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Goodway Group avvia un’operazione anti-frode e migliora le sue prestazioni

Nel settore della pubblicità digitale, le frodi rappresentano una delle principali minacce per gli operatori, in particolare aziende e agenzie (leggi l’articolo dedicato). I bot e i click fraudolenti alterano i parametri di traffico con ripercussioni negative per le performance e l’operatività.

L’iniziativa di Goodway Group, azienda di servizi di Programmatic, si inserisce proprio in questo contesto in quanto intende contrastare il fenomeno attraverso una mirata azione antifrode, avviata in seguito ad una revisione del suo traffico non valido e delle anomalie dagli utenti. In seguito all’analisi, le misurazioni, certificate da Integral Ad Science, hanno mostrato che i livelli di frode nelle campagne dell’azienda erano inferiori all’1%. A livello di industria, secondo IAS il tasso standard di frode è pari 8,3%.

Goodway Group ha cominciato l’operazione di studio all’interno della sua filiera all’inizio del 2016 indagando su dati da 22 venditori che avevano destato sospetti. L’azienda ha valutato i soggetti secondo vari criteri, inclusi l’abilità di fornire traffico umano di qualità, fornire scala nelle impressioni e altri fattori. Attraverso questa analisi, sono stati identificati, e poi rimossi dalle campagne, 13 scambi con punteggi insufficienti.

In seguito a questo intervento, Goodway Group ha dichiarato di aver riscontrato un miglioramento dei tassi di conversione pari al 16%, un incremento del 5% nella viewability e un aumento del 4% nel prezzo dell’inventario.

“La maggior parte delle DSP e dei fornitori di programmatic fanno un buon lavoro di pulizia in ciò che lo IAB definisce frode. Ora Goodway ha rimosso più del 26% traffico dalla sua piattaforma persino oltre quello che è tipicamente definito frode”, ha dichiarato a MediaPost Jay Friedman, COO di Goodway Group.