e altre soluzioni di display, le offerte dell’inserzionista locale più vicino, così da attirarlo nel negozio o nel suo esercizio commerciale. La nuova offerta Id-Entity e Adform è integrata anche con i principali fornitori dati, che consentono di selezionare i destinatari della comunicazione secondo gli interessi, le caratteristiche sociodemografiche e le intenzioni di acquisto.

“Adform, da sempre focalizzata a fornire i migliori strumenti di pubblicità digitale a livello globale, grazie all’accordo con Id-Entity, è in grado di dare supporto anche alle PMI per le proprie attività di comunicazione”, dichiara Julien Gardès, Vice Presidente Sud Europa Adform, “Grazie alla flessibilità delle proprie piattaforme, Adform risponde alle diverse esigenze dei clienti in tutto il mondo, fornendo i sistemi migliori per raggiungere i propri obiettivi di business”.

Julien Gardès, Adform: «Il DOOH tra le nostre priorità nel 2018, anche in Italia»

Se c’è un mezzo che più di ogni altro, oggi, sta catalizzando l’attenzione del mercato, anche in chiave digitale e programmatica, quel mezzo è l’Out-of-Home.

Un mezzo che conta già numeri importanti: uno studio di Research & Markets stima che il Digital OOH raggiungerà i 26,2 miliardi di dollari entro il 2023 a livello globale, e una ricerca di PQ Media rileva che l’esposizione dei messaggi pubblicitari questa modalità nel corso del 2018 si attesterà su una media di 21 minuti. E il fatto che IAB abbia costituito un gruppo di lavoro totalmente dedicato all’affissione digitale e abbia recentemente pubblicato un glossario dedicato ai suoi termini che lo contraddistinguono, non fa che confermare l’importanza che tale canale sta assumento anche a livello di industry.

E grazie alla possibilità di integrazione di dati e informazioni (location data da mobile, rilevamento facciale, condizioni meteo, eventi sportivi e molto altro ancora), il DOOH è da qualche tempo un mezzo su cui la pubblicità viene acquistata anche in modalità programmatica.

L’impegno di Adform nel DOOH

Tra le società che per prime hanno introdotto nel mercato le prime campagne in Programmatic Out Of Home c’è Adform, che con Grandi Stazioni Retail ha realizzato una campagna che ha coinvolto alcune delle maggiori stazioni ferroviarie italiane (e che oggi si sta estendendo anche su altre stazioni dell’alta velocità).

Nel corso dello scorso anno, l’impegno di Adform verso il DOOH si è intensificato sia a livello internazionale, attraverso un accordo con la media company tedesca Ströer, sia a livello locale. In Italia Adform ha avviato partnership con alcuni dei principali operatori per fornire le proprie soluzioni per la gestione di campagne DOOH. Tra queste, Moving Up, con cui Adform collabora per le pianificazioni sui circuiti Clear Channel e Telesia, per cui Moving Up è digital company ufficiale. Grazie alle attività avviate da Moving Up nell’ultimo anno è possibile oggi misurare tramite un approccio hardware e software la quantità di persone potenzialmente esposte per tutta la durata di uno spot (OTS) e di tracciarne e misurarne i volumi in real time direttamente all’interno della piattaforma full stack di Adform.

Anche Xaxis, l’outcome media company di GroupM, e Kinetic, agenzia specializzata nella pianificazione OOH, hanno iniziato già da fine 2017 a sfruttare la DSP di Adform per offrire ai propri clienti la possibilità di pianificare gli schermi digitali del mondo out-of-home in programmatic. Aeroporti, metropolitane, stazioni e centri commerciali sono alcuni dei luoghi raggiungibili che beneficiano di tutti i vantaggi della gestione in programmatic, come la possibilità di pianificare per singolo giorno o fascia oraria e utilizzare più soggetti creativi, novità assolute per il mondo OOH.

«Essere stati i first mover in questo settore che nel 2016 si affacciava timidamente sul mercato, ci ha premiato permettendoci di diventare i partner di riferimento di agenzie, brand e media company – dichiara Julien Gardès, VP Southern Europe Adform -. La tecnologia è alla base dei successi delle campagne di DOOH: la nostra piattaforma, insieme al servizio di accounting d’alto profilo che da sempre ci contraddistingue, hanno dimostrato di poter far fronte alle nuove sfide del digitale».

DOOH una priorità per Adform anche nel 2018

E questo mezzo rimarrà prioritario per la società ad tech anche quest’anno, come conferma Gardès a Programmatic Italia: «Il DOOH resta una nostra priorità, a livello globale e locale, e ci auguriamo di continuare a poter collaborare con operatori come Grandi Stazioni e Stroer, così come con partner locali come Moving Up e Xasis. Pertanto continueremo a porre grande attenzione sull’evoluzione delle tecnologie che stanno alla base del digital signage».

Il nostro Paese si conferma strategico per Adform, con performance dinamiche grazie alle quali la società ha potuto concludere positivamente l’esercizio 2017: «Abbiamo chiuso un 2017 al di sopra dei target prefissi, segno di un forte dinamismo di Adform Italia e del mercato italiano – ci ha detto il manager -. L’Italia resta uno dei mercati chiave del successo di Adform e puntiamo a continuare lo stesso trend nel 2018 valorizzando la nostra offerta full stack e creando soluzioni per sostenere i nostri interlocutori – advertiser e publisher – ad affrontare le nuove sfide del mercato, come ad esempio Google Chrome Adblock».

Come prepararsi al GDPR in poche mosse

È ormai risaputo che il nuovo Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) entrerà in vigore in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea il 25 maggio 2018. Di conseguenza in Europa, così come in tutto il resto del mondo, le aziende devono preparare l’adeguamento legale.

Secondo un recente sondaggio condotto da SAS, meno della metà (45%) delle società del campione analizzato ha un piano strategico per adeguarsi alla nuova direttiva. Il 58% degli intervistati, inoltre, dichiara che la propria azienda non è del tutto consapevole delle conseguenze di una non conformità al regolamento. Le grandi si dichiarano più strutturate per gestire l’impatto del nuovo Regolamento sul business, mentre tra le aziende di piccole dimensioni solo il 37% ne è consapevole.

Quello che però le imprese di tutto il mondo dovrebbero tener ben presente è che il GDPR coinvolge tutte le tipologie di dati, indipendentemente dal settore e dalle dimensioni di un’azienda, oltre a quelli legati ai servizi alla persona e familiari, il nuovo GDPR ha impatti su tutti, inserzionisti ed editori, perché viene applicato anche all’elaborazione digitale dei dati personali. Nell’ambito delle comunicazioni elettroniche esiste anche una direttiva ad hoc (Direttiva in materia di protezione dei dati personali nelle comunicazioni elettroniche, nota anche come ePrivacy), che disciplina l’utilizzo dei cookie e la gestione di metadati.

Dati anonimi e personali, opt-out e opt-in e il campo di applicazione

La direttiva sulla protezione dei dati si applica solamente ai dati personali, vale a dire che tali informazioni si riferiscono a una persona fisica identificata o identificabile (indicata come persona interessata dalla legge). Anche gli pseudonimi possono essere considerati dei dati personali: possono ricondurre a persone fisiche aggiungendo ulteriori informazioni. Ogni elaborazione dei dati ha una base giuridica e alcune norme prevedono che l’elaborazione dei dati sia consentita soltanto per scopi specifici.

Se non esiste una tale legislazione per un determinato trattamento di dati, è necessario ottenere il consenso del soggetto interessato che, non va dimenticato, ha sempre il diritto di recedere (opt-out), sia che l’elaborazione dei dati si basi su una legge esistente o un consenso.

Questo è esattamente il ritratto dell’attuale situazione quando ci si ritrova a trattare i cookie di monitoraggio. Di conseguenza ci si deve chiedere: esiste una base giuridica per l’utilizzo dell’elaborazione automatizzata o è necessario ottenere un consenso esplicito (opt-in)?

Pro e contro della nuova direttiva

L’obiettivo è che le parti interessate, per esempio gli utenti, beneficino delle modifiche perché si richiede il rispetto di un nuovo concetto di protezione dei dati. Se i GAFA (Google, Amazon, Facebook, Apple) e gli altri grandi player beneficeranno della sua introduzione, in definitiva, dipende dai risultati che si otterranno dalla sua applicazione.

Tuttavia, se l’ambito della domanda “cosa sono i dati personali” dovesse cambiare, sarebbe necessario introdurre ampie modifiche in ogni sistema di misurazione, come l’implementazione di opt-in per l’utilizzo degli adserver, DSP, DMP, soluzioni di attribuzione e personalizzazione…

Bisognerà tener presente il risultato finale, perché ci saranno opportunità e rischi. Ciò che genera maggiore interesse è capire se alcuni player hanno un vantaggio iniziale dovuto al loro posizionamento sul mercato o, se per il modello di business di altri, il futuro non sia precluso. Sono pericoli reali, dal momento che sono previste sanzioni molto elevate (quantificate in base ai ricavi) in caso di infrazione. In una tale situazione, competere sarà impossibile. Per le grandi piattaforme è più semplice implementare le funzionalità complesse richieste dalla nuova norma, soprattutto, la modalità di opt-in unico per diversi servizi. Di contro, dal punto di vista operativo, la presenza di diverse architetture di differenti fornitori genera molte complessità.

Come riorganizzare la protezione dei dati in azienda

Per mettere a norma la protezione dei dati in azienda occorre aggiornare alcune parti del contratto – quelle principali – con i propri partner commerciali, ed è necessario che il fornitore di soluzioni e servizi trasmetta al proprio cliente le informazioni trasparenti sulle parti interessate ai cambiamenti. Il GDPR che entrerà in vigore tra pochi mesi introduce il concetto di privacy-by-design, che equivale all’incorporazione di un concetto di protezione costante, dove l’utente ha il pieno controllo sull’utilizzo e su dove fisicamente sono immagazzinati i suoi dati.

Le novità sono estese anche agli obblighi di notifica per le violazioni della protezione dei dati e al controllo preliminare prima di avviare un nuovo trattamento. Tra le aziende tedesche la sicurezza dei dati e le procedure sono già familiari, perché sono previste dal BDSG – Federal Data Protection Act / Bundesdatenschutzgesetz. Adform è GDPR ready da tempo, un adeguamento della propria offerta che le ha permesso di acquisire una forte competenza sulla nuova direttiva e che mette a frutto nei webinar dedicati.

e-privacy e GDPR, rapporto indissolubile

Allo studio della Commissione Europea c’è anche la normativa sulla privacy elettronica, che attualmente, non è ancora stata completata ed è disponibile soltanto in bozza.

L’intento politico e istituzionale è comunque di applicarla dal 25 maggio 2018 in poi, tuttavia, è noto esclusivamente che nel suo campo di applicazione, agirà come una legge più specifica del GDPR. Quello che possiamo dire è che l’ambito della regolamentazione sulla e-privacy dovrebbe riguardare i servizi di comunicazione elettronica, inclusi i cookie. È possibile creare eccezioni o regole dettagliate per i cookie e altri ID online, di conseguenza, è possibile ridurre l’ambito di interpretazione del GDPR stesso.

È rilevante notare che ora gli obblighi non sono più concentrati esclusivamente sul cliente (“responsabile”), ma ricadono anche su chi vende i servizi (“gestore dell’ordine”). Di conseguenza, non è possibile escludere, che ci sia anche una parte comune che preveda obblighi per ciascuna delle parti coinvolte: editori, investitori in pubblicità, società Adtech. In questo senso, l’intera catena di trasformazione è ora molto più strettamente connessa e deve lavorare di concerto per ottenere un’elaborazione conforme dei dati. Qui c’è sicuramente ancora molto da interpretare.

Adform, accordo con Ströer per il Programmatic Out-of-Home

Adform ha stretto con Ströer un accordo che rende disponibile l’inventory video della digital multi-channel media company tedesca attraverso la piattaforma programmatica.

L’infrastruttura di Public Video di Ströer è ora collegata alla demand-side platform di Adform. Nei prossimi mesi, comunica la nota, saranno disponibili altre opportunità di pianificazione automatizzata di addressable Digital Out Of Home. Per facilitare l’integrazione tecnologica, la società ha sviluppato un nuovo sistema multimediale per Public Video e un’interfaccia per la SSP di Adform.

La partnership con Adform dimostra che i sistemi di pianificazione di Public Video e dell’online si stanno sempre più allineando, consentendo nuovi processi integrati che porteranno a una maggiore efficienza per tutti gli attori coinvolti – sottolinea Robert Bosch, CMO di Ströer -. Per i nostri clienti coincide con una prenotazione di spazi video ancora più flessibile, più semplice, più veloce e così ottimizzata che gli spot possono essere ancora più targetizzati ottenendo una più ampia reach. L’accordo segna l’inizio di una collaborazione che ci vedrà, nei prossimi mesi, in prima linea con Adform per sviluppare ulteriormente la nostra offerta”.

Integrando la loro SSP Public Video nella nostra piattaforma full-stack, i clienti Adform possono prenotare in programmatic l’inventory digital out-of-home di Ströer in maniera esclusiva. Il lancio congiunto di un’offerta di Programmatic Out-of-Home è unica sul mercato, e siamo molto orgogliosi di essere stati scelti come partner strategico per lanciare una soluzione congiunta in uno dei mercati più importanti del mondo”, afferma Julien Gardes, General Manager Southern Europe di Adform.

Per pianificare campagne DOOH con una logica di piattaforma, gradualmente Ströer fornirà nuovi prodotti per:

  • Acquisti basati su programmi televisivi PV
  • Estensione contestuale dei canali (online)
  • Estensione di formati adv online tramite PV
  • Retargeting Cross Channel (PV + Mobile)

Inoltre, i due player prevedono di fornire “pacchetti” predefiniti e creati da Ströer su dati definiti. Pacchetti che potranno essere organizzati automaticamente dal cliente, consentendo a Ströer di mettere a disposizione del mercato offerte a breve termine. Una soluzione che potrà essere utilizzata anche da quelle agenzie che non dispongono di una piattaforma demand-side.

Il cliente o l’agenzia si registra online su una piattaforma self-service e può organizzare, richiedere e prenotare l’inventory di public video, si tratta di funzionalità che verranno messe a disposizione del mercato nel corso del quarto trimestre di quest’anno. Ströer fornirà sia la pianificazione classica sia il location-based targeting, e permetterà anche la pianificazione audience based. Il reparto sales di Ströer continuerà a fornire il suo supporto a clienti diretti e ad agenzie.

Avere un partner unico per il Programmatic conviene? Sì, secondo Adform

Oggi avere un partner unico per il Programmatic offre alle aziende innumerevoli vantaggi. Ne sono convinti Jay Stevens e Julien Gardes, rispettivamente CRO e General Manager Southern Europe di Adform, che abbiamo intervistato a margine del Programmatic Day.

«Lavorare con una piattaforma full stack costituisce tutta una serie di vantaggi per i brand – ci ha spiegato Stevens -. Dall’efficienza dei processi di lavoro, al ritorno della spesa pubblicitaria, alla trasparenza. E’ qualcosa di provato che il modello full stack semplifica l’esperienza dell’advertiser e consente alle agenzie che lavorano per i brand di essere più efficienti nell’esecuzione delle campagne».

Oggi Adform si posiziona come operatore full stack per il Programmatic, offrendo Ad Server, DSP e DMP in un’unica piattaforma. E tra gli obiettivi della società, in Italia come in tutta l’area del Sud Europa, c’è proprio quello di spingere questo posizionamento, come ci ha detto Gardes: «Il mercato chiede sempre più fattori chiave come trasparenza e controllo, e il nostro obiettivo è quello di compiere dei passi avanti proponendo le nostre soluzioni con un approccio più di impresa, dialogando con i nostri clienti in modo da renderli consepevoli del grande potenziale del Programmatic».

Alfemminile sceglie Rubicon Project per l'automazione della pubblicità sulle piattaforme del Gruppo

Il gruppo media internazionale Aufeminin – Alfemminile in Italia – ha scelto Rubicon Project, che detiene uno dei maggiori marketplace di pubblicità al mondo e che a settembre ha siglato una collaborazione con la Rai nel nostro Paese, per la gestione dell’inventario pubblicitario in tutti i suoi prodotti digitali in Italia, Francia, Spagna e Regno Unito.

Aufeminin offrirà alle marche tutto l’inventario delle sue proposte per display, mobile e app tramite la piattaforma tecnologica di Rubicon Project – compresa l’esclusiva sull’inventario display.

«Aufeminin è un gruppo media innovativo e influente con un pubblico ampio ma specializzato. Le marche che accedono alla piattaforma saranno in grado di proporre campagne altamente mirate a un pubblico molto specifico – ha commentato Julien Gardès, direttore per il Sud Europa di Rubicon Project. – Da molto tempo Aufeminin è leader tra gli editori per quanto riguarda l’innovazione digitale e questa integrazione con Rubicon Project dimostra che marche ed editori nel mercato europeo stanno sfruttando i vantaggi dell’advertising programmatico per il loro business».

Il marchio Aufeminin vanta oltre 9 milioni di visitatori in Italia, 41 milioni di visitatori nei suoi 4 siti in Francia (aufeminin, Marmiton, Onmeda, Teemix), 5,5 milioni di visitatori in Spagna (Enfemenino) e 7,9 milioni di visitatori nei 2 siti del Regno Unito (Sofeminine, Netmums), per un totale di 64 milioni di visitatori (fonte: Google Analytics, senza deduplicazione – dicembre 2015).

Il gruppo pubblica contenuti editoriali e centrati sugli utenti per il pubblico femminile con testate, i cui inventari, grazie a questa partnership, saranno tutti resi disponibili sulla piattaforma di Rubicon Project.

L’integrazione nasce sotto il segno della costante accelerazione dell’automazione della pubblicità sul mercato europeo.

Bastien Deleau, head of programmatic del gruppo aufeminin, ha aggiunto: «Rubicon Project è leader globale nell’innovazione per venditori e acquirenti di advertising digitale, per cui è stato naturale far ricadere la scelta su questo partner per Italia, Francia, Spagna e Regno Unito. Siamo entusiasti di collaborare con Rubicon Project alla creazione di un valore straordinario e al raggiungimento di una maggiore efficienza da offrire alle marche grazie al nostro portfolio di proposte di alta qualità per desktop, mobile e app».