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WPP si potenzia nel marketing analytics: nasce la struttura Gain Theory

La grande famiglia WPP si amplia con una nuova struttura di marketing analytics, Gain Theory, creata per aiutare i brand a gestire la grande mole di dati attualmente disponibile per gli advertiser.

Forte del capitale conoscitivo e delle competenze di WPP in campo media, marketing, dati e tecnologia, offrirà ai clienti servizi di consulenza per prendere decisioni di business in maniera più oculata e veloce e per raggiungere il ROI prefissato attraverso le proprie attività di comunicazione, soprattutto attraverso la gestione dei dati.

La nascita di una struttura di marketing analytics ad hoc non è casuale per WPP, che ha evidentemente deciso di cavalcare l’onda del successo dei Big Data, che spesso costituiscono anche una cartina di tornasole per monitorare l’andamento e il successo delle campagne adv. Stando a uno studio dell’istituto di ricerca CSC, la produzione di dati sarà 44 volte più vasta nel 2020 di quanto non lo era nel 2009, e col tempo, l’esigenza per le aziende di dover gestire a proprio favore questa mole di informazioni, anche grazie al contributo di consulenze esterne, si farà sempre più forte.

I servizi di Gain Theory includono la collaborazione coi clienti al fine di realizzare strategie per avere accesso ai dati e analizzarli, costruire DMP e modellare di conseguenza il marketing mix.

La struttura sarà guidata dal CEO Worldwide Jason Harrison, ex Worldwide Chief Information Officer di Maxus, ed avrà uffici a New York, Londra e Bangalore. Le attività globali saranno supportate dal COO Worldwide e CEO EMEA Manjiry Tamhane e dal CSO Worldwide e CEO APAC Sunder Muthuraman.

L’agenzia farà parte della famiglia GroupM ma sarà indipendente dalle operazioni di media buying.

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