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[Videointervista] Prudhomme (Index Exchange) a Programmatic Day 2019: «L’efficacia della monetizzazione passa dall’header bidding»

Da pochi mesi in Italia, Index Exchange ha scelto il palco del Programmatic Day per presentarsi ufficialmente al mercato nel nostro Paese. A parlare alla platea dello IULM è stato James Prudhomme, Executive Vice President International della società, presentando i valori e l’impegno che stanno guidando la presenza del marketplace programmatico in Italia.

Attualmente fanno parte del team Giovina Di Tonno, responsabile per la parte demand-side, e Valentina Vozza, responsabile dei rapporti con gli editori, ma l’organico – a detta di Prudhomme – si allargherà nei prossimi mesi con una serie di nuovi ingressi.

Il manager si è poi soffermato sul tema dell’header bidding, punto forte dell’offerta di Index Exchange, analizzandone i numerosi benefici, dall’aumento della monetizzazione al maggiore controllo che garantisce agli editori sul valore delle inventory, e concludendo che la tecnologia è riuscita a favorire la creazione di un nuovo ecosistema collaborativo tra buyer, fornitori tecnologici ed editori.

Grazie a questa tecnologia, e alle altre soluzioni di un’offerta articolata ora disponibile anche in Italia, l’obiettivo di Index Exchange è quello di supportare gli editori, che oggi, con l’avanzata dei big Google e Facebook, hanno più che mai bisogno di mettere a punto strategie di monetizzazione realmente efficaci.

Index Exchange arriva in Italia e punta ad ampliare il team

Nel mercato italiano arriva un nuovo marketplace pubblicitario, neutrale e indipendente. Si tratta della società canadese Index Exchange.

Creata nel 2003 come Casale Media, da qualche mese l’azienda ha aperto una sede a Milano, e ha scelto il Programmatic Day per presentarsi al mercato italiano. Abbiamo chiesto a James Prudhomme, Executive Vice President International di Index Exchange, di raccontarci il posizionamento della società e l’evoluzione della sua offerta all’interno del mercato programmatico.

Come si posiziona Index Exchange all’interno del mercato programmatico?

«Index Exchange è un marketplace pubblicitario presente in tutto il mondo in cui i principali publisher digitali vendono la loro inventory in tempo reale. Grazie a core value di neutralità e apertura e alle tecnologie più affidabili, Index Exchange concentra interamente la propria attenzione sui publisher e su come metterli in contatto con una domanda di qualità su vastissima scala. Index Exchange si identifica unicamente come ad exchange, e come tale garantisce affidabilità, neutralità e attenzione per la tecnologia. Il nostro interesse infatti è incentrato sullo sviluppo della tecnologia e degli strumenti atti a migliorare il marketplace e l’ecosistema del programmatic, tanto per i publisher quanto per i marketer e i consumatori».

Quali prodotti e soluzioni offrite sul mercato italiano?

«La nostra soluzione di punta è l’Header Tag Wrapper, un prodotto di header bidding per tutti i publisher. Massimizza i proventi pubblicitari dei publisher aumentando la domanda in tempo reale sull’ad server e porta l’inventory in un framework d’asta unificato, aperto e trasparente. Il Wrapper opera con una latenza incredibilmente bassa, è facile da implementare e consente di controllare totalmente tutte le configurazioni. Abbiamo ideato il Wrapper pensando ai nostri clienti publisher. Supporta un’ampia gamma di casi d’uso e offre controllo e trasparenza sull’ad stack. Inoltre, i publisher possono usufruire di Exchange Bidding, una soluzione ideata per fare offerte contemporaneamente nel nostro ad exchange e nell’ad exchange di Google, creando così altre opportunità di massimizzazione dei profitti».

Da quanto tempo Index Exchange è presente sul mercato italiano?

«Siamo in continua espansione a livello internazionale, e nel mese di dicembre 2018 abbiamo aperto una sede a Milano, con il primo employee Giovina Di Tonno, director business development responsabile buy side. Nel 2019 prevediamo di portare a cinque i componenti del team. Nell’ambito del programmatic advertising, l’Italia è un mercato maturo per la crescita, ma vogliamo essere certi di conoscere e comprendere a fondo gli aspetti culturali di tutte le aree geografiche in cui facciamo il nostro ingresso, oltre a rafforzare la nostra conoscenza del livello di maturità dei singoli mercati. Questo è anche uno dei motivi per cui abbiamo deciso di partecipare al Programmatic Day, dove terremo lo speech introduttivo».

Come evolverà la vostra offerta nel 2019? State lavorando a nuovi prodotti?

«Facciamo parte dell’Advertising ID Consortium e al momento la nostra attenzione è rivolta principalmente a ciò che definiamo “identity”. Una parte significativa delle transazioni di budget oggi passa attraverso pubblici personalizzati: gli inserzionisti caricano i propri elenchi utenti sulle piattaforme chiuse, da cui poi raggiungono i consumatori tramite gli annunci pubblicitari. Tuttavia, tali risorse di budget non raggiungono mai l’open web, per cui i publisher non ne beneficiano in alcun modo e i buyer sono limitati nello scalare le loro campagne.

Il nostro concetto di “identity” ha come obiettivo di eliminare questo squilibrio insito nel settore grazie a soluzioni standardizzate in grado di sbloccare il people-based advertising per il web aperto in tempo reale. Abbiamo scommesso molto sull’identity, e intendiamo proseguire su questa strada: molti dei nostri prodotti, infatti, sono concepiti per risolvere le sfide proprie del nostro settore attraverso meccanismi di marketing people-based e cookie-based».

A vostro avviso, come si sta evolvendo nell’anno in corso il mercato del Programmatic Advertising? Quali saranno le tendenze principali?

«Il futuro del settore del programmatic advertising dipende dalla capacità di tutti i componenti dell’ecosistema di riunirsi e operare insieme al fine di sbloccare la spesa pubblicitaria chiusa all’interno dei walled garden. Quest’anno, acquirenti, venditori e partner tecnologici indipendenti, in egual misura, devono improntare la propria strategia sul concetto di identity, la sola arma di cui disponiamo per livellare il campo di gioco del settore».

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