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Apple punta sul programmatic per rilanciare iAd. Chiudono iAd App Network e iTunes Radio

Sei anni dopo aver lanciato la sua piattaforma pubblicitaria iAd, Apple sta facendo un mezzo dietro-front rispetto al piano iniziale, attivandosi per dismettere la propria rete commerciale in favore di un nuovo sistema più automatizzato.

A monte dei piani di Cupertino c’è il mezzo flop del business pubblicitario di Apple, mai davvero decollato: se da una parte eMarketer accredita iAd di una quota di mercato pari a un non trascurabile 5,1% nella pubblicità mobile display americana nel 2015 (contro il 37,9% di Facebook e il 9,5% di Google) la sostanza è che, come ammetteva già un anno fa il Ceo Tim Cook, l’advertising rappresenta una parte “molto piccola” nel giro d’affari della Mela.

Il tutto, anche a causa di Apple stessa: secondo la ricostruzione di BuzzFeed, che per prima ha acceso i riflettori sulla vicenda, ci sarebbero infatti i prezzi elevati richiesti agli inserzionisti per pubblicare annunci sulle app per iPhone e iPad e la reticenza della multinazionale quando si tratta di condividere dati con il mercato. E, come noto, in questo momento i dati sono il carburante della comunicazione.

Allo stato attuale, secondo indiscrezioni, l’idea di Apple sarebbe quella di smantellare la squadra commerciale e rinunciare alla vendita diretta degli spazi, di cui l’azienda tratteneva il 30%, con il resto che andava agli editori.

Mentre proprio gli editori – e gli sviluppatori di app – nella “nuova” iAd sarebbero al centro dei piani futuri per la piattaforma, visto che potrebbero gestire direttamente la vendita di annunci, senza intermediari Apple, trattenendo in questo caso il 100% dei ricavi (con l’invenduto che potrebbe essere riempito con il programmatic). Si tratta, se così fosse, di qualcosa di non molto diverso da quanto già accade su Facebook con gli Instant Articles o con le AMP di Google.

Al momento, da Apple non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale in merito, tuttavia la compagnia sta annunciando la dismissione di alcuni servizi come l’iAd App Network, servizio che permette agli sviluppatori parte del programma di promuovere le proprie app all’interno del network pubblicitario Apple iAd, il 30 giugno. L’annuncio è arrivato sul sito dedicato agli sviluppatori di app.

Nel programma, secondo quanto comunicato dall’azienda, non saranno più accettate nuove applicazioni ma, fino a fine giugno, resteranno attive le campagne pubblicitarie già lanciate. Gli sviluppatori che vorranno continuare a pubblicizzare le proprie app dopo la chiusura di iAd App Network dovranno utilizzare iAd Workbench.

Ancora prima, a fine gennaio, sarà invece “spento” iTunes Radio, il servizio che permette agli utenti di Stati Uniti ed Australia di accedere a diversi canali in streaming gratuito, ma comunque supportato da pubblicità, per l’ascolto di musica su internet. Al suo posto gli utenti potranno usare Beats 1, la radio lanciata in concomitanza di Apple Music, il servizio di streaming musicale in abbonamento made in Cupertino.

Apple apre iTunes Radio al programmatic

Secondo Advertising Age, Apple sta aprendo la propria inventory pubblicitaria di iTunes Radio al programmatic buying attraverso iAd.

iTunes radio è il servizio di radio in streaming di Apple, diretto competitor di sistemi come Pandora. A partire da questa settimana, sarebbe quindi possibile acquistare spot radiofonici in programmatic all’interno del servizio attraverso la piattaforma pubblicitaria della Mela.

A supporto di questa nuova opzione, sarebbero state migliorate anche le capacità di targeting, permettendo tra l’altro ai marketer di incrociare i propri dati con i numeri di telefono e gli indirizzi email dei clienti di iTunes Radio, in forma anonima.

Al momento, Apple realizza solo una piccolissima parte dei propri ricavi con la pubblicità. Ma è un settore che l’azienda sta sviluppando, anche rafforzandosi nell’ad tech. Il programmatic è arrivato in iAd (il marketplace che consente di pianificare campagne in ambiente Apple, per esempio su iPhone e iPad) lo scorso novembre, grazie ad accordi con player come Rubicon Progect, AdRoll e MediaMath.

Dopo essersi mossa in oggettivo ritardo nel mercato display, con questa mossa, Apple si posiziona bene nel piccolo ma crescente mercato del Programmatic Audio. Ma il vero bersaglio potrebbe essere un altro: «Oggi tocca a iTunes Radio e al loro (di Apple, ndr) mobile ad network, ma ci aspettiamo che molto presto porteranno questa funzionalità nella Apple tv», ha detto Benjamin Witte, head of mobile growth di AdRoll.

Apple porta l’RTB sulla piattaforma pubblicitaria iAD con Rubicon Project

Dopo le indiscrezioni riportate negli scorsi giorni da Programmatic-Italia, ora è ufficiale: Rubicon Project, una delle più grandi piattaforme di trading in tempo reale indipendenti per l’acquisto e la vendita di pubblicità, è stata selezionata da Apple per supportare l’adozione della pubblicità programmatica nella propria piattaforma pubblicitaria, iAd, attorno alla quale gravitano oltre 250.000 mobile developers.

Rubicon Project si unisce ad altre compagnie come AdRoll e MediaMath, piattaforme già integrate nel Workbench iAd di Apple, permettendo campagne pubblicitarie cross-device dirette agli utenti di iPhone e iPad. Grazie a questo cambiamento, l’inventario iAd verrà acquistato e rivenduto in un marketplace aperto, facilitando l’acquisizione di audience alle agenzie media e pubblicitarie.

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Il sito di iAD

«È elettrizzante essere stati scelti da Apple per introdurre l’automazione nella gestione degli ordini diretti di iAd e per consentire l’accesso ad acquirenti mobile di alto livello in tutto il mondo», ha commentato Gregory R. Raifman, Presidente di Rubicon Project. «Non vediamo l’ora di dare agli acquirenti accesso alle possibilità senza precedenti per raggiungere l’audience offerte da iAd e alla nostra soluzione olistica per l’automazione degli ordini diretti».

Per le campagne su iAd, gli inserzionisti potranno avvalersi dell’aiuto dei dati di iTunes. Infatti, si legge nella nota inviata da Rubicon Project, “la piattaforma iAd di Apple fornisce alle marche oltre 400 opzioni di targettizzazione, sulla base di centinaia di milioni di account iTunes convalidati in tutto il mondo. Grazie a questa ricca raccolta di dati “first party” è più facile per gli acquirenti rivolgersi in modo mirato ai destinatari scelti nell’universo mobile, che possono essere madri di famiglia, persone in viaggio di lavoro, giocatori di golf, appassionati dell’opera, ecc”.

Fino ad ora, gli acquisti su iAd sono stati condotti direttamente attraverso il team di vendite interno di Apple. Ma il programmatic buying consentirebbe agli inserzionisti di competere per gli spazi pubblicitari attraverso aste in Rtb, procedimento che si è rivelato molto popolare su altri network di pubblicità online.

L’apertura all’open market da parte di Apple, che finora vendeva pubblicità attraverso un sales team interno, punta a un deciso potenziamento di iAd: secondo quanto recentemente ammesso dal ceo di Apple Tim Cook, l’advertising è ancora una «parte molto piccola» del business della Mela Morsicata.

Apple si apre al programmatic advertising sul mobile

La unit di pubblicità mobile di Apple iAd si starebbe aprendo per la prima volta al programmatic advertising attraverso una partnership con Rubicon Project. Un segnale che testimonia l’intenzione della Mela Morsicata di dare una scossa al proprio esiguo business pubblicitario sul mobile, quattro anni dopo il lancio della unit, e di porsi come un reale competitor per Google e Facebook.

Secondo quanto rivela Business Insider, riprendendo un comunicato pubblicato da Rubicon Project e poi misteriosamente fatto sparire, la società sarebbe stata incaricata per abilitare la tecnologia necessaria al programmatic advertising sulla piattaforma iAd, forte di oltre 250 mila sviluppatori. La piattaforma automatizzata costituirà un open marketplace per l’acquisto e la vendita delle inventory di iAd, rendendo semplice per gli inserzionisti acquistare audience tramite il suo global exchange.

Fino ad ora, gli acquisti su iAd sono stati condotti direttamente attraverso il team di vendite interno di Apple. Ma il programmatic buying consentirebbe agli inserzionisti di competere per gli spazi pubblicitari attraverso aste in Rtb, procedimento che si è rivelato molto popolare su altri network di pubblicità online.

Una mossa, quella di Apple, che si inserisce pienamente nell’ottica di un potenziamento di iAd: dal suo lancio nel 2010, il servizio è stato gradualmente arricchito, aggiungendo feature, ampliando la disponibilità, e abbassando i prezzi per gli inserzionisti. Allo stesso modo, Cupertino starebbe tentando di collegare iAd ad altri servizi su iPhone, dando la possibilità per esempio alle aziende di includere i tasti “Add to Passbook” per i coupon.

L’obiettivo finale, dunque, sarebbe quello di attrarre inserzionisti sul servizio, con l’obiettivo di monetizzare meglio quella che, secondo quanto recentemente rivelato dal ceo di Apple Tim Cook, è ancora una «parte molto piccola» del business della Mela Morsicata, sulla scia di quanto fatto (con successo) da altre realtà, Facebook in primis.