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Viewability, non tutti i marketer sono d’accordo con la definizione di IAB

La maggior parte dei marketer riconosce l’importanza della viewability ma pochi sono d’accordo sul modo in cui debba essere definita.

Lo evidenzia il CMO Council, che ha intervistato nei primi tre mesi dell’anno 233 marketer senior da tutto il mondo. Secondo il sondaggio, sono pochi i rispondenti che condividono appieno le linee guida sul parametro fornite dall’Interactive Advertising Bureau, il quale fa riferimento agli standard del Media Rating Council per cui un annuncio video è viewable se il 50% di esso è visibile sullo schermo per almeno due secondo consecutivi.

viewability

Ma se da un parte è facile disapprovare le indicazioni canoniche, tuttavia proporre alternative è ancora più difficile. Oltre quattro su dieci persone hanno dichiarato di essere d’accordo con lo standard dell’industria ammettendo al contempo di avere difficoltà a trovare migliori definizioni.

GroupM utilizza un parametro di visibilità più stringente, secondo cui deve essere visualizzato il 100% dei pixel di un annuncio. Uno standard che anche il MRC, impegnato in processo di revisione, starebbe pensando di adottare.

IAB ufficializza l’ultima versione dello Standard Ad Unit Porfolio

L’Interactive Advertising Bureau ha rilasciato la versione finale dello IAB Standard Ad Unit Porfolio. Le specifiche includono formati pubblicitari che permettono alle creatività di adattarsi a schermi e risoluzioni differenti.

Basate sulla tecnologia HTML5, offrono anche linee guida per realtà aumentata, realtà virtuale, social media, video mobile, messaggistica pubblicitaria con emoji e annunci video a 360°. Le unità del portafoglio, sviluppate dallo IAB Technology Laboratory, integrano le dimensioni flessibili e i principi LEAN sulle inserzioni leggere, criptate, non invasive per formati nativi, mobile e display.

Da quando la bozza del documento è stata pubblicata per il commento pubblico a settembre dello scorso anno, sono stati eseguiti modifiche e aggiustamenti ai formati che, secondo IAB, hanno permesso di definire un intervallo di dimensioni specifiche che snelliscono il design, la produzione degli annunci e semplificano la compravendita. Incluse anche indicazioni sull’audio degli annunci.

IAB e IAB Tech Lab forniranno una serie di webinar, pagine demo e linee guida per aiutare i marchi ad effettuare la transizione. Per consentire ulteriori sperimentazioni, il laboratorio sta rilasciando uno strumento open-source per editori che permette loro di inserire all’interno delle testate un contenitore pubblicitario flessibile e un tag ad server per tutti i formati IAB.

IAB Tech Lab ha un nuovo capo: Michael Hahn

L’Interactive Advertising Bureau ha scelto l’avvocato specializzato in materia d’antitrust, Michael Hahn, come Senior Vice President e General Counsel.

La posizione era precedentemente occupata da Michael Zaneis, Ceo del Trustworthy Accountability Group, organo fondato nel 2014 per contrastare le frodi online, la pirateria e i malware. Zaneis ha cessato il suo rapporto lavorativo con IAB alla fine del 2015.

Hahn, un ex-partner della società Lowenstein Sandler, ha già rappresentato legalmente l’associazione, così come lo stesso Trustworthy Accountability Group. Nel suo nuovo ruolo, sarà responsabile degli affari legali e societari di IAB e dello IAB Technology Laboratory, la sua divisione di ricerca e sviluppo.

Lo IAB ha comunicato che Hahn rappresenterà l’ente per quanto riguarda la conformità alle norme per la concorrenza, la proprietà intellettuale (diritti d’autore, brevetti, marchi registrati) e i contratti. Avrà anche il compito di esercitare attività di lobby per l’industria della pubblicità digitale.

Iab, a Dennis Buchheim è affidato il nuovo ruolo di SVP data and ad effectiveness

L’Interactive Advertising Bureau ha annunciato che Dennis Buchheim assumerà il nuovo ruolo di Senior vice president data and ad effectiveness, e quello di General manager dello Iab Data Center of Excellence.

Buchneim ha il compito di promuovere il valore dei dati nei media e nella pubblicità e di costruire consenso attorno alla misurazione degli annunci digitali.

All’interno del Data Center of Excellence di Iab, gestirà tutte le attività quotidiane della struttura; sarà poi responsabile dello sviluppo di casi di business e dell’esecuzione di piani che promuovano l’efficacia della pubblicità. Nello specifico, il suo lavoro riguarda l’utilizzo dei dati per i migliorare le esperienze digitali in favore dei consumatori, concentrandosi, allo stesso tempo, sui risultati per editori e marketer.

Inoltre, Buchneim supervisionerà i lavori dell’associazione per educare l’industria sull’iniziativa conosciuta come “3MS” (Making Measurement Make Sense) e circa i nuovi requisiti di misurazione.

Buchneim arriva in Iab da Yahoo, dove ha lavorato come Vice president of product management. Precedentemente, era in Microsoft, dove ha tenuto vari incarichi, incluso quello di General manager of display monetization. Prima di entrare nell’industria della pubblicità digitale, aveva progettato e sviluppato software per consumatori ed imprese in Apple e Oracle.

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