Main partner:

Jobs

InMobi viola la privacy degli americani, dovrà pagare un milione di dollari

L’ad network InMobi ha acconsentito al pagamento di circa un milione di dollari per patteggiare le accuse, mosse dalla Federal Trade Commission, di aver ingannato i consumatori tracciando le loro posizioni, senza che ne avessero conoscenza e avessero rilasciato il loro consenso.

Nel suo reclamo per danni civili e nell’ingiunzione permanente, l’agenzia governativa americana per la tutela del consumatore ha sostenuto che anche se i consumatori avessero negato la richiesta dei servizi di localizzazione da parte delle app partner di InMobi, la compagnia avrebbe comunque utilizzato la triangolazione WiFi per tracciarli. L’FTC ha aggiunto che InMobi ha ignorato le preferenze di privacy di “centinaia di milioni di consumatori, inclusi i bambini” e che tracciando la posizione di quest’ultimi, la compagnia ha violato le normative contenute nel Children’s Online Privacy Protection Act (COPPA).

Il patteggiamento richiede che InMobi paghi una ammenda ridotta di 950 mila dollari da una penale civile originaria pari di 4 milioni; inoltre, è obbligata a cancellare permanentemente le informazioni raccolte sulla locazione e i movimenti dei bambini. L’ultima condizione impone all’ad network di creare “programma di privacy completo che sarà ispezionato in maniera autonoma ogni due anni per i prossimi 20 anni”.

Google tratta l’acquisizione di InMobi per rafforzarsi nel mobile adv

Google, secondo quanto riporta l’agenzia Reuters, starebbe trattando l’acquisizione dell’indiana InMobi per rafforzare la sua offerta nella pubblicità mobile.

Fondata nel 2007 a Bangalore come motore di ricerca per mobile, InMobi si è poi specializzata nell’analisi degli utenti e nell’erogazione di pubblicità mirata online, diventando uno dei grandi protagonisti del mobile advertising globale. La sua piattaforma, secondo quanto riportato dalla stessa società, sarebbe in grado di raggiungere oltre un miliardo di utenti in 200 Paesi.

La valutazione di InMobi, secondo un recente studio del Dow Jones VentureSource, sarebbe attorno ai 2,5 miliardi di dollari, con un fatturato annuo non distante dai 400 milioni, il che ne fa una delle società dell’ad-tech maggiori tra quelle non quotate.

(Leggi l’articolo completo su Engage.it)

Rubicon Project: dalla collaborazione con InMobi nasce il Mobile Native Ad Server

Continua la fruttuosa partnership tra Rubicon Project, azienda tecnologica fondata con la missione di automatizzare l’acquisto e la vendita di pubblicità, e InMobi, piattaforma globale di mobile advertising.

La collaborazione, avviata già da tempo e che ha visto a maggio la nascita di un ad exchange mondiale per il Native adv su mobile, InMobi Exchange, si arricchisce in questi giorni di un nuovo tassello.

In occasione del Mobile World Congress 2015 di Barcellona, infatti, Rubicon Project ha presentato il suo Mobile Native Ad Server, una novità che consente di fatto agli editori Premium e agli sviluppatori di app di eseguire campagne vendute direttamente, campagne native gestite in-house e anche accordi indiretti.

«Siamo entusiasti di poter lavorare con Rubicon Project per fornire agli sviluppatori di app in tutto il mondo una soluzione completa per la pubblicità native. Questo accelererà l’adozione dei formati native da parte degli editori premium e quindi migliorerà l’esperienza del mobile advertising da parte del consumatore finale», così commenta il lancio Anne Frisbie, vice president e general manager, Global Alliances, InMobi.

«Quella con InMobi è una partnership che sta portando molti benefici al mercato dell’automatizzazione della pubblicità – aggiunge Sara Buluggiu, direttore commerciale per il Sud Europa di Rubicon Project -. Il lancio del Native Ad Server, in particolare, consente di fatto a Rubicon Project di uscire dai confini della SSP per seguire più punti della filiera del Programmatic Adv».

Il Native Ad Server di Rubicon Project fa il suo debutto insieme al nuovo OpenRTB 2.3 per formati native, lo standard per le campagne mobile realizzato a febbraio da IAB, scritto peraltro insieme a Neal Richter, chief scientist di Rubicon Project, che consente ai publisher di eseguire campagne native programmaticamente sulle app mobile, raggiungendo i consumatori in modo scalabile e con un contenuto di brand più coinvolgente, perfettamente integrato nella user experience della app.

«OpenRTB consente ai brand di sfruttare al meglio il native advertising – ha detto Greg Woock, cofondatore e ceo di Pinger -. Gli sviluppatori possono combinare formati creativi di tipo native con le caratteristiche uniche delle loro app per creare esperienze più coinvolgenti per i propri utenti».

«Per molte campagne, abbiamo notato che gli annunci mobile di tipo native venduti programmaticamente hanno aumentato le performance della campagna da 2 a 5 volte – ha aggiunto Emily Del Greco, vice president of sales presso Adelphic -. I formati native sfruttano al meglio gli spazi limitati del mobile. Inserzionisti e editori potranno beneficiare di questa nuova inventory a disposizione sul mercato».

«Stiamo unendo l’efficienza e le capacità di targettizzazione dell’automatizzazione con il coinvolgimento e le performance dei formati native, vantaggioso per clienti, editori e utenti finali – ha detto Joe Prusz, head of mobile di Rubicon Project -. Combinato con la nostra piattaforma Orders per deals guaranteed e non, stiamo fornendo ai clienti un facile accesso al mobile advertising».

InMobi e Starcom Mediavest Group annunciano la nascita di un private marketplace europeo per il native su mobile

Starcom Mediavest Group, media agency network di Publicis Groupe, e InMobi, piattaforma internazionale per il mobile advertising in grado di raggiungere oltre un miliardo di utenti, hanno annunciato una partnership strategica nell’ambito della pubblicità mobile in Europa.

In virtù dell’accordo, che sviluppa anche nel vecchio continente la collaborazione che già intercorre in Nord America tra le due aziende, InMobi fornirà ai clienti di SMG l’accesso al proprio bacino di audience, ai suoi formati pubblicitari, ai suoi strumenti di insight e analisi del consumatore e alla piattaforma programmatica InMobi Ad Exchange. La partnership vedrà inoltre la creazione di un marketplace privato per il mobile native, che consentirà a SMG di sviluppare in quest’ambito soluzioni scalabili e personalizzate in tutta Europa.

Starcom-Mediavest-logo«Il mobile – ha sottolineato Iain Jacob, presidente EMEA di Starcom MediaVest Group –  non è più un’opzione, ma un imperativo per le marche. Come network “european-first”, abbiamo un chiaro vantaggio competitivo che porterà enormi benefici alla nostro base di clienti in tutto il continente».

La piattaforma pubblicitaria di InMobi costituisce una porta d’accesso verso più di 200 milioni di consumatori europei. Le opzioni pubblicitarie includono formati evoluti, tra cui video, native e full screen, ampiamente riconosciuti dalla industry. Dalla fine dello scorso anno, attraverso l’InMobi Ad Exchange è possibile inoltre raggiungere in maniera programmatica il proprio target anche su mobile app. Come parte dell’accordo, InMobi e SMG hanno formato un comitato congiunto per allineare lo sviluppo di prodotto di InMobi alle esigenze dei clienti SMG.

Il mobile, come è noto, è uno degli elementi trainanti della pubblicità online in tutto il mondo, con video e programmatic. Nel nostro Paese, secondo gli ultimi calcoli del Politecnico di Milano, nel 2014 gli investimenti in comunicazione su smartphone e tablet hanno superato i 300 milioni di euro, registrando un incremento del 48%.

 

Pubblicità su mobile? Nelle app gli utenti cliccano di più

Gli utenti mobile sono molto più propensi a cliccare su pubblicità mobile erogate nelle app piuttosto che via browser. Lo mostrano i dati del Q3 2014 diffusi da inMobi, una delle maggiori piattaforme globali di monetizzazione per mobile, e ripresi da eMarketer.

Considerando gli annunci erogati in tutto il mondo dalla piattaforma, le pubblicità in app – che hanno generato l’80% delle impression – hanno registrato un CTR (click-trhough rate) medio di 2,8 volte superiore rispetto agli ads sul mobile web. Allo stesso tempo, l’eCpm medio dell’in app advertising è stato 2,5 volte superiore alla pubblicità sul mobile web.

mobile-CTR-inmobiL’alta percentuale di impressions erogate sulle app sembra coerente con quanto rilevato da Audiweb, secondo cui l’84% del tempo totale speso online sui device mobili è generato dalle applicazioni, contro il 16% dai browser.

Ogni device, poi, fa storia a sé. Se dati dati inMobi risulta che la grande maggioranza (l’85%) delle impression in-app ha avuto luogo su uno smartphone, ma che i tablet hanno in assoluto gli indici più elevati di CTR e eCPM. Il CTR medio per i più grandi device della famiglia mobile risulta in particolare essere del 55,4% superiore rispetto agli smartphone.

Le più lette

Wordpress Social Share Plugin powered by Ultimatelysocial