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Index Exchange estende l’accordo con LiveRamp e porta anche in Italia il tool IdentityLink

Index Exchange ha annunciato di avere stretto un accordo con LiveRamp, che la vedrà integrare a livello globale la soluzione IdentityLink della società sulla sua piattaforma, diventando così “la prima SSP a rendere globale il prodotto cookie-less di identity di LiveRamp”. Lo strumento sarà disponibile anche in Italia.

Grazie a questa novità, spiega la società in una nota, gli editori che utilizzano la SSP di Index Exchange in UK, Europa e regione Asia-Pacifico potranno arricchire la loro offerta di inventory con l’identificativo people-based e rispettoso della privacy IdentityLink, attraverso l’adattatore LiveRamp Real-Time Identity (RTI).

Per le due società si tratta di fatto dell’ampliamento di un accordo in essere da un anno, quando LiveRamp aveva integrato IdentityLink nella sua SSP IX Wrapper, come parte di uno sforzo per collegare i dati sulle audience di editori e aziende senza dover ricorrere ai cookie di terze parti. Una necessità divenuta col tempo sempre più impellente da quando Google ha annunciato che i cookie esterni presto non potranno più essere utilizzabili su Chrome.

Grazie all’utilizzo di IdentityLink gli editori potranno accrescere il valore delle loro inventory, mentre i brand potranno avere una conoscenza più approfondita del loro pubblico.

L’integrazione tra le due società sarà ora disponibile in Italia, UK, Francia, Germania, Spagna, Olanda, Australia, Singapore e Giappone, in aggiunta a USA e Canada dove era già attiva.

Programmatic day “re-live”: the future of Identity

In un mercato che si scontra con l’esigenza di trovare nuovi modi di tracciare gli utenti per indirizzare e misurare le campagne pubblicitarie, con i cookie che presto non potranno essere più utilizzati su tutti i principali browser, il tema dell’identity diventa quanto mai importante.

A portarlo sul palco “virtuale” del Programmatic Day 2020 è stata oggi Sara Buluggiu, MD Italy, Spain and MENA di Rubicon Project, offrendocene una prospettiva che guarda al presente ma che sposta l’attenzione anche verso il prossimo futuro.

Ecco il video integrale dell’intervento:

zeotap lancia ID+, iniziativa universale di identity per il marketing post-cookie

zeotap ha annunciato il lancio di ID+, un’iniziativa universale di identity che ha l’obiettivo di aiutare l’ecosistema del marketing ad affrontare le sfide poste poste dalla scomparsa dei cookie di terza parte e degli altri strumenti di identificazione, all’interno di uno scenario regolatorio in costante cambiamento.

Secondo quanto comunicato dalla società, oltre venti compagnie globali, regionali e locali hanno già confermato il loro supporto e l’adozione di ID+, inclusi Accenture, Annalect, International Business Times (IBT), Imágen Digital, Italiaonline, Mediasmart, OMD EMEA, Prensa Ibérica, PubMatic, S4M e Tabmo.

“Il lancio di ID+ è un importante passo per zeotap e per un’industria che sta affrontando un futuro incerto. Per far sì che un “ID universale” ottenga un’adozione diffusa e affermi una vera universalità c’è bisogno di un modello di governance multilaterale. Nessuno vuole vedere un duopolio fare posto a un altro”, ha dichiarato Projjol Banerjea, founder & CPO di zeotap, “Abbiamo deciso di intraprendere l’iniziativa e siamo stati molto incoraggiati dai riscontri clamorosamente positivi ricevuti dai nostri partner. È evidente che siamo tutti d’accordo sul fatto che il miglior modo per predire il futuro è crearlo. Insieme”.

ID+ è stata concepita su quattro principi cardine:

  1. Indipendenza: non fa affidamento sui cookie, MAID o qualsiasi identificatore di piattaforma. Invece, è basata su identificatori deterministici offline ed è valida su tutte le piattaforme e i canali,
  2. Semplicità: può essere adottata facilmente e funzionare come layer di identità di prima parte autonomo e insieme a soluzioni costruite internamente o di altro tipo,
  3. Interoperabilità: è disponibile per la connessione con tutte le altre soluzione universali di ID,
  4. Conformità: ogni dato di ID+ è dotato di tracciabilità del consenso incorporato, in più la protezione dei dati è assicurata attraverso la tokenization.

ID+ è stata inizialmente lanciata come estensione della soluzione di identity integrata nel marketing identity graph di zeotap, disponibile in Nord America, America Latina, Europa e India.

Per i brand, ID+ fornisce una soluzione per risolvere l’identity in maniera accurata e in scala. Oltre a trovare applicazione in ambiti base del marketing come l’attivazione, l’onboarding e gli analytics, vede anche un’applicazione embrionica anche in aree critiche come l’attribuzione multi touch (MTA). Per gli editori, invece, si legge nella nota, ID+ non serve solo ad assicurare che i loro modelli di ricavi restino intatti, ma rappresenta anche un passo importante per usare i propri dati di prima parte per fornire alternative a valore aggiunto ai marketer.

Nell’era della cookiepocalypse, come verranno identificati gli utenti?

La pandemia globale sta mettendo a dura prova gli editori, i quali si trovano a gestire enormi quantità di visitatori ed entrate pubblicitarie in calo. Per far fronte alle spese e per aumentare le entrate, molti di loro puntano sui pacchetti di abbonamento, sebbene i contenuti relativi al coronavirus e alla salute siano spesso accessibili liberamente. Altri invece ripongono le loro speranze nelle entrate generate dell’e-commerce, nonostante quest’ultime abbiano problemi di adempimento.

Tutto ciò mette ulteriori pressioni sulle entrate pubblicitarie. Gli editori italiani, che hanno già fatto fronte ai costi relativi all’implementazione di una solida policy per la GDPR, e che stanno affrontando l’attuale crisi causata dal COVID-19, hanno meno di due anni per prepararsi ad un futuro senza cookie di terze parti. Lo scorso gennaio, Google ha annunciato che rimuoverà i cookie di terze parti da Chrome, una mossa che è stata gia messa in pratica da Firefox e Safari.

Per far fronte al problema, editori e società di tecnologie pubblicitarie hanno chiesto aiuto allo IAB Tech Lab. Poche settimane dopo l’annuncio di Chrome, l’ente del settore (che possiede DigiTrust) ha presentato “Project Rearc” durante la sua conferenza annuale, lo IAB ALM a Palm Desert.

Project Rearc è un progetto importante poiché l’attuale confusione del settore sta rallentando la necessaria transizione verso un futuro sistema di identificazione più efficiente, basato sul rispetto della privacy. Purtroppo, Project Rearc non è una soluzione completa per risolvere i problemi relativi all’identificazione, ma è un gradito sforzo per definire standard e migliori pratiche per l’operatività delle società che forniscono soluzioni di identificazione.

Tuttavia, c’è un grande merito nei primi principi proposti dallo IAB Tech Lab. Innanzitutto, è stato stabilito che la privacy degli utenti non è negoziabile. Gli ID devono essere basati sul consenso. Le Consent Management Platform dovrebbero svolgere un ruolo fondamentale nella distribuzione dei segnali di consenso da allegare agli user ID utilizzando il Transparency and Consent Framework creato da IAB. La seconda versione del framework è prevista nei prossimi mesi a seguito della partecipazione di 10 IAB nazionali e 55 organizzazioni, nonché associazioni, editori, fornitori di tecnologia e agenzie di media a livello Europeo.

Il nostro settore deve ricostruire le basi dell’identificazione degli utenti rispettando principi di privacy. Tracciabilità e accountability devono diventare requisiti chiave per le soluzioni di identificazione.

La collaborazione è la chiave per costruire una soluzione di identificazione solida e duratura. Noi di ID5 riteniamo che l’identificazione debba essere gestita dai publisher. L’adozione di un strumento di identificazione universale da parte di agenzie e brand e piattaforme ad tech è necessaria affinché l’intero settore possa migrare verso un nuovo framework identificativo. Questo sforzo di collaborazione è fondamentale per il futuro dell’open web e per quello delle pubblicazioni e dei servizi supportati dalla pubblicità.

Il Tech Lab ha illustrato la sua posizione prendendo come esempio le e-mail o i numeri di telefono come base per costruire soluzioni di identificazione per l’online advertising. Si tratta di un approccio interessante ma non è abbastanza inclusivo, dato che non soddisfa pienamente le esigenze degli editori.

Soluzioni di login come NetID in Germania, Passmedia in Francia o Nonio in Portogallo possono essere d’aiuto visto che permettono agli editori di migliorare della user experience, comprendere meglio le audience e costruire nuove soluzioni di monetizzazione per i loro contenuti e servizi. Ma l’idea di utilizzare le email o i numeri di telefono, anche se cifrati, è troppo rischiosa dato che si tratta di dati troppo sensibili per essere utilizzati come ID utente. Inoltre, non tutti gli editori possono forzare i visitatori a loggarsi per accedere al proprio sito.

Gli editori necessitano di un approccio più ampio all’identificazione degli utenti, uno che sia veramente standardizzato a livello globale e che sfrutti qualsiasi informazione possa essere fornita dagli editori (inclusi gli accessi, ma non solo) sui loro visitatori a scopo di identificazione.

Nell’ultimo anno abbiamo riscontrato un forte aumento nell’adozione di soluzioni di identificazione in Prebid, da solo una manciata all’inizio del 2019, a 148 moduli ID supportati da SSP nel primo trimestre 2020. Ci auguriamo che gli editori possano collaborare alla costruzione di una nuova infrastruttura condivisa per un’identità universale in modo tale da garantire che la “cookiepocalypse” non diventi un “ad-pocalypse”.


Joanna Burton è la Chief Strategy Officer di ID5, società tecnologica specializzata in digital identity a livello europeo.

Data-driven marketing: Acxiom annuncia Real Identity

Acxiom, multinazionale americana specializzata in dati e tecnologia per il marketing, ha annunciato il lancio di Acxiom Real Identity, un nuovo portafoglio di identity solutions per migliorare la conoscenza dei consumatori attraverso la riconduzione a un’identità unificata dei diversi profili dell’utente raccolti da fonti eterogenee, e dare vita a esperienze di marketing avanzate.

Acxiom Real Identity offre alle aziende la possibilità di creare identity graphs proprietari, grazie ai quali sarà possibile modellare le proprie soluzioni di identity sulla base di esigenze specifiche. I first party identity graphs, spiega Acxiom in una nota, mantengono accuratamente le identità degli utenti nel tempo e su più canali, consentendo ai marchi di costruire relazioni reali con i propri consumatori.

Acxiom Real Identity offrirà ai marchi la possibilità di combinare in modo continuativo dati di prima, seconda e terza parte, inclusi quelli di Acxiom, per raggiungere raggiungere i propri clienti nel modo migliore, assicurando con i Acxiom Identity Assurance services il rispetto delle leggi vigenti, incluso il GDPR.

Acxiom Real Identity rappresenta dunque la nuova evoluzione del portafoglio di soluzioni di Identity della società, che è disponibile anche per le aziende italiane da maggio 2018.

PubMatic lancia Identity Hub, soluzione che “mette d’accordo” molteplici ID

PubMatic ha annunciato il lancio di Identity Hub, una nuova soluzione per la gestione dell’identity. Il prodotto, parte del modulo Prebid User ID della società, rende più facile per gli editori monetizzare in maniera programmatica le property, e per i buyer riconoscere audience interessanti e fare offerte per raggiungerle, in un momento in cui i cookie di terze parti stanno avendo sempre più restrizioni.

Identity Hub consente infatti agli editori di supportare in maniera veloce e fluida molteplici ID per ogni impression pubblicitaria, assicurando così che i buyer possano riconoscere le audience dell’editore e offrire di più nelle aste per quelle inventory, massimizzando da un lato i ricavi degli editori e dall’altro le performance delle campagne e il ROI degli inserzionisti.

«Con l’ecosistema della pubblicità digitale che cerca con urgenza soluzioni per individuare le audience in maniera consumer-friendly, la rapida espansione degli ID sta creando una sempre maggiore complessità. Inserzionisti ed editori hanno bisogno non di più, ma di meno confusione», ha spiegato Ankur Srivastava, director of product management di PubMatic. «Identity Hub di PubMatic risponde a questa sfida semplificando l’uso di molteplici ID attraverso una soluzione intuitiva e semplice da gestire», ha aggiunto.

Identity Hub è attualmente disponibile sia in versione pre-integrata in OpenWrap, il wrapper “Prebid-first” di PubMatic, sia come soluzione stand-alone per gli editori che usano altri wrapper di header bidding.

Tracciamento, Firefox bloccherà il DigiTrust ID di IAB Tech Lab

Mozilla bloccherà sul suo browser Firefox il funzionamento di DigiTrust ID, l’identificativo anonimo e basato su cookie di IAB Tech Lab, utilizzato da varie società per il targeting e la misurazione delle campagne. Lo riporta Digiday.

L’impatto di tale decisione non sarà forse enorme, considerando che la quota di mercato di Firefox tra i browser è di circa il 4%, ma certo non è una buona notizia per IAB e per il mercato ad tech in genere, che sempre più sta puntando sulla realizzazione di identificativi standard, condivisi tra più piattaforme. «Sappiamo che alcune società sono dell’opinione che non ci sia sufficiente valore per il consumatore per giustificare “tracciamento” – o riconoscimento anonimo delle audience – di qualsiasi tipo, nemmeno per l’utilizzo al fine di comunicare scelte di privacy – dichiara Jordan Mitchell, SVP of membership and operations di IAB Tech Lab -. Pensano che non ci si possa fidare di nessuna società terza. Noi siamo di un’opinione diversa: che la fiducia dovrebbe essere stabilita direttamente tra i consumatori e i brand, e gli editori di cui questi si fidano, e le società terze di cui a loro volta i brand e gli editori si fidano».

DigiTrust è un consorzio non-profit di piattaforme programmatiche acquisito da IAB Tech Lab lo scorso anno, e attivo nella creazione di uno user ID universale e anonimo. Tra i membri di questo consorzio ci sono MediaMath, OpenX, LiveRamp e svariati altri. Lato acquisto, i membri pagano una fee mensile per partecipare alla coalizione, mentre gli editori hanno accesso gratuito al servizio.

L’obiettivo della società è creare indentificatori standardizzati per il targeting pubblicitario, riducendo così l’utilizzo di cookie di terza parte. L’identificatore di DigiTrust viene immagazzinato nel cookie proprietario fornito da un editore. Gli altri membri del consorzio possono poi utilizzare lo stesso identificatore per future aste pubblicitarie e visite degli utenti sul sito attraverso il browser, invece di dover presentare richieste a network terzi ogni volta che una persona carica la pagina.

Un processo che offre svariati benefici: dover sincronizzare un minor numero di cookie rende il caricamento delle pagine web più veloce, con una conseguente migliore esperienza di navigazione per l’utente. Inoltre, la condivisione di ID utilizzando cookie di prima parte riduce il rischio di perdita di dati nei processi d’asta.

Secondo quanto riporta la testata citando Casey Oppenheim, co-founder del forum per sviluppatori Disconnect, sebbene DigiTrust non tracci gli utenti direttamente, mette tuttavia altre società nelle condizioni di poterlo fare, e dunque il suo operato rientrerebbe comunque nel termine “tracciamento”, a danno della privacy dei consumatori.

Una portavoce di Mozilla ha dichiarato che «il tracciamento basato su cookie di DigiTrust verrà bloccato in una futura versione di Firefox».

MediaMath, campagne multischermo più rilevanti grazie a un accordo con LiveRamp

In seguito al lancio del suo framework per gli acquisti media digitali Source, MediaMath ha annunciato di aver siglato un accordo con la piattaforma LiveRamp, che vedrà la soluzione IdentityLink di quest’ultima integrata all’interno dell’infrastruttura per le aste di MediaMath.

Come parte di Source, MediaMath utilizzerà IdentityLink per le aste su inventory pubblicitarie display, mobile e Connected TV. Grazie a questa partnership, il player ad tech aumenterà la sua capacità di collegare i dispositivi agli utenti in maniera anonima e nel rispetto della privacy e consentirà agli inserzionisti di erogare campagne più rilevanti e fornire una migliore esperienza agli utenti, grazie a livelli di abbinamento (match rate) più alti.

In particolare, spiega MediaMath in una nota, l’accordo porta vantaggi su tutte le principali componenti del processo di indirizzamento delle campagne, inclusi: l’eliminazione della perdita di dati nel corso della filiera, assicurando alti livelli di data fidelity tra le informazioni fornite da brand, agenzie e DMP; un miglioramento della recognition, offrendo un identificatore scalabile per le transazioni; accesso a inventory “senza cookie”, attraverso una soluzione trasparente e rispettosa della privacy; e misurazioni neutrali e trasparenti, grazie alla possibilità di misurare su IdentityLink ogni impression acquistata usando la soluzione.

La notizia segue l’annuncio di circa un mese fa del lancio di Source by MediaMath, un framework per gli acquisti pubblicitari volto a garantire una supply chain affidabile e libera da frodi. All’interno del progetto entra ora anche LiveRamp, che va ad aggiungersi ai tanti altri partner dell’iniziativa, che includono Rubicon Project, Telaria, Akamai, Business Insider, Havas Media, IBM Watson, Inscape/Vizio, News Corp, Oracle Data Cloud e White Ops.

Identity: Rubicon Project annuncia l’integrazione con LiveRamp

Rubicon Project ha annunciato un’integrazione con LiveRamp e il suo IdentityLink, l’identificativo di utenti neutrale, people-based e sicuro per la privacy. Grazie a questa integrazione, l’identità di un utente potra essere trasportata all’interno dei processi d’asta in maniera efficiente in tempo reale, fornendo ai marketer una visione più completa e coerente del consumatore.

Rubicon Project implementerà IdentityLink nei suoi processi d’asta, e ciò consentirà alle DSP di effettuare direttamente le loro transazioni utilizzando questo tipo di identificativo, riducendo così la loro dipendenza dai cookies, migliorando l’indirizzamento delle campagne e consentendo ai marketer di raggiungere persone invece che dispositivi.

Inoltre, ogni impression acquistata su IdentityLink potrà essere misurata su IdentityLink, il che permetterà ai marketer di avere una misurazione trasparente dell’inventory di Rubicon Project.

«Questa integrazione è una parte importante del supporto complessivo che noi forniamo per soluzioni di identity orientate alla comunità – spiega Garrett McGrath, Vice President, Product di Rubicon Project -. I browser stanno limitando sempre più l’utilizzo dei cookie di terze parti o lo stanno bloccando del tutto. Continuiamo a osservare una diminuzione dell’adozione dei cookie di terze parti, e identificatori comuni come IdentityLink aiutano a limitare la diffusione di ID proprietari che intasano le pagine e impattano negativamente sull’esperienza dell’utente».

Adform espande le soluzioni di gestione dell’identity con il nuovo Cross-Device Graph

Offrire un migliore targeting per utente su diversi dispositivi: con questo obiettivo Adform espande le sue soluzioni di identity management cross-device con il lancio di Cross-Device Graph.

“La nuova soluzione di Adform – spiega la società in una nota – apporta miglioramenti unici e di impatto, resi possibili grazie alla piattaforma di advertising integrata dell’azienda. Questo livello avanzato di gestione delle identità, abbinato alle funzionalità di Cross-Device Graph, elimina la necessità per gli inserzionisti di utilizzare vendor esterni per le attività di identity management e di targeting su più dispositivi utilizzando una soluzione integrata nativamente con la piattaforma di Adform”.

Alla base della soluzione, un algoritmo di machine learning parte di Odin, il sistema di intelligenza artificiale di Adform, che mappa i diversi device di un singolo utente in un profilo unificato, utilizzando i dati deterministici criptati provenienti da partner accuratamente selezionati per la creazione e la convalida degli algoritmi. L’accuratezza degli algoritmi e la ricchezza dei dati sottostanti consente ad Adform di rendere disponibile sul mercato un unico profilo multi-device, consentendo agli inserzionisti di concentrarsi su come raggiungere gli utenti in maniera olistica, non solo sulla base di identificatori isolati come i cookie.

Attualmente il sistema Cross-Device di Adform identifica una media di 3,2 dispositivi per utente coprendo circa il 70% di tutti i cookie unici. Il profilo risultante può essere utilizzato per una comunicazione mirata dell’utente tramite DSP, nella gestione dei dati su DMP o in attività di media reporting. L’uso del Cross-Device Graph comporta un fee aggiuntivo al CPM di base, ma, assicura Adform, “il risparmio per gli inserzionisti è reale, in quanto per ottenere risultati uguali o superiori è necessario acquistare un minor numero di impression. La soluzione assicura che la minore frequenza limiti la spesa e sostenga la distribuzione di advertising a maggiore impatto”.

«Nonostante la maggior parte dell’advertising online si basi in gran parte su cookie individuali e identificatori per dispositivi mobili, laddove non viene sfruttata la misurazione cross-device si ottengono minori tassi di conversione. Per gli inserzionisti ciò si traduce in sprechi di budget e in uno scarso controllo dei messaggi», afferma Davide Corcione, Country Manager di Adform.

«Il numero di dispositivi per utente con accesso a internet continua ad aumentare e la complessità dei singoli ID graph è sempre più articolata. Adform Cross-Device è uno strumento essenziale per dare ordine e svolge un ruolo centrale nel garantire che gli utenti non siano sommersi da annunci irrilevanti», aggiunge Jochen Schlosser, Chief Strategy Officer di Adform.

Il livello avanzato di gestione delle identità di Adform e la nuova offerta premium Cross-Device sono già disponibili all’interno della piattaforma per i clienti attuali.

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