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Editoriale Il Fatto sceglie Weborama per accelerare lo sviluppo data-driven

Editoriale Il Fatto ha annunciato di aver avviato una collaborazione con Weborama, la società europea specializzata in data science e profilazione semantica guidata in Italia da Roberto Carnazza.

L’editore de Il Fatto Quotidiano si avvarrà del supporto di Weborama per adottare un approccio sempre più “data-driven” , tra i principali obiettivi del piano di sviluppo della società, che si prepara alla quotazione in Borsa.

Alla base della collaborazione c’è l’utilizzo della DMP Weborama Audience Manager per raccogliere, analizzare e segmentare tutti i dati di prima parte del sito Ilfattoquotidiano.it e delle altre testate della stessa società editoriale (tra cui il mensile Millennium e la piattaforma di contenuti tv Loft). Incrociando questi dati con il database di Weborama (oltre 70 milioni di profili comportamentali e socio-demografici in Italia), Editoriale Il Fatto potrà avere una conoscenza più approfondita della propria audience per operare in modo più efficace sia sul mercato pubblicitario, sia nello sviluppo del prodotto e dell’attività in settori in cui è stata finora meno presente.

“Per una società editoriale è fondamentale analizzare la propria audience individuando specifici cluster, insight di impatto e correlazioni significative tra profili comportamentali e contenuti. In questo processo, Weborama agirà come un vero e proprio partner di Editoriale Il Fatto per quanto riguarda la Data Science, aggiungendo ulteriore valore e profondità a queste analisi”, si legge nel comunicato.

Cinzia Monteverdi, Presidente e Amministratore Delegato di Editoriale Il Fatto, nel piano industriale che descrive lo sviluppo dei prossimi tre anni ha confermato che l’approccio data-driven ha un forte impatto su tutte le fonti di ricavo: la trasformazione dell’azienda in senso data-driven modifica positivamente la proposizione commerciale di ogni prodotto dell’editoriale.

«Diventare una data-driven company è uno dei nostri grandi obiettivi – dichiara Luca D’Aprile, consigliere delegato all’innovazione di Editoriale Il Fatto -. Alcune implicazioni sono già molto chiare e hanno portato a primi risultati positivi. Questo è l’inizio di un percorso che sicuramente porterà Editoriale Il Fatto ad esplorare ed utilizzare in modo sempre più proficuo le infinite possibilità che una data-driven strategy può fornire al mondo dell’informazione».

«L’approccio de Il Fatto è totalmente in sintonia con la nostra filosofia e la nostra visione del mondo dei dati», aggiunge Roberto Carnazza, Managing Director di Weborama Italia. «Editoriale Il Fatto è una delle prime realtà in Italia ad aver compreso il valore del dato non solo in termini pubblicitari ma come asset fondamentale per sviluppare e migliorare il proprio prodotto editoriale, per dialogare con i propri utenti e per fidelizzare i nuovi lettori. Il cosiddetto data journalism non è solo una bella etichetta modaiola ma un modo totalmente innovativo di costruire e ottimizzare una realtà editoriale all’avanguardia».

Roberto_Carnazza_Weborama
Roberto Carnazza

Editoriale Il Fatto ha chiuso il 2017 con ricavi per oltre 26 milioni di euro, mentre l’utile netto è stato di 618 mila euro. Per quanto riguarda la pubblicità online l’editore (che lavora con Sport Network sul cartaceo) da gennaio ha affidato la raccolta a Moving Up e nei primi 5 mesi dell’anno dichiara una crescita dei ricavi del 15%.

Carlo Poss, HIMedia: «Il programmatic è il trend del 2015»

Il 2015 si è aperto per HiMedia, la divisione di HiMedia Group specializzata nell’advertising digitale, con un’importante incarico: la gestione della raccolta in esclusiva de Ilfattoquotidiano.it. Il sito di news, la cui audience è molto trasversale, va ad aggiungersi a un network già ricco di publisher come, solo per citarne alcuni, WeTransfer, Viamichelin.it, Greenme.it, Believe Digital (su Youtube, ndr) e Shazam. Da tempo, HiMedia gestisce tutto il proprio inventory attraverso una piattaforma tecnologica, AppNexus. Una scelta oggi sta pagando, come spiega in questa intervista Carlo Poss, ceo di HiMedia Group Italia.

Partiamo dall’acquisizione de Ilfattoquotidiano.it. Come si inserisce nel vostro business?

Siamo molto orgogliosi che un editore innovativo come Ilfattoquotidiano.it abbia scelto di affidarsi a HiMedia per la valorizzazione dei propri spazi adv. Ilfattoquotidiano.it, terzo sito di news per comScore e addirittura il primo insieme a Sole24Ore per Audiweb per traffico puro senza TAL, registra quotidianamente oltre 450.000 utenti unici e 1.630.000 di pagine viste al giorno e offre la possibilità di creare molti progetti speciali editoriali. FQ Magazine, inoltre, sta già ottenendo ottimi risultati, toccando temi di entertainment e cultura e strizzando l’occhio a un target più femminile.

Quali considera oggi i trend più significativi per gli advertiser?

I grandi inserzionisti stanno progressivamente investendo in programmatic, in quanto è un mezzo che permette di mantenere il controllo e l’efficienza dell’investimento. Inoltre sempre più spesso il mezzo web sta entrando nelle logiche di videostrategy dei grandi investitori della tv. Un altro trend è quello legato agli investimenti mobile.

Come state interpretando tali esigenze?

Tutto il nostro inventario è nel market place di AppNexus, quindi è acquistabile sia in Open Market che in Private Deal. In programmatic è possibile acquistare banner standard e video preroll, oltre ai reach media sia desktop che mobile. Tuttavia continuiamo anche a intercettare necessità specifiche con sponsorizzazioni e special operation. La tecnologia è alla base del nostro dna e l’obiettivo è quello di continuare ad essere un Premium AdNetwork e di lanciare nuovi business in ambito Native, Video e Mobile in cui l’innovazione tecnologica possa giocare un ruolo da protagonista.

Ci descrive una case esemplificativa del vostro approccio?
Sul fronte programmatic è difficile visto che tutti i nostri clienti stanno optando per questa forma di buying. Per quanto riguarda invece i progetti mobile mi piace ricordare le campagne second screen realizzate con Shazam per molti clienti come Samsung, Vodafone, Wind, Tim, Jeep, Allianz, Banca Intesa San Paolo. Inoltre, grazie alla nuova feature Visual Recognition, Shazam è in grado di riconoscere anche le immagini sia su out of home che su stampa cartacea e il primo brand ad aver colto quest’opportunità per la stampa offline è stata Peugeot. In ambito video HiMedia propone il video interattivo in HD full screen sull’homepage di WeTransfer che sfrutta il momento di attesa di upload e download dei file. Questa soluzione permette all’advertiser di avere il 100% di viewability e di regalare agli utenti una vera total experience.

Infine, come avete chiuso i primi 6 mesi del 2015? E quali obiettivi sui 12 mesi?
Abbiamo registrato un buon Q1, mentre il Q2 si prospetta più difficile seppure in crescita rispetto a quello del 2014.

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