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LiveRamp si rafforza sul fronte delle misurazioni tv con un’acquisizione

LiveRamp, ex Acxiom Corporation ribrandizzata dopo la vendita di Acxiom Marketing Solutions a Interpublic Group e oggi una società specializzata in identity, si rafforza in ambito televisivo con l’acquisizione della startup di misurazioni Data Plus Math.

Grazie all’operazione, l’identity graph di LiveRamp verrà collegato agli strumenti di misurazione cross-screen di Data Plus Math e ai suoi partner lato vendita. Tra questi, ad esempio, c’è l’emittente televisiva americana A&E Networks, che potrà erogare una campagna utilizzando le metriche di Data Plus Math e presentarle ai suoi inserzionisti. Questi potranno poi siglare un accordo con Data Plus Math per portare i loro dati di prima e terza parte sulla piattaforma, il che darebbe loro una visione più completa delle performance televisive delle loro campagne al di fuori di A&E. La soluzione Identity Link di LiveRamp – che mette insieme dati di brand, pubblico televisivo e fornitori terzi – aiuterà poi ad avere insight più specifici su singoli utenti.

Una volta che i due team verranno uniti, il futuro step sarà quello di chiamare a bordo più partner lato acquisto.

Le due società hanno lavorato insieme per 2 anni, con LiveRamp che ha immesso sulla piattaforma dati di prima e terza parte per conto dei propri clienti. L’acquisizione elimina alcune complicazioni operative, come la necessità di contratti separati.

L’acquisto di Data Plus Math contribuisce ad arricchire l’offerta di LiveRamp nell’ambito della pubblicità televisiva, un settore in grande crescita. E con questa proposizione più ampia, la società punta ad estendere ulteriormente la propria portata a livello internazionale.

LinkedIn si rafforza su identity e misurazioni con una nuova acquisizione

LinkedIn ha annunciato di avere avviato un accordo per l’acquisizione di Drawbridge, piattaforma specializzata nella digital identity che utilizza l’Intelligenza Artificiale e il Machine Learning per fornire soluzioni di marketing, customer experience e sicurezza.

L’acquisizione, di cui non si conosce il valore economico, dovrebbe chiudersi entro la fine di giugno.

“Crediamo che il team e la tecnologia di Drawbridge possano consentirci di dare una spinta alle capacità della nostra piattaforma Marketing Solutions, aiutando i nostri clienti a raggiungere e comprendere meglio il loro pubblico di professionisti ed a misurare in maniera più accurata il ROI delle loro campagne su mobile e desktop”, spiega LinkedIn in un blog post.

In particolare, l’apporto della società consentirà al social di migliorare il matching delle audience sul suo Audience Network e di affinare le proprie tecniche di attribuzione, aiutando così i suoi inserzionisti a targettizzare più efficacemente il pubblico e misurare i risultati delle campagne sui vari canali e dispositivi.

Il social sottolinea che questa novità non apporterà cambiamenti alla sua data policy: “Man mano che provvederemo a integrare la tecnologia di Drawbridge in LinkedIn, dopo la chiusura dell’accordo, continueremo a mantenere l’alto livello di controllo che membri e clienti hanno sui dati che scelgono di condividere con noi”.

Circa due mesi fa, LinkedIn aveva annunciato un rafforzamento della propria offerta di targeting pubblicitario con due nuove soluzioni, una basata sulle audience lookalike, l’altra sui dati di ricerca di Bing.

Digital identity, quanto è considerata importante da chi opera nel programmatic?

Quanto si sa sul tema dell’identity nel mercato del programmatic? Per chi opera nel settore, migliorare le proprie capacità nell’identificazione degli utenti è considerato prioritario? E quanto conosciute e adottate sono le soluzioni di ID unico? Per rispondere a queste domande, la società indipendente di identity digitale ID5 ha realizzato lo studio “The State of Digital Identity”, coinvolgendo circa un centinaio di professionisti della pubblicità tra gennaio e febbraio 2019.

Secondo i risultati del report, il tema dell’identity è oggi più importante che mai nel mondo della pubblicità digitale: ben l’89% degli intervistati ha dichiarato di considerarlo una priorità per il proprio business. I professionisti del programmatic, inoltre, riconoscono che Google, Facebook e Amazon riescono a identificare gli utenti in maniera efficiente, e ben il 95% considera questa capacità un grande vantaggio competitivo per i walled garden. E questo si riverbera sugli investimenti pubblicitari, come sottolinea Mathieu Roche, co-Founder e CEO di ID5: «L’indentificazione [degli utenti] è uno dei fattori chiave che consentono a Google, Amazon e Facebook di attrarre la maggior parte dei budget di programmatic. Secondo la nostra ricerca, i professionisti dell’ad tech e gli editori sono ben consapevoli di questo fatto, e molti di loro (l’89%) percepiscono che la dominanza dei walled garden è una grande minaccia per il loro business».

Il mercato, inoltre, si rende conto che le attuali metodologie di identificazione degli utenti basate sull’abbinamento di cookie sono inefficienti: il 91% infatti sostiene che il mercato necessiti di migliori soluzioni. E del resto, la sincronizzazione dei cookie è causa di molte preoccupazioni per gli editori, con il 60% di essi che ha avuto difficoltà a causa di bassi livelli di abbinamento in occasione dell’implementazione di PMP e Deal. Il 93% di brand, agenzie ed editori conviene sull’importanza di aumentare i “match rate” con i propri partner tecnologici ma sostiene anche di non avere controllo e visibilità sul problema: il 40% dei brand e il 43% degli editori non sa a quanto ammontano tali livelli. Molti di loro immaginano che siano di oltre il 90% quando invece sono intorno al 75% secondo molti professionisti dell’ad tech.

«La buona notizia è che il mercato del programmatic sta compiendo progressi man mano che decolla il supporto e l’adozione di soluzioni di ID condivisi – spiega Roche -. Secondo la nostra ricerca, l’85% dei professionisti del programmatic supporta questo tipo di iniziative di condivisione dell’identity. Alcuni operatori sono più veloci di altri ad adottare questo tipo di soluzioni, ma la collaborazione a livello di industry sta accelerando. L’ad tech si sta avvicinando sempre più all’utilizzo di nuovi metodi per identificare gli utenti e condividere le informazioni in modo trasparente ed efficiente».

Di seguito un’infografica che sintetizza le principali evidenze della ricerca.

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zeotap lancia Connect, soluzione di identity che unisce dati offline e digitali

Aiutare le grandi aziende a collegare i loro dati offline con quelli offline, per raggiungere i propri utenti in maniera più accurata e coi messaggi più giusti. È questo l’obiettivo di Connect, la nuova soluzione di identity appena lanciata sul mercato da zeotap, e già disponibile per i clienti italiani.

Il prodotto associa in maniera deterministica i dati offline di prima parte dei brand con identificativi online, rispondendo a un preciso bisogno del mercato di oggi. Le aziende, infatti, già da tempo hanno iniziato a sfruttare il potere dei dati nelle loro campagne, e ad investire fortemente sulle loro DMP e sullo sviluppo dei dati di prima parte. Tuttavia, nonostante questi loro sforzi, la realtà oggi è che senza la capacità di collegare i diversi identificativi sui vari canali dell’ecosistema digitale – mobile, tablet, desktop, tv – i brand non riescono a trarre il massimo dai dati in loro possesso.

E proprio qui si inserisce la novità di zeotap. Grazie alla sua integrazione con i principali operatori telefonici, la società ha sviluppato un identity graph telco unico e brevettato, che aiuta le aziende a collegare i dati proprietari di CRM (come email e numeri di telefono) con identificativi online (ID dispositivo e cookie mobile/desktop). «Di fatto, si tratta di un modo rivoluzionario di avere accesso a informazioni più complete sui consumatori e di interagire meglio con essi», commenta Riccardo Polizzy Carbonelli, Country Manager Italia di zeotap.

Riccardo Polizzy-Zeotap
Riccardo Polizzy Carbonelli

All’associazione tra dati offline e online, zeotap può poi anche aggiungere ulteriori insight, consentendo alle aziende di far uso delle proprie funzioni di targeting intelligence. Di conseguenza, le aziende possono estrapolare maggiori informazioni sui loro consumatori e beneficiare allo stesso tempo di strategie di segmentazione avanzate basate sui dati socio-demo e comportamentali di zeotap.

Il tutto, naturalmente, nel pieno rispetto del GDPR e degli standard di privacy globali. Zeotap Connect, infatti, lavora con identificativi criptati in maniera sicura, e utilizza un suo identificatore proprietario (lo ZeoID), capace di separare gli identity data delle aziende dagli attributi di targeting di zeotap per una maggiore sicurezza. La società, tra l’altro, è stata riconosciuta con numerose certificazioni in materia di sicurezza e rispetto della privacy.

«Le grandi aziende sono abituate a comunicare con i loro consumatori, ma il rapporto tra loro rimane in qualche modo distante ed è affidato per lo più ad insight di terze parti – spiega Polizzy Carbonelli -. I brand hanno bisogno di conoscere meglio il loro pubblico: non basta sapere, ad esempio, che si tratta di uomini, trentenni e sposati; pensiamo a quanto sono importanti informazioni come le preferenze di navigazione o di acquisto, estrapolabili da identificativi digitali. Uno strumento come Connect non solo offre l’opportunità di intrecciare un rapporto più diretto con l’utente, ma consente anche di avere una visione davvero a tutto tondo del proprio target, in ultima istanza favorendo l’erogazione di messaggi pubblicitari rilevanti nel momento più idoneo».

Per zeotap, inoltre, Connect costituisce una novità anche in termini di tipologia di offerta. «Fino ad ora tradizionalmente un fornitore di dati, zeotap con questa nuova soluzione si apre al mondo dell’identity, proponendo uno strumento che va ben oltre la semplice funzione di targeting di una campagna», conclude Polizzy Carbonelli.

LiveRamp si rafforza sull’attivazione dei dati grazie a un nuovo accordo

All’indomani della vendita della divisione Marketing Services di Acxiom a IPG per 2,3 miliardi di dollari, il mercato si è subito scatenato sul prevedere il futuro di ciò che restava di Acxiom, ossia la piattaforma di identity resolution LiveRamp. Tra le possibili ipotesi, la vendita, con già una serie di possibili “interessati”.

Ma mentre gli operatori continuano a interrogarsi e fare ipotesi su quello che succederà a LiveRamp, la società intanto ha annunciato un’importante arricchimento della propria offerta, attraverso un accordo con la SSP Sonobi. Grazie alla partnership, aziende e agenzie potranno costruire pacchetti media unendo i propri dati di CRM alle audience people-based provenienti dal marketplace JetStream di Sonobi, che comprende importanti editori quali The Guardian, USA Today e CBS. Di fatto, attraverso questa associazione, saranno capaci di individuare su quali siti internet i propri consumatori sono presenti, e attuare così strategie media più mirate e personalizzate.

«Grazie a JetStream di Sonobi – spiega Paul Turner, GM of Technology di LiveRamp -, saremo in grado di fornire informazioni su dove il pubblico di consumatori di un brand è presente all’interno dell’ecosistema digitale e connettere i dati di prima parte delle aziende con editori premium per un’attivazione più mirata e intelligente dei media sui vari formati e dispositivi. Il tutto in modo trasparente, rispettoso della privacy e basato sul consenso, per promuovere ulteriormente la fiducia e la fedeltà del pubblico e per proteggere consumatori, brand e partner di business».

L’offerta è attualmente in beta pubblico, e per i prossimi tre mesi sarà disponibile esclusivamente per le aziende clienti di LiveRamp. Oltre questo periodo la funzionalità sarà aperta anche alle agenzie partner.

Omnicom si rafforza sui dati con il lancio di Omni, piattaforma di precision marketing

A poche settimane dall’acquisizione di Acxiom Marketing Solutions da parte di IPG, che contribuirà a rafforzare la holding sul fronte della gestione dei dati, un altro gruppo ha deciso di spingere l’acceleratore su questo ambito.

Si tratta di Omnicom Group. La società guidata da John Wren ha annunciato il lancio di Omni, una piattaforma di insight e precision marketing creata, secondo quanto si legge in una nota, per “identificare e definire esperienze personalizzate per i consumatori in maniera scalabile”, offrendo una visione unica del consumatore, tracciabile in maniera dinamica e condivisibile tra tutte le marketing practice del gruppo.

“Omni trasforma il modo in cui i team di Omnicom lavorano, collaborano e producono valore, dalla generazione di insight alla costruzione dei segmenti di audience, dalla pianificazione dei canali allo sviluppo creativo e alla distribuzione dei messaggi. Tutte le attività saranno costantemente misurate e ottimizzate attraverso un’attribuzione strettamente legata alle performance del clienti ad ogni step del consumer journey”, si legge nella nota.

Al centro di Omni c’è un robusto identity graph people-based, ossia un database di consumatori connessi costruito col contributo delle principali società di identity come Neustar, LiveRamp e Experian. Tale identity graph collega secondo per secondo i comportamenti dei consumatori per rivelare come le persone entrano in contatto con i brand, interagiscono con essi ed arrivano all’acquisto finale. L’unione dei dati raccolti è effettuata nel rispetto delle normative locali e della privacy.

Il comportamento dei consumatori viene poi mappato in un grafico delle inventory media, per offrire una visione precisa della qualità, il valore e la disponibilità di spazi pubblicitari all’interno del marketplace. Questo piano connesso, infine, viene attivato attraverso un flusso di lavoro e un “content engine” che consente ai team delle varie agenzie di Omnicom di produrre e distribuire messaggi personalizzati in maniera efficiente e scalabile.

«Quando abbiamo lanciato Annalect sette anni fa, ci siamo dedicati a trasformare il media attraverso dati e analytics. Con Omni, stiamo espandendo ciò che abbiamo imparato per trasformare l’intero processo di marketing – ha spiegato Daryl Simm, CEO di Omnicom Media Group -. Omni collega i nostri talenti intorno a una visione unica del consumatore e fornisce loro l’ispirazione giusta per creare le migliori idee integrate, capaci ci produrre performance e successo per i nostri clienti».

Omni è sviluppata e ospitata in Annalect, insieme a OPMG (Omnicom Precision Marketing Group). E’ stata disegnata per essere integrabile con i fornitori di servizi di marketing cloud, “dando così la possibilità ai clienti di trarre il massimo dai loro dati di prima parte e dagli investimenti in mar-tech”.

Il lancio ufficiale di Omni arriva dopo svariati mesi di implementazione della piattaforma su selezionati progetti creativi, media e di CRM e su altre practice del gruppo. Il suo sviluppo continuerà ad ampliarsi alle varie agenzie del gruppo nei prossimi mesi.

Iniezione di capitali per MediaMath: arrivano 225 milioni di dollari

Nuovi investimenti per MediaMath. La società di ad tech ha ottenuto dalla società Searchlight Capital Partners un’iniezione di capitali di 225 milioni di dollari. Il fondo, che sarà fornito in due differenti tornate, “porta il capitale totale investito di MediaMath a oltre 500 milioni di dollari, e fornisce le risorse necessarie per aiutare a guidare la sua prossima fase di crescita”, spiega la società in una nota.

I fondi verranno utilizzati soprattutto per rafforzare l’offerta di MediaMath, accelerando lo sviluppo delle sue DSP e DMP “attraverso iniziative di crescita sia organiche che inorganiche”, ma potranno servire anche per finanziare delle acquisizioni e per sovvenzionare la messa a punto di soluzioni in determinate aree strategiche come l’identity (l’individuazione di profili unici a partire dai dati provenienti da varie fonti) e l’intelligenza artificiale, ma anche la tv connessa e il digital out of home.

La società, infatti, è attualmente impegnata nell’espansione del suo “identity stack“, un’infrastruttura capace di connettere i vari punti di contatto delle aziende con i consumatori per garantire l’individuazione di profili unici (anche attraverso attività su mezzi in grande crescita come le tv connesse e il DOOH) e nell’ampliamento dell’adozione dell’intelligenza artificiale per garantire maggiori performance di business ai clienti nel rispetto della privacy dei loro utenti.

Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, inoltre, alcuni dei fondi verranno utilizzati per acquisire le quote di uno degli investitori di MediaMath, Safeguard Scientifics, che a gennaio aveva dichiarato di voler terminare gli investimenti in nuove compagnie a causa di una strategia di taglio dei costi.

L’iniezione di capitali per MediaMath arriva in un periodo particolarmente “caldo” di consolidamento per il mercato ad tech, che nell’ultimo mese ha visto sia l’acquisizione di AppNexus da parte del gigante telco AT&T, sia quella della divisione Marketing Solutions di Acxiom da parte di IPG, sia l’acquisto della maggioranza di Integral Ad Science (IAS) da parte di Vista Equity Partners.