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Mobile e Intelligenza Artificiale. Pro e contro

Barcellona, Mobile World Congress 2018. Mi trovo davanti a uno schermo su cui è proiettato un video di otto anni fa (febbraio 2010): parla Eric Schimdt – allora amministratore delegato di Google – e quello che dice è: “Tra qualche anno sarà tutto mobile”. In otto anni non solo questa “premonizione” è diventata realtà, ma ci sembra anche scontato che sia così. Ve lo immaginate un mondo in cui non si possa fare un acquisto dal nostro telefonino? O in cui se vi viene fame, ma è domenica e non avete voglia di uscire, non possiate ordinare un pasto da una delle tante piattaforme di food delivery? O, anche più semplicemente, immaginatevi di dover raggiungere un posto che non conoscete e vi troviate senza connessione, niente Google Maps, niente rete per fare una telefonata… Cosa fareste?

Cosa faremmo, oggi, senza la tecnologia mobile? E come è potuto accadere tutto così velocemente? Sembra un’eternità che facciamo uso del mobile, ma non è così: sono fenomeni esponenziali, che accorciano i tempi impiegati per percorrere una stessa distanza. Ci sono voluti secoli per inventare la prima linea telefonica, rimasta pressoché uguale per circa un secolo, in 40 anni poi è successo di tutto: il primo telefono cellulare, il primo smartphone, le videochiamate, le app, l’intelligenza artificiale.

Cinque i punti cardine di questo cambiamento, raccolti su IPG Warehouse, la piattaforma che analizza ricerche ed approfondimenti legati a temi sociali e di attualità.

Più velocità, più opportunità

Nel giro di pochi anni sono comparse e diventate comuni cose che non avremmo saputo immaginare. Nel 2010 l’unico modo per fare una telefonata video era via Skype, oggi possiamo farlo da ogni app di messaggistica che usiamo normalmente per comunicare con amici e colleghi. Le app oggi ci conoscono più di quanto ci conosciamo noi stessi. Pensate a Spotify che vi suggerisce la musica che vi potrebbe piacere (e ha quasi sempre ragione). O ad Uber che è probabilmente in grado di stimare e ottimizzare gli spostamenti delle persone meglio del trasporto pubblico grazie proprio all’utilizzo dei dati. O a Facebook, che sa molte più cose di noi stessi di quante noi stessi ne sappiamo (ci ricordiamo tutti i like che abbiamo messo a tutti i nostri amici)? Ci stiamo insomma spostando verso un’economia basata sui dati e sulla capacità di attivarli per offrire servizi, prodotti e comunicazione sempre più mirata alle esigenze del singolo individuo grazie ad applicazioni e piattaforme che diventano ecosistemi aperti che interagiscono tra di loro. Con la nuova tecnologia 5G che ne diventa il propulsore, permettendo la trasmissione dei dati e delle informazioni a velocità siderali.

Più velocità, più rischi

Questa velocità però ha un prezzo. Non si sono accorciati solo i tempi per coprire le distanze, ma anche quelli della memoria umana. La tecnologia accorcia tutto: il nostro cervello è così tanto stimolato e così tanto concentrato sul presente che tutto è, o deve essere, immediato. Conseguentemente ricordiamo meno e siamo più vulnerabili alle cosiddette fake news, che a volte, come abbiamo potuto constatare negli ultimi anni, possono condizionare pesantemente i comportamenti di intere comunità. L’indigestione di informazioni ci rende anche più superficiali, mettendo a rischio anche la nostra sicurezza. Ci dimentichiamo della nostra privacy e non stiamo attenti a molte cose di cui nella vita reale, invece, ci preoccuperemmo. Se uno sconosciuto ci fermasse per strada e ci chiedesse il nostro indirizzo email, non glielo daremmo. Allora perché lo lasciamo con così tanta facilità sul web, dove spesso non vediamo nemmeno la faccia di chi ce lo sta chiedendo, né ne conosciamo le intenzioni? Il caso Facebook e Cambridge Analytica è solo la punta di un gigantesco iceberg.

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Regolamentazioni più stringenti ed educazione digitale

Poiché esiste il rischio concreto di concentrare sempre di più il potere delle grandi piattaforme digitali che sono in grado più di altri di utilizzare appieno i dati e le tecnologie, sono quindi necessarie, verrebbe da dire quasi naturali, azioni molto più stringenti da parte dei legislatori a tutela dei cittadini. In questo senso, la direttiva GDPR che debutta il prossimo 23 Maggio in Europa, rappresenta un primo ed importante tentativo di disciplinare meglio il gigantesco baratto che ha coinvolto tutti noi che abbiamo ceduto informazioni private, a fronte di accesso a servizi gratuiti (e-mail, app, social network, etc…) senza minimamente interessarci a dove i nostri dati andavano a finire o, peggio ancora, a quale uso si facesse degli stessi. Ma sarà la nostra educazione digitale (e soprattutto quella dei nostri figli), insieme alla consapevolezza di questi aspetti, che, al di là della regolamentazione, rappresenterà l’aspetto chiave per una chiarezza di rapporto tra l’utente e il mondo digitale.

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Baby Intelligenza Artificiale…

L’Intelligenza Artificiale è stata protagonista della recente edizione del Mobile World Congress. Va chiarito però che siamo ancora a uno stadio elementare, è come se fosse un bambino di 3/4 anni, quindi con possibilità di crescita esponenziale nei prossimi anni. Le interazioni oggi possibili sono infatti abbastanza banali, le più diffuse e visibili sono quelle vocali, ma da Alexa a Siri a Cortana, tutte le assistenti vocali parlano ancora in maniera frammentata e sconnessa. Nel giro di pochi anni invece riusciranno a fare conversazioni più fluide portando con sé anche un coinvolgimento emotivo perché verranno introdotti anche elementi visuali e non solo uditivi. Viviamo in un mondo che produce sempre più dati e che ha già a disposizione tutte le tecnologie per sfruttarli e renderli “intelligenti” … in altre parole, l’intelligenza artificiale diventerà presto adulta…

Grandi opportunità per i brand

Dal punto di vista creativo questa è una grandissima opportunità: i brand devono incominciare a pensare strategie adatte e adattabili all’Intelligenza Artificiale e al grande tema della ‘customer centricity’, cioè della capacità di un brand di ingaggiare e costruire una vera relazione con l’utente offrendo contenuti, messaggi, offerte e prodotti per lui rilevanti, in qualsiasi momento. Una sfida affascinante che verrà ulteriormente velocizzata dagli sviluppi esponenziali della ‘Realtà Virtuale’. Solo quelli che riusciranno ad abbracciarla per tempo saranno in grado di affrontarla adeguatamente e vincere. È chiaro però che, di fronte a così tante opportunità, anche il paradigma della creatività cambia radicalmente, trasformandosi in un esercizio sempre meno individuale, dove la capacità di aggregare competenze e tecnologie diverse diventerà il vero fattore critico di successo.

Cadreon ha un nuovo CEO globale: Erica Schmidt

Cadreon, il trading desk di IPG Mediabrands, ha un nuovo Global CEO. Si tratta di Erica Schmidt, ex Executive Vice President, Managing Director per il Nord America di Cadreon.

Tra le principali voci nella tecnologia pubblicitaria e nel mercato programmatico, Erica Schmidt, mentre era a capo del mercato nordamericano, ha guidato il team di Cadreon nello sviluppo della sua suite di prodotti best-in-class, includendo strumenti proprietari che legano insieme la tecnologia, l’analisi e la strategia per migliorare le performance pubblicitarie e collegare i consumatori con i brand.

Adesso la manager si occuperà dello sviluppo e del management globale dell’offerta programmatic di IPG, che fornisce soluzioni di marketing data-driven per conto dei partner – UM, Initiative e Reprise – e anche dei clienti.

«Erica è un leader versatile che si trova in una posizione ideale per guidare Cadreon verso il futuro – ha dichiarato Arun Kumar, Global Chief Data & Marketing Technology Officer IPG Mediabrands -. Negli ultimi tre anni abbiamo collaborato alla diversificazione delle capacità strategiche e della proposta di valore di Cadreon. Sono elettrizzato dal fatto che lei continui questa impresa su scala globale».

«Sono entusiasta di assumere questo ruolo e lavorare in collaborazione con UM, Initiative e IPG Mediabrands per portare avanti la nostra attività – ha commentato Schmidt -. L’architettura aperta del nostro network ci consente di andare sul mercato con un approccio ibrido in cui il programmatic può essere integrato in ogni brief strategico con scopi e obiettivi chiari. Ciò è in sintonia con i partner della nostra agenzia e con i clienti ed è fondamentale per creare relazioni di valore e dinamiche durature tra brand e consumatori in tutto il mondo»

«In un panorama media in continua evoluzione, è un privilegio costruire una cultura nella tecnologia pubblicitaria in cui le donne possano crescere – ha aggiunto la manager -. Non c’è mai stato un momento più esaltante per cambiare il modo in cui funziona il marketing».

In qualità di CEO globale, Erica Schmidt riferirà ad Arun Kumar, Global Chief Data & Marketing Technology Officer IPG Mediabrands. Come parte del gruppo, Erica Schmidt e Arun Kumar continueranno a collaborare per ridimensionare i dati e l’infrastruttura tecnologica di IPG.

IPG Mediabrands arricchisce la sua Audience Management Platform con i dati Nielsen

Nielsen ha annunciato un accordo su dati e tecnologia primo nel suo genere con IPG Mediabrands, che consentirà alla società di Interpublic di utilizzare i dati di Nielsen per migliorare la conoscenza dell’audience e le misurazioni delle campagne.

Milioni di ID di utenti della Audience Management Platform (AMP) di IPG Mediabrands saranno integrati con i dati di Nielsen sulla tv e sui comportamenti di acquisto dei consumatori. Ciò contribuirà a rendere più efficace il processo decisionale sulle modalità di coinvolgimento del pubblico, su quali tipi di contenuti e pubblicità usare e su quali dispositivi e piattaforme diffondere i messaggi da parte di IPG Mediabrands. La partnership includerà anche l’accesso agli strumenti Nielsen Marketing Cloud e Nielsen Media Impact.

L’accordo segue a una partnership globale quinquennale tra le due società, che copre diversi servizi di Nielsen tra cui le soluzioni per TV e audio, Digital Content Ratings (DCR) e SVOD Content Ratings.

Arun Kumar, Global Chief Data & Marketing Technology Officer di IPG Mediabrands, spiega: «La partnership migliorerà le nostre capacità di targeting e ci fornirà gli strumenti di pianificazione per garantire che le nostre agenzie possano raggiungere un pubblico mirato su vasta scala».

IPG Mediabrands sigla un accordo con Acxiom sul fronte dati

Un nuovo accordo globale amplia le capacità di raccolta dati e analytics di IPG Mediabrands.

La divisione media di Interpublic Group ha infatti stretto una partnership con Acxiom, società specializzata nella raccolta e analisi dei dati per il targeting delle campagne pubblicitarie, grazie alla quale le agenzie del network, tra cui Initiative e UM, potranno avere accesso agli insight dell’azienda.

L’accordo, che IPG ha dichiarato essere il più ampio finora sul fronte di analytics e integrazione di dati per la holding pubblicitaria, sarà operativo in 14 mercati a livello globale, tra cui l’Italia (gli altri sono Australia, Belgio, Canada, Cina, Danimarca, Francia, Giappone, India, Messico, Olanda, Stati Uniti, Sud Africa e UK).

Sarà Arun Kumar, nominato a marzo primo global chief data e marketing technology officer di IPG Mediabrands, a coordinare la partnership con Acxiom, che in ultima istanza consentirà alle agenzie del gruppo di potenziare la propria offerta di servizi per il targeting people-based delle aziende.

Dicloreum antinfiammatorio lancia una campagna tv con Sky AdSmart

Dicloreum antinfiammatorio locale, marchio del gruppo Alfa Wassermann (Gruppo Alfasigma), torna a comunicare le due referenze schiuma e cerotti con un nuovo approccio.

Insieme a Initiative, network del gruppo IPG Mediabrands, e SKY AdSmart, la piattaforma di pubblicità tv intelligente sbarcata da poco in Italia, Dicloreum antinfiammatorio locale introduce nel suo flight estivo la sua prima pubblicità televisiva targettizzata.

In contemporanea al lancio televisivo partito a fine Giugno sui principali canali, è stata prevista sulla piattaforma satellitare a pagamento, a partire dall’inizio di luglio, una comunicazione su un’audience selezionata in base a specifiche caratteristiche: selezionando delle aree geografiche definite, la pianificazione satellitare indirizza gli spot in maniera precisa e iper-mirata.

Si tratta del primo esperimento del marchio con la piattaforma SKY AdSmart. La videocomunicazione lavora, oltre che sulle piattaforme televisive, anche con il video online e con la SEA per incrementare la conoscenza del farmaco e nello stesso tempo intercettare tutti coloro che cercano informazioni sui rimedi ai disturbi musco-articolari, al fine di portare traffico al sito e spingere alla prova del prodotto. L’agenzia creativa è Serviceplan.

zeotap, i dati deterministici migliorano le performance della campagna Red Bull

Si è conclusa con risultati positivi la campagna di comunicazione digitale @Work di Red Bull, che per la prima volta in Italia ha utilizzato in modalità programmatica i dati deterministici e verificati della società tecnologica zeotap.

Con l’obiettivo di allargare le occasioni di consumo delle bevande energetiche all’interno di contesti lavorativi, Red Bull si è avvalsa della collaborazione di Initiative, agenzia media del gruppo IPG Mediabrands, insieme con il suo trading desk Cadreon, che ha selezionato zeotap e altri fornitori di dati per una campagna di pubblicitaria display automatizzata in ambiente mobile, destinata a varie tipologie di target come freelance, professionisti e manager aziendali.

zeotap è in grado di identificare alcuni milioni di utenti professionali con un elevato grado di precisione ricorrendo ai dati provenienti da compagnie di telefonia mobile, diversamente da altre società che derivano questo pubblico dall’analisi del comportamento di utenti consumatori sul web. I banner targettizzati facendo leva sui dati zeotap hanno aumentato l’efficienza della campagna, in termini dl click-rate, di più del 70% rispetto ad altri concorrenti.

«Abbiamo fatto una scommessa vincente con zeotap», ha commentato Francesco Cilea, Head of Brand di Red Bull Italia, «Da tempo abbiamo intrapreso la strada del programmatic advertising, che riteniamo sia particolarmente significativo in relazione alla capacità di indirizzare i nostri messaggi di comunicazione su target chiaramente identificati. zeotap si è dimostrato un partner decisamente affidabile, in grado di generare risultati attualmente incomparabili rispetto ad altri fornitori di dati».

«Siamo onorati di poter annoverare tra i nostri clienti un marchio come Red Bull, che rappresenta una delle pietre miliari del marketing mondiale negli ultimi anni» ha dichiarato Michele Rossi, Business Development Manager di zeotap Italia, «Ringraziamo Francesco per la fiducia che ci ha accordato, e i team di Cadreon e Initiative per la selezione dei profili e la pianificazione della campagna, con cui stiamo già predisponendo ulteriori attività nei prossimi mesi».

«Siamo decisamente soddisfatti della qualità dei dati deterministici di zeotap», ha aggiunto Luca Nicolai, Head of Cadreon Italia, «Siamo sempre alla ricerca di nuovi data partner per l’ottimizzazione del targeting delle campagne programmatiche, e gli eccellenti risultati ottenuti ci permettono di aumentare la soddisfazione di un importante cliente come Red Bull».

Recentemente zeotap è stata sottoposta ad un processo di verifica dei propri dati da AIMC in Spagna, dimostrando una accuratezza nel targeting fino al 94% e sei volte superiore rispetto alla media di mercato.

Prodir è online con una campagna tutta Programmatic. Pianifica Initiative

Prodir, azienda svizzera che dal 1975 è attiva nella produzione e distribuzione di penne personalizzate e strumenti da scrittura, avvia per la prima volta insieme a Initiative un’iniziativa di comunicazione digitale dedicata al mercato B2B.

La campagna, che ha l’obiettivo di generare brand awareness contattando un target fortemente profilato, ha un approccio 100% Programmatic, atto a massimizzare le performance di reach e frequency sul target business.

La strategia e il planning sono stati messi a punto da Initiative, network di comunicazione globale del gruppo IPG Mediabrands, guidata da Andrea Sinisi, che ha sviluppato per il brand tre differenti tattiche occupandosi anche del coordinamento a livello internazionale.

Ruolo fondamentale nella pianificazione digitale è quello di Cadreon, la società ad-tech di IPG Mediabrands, specializzata nelle attività di acquisto programmatico con l’obiettivo di raggiungere in modo efficiente ed efficace il focus target del brand, profilando il target in base a dati socio-demo, psicografici e comportamentali. La campagna ha respiro internazionale, con una geo-localizzazione su Italia, Regno Unito, Francia e Benelux.

IPG Mediabrands punta sull’offerta dati. Creato il ruolo di Chief Data & Marketing Technology Officer

IPG Mediabrands punta sull’offerta di soluzioni data-driven, creando il nuovo ruolo di Chief Data & Marketing Technology Officer.

A rivestire l’incarico sarà Arun Kumar, già global president del trading desk di IPG Mediabrands Cadreon e precedentemente global market head della Media Audience Platform (MAP) di Mediabrands.

Nel nuovo ruolo, Kumar sarà responsabile di tutte le soluzioni data-driven della holding media, così come delle sue infrastrutture di analytics. Riporterà a Philippe Krakowsky, chairman di IPG Mediabrands e chief strategy officer di Interpublic.

ICT Foxy, la campagna digitale è 100% Programmatic con Cadreon

ICT Foxy, , torna in campagna con un nuovo film dedicato a Foxy Mega grazie a Initiative, network di comunicazione globale parte del gruppo IPG Mediabrands, da anni al fianco di Industrie Cartarie Tronchetti.

Motore della comunicazione digitale dello specialista di prodotti di carta per la casa è Cadreonl’unità ad-tech del gruppo IPG Mediabrands specializzata in attività di acquisto automatizzato, che, attraverso una campagna 100% Programmatic e completamente cross-device, si pone l’obiettivo di intercettare il pubblico in obiettivo più affine al prodotto e massimizzare i contatti.

Leggi l’articolo completo su Engage.it.

IPG spinge su dati e analytics. Il ceo Roth: «Punteremo su Mediabrands»

IPG continua a spingere sull’offerta di dati e analytics. E lo fa attraverso IPG Mediabrands.

In occasione della call di bilancio relativa ai risultati del quarto trimestre e dell’intero 2016, il ceo della holding pubblicitaria Michael Roth ha dichiarato che il gruppo potenzierà l’offerta di dati e analytics all’interno della sua unit media, invece di acquisire soluzioni esterne. «Crediamo che [Mediabrands] diventerà il nostro magazzino di dati e la piattaforma che verrà utilizzata da tutti i nostri clienti», ha aggiunto.

Ciò vuol dire che le agenzie del gruppo potranno fare riferimento ai professionisti di Mediabrand per avere supporto sul fronte dati e analytics, così come alla piattaforma proprietaria di dati Audience Measurement Platform (AMP).

Quanto ad eventuali acquisizioni di strutture o tecnologie esterne, il manager non le ha escluse a priori, semplicemente ha fatto sapere che al momento sul mercato non ci sarebbe nulla di particolarmente interessante per i bisogni del gruppo.

Tra gli altri settori su cui il gruppo ha intenzione di investire quest’anno, c’è anche quello della consulenza. Un campo su cui molte agenzie stanno da tempo guardando con molto interesse per diversificare ulteriormente la propria offerta.

Positivi i risultati del gruppo: gli ultimi dati di bilancio, ufficializzati il 10 febbraio, hanno rivelato una crescita organica del 5,3% nel quarto trimestre 2016, e del 5% nell’intero anno.

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